Ambiente

Pipistrelli, un sistema immunitario eccezionale

Sono i reservoir naturali di molti virus che emergono nella popolazione umana, tra cui probabilmente SARS-CoV-2, anche a causa della pressione antropica cui li sottoponiamo: ma come fanno i pipistrelli a difendersi da quegli stessi virus? Antonio Scalari ripercorre le ricerche sul sistema immunitario di questi animali, le cui caratteristiche sembrano essere legate agli adattamenti al volo.
Crediti immagine: Charles J Sharp/Wikimedia Commons. Licenza: CC BY-SA 4.0

Nel 1994, in Australia, un misterioso morbo si diffuse tra i cavalli di un allevamento a Hendra, un sobborgo nei pressi della città di Brisbane, uccidendo 14 capi. Ma i cavalli non furono l’unica specie coinvolta. Due uomini che lavoravano nell’allevamento si ammalarono e uno di loro morì dopo un ricovero di alcuni giorni in terapia intensiva. Le analisi di laboratorio dimostrarono che l’agente responsabile della malattia che aveva colpito cavalli e umani, causando una grave infiammazione respiratoria, era un virus fino ad allora sconosciuto alla scienza.

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Aids, Hendra, Nipah, Ebola, Lyme, Sars, Mers, Covid…

Deforestazione e cambiamenti climatici stanno trasformando profondamente gli ecosistemi e creano un'interfaccia innaturale tra essere umano e animali. Ma la salute dell'ambiente è legata a doppio filo a quella della nostra specie. Laura Scillitani ripercorre i meccanismi per i quali la pressione antropica - e i cambiamenti climatici - favoriscono l'insorgenza di alcune malattie e altera le dinamiche della trasmissione di patogeni

“Quando l’epidemia sarà finita torneremo alla vita di prima”, ci ripetiamo come un mantra in questi giorni di reclusione forzata in casa, mentre osserviamo la primavera avanzare oltre le nostre finestre. In realtà, se volessimo trarre un beneficio dalle avversità, dovremmo inquadrare ciò che è accaduto in una cornice più ampia. Covid-19 è l’ennesima dimostrazione di quanto la nostra sopravvivenza sia strettamente legata alla tutela della natura e alla integrità della biosfera.

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Invasione di locuste nel Corno d’Africa: parola d’ordine prevenire

L'invasione di locuste in alcuni Paesi africani sta già facendo enormi danni, e si stima abbia messo milioni di persone in condizioni di grave insicurezza alimentare. Ma da cosa dipende questo fenomeno? E soprattutto, si poteva prevenire?
Nell'immagine: una locusta Schistocerca gregaria, la specie responsabile dell'attuale invasione. Crediti: Amanda44/Wikimedia Commons. Licenza: CC BY-SA 3.0

Il cielo è scuro nel Corno d’Africa, tanto scuro da non poter più vedere il sole. Non si tratta di nuvole o di fumo, ma di milioni di insetti che si spostano in sciami devastando le coltivazioni. In questi mesi si sta infatti verificando un’invasione di locuste, la peggiore delle ultime decadi secondo la FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura).

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La migliore medicina per Covid-19 è la biodiversità

L'epidemia di SARS-CoV-2 ha riacceso l'attenzione sul mercato della fauna selvatica. Dimensioni difficili da quantificare, soprattutto in considerazione del commercio illegale, ma effetti ben noti: danni alla biodiversità, autoctona e non, minacce alla conservazione delle specie e potenziale trasmissione di patogeni, sia in modo diretto sia in modo indiretto.
Crediti immagine: Illustrations of Indian Zoology - volume 2, 1833 circa. Wikimedia.

All’inizio si pensava fosse colpa dei serpenti. Poi sono stati condannati i pipistrelli, come reservoir. Ora gli ospiti intermedi parrebbero essere i pangolini. Quello che sembra essere certo è che il nuovo coronavirus, SARS-CoV-2, si sia originato a Wuhan in un mercato alimentare in cui si vendevano animali selvatici vivi e le loro carni. Il coronavirus della SARS che nel 2003 allarmò il mondo e causò circa 800 decessi si diffuse allo stesso modo a partire da un mercato, a Foshan, nel sud-est della Cina.

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"Prevenire". La metafora dei tre debiti

Tre debiti per la nostra specie. Ma se il debitore è noto, chi è il creditore? E soprattutto, come si rimedia al pasticcio? Roberto Satolli recensisce "Prevenire", dell'epidemiologo Paolo Vineis, del fisico Roberto Cingolani e di Luca Carra.
Crediti immagine: Brian Merrill/Pixabay. Licenza: Pixabay License

La parola debito è odiosa. Nessuno ama sentirsi ricordare di avere una pendenza, che sia un individuo, un’impresa, un popolo o l’intera specie umana. Per questo forse gli autori hanno scelto un titolo costruttivo come “Prevenire”, anziché qualcosa di deprimente come “I tre debiti dell’umanità”, che avrebbe descritto meglio il principale contenuto del libro.

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La finanza che protegge il rinoceronte

I Rhino Bond sono titoli obbligazionari per la tutela del rinoceronte nero, la cui popolazione si è ridotta drasticamente dagli anni '70 a oggi. Emessi per un ammontare complessivo di 50 milioni di dollari, gli interessi saranno ripagati se la popolazione dei rinoceronti neri africani situati tra Kenia e Sudafrica (area in cui si concentra il 12% della totalità della specie) aumenterà nei prossimi cinque anni.
Crediti immagine: Mani300/Pixabay. Licenza: Pixabay License

Come salvare le specie animali in via di estinzione facendo ricorso al mercato finanziario? Un binomio inusuale, a tratti utopistico per quelli che la finanza la masticano quotidianamente; eppure si tratta di un tema a tutti gli effetti concreto, che sta investendo Wall Street con obiettivi tutt’altro che irrilevanti.

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Intelligenza artificiale, cambiamenti climatici e migrazioni

Uno studio recentemente pubblicato su Nature Climate Change ha usato tecnologie avanzate per analizzare i dati radar sulle migrazioni degli uccelli nell'arco degli ultimi 24 anni, su tutti gli Stati Uniti continentali. I risultati di quest'analisi, che sarebbe stato impossibile fino a qualche tempo fa, hanno permesso di evidenziare un'anticipazione delle migrazioni primaverili che coinvolge centinaia di specie di uccelli. Ma che potrebbe non essere sufficiente per consentire loro di fronteggiare i cambiamenti climatici.
Crediti immagine: Marc Pascual/Pixabay: Licenza: Pixabay License

Il momento in cui partire e in cui arrivare è di cruciale importanza per gli animali migratori. Il rischio è di raggiungere i siti riproduttivi quando le risorse non sono ancora, o non sono più, sufficienti per "metter su famiglia". La decisione degli uccelli migratori di lasciare i siti invernali per raggiungere quelli riproduttivi è affidata all'integrazione tra più informazioni, dal fotoperiodo alla temperatura. Proprio su quest'ultima pesa l'effetto dei cambiamenti climatici, il cui impatto sulle migrazioni è già finito nella lente di diversi studi scientifici.

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Se 30.000 specie vi sembran poche

rallo di Guam

La IUCN ha annunciato l'ultimo aggiornamento delle liste rosse, che comprende la valutazione dello stato di conservazione di 112.432 specie; di queste, il 27% è considerato a rischio di estinzione. Le attività antropiche e l'effetto dei cambiamenti climatici pesano su specie animali e vegetali, in mare e in terra, spesso con ripercussioni a catena su tutto il loro ecosistema. Ci sono però anche dieci storie di successo, nelle quali è stato possibile invertire una tendenza negativa: sono le storie che dimostrano, per dirla con le parole di Grethel Aguilar, direttrice generale della IUCN, “che la natura può ristabilirsi, se le si dà almeno una mezza possibilità di farlo”.
Nell'immagine: un rallo di Guam, una delle specie per le quali si sono registrati segnali di ripresa. Crediti: Jean/Flickr. Licenza: CC BY 2.0

Sono ben 30.178 le specie di animali e piante che potrebbero scomparire nel breve termine. Rischiano l’estinzione il 41% degli anfibi, il 25% dei mammiferi e il 13% degli uccelli valutati. Ma anche il 34% delle specie di conifere e il 33% dei coralli che formano le barriere coralline. Sono questi i numeri ufficiali comunicati dall’unione internazionale per la conservazione della natura (IUCN).

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Clima, delusione (con qualche sorpresa) a Madrid

Abbiamo chiesto a Chiara Soletti, di Italian Climate Network, un commento sulla COP 25 di Madrid. 

“In generale il mio bilancio sulla COP25 è negativo, la situazione è sconfortante, ma allo stesso tempo credo che il multilateralismo sia un’opzione migliore del vuoto internazionale che esisteva in passato con gli stati nazione ognuno per suo conto”. 

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COP25: verso i 3,2 gradi di aumento. Perché la politica fallisce?

cancello della IFEMA conventions center, Madrid, Spain, sede della COP25. December 2, 2019. [Photo/Agencies]

COP25 sembra sostanzialmente fallita sul piano delle decisioni poltiche. Alcune parole d’ordine degli eventi paralleli che avrebbero potuto influire sullo stile della politica non sono filtrate a livello delle negoziazioni: elevare il livello di ambizione; affrontare il problema con flessibilità, capacità di risposta e senso di responsibilità; coniugare innovazione tecnologica e “advocacy” (impegno). Hanno prevalso gli egoismi nazionali secondo il classico scenario della "tragedy of the commons", la tragedia dei beni comuni che sembrano non appartenere a nessuno. Immagine: cancello della IFEMA conventions center, Madrid, Spain, sede della COP25. December 2, 2019. [Photo/Agencies]

Il Pianeta mi ricorda un malato grave che viene affidato da un ottimo diagnosta a un’equipe di chirurghi litigiosi, invidiosi e pasticcioni. COP25 sembra sostanzialmente fallita sul piano delle decisioni poltiche, con la notevole eccezione del Green Deal di Ursula von der Leyen e di Frans Timmermans, che però è esterno e indipendente dalla negoziazione.

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Nemmeno l'Europa prende la sufficienza in ambiente

L'Europa è il luogo dove ha preso avvio la Rivoluzione Industriale: una transizione epocale che ha catapultato l'intero pianeta verso una nuova epoca. In un battito di ciglia geologico l'umanità si è imposta come una forza globale capace di lasciare segni profondi e duraturi in tutti gli ecosistemi. Oggi la crisi climatica pone l'umanità di fronte alla necessità di una nuova transizione, ambientale, economica e sociale. Se in Europa questa transizione potrà davvero partire ed essere completata, potrà essere solo l'Europa stessa a deciderlo con le politiche che sceglierà di perseguire. Ma per ora, nonostante le ambizioni, la politica europea è troppo timida. Nell'immagine: cava di lignite a cielo aperto, Germania.

«Sebbene le politiche europee sull’ambiente e il clima abbiano contribuito a migliorare la situazione ambientale negli ultimi decenni, i progressi compiuti dall’Europa non sono sufficienti e le prospettive per l’ambiente nei prossimi dieci anni sono tutt’altro che rosee».

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Il peso dei combustibili fossili sul sistema finanziario

Finanziare la transizione energetica verso fonti rinnovabili: quanto c'è di concreto? Nella mani del sistema bancario c'è il destino del pianeta (o almeno della nostra specie): purtroppo, le iniziative procedono lentamente, e le società finanziarie sono troppo coinvolte per schierarsi contro i colossi petroliferi.
Crediti immagine: PublicDomainPictures/Pixabay. Licenza: Pixabay License

Investire sostenibile e finanziare la transizione energetica, why not? Il motto della più grande società di gestione del risparmio, BlackRock, non può che essere apprezzato e condiviso dagli addetti del settore, in un momento storico in cui tutti gli attori finanziari sono attivamente impegnati nella ridefinizione dei propri modelli di sostenibilità. Ma siamo davvero sicuri che dietro le parole ci siano concretamente dei fatti o sarebbe più corretto, ancora una volta, parlare di fenomeno di greenwashing?

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Lancet countdown: prognosi riservata per clima e salute globale

Dopo il recente appello degli 11.000 scienziati dell’Alliance of World Scientists, che forniscono 6 indicatori (o segni vitali) per consentire a tutti di ‘leggere’ e migliorare la salute delle risorse del pianeta, ora è il turno del Lancet Countdown, con l’aggiornamento annuale di 41 indicatori degli effetti dei cambiamenti climatici sulla nostra salute. Dal Regno Unito all’Austria, dagli USA alla Cina, i suggerimenti vengono dai ricercatori di trentacinque istituti scientifici nel mondo, università, agenzie di ricerca delle Nazioni Unite, Organizzazione Mondiale di Sanità. Nell'immagine, Harold Lloyd in “Safety Last”, 1923.

Dopo il recente appello degli 11.000 scienziati dell’Alliance of World Scientists, che forniscono 6 indicatori (o segni vitali) per consentire a tutti di ‘leggere’ e migliorare la salute delle risorse del pianeta, ora è il turno del Lancet Countdown, con l’aggiornamento annuale di 41 indicatori degli effetti dei cambiamenti climatici sulla nostra salute. Dal Regno Unito all’Austria, dagli USA alla Cina, i suggerimenti vengono dai ricercatori di trentacinque istituti scientifici nel mondo, università, agenzie di ricerca delle Nazioni Unite, Organizzazione Mondiale di Sanità. 

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La gestione dei rischi idraulici nel bacino del Po

Nel corso degli anni, il Po è stato protagonista di alluvioni catastrofiche, tanto che l'eventuale collasso di un suo argine è considerato l’evento di calamità naturale più grave in Italia dopo l’eruzione del Vesuvio. Armando Brath, professore di Costruzioni idrauliche all’Università di Bologna e presidente dell'Associazione Idrotecnica Italiana, spiega le ragioni del rischio, come gli argini fragili, ragionando sulla necessità di sviluppare una capacità di visione di insieme dei fenomeni e dei problemi: come diceva Einstein, infatti, "i problemi attuali non si possono risolvere perseverando con la stessa mentalità che ha contribuito a generarli". L'articolo è una anticipazione del numero speciale 505 di Italia Nostra dedicato al Po.

Crediti: Frittoli, Edoardo (2015-11-13). "13 novembre 1951. La catastrofe del Polesine". Panorama

I rischi idraulici possono ascriversi a tre categorie generali: il rischio di siccità, che può compromettere gli usi delle acque (potabile, irriguo, industria, energia), il rischio alluvionale e idrogeologico, che riguarda la difesa dalle acque in relazione a fenomeni quali piene e frane, e il rischio ambientale, legato alla tutela della qualità delle acque e degli habitat dall’inquinamento.

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Cosa c’entrano le alluvioni in Italia con l’emergenza climatica globale?

La scorsa settimana, in un convegno che ha visto riuniti i principali esperti italiani, è stata ricordata l'alluvione in Piemonte del 1994. Ma cosa c’entrano le alluvioni piemontesi con l’emergenza climatica? Simona Re ne parla con alcuni degli ospiti del convegno: Roberto Buizza (fisico e matematico, Istituto di Scienze della Vita della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa), Claudio Cassardo (meteorologo e fisico del clima, Università di Torino), Carlo Cacciamani (fisico e meteorologo, Responsabile Centro Funzionale Centrale del Dipartimento Protezione Civile Nazionale di Roma), e Fabio Luino (geologo, CNR – IRPI, Consiglio Nazionale delle Ricerche, Istituto di Ricerca per la Protezione Idrogeologica di Torino).
Crediti imagine: Dean Moriarty/Pixabay. Licenza: Pixabay License

I Lincei per il clima

Estratto del discorso di Giorgio Parisi sul cambiamento climatico durante l'inaugurazione del'Anno accademico 2019-2020 dell'Accademia Nazionale dei Lincei.

Il cambiamento climatico è un problema che diventerà sempre più serio nei prossimi anni. È un fatto incontestato che la temperatura media del pianeta è aumentata di oltre un grado in poco più di un secolo.

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L'atlantificazione dell’ecosistema nelle isole Svalbard

Il riscaldamento globale sta mettendo a dura prova l'ambiente pelagico delle isole Svalbard, basato su un delicato equilibro tra le diverse specie che lo abitano. I ricercatori della University Centre in Svalbard ne studiano gli effetti da trent'anni, e recentemente hanno pubblicato un dettagliato resoconto sulle modifiche avvenute nell'ecosistema: la progressiva atlantificazione ha migliorato l'efficienza riproduttiva di alcuni crostacei, mentre la dieta di alcuni uccelli marini ha cominciato a includere anche pesci tipici dei mari più caldi. Si va, insomma, verso un nuovo ecosistema marino; ma quanto sarà resiliente la nostra specie rispetto a queste modifiche, che noi stessi abbiamo determinato?
Nell'immagine: fiordo di Kongsfjorden nel 1922 e nel 2002. La copertura di ghiaccio si è ridotta drasticamente con conseguenze per l’intero ecosistema del fiordo. Credits: Anders Orvin e Christian Åslund/Fram Centre

Dalle diatomee ai molluschi, dai crostacei fino ai gamberetti e ai merluzzi: l’ecosistema marino artico è una fitta rete di relazioni basata su equilibri, spesso precari. Negli ultimi quattro decenni l’ambiente pelagico delle isole Svalbard è stato messo però a dura prova dal riscaldamento globale, con conseguenze sorprendenti.

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Presidente Cirio, sulle alluvioni non si improvvisa

Una maldestra dichiarazione del presidente della Regione Piemonte Cirio (“le precipitazioni erano allora come sono oggi; dobbiamo fare in modo che i nostri Comuni, i nostri sindaci, i nostri anziani, che hanno sempre puliti i fiumi, possano continuare a farlo. Non avevano la laurea né in geologia né in ingegneria idraulica, eppure li mantenevano e questi problemi non li avevamo”) provoca un comunicato di associazioni e scienziati che fa il punto sull'importanza di avvalersi di competenze tecniche per gestire i corsi d'acqua nella loro complessità e diversità. Il cambiamento climatico sta già mutando il regime delle piogge. Ignorarlo è qualcosa di più di una gaffe.

Non bastavano i due morti per alluvione in Piemonte, uno ad Arquata Scrivia (Alessandria) e a Strambino (Torino) tra il 21 e il 22 ottobre, dove piogge eccezionalmente intense hanno provocato allagamenti e frane e danneggiato strade, case e infrastrutture.

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Sul libro di Safran Foer "Possiamo salvare il mondo prima di cena"

Una (quasi) recensione di Simonetta Pagliani all'ultimo libro di Jonathan Safran Foer, “Possiamo salvare il mondo prima di cena”. Un libro che riflette ancora sull'importanza delle scelte alimentari sulle emissioni di gas serra, e come il modo e la misura dei consumi di carne debbano cambiare per poter rispettare gli Accordi di Parigi. E un libro il cui vero valore sta nella prosa lieve delle pagine che vengono prima e dopo il compendio di previsioni funeste. Crediti immagine: Tumisu/Pixabay. Licenza: Pixabay License

 “Noi siamo il Diluvio e noi siamo l’Arca” (quasi una recensione)

di Simonetta Pagliani

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La morte apparente dei coralli mediterranei

Un nuovo studio riporta per la prima volta l'esistenza di una risposta adattativa nella madrepora a cuscino (Cladocora caespitosa), una specie di corallo mediterraneo, allo stress termico. Ipotizzata nei coralli fossili, non era mai stata descritta nei viventi, anche perché avviene molto lentamente nel tempo: i coralli rimpiccioliscono, lasciando la colonia apparentemente morta, solo per ricrescere e ripopolarla negli anni successivi. Tale capacità suggerisce una resilienza dei coralli maggiore a quanto pensato in precedenza, ma che potrebbe non essere sufficiente a fronteggiare ondate di calore più frequenti. Nell'immagine: polipi del corallo Cladocora caespitosa. Crediti:Diego K. Kersting

I coralli sono fortemente messi a rischio dai cambiamenti climatici, che influenzano le precipitazioni, le correnti oceaniche, i livelli e il pH del mare. Lo stress termico dovuto all'aumento delle temperature, inoltre, ha determinato la morte massiccia di diverse specie d'invertebrati, tra cui alcuni coralli, sia nei mari tropicali sia in quelli temperati.

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Ghiacci e oceani: ecco cosa dice il rapporto IPCC

Il rapporto speciale dell'IPCC su oceani e ghiacci (Special Report on the Ocean and Criosphere in a Changing Climate) è frutto di un lavoro gigantesco compiuto da 107 scienziati che hanno considerato 6.981 pubblicazioni e 31.176 commenti provenienti da revisori e governi di 80 paesi. Rispetto ai precedenti rapporti IPCC aumenta il livello di certezza sugli effetti che subiranno gli oceani in base agli scenari emissivi. Trova così una conferma la proiezione al 2100 della riduzione di un terzo del ghiaccio mondiale, di quasi tutto il ghiaccio alpino, e dell'innalzamento del livello del mare fino a 1 metro se le emissioni continuassero al ritmo attuale.  Oltre agli aspetti naturali ed ecologici, il rapporto considera gli impatti su pesca, turismo, economia, salute, cultura e credenze locali. Ecco una guida ragionata al monumentale rapporto basata sulla sintesi di Carbon Brief.

Il rapporto speciale dell'IPCC su oceani e ghiacci (Special Report on the Ocean and Criosphere in a Changing Climate) è frutto di un lavoro gigantesco compiuto da 107 scienziati che hanno considerato 6.981 pubblicazioni e 31.176 commenti provenienti da revisori e governi di 80 paesi. Rispetto ai precedenti rapporti IPCC aumenta il livello di certezza sugli effetti che subiranno gli oceani in base agli scenari emissivi. Trova così una conferma la proiezione al 2100 della riduzione di un terzo del ghiaccio mondiale, di quasi tutto il ghiaccio alpino, e dell'innalzamento del livello del mare fino a 1 metro se le emissioni contuassero al ritmo attuale.  Oltre agli aspetti naturali ed ecologici, il rapporto considera gli impatti su pesca, turismo, economia, salute, cultura e credenze locali. Ecco una guida ragionata al monumentale rapporto basata sulla sintesi di Carbon Brief.

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Biodiversità appesa a un filo

Torna l'allarme lanciato 57 anni fa Rachel Carson con "Primavera silenziosa". Un nuovo studio, pubblicato su Science, analizza l'abbondanza dell'avifauna negli Stati Uniti e in Canada negli ultimi cinquant'anni. I risultati sono sconfortanti: si registra una perdita del 29 per cento dell'avifauna, corrispondente a quasi tre miliardi di uccelli. Crediti: 3D_Maennchen/Pixabay. Licenza: Pixabay License

Torna l'allarme lanciato 57 anni fa Rachel Carson con "Primavera silenziosa". Un nuovo studio, pubblicato su Science, analizza l'abbondanza dell'avifauna negli Stati Uniti e in Canada negli ultimi cinquant'anni. I risultati sono sconfortanti: si registra una perdita del 29 per cento dell'avifauna, corrispondente a quasi tre miliardi di uccelli. Uno dei dati più preoccupanti, inoltre, è che tale perdita non riguarda solo le specie a rischio, ma anche quelle comuni e più importanti per gli ecosistemi. La ricerca arriva in contemporanea a una lettera firmata da oltre 1.600 scienziati, tra cui il "padre della biodiversità" Thomas Lovejoy, che chiede finanziamenti urgenti per la tutela della biodiversità.

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Xylella: qualche risposta per fare chiarezza

È vero che gli scienziati non sono ancora concordi nel ritenere Xylella responsabile del disseccamento rapido degli ulivi? Perché si parla di epidemia se le piante infette sono poche? Perché non si prendono in considerazione altri fattori per spiegare la malattia delle piante? Enrico Bucci risponde a otto domande ricorrenti su Xylella fastidiosa, un batterio che sta minacciando gli ulivi nei Paesi del Mediterraneo e sul quale è ancora molta la disinformazione

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Politiche per il cambiamento climatico: serve una bussola

Pakistan, 6 ottobre 2018, un abitante della Urak Valley cammina sul fondale prosciugato del lago Hanna. (Photo by BANARAS KHAN / AFP)

Due rapporti valutano in modo molto diverso il ruolo dei Sustainable Developmental Goals (SDGs) dell'Agenda 2030 e sul ruolo della green economy, in particolare come strumento di lotta ai cambiamenti climatici. Il primo, originato dal Forum di Davos del 2016 e sottoscritto da imprese e governi, pur non negando l'urgenza della situazione, si mostra ottimista sull'impatto degli SDGs su occupazione ed economia; il secondo, dello European Environmental Bureau, è molto più negativo. Ma che conclusioni possiamo trarre da tale differenza di prospettive?

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Ricordando Giorgio Nebbia, pioniere dell'ecologia

Un ricordo dello scienziato dell'ecologia spentosi a Roma all'inizio di luglio

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La salute umana vale quanto la sostenibilità del pianeta

Crediti: jplenio/Pixabay. Licenza: Pixabay License

Pubblichiamo i commenti di Giuseppe Bertoni, professore di zootecnia in quiescenza e presidente dell’Associazione Ricercatori Nutrizione Alimenti, all'articolo “Una dieta per l'Antropocene”, pubblicato su Scienza in rete a giugno; di seguito, la risposta di Paolo Vineis, Roberto Cingolani e Luca Carra, autori dell'articolo.

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Fusione della neve in Groenlandia, quando i grafici inquietano

Greenland melt pond (NASA ICE)

Greenland melt pond (NASA ICE)

La fusione dei ghiacci in Groenlandia è stata superiore alla media: quasi metà della superficie si sta fondendo prima ancora dell'inizio dell'estate. Le temperature degli ultimi due mesi sono infatti state oltre i quattro gradi centigradi al di sopra della media del periodo 1981-2010. Nonostante questo sia stato un riscaldamento rilevante, l’estensione della fusione superficiale della neve stagionale è comparabile agli anni precedenti del periodo 2010-2018. Tuttavia non va sottovaluta: le osservazioni raccolte dalle stazioni meteo in Groenlandia indicano che negli ultimi anni, basse precipitazioni nevose combinate con il riscaldamento superficiale provocano una precoce fusione del manto nevoso stagional

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Una dieta per l'Antropocene

Un recente rapporto pubblicato su The Lancet suggerisce che in una dieta insieme sana e sostenibile per il pianeta la maggior parte delle proteine della nostra alimentazione dovrebbe provenire da legumi e frutta secca. Crediti: zuzyusa/Pixabay. Licenza: Pixabay License

Un recente rapporto firmato da un gruppo indipendente di scienziati e pubblicato sul Lancet analizza la “dieta per l'Antropocene”, usando il modello dei nove confini planetari per stabilire l’impatto sull’ambiente della produzione di cibo. L'insieme delle loro conclusioni suggerisce che la maggior parte delle proteine nella dieta dovrebbe venire da cibi di origine vegetale, legumi e noci, con il pesce e il pollame opzionali, poche uova e poca o nessuna carne rossa. Sono indicazioni che consentono molta flessibilità nelle raccomandazioni dietetiche e che, stimano gli autori del rapporto, se seguite potrebbero evitare 11 milioni di morti all’anno da malattie legate all’alimentazione entro il 2050. Inoltre, l’agricoltura e l’uso del territorio dovranno passare entro il 2050 dall’essere una sorgente positiva di immissioni di carbonio a una fonte di assorbimento

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Una strategia per combattere il cambiamento climatico

Crediti: Tumisu/Pixabay. Licenza: Pixabay License

Ha inizio con questo articolo il canale "Planet Intelligence". L'epidemiologo Paolo Vineis, il direttore dell'IIT Roberto Cingolani e il direttore di Scienza in rete Luca Carra richiamano l'attenzione sulle modalità d'intervento contro i cambiamenti climatici basate sul principio dei co-benefici. La mitigazione del cambiamento climatico può infatti andare di pari passo con la prevenzione di molte malattie e con lo sviluppo economico; sarebbe per questo necessario che i governi si orientassero verso politiche fortemente inter-settoriali

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Se si scioglie il permafrost

Il monte Zackenberg, nella Groenlandia orientale, si riflette nelle acque di un nuovo lago formatosi per il disgelo del permafrost. Crediti: Gustaf Hugelius

Un'analisi pubblicata su Nature a fine aprile suggerisce che i valori del rilascio di carbonio e di gas serra, come anidride carbonica e metano, a causa dello scongelamento del permafrost potrebbero essere stati fortemente sottostimati. Inoltre, i ricercatori evidenziano che circa il 20 per cento delle terre ghiacciate presenta caratteristiche che aumentano la possibilità di scongelamenti repentini, in un vero e proprio collasso del permafrost che causa frane, rapida erosione e drastico cambiamento del paesaggio. La repentina liquefazione del permafrost rilascia oltretutto una maggiore quantità di metano rispetto allo scioglimento graduale, per cui l’impatto sul clima terrestre potrebbe essere addirittura il doppio di quanto previsto dai modelli attuali.

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L'erosione culturale in scimmie e altri animali

Per preservare la biodiversità, gli sforzi di conservazione dovrebbero tenere in conto anche la cultura e la diversità culturale degli animali, perché influenza la diversità fenotipica di una specie nel suo complesso e la sua adattabilità al variare delle condizioni ecologiche. Uno studio pubblicato su Science riporta come l'impatto umano, diretto e indiretto,  abbia un effetto significativo di diminuzione della diversità culturale nelle popolazioni di scimpanzé in Africa, senza che compaiano innovazioni in grado di mantenere l'equilibrio: un dato deleterio per la specie, che presenta un minor potenziale di adattamento culturale e quindi di capacità di mettere in atto comportamenti nuovi

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I cambiamenti ambientali indotti dall’uomo e le sfide della ricerca

School Students Strike for Climate Action, London February 15 201

School Students Strike for Climate Action, London February 15 2019 (David Holt).

In vista delle manifestazioni sul clima del 15 marzo, Scienza in rete offre una sorta di "libretto d'istruzioni sul clima che cambia": ciò che è essenziale sapere sul cambiamento climatico e più in generale sull'Antropocene prossimo venturo.

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Cattive nuove sull'inquinamento atmosferico

Crediti: Pixabay/Pexels. Licenza: CC0 license

La mortalità globale dovuta all'inquinamento dell'aria è molto superiore a quella precedentemente calcolata dall'OMS e dal GBD

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I progressi del Katowice Climate Package

COP24 Katowice

Foto di Luca Lombroso

La COP24 svoltasi a Katowice ha prodotto risultati ad ampio spettro sull’Accordo di Parigi, fra cui le regole sui meccanismi di trasparenza sull’implementazione degli impegni di riduzione delle emissioni

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Intervista a Ilaria Capua: una sola salute

Ilaria Capua

La virologa Ilaria Capua, oggi oggi direttrice del One Health Center of Excellence della Università della Florida. Crediti: Nad Micoli/Wikipedia. Licenza: CC BY-SA 3.0

Per Ilaria Capua, dobbiamo cominciare a pensare a una "monosalute", un benessere unico per gli umani, gli animali e l'ambiente in cui viviamo

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Cambiamento climatico: il suo più grande alleato è il populismo

Manifestazione sul clima

Manifestante a Katowice per la COP24 sul clima. Il cartello recita in polacco: "Atmosfera to nie smietnik". "L'atmosfera non è un bidone della spazzatura".

La gravità del cambiamento climatico ci porta a non poter evitare che la scienza entri nella politica

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Eva Kondorosi, premio Balzan per l'agricoltura del futuro

Eva Kondorosi-premio Balzan

La biologa delle piante Eva Kondorosi riceve dal presidente Sergio Mattarella il premio Balzan (700.000 euro) all'Accademia Nazionale dei Lincei.

Eva Kondorosi ha vinto uno dei premi Balzan 2018 per i suoi studi sulla fissazione dell'azoto, che possono permettere un'agricoltura più sostenibile

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Libertà di dragare i fiumi? No grazie!

Piave River in Cimadolmo (Treviso)

Piave River in Cimadolmo, Treviso. (Wikipedia

Secondo l'ultimo rapporto ISPRA, il 91% dei comuni italiani si trova in zone di rischio idrogeologico, e la messa in sicurezza dei fiumi è rimasta per lo più sulla carta

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Alla Sapienza un convegno fake sul clima

Mappa della NASA sul'andamento dell'aumento della teamperatura media del Pianeta provocato dal cambiamento climatico di orgine umana. 

Giunge la notizia che il 13 novembre 2018, alle ore 15:30, si terrà alla Sapienza di Roma un convegno dal titolo: “Clima. Basta catastrofismi. Riflessioni scientifiche sul passato e sul futuro” (qui l'annuncio sul sito della Sapienza, qui la locandina del programma). Dietro il paravento della “riflessione scientifica” si cela nemmeno poi tanto il chiaro intento dell’incontro.

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L'intelligenza artificiale per studiare il plancton

Campione di plancton del Mare del Nord in un preparato del 1932. Crediti: Picturepest/Flickr. Licenza: CC BY 2.0

L’intelligenza artificiale (IA) è uno dei maggiori avanzamenti tecnologici degli ultimi anni. In genere, l’associamo alla produzione di automi che potrebbero, in un futuro non molto lontano, coadiuvare o anche sostituire l’essere umano nello svolgimento di attività pesanti o routinarie. Tuttavia, l’IA è uno degli strumenti di analisi di dati più promettenti tra quelli attualmente a disposizione del mondo scientifico.

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Il pianeta a 1,5 gradi in più: un rapporto dell'IPCC

Crediti: icon0.com/Pexels. Licenza: Pexels License

Lunedì 8 ottobre è stato dato ufficialmente alle stampe e distribuito gratuitamente in Internet “Global Warming 1.5 °C”, un Rapporto speciale dell’IPCC

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La dura vita degli anfibi milanesi

Crediti: Pixabay/Pexels. Licenza: CC0 License

La “doppia vita” degli anfibi (amphì doppio, bios vita) ha un’origine antichissima: fra i vertebrati, sono il gruppo che circa 350 milioni di anni fa mise il primo “piede” (in realtà si trattava di un elemento riconducibile a una pinna modificata) fuori dall’acqua iniziando la colonizzazione della terraferma. Gli anfibi però rimasero vincolati a entrambi gli ambienti.

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Eni e noi, abitanti della Terra

Ho letto su La Repubblica del 16 giugno l’appello sulla Rivoluzione Energetica dell’amministratore delegato di Eni Claudio Descalzi. Quanto è scritto nella prima parte dell’articolo è completamente condivisibile:

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Glifosato: dalla scienza al tribunale (e ritorno)

Macchina irroratrice della compagnia Chafer Machinery che spruzza glifosato su una coltivazione nel North Yorkshire in un soleggiato giorno di dicembre del 2014. Credits: Chafer Machinery / Flickr. Licenza:CC BY 2.0.

Il processo mediatico era stato celebrato a giugno del 2017 sui giornali di mezzo mondo, partendo dalle due inchieste pubblicate da Le Monde (qui e qui) sui cosiddetti Monsanto Papers

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Riciclo a rilento per la plastica

Credits: Depositphotos ©

La vita dei prodotti in plastica procede su una linea retta: nascono, vengono utilizzati e poi muoiono.

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I danni da cambiamento climatico

Nella foto Saúl Luciano Lliuya, il contadino peruviano che vive a Huaraz, sotto un ghiacciaio che con il surriscaldamento si sta sciogliendo e rischia di travolgere la cittadina. Ha portato a giudizio Rwe, il colosso tedesco dell'energia, uno dei massimi produttori mondiali di anidride carbonica, perché paghi le spese per proteggere i suoi 120 mila abitanti. Credit: Agence France-Press.

I danni da cambiamento climatico

I fenomeni climatici istantanei e di breve durata - uragani e tifoni, trombe d’aria, inondazioni - sono divenuti, negli ultimi anni, sempre più frequenti e sempre più intensi. L’ammontare dei danni verificatisi nel 2017, considerando solo quelli economicamente valutabili, è stato stimato in 306 miliardi di dollari: il doppio dell’ammontare dell’anno precedente e assai superiore alla media degli ultimi dieci anni, pari a 190 miliardi di dollari.

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L'uomo, la farfalla e il clima che cambia

Nell'immagine un attrattore di Lorenz, primo esempio di un sistema di equazioni differenziali a bassa dimensionalità in grado di generare un comportamento caotico. La rappresentazione grafica delle soluzioni a questo sistema di equazioni assume la caratteristica forma di una farfalla. Rappresenta un modello semplificato del moto di convezione di uno strato bidimensionale di fluido scaldato uniformemente dal basso e raffreddato dall'alto. Credit: Wikimol, Dschwen / Wikimedia Commons. Licenza: CC BY-SA 3.0.

Questo è un libro da regalare obbligatoriamente a tutti i ragazzi. Parla di clima in modo accessibile e completo. Ma anche - diciamo così - ispirato. Letto bene può dare alla vita di un giovane una direzione diversa da quella immaginata fino a quel momento. Quello in cui riesce Filippo Giorgi nel libro L’uomo e la farfalla (Franco Angeli, 2018) è di comunicare a tutti (non solo ai ragazzi, in realtà) che il cambiamento climatico è la sfida più grande che si dovrà affrontare in questo secolo e in quelli a venire.

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La lunga storia della biodiversità

La Coppa di Arkesilas conservata al Cabinet des médailles: Arcesilao II di Cirene assiste alla pesatura del silfio. Licenza CC BY 2.5

I cambiamenti climatici, per via della oggettiva gravità del tema, dell’impatto che gli eventi estremi (ondate di calore, siccità prolungate, uragani) hanno sui cittadini e della (relativa) comprensibilità del tema, hanno attirato l’attenzione dell’opinione pubblica, dei media e delle istituzioni più di altri temi ambientali, altrettanto gravi e seri, causati dalle attività umane.

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Mangiare insetti? Già lo facciamo

Grilli al Thai green curry - Credits: photo by Flavio Ensiki - Flick. Licenza: CC BY-SA 2.0.

Una recente indagine condotta su un campione di cittadini italiani dal Centro per lo Sviluppo Sostenibile (CSS) e l’Università IULM di Milano, ha evidenziato che più del 47% degli intervistati è favorevole alla liberalizzazione degli insetti per uso alimentare e che il 28% proverebbe a mangiarli. Dalle risposte ottenute, se si volesse tracciare un identikit “dell’italiano pro-insetti”, si otterrebbe una persona amante dei cibi etnici e dei viaggi, e rispettosa dell’ambiente.

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Breve storia dell'adattamento

Ghiacciaio del Qooroq (Groenlandia). Il bordo del ghiacciaio si frammenta e crolla. Blocchi di ghiaccio grandi come edifici precipitano ogni giorno. Credits: photo by joxeankoret - Flick. Licenza: CC BY-SA 2.0.

 

Premessa

Oggetto di questo articolo è la storia dell’ascesa delle strategie di adattamento per affrontare il cambiamento climatico. Cominciamo con due dati.

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Cambiamento climatico: trent'anni di IPCC

"Come Hell or High Water", Credit: photo by Michael Pinsky - Flickr - Licenza: CC BY-SA 2.0.

L’Intergovermental Panel on Climate Change, (IPCC) compie trent’anni. Fu infatti costituito nel 1988 da due organismi delle Nazioni Unite: l'Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO) e il Programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente (UNEP) allo scopo di fornire ai governi di tutti i Paesi valutazioni periodiche basate sulle migliori informazioni scientifiche disponibili sul cambiamento climatico, i suoi impatti e le possibili opzioni per la mitigazione e l’adattamento.

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Prevenire e ridurre lo spreco alimentare

Spreco di cibo - Credit photo: U.S. Department of Agriculture - Licenza: CC BY-SA 2.0.

 

Sedersi alla mensa scolastica o in un fast-food per il pranzo o accomodarsi in casa o in un ristorante per la cena non fanno certamente pensare a un atto che porta un’offesa o un danno all’ambiente. Eppure, nel lungo viaggio che affronta prima di arrivare sulle nostre tavole - dalla preparazione del terreno alla semina, dalla difesa delle colture dai parassiti e dai patogeni alle altre cure colturali, dalla raccolta in campo al trasporto, dalla trasformazione alla distribuzione - quel cibo non avrà fatto molti favori e cortesie al pianeta.

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La scienza al voto

Giornata speciale SISSA - Circa 500 ragazzi delle scuole superiori del Friuli Venezia Giulia (e dal Veneto) si sono ritrovati alla Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (SISSA) di Trieste l’11 febbraio 2015, per una mattinata di seminari, conferenze, laboratori interattivi, incontri con i ricercatori e molto altro ancora. L’evento nasce per offrire un’immagine più autentica e seducente della ricerca scientifica ai ragazzi che presto dovranno decidere il futuro dei loro studi. Credit: SISSA - Licenza: CC BY-SA 2.0.

Lettera aperta alle forze politiche

Sono imminenti le elezioni politiche, che decidono del futuro del nostro Paese. In questo contesto si dibatte - giustamente - di lavoro, sicurezza, immigrazione, salute, tasse, sviluppo economico, cioè dei temi che preoccupano maggiormente gli italiani.

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Energia per l’Italia – appello al voto del 4 marzo 2018

Credits: Chris Potter -  www.ccPixs.com - License: CC BY-SA 2.0.

Fra gli italiani che si avvicinano alle elezioni è diffusa la percezione della profonda crisi socioeconomica in cui versa il Paese, segnato da una mai così ampia diffusione della povertà e della disoccupazione, mentre al contempo fasce ristrette della popolazione godono di ricchezze sempre maggiori, nel segno di una crescente diseguaglianza tra i livelli sociali della popolazione, tra i diversi territori, e tra le diverse generazioni.

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Rap per la scienza

Siamo abituati ad associarlo ai tempi moderni ed è ormai la colonna sonora del nostro frenetico stile di vita, ma alcuni studi scientifici suggeriscono che il rap, o quel particolare modo di cantare parlando a un ritmo preciso e incalzante, ha un'origine antichissima, che si perde nella tradizione orale dell'era preistorica (Remes 1991; Tang 2012). Non è improbabile che le stesse popolazioni italiche abbiano eseguito e ascoltato qualcosa di molto simile al rap per secoli, ben prima dell'età moderna.

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Ma quanto male fa lo smog?

'Inflation of lungs for still-born babies. Detail, two women, one holding a newborn baby and the other probably blowing air over the child through a pipe' . Credit: Wellcome CollectionCC BY

Se ancora ce ne fosse bisogno, studi recenti hanno confermato gli effetti dell’inquinamento dell’aria sulla salute, estendendosi progressivamente dai classici effetti respiratori e cardiaci a quelli cerebrali. Si dice spesso che negli ultimi decenni le concentrazioni di inquinanti siano scese. Dipende. Nel caso del particolato fine atmosferico (PM2.5) per esempio, questo non è vero. La concentrazione atmosferica globale di PM2.5 è infatti aumentata di 0.55 mg/m3/anno (2.1% all'anno) dal 1998 fino al 2012.

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Bologna capitale meteoclimatica

Il progetto del nuovo Data Centre ECMWF a Bologna - Artist's impression - Copyright: gmp von Gerkan, Marg & Partner.

 

La mancata assegnazione dell’EMA a Milano ha mostrato l’importanza che riveste per gli stati membri la possibilità di ospitare centri transnazionali. Al di là del potenziale prestigio, ospitare un'Agenzia europea rappresenta un’opportunità per l’indotto produttivo e per la comunità nazionale di ricerca nel settore.

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Lettera a Elena Cattaneo sul glifosato

Roundup, Monsanto, 2/2015, by Mike Mozart of TheToyChannel and JeepersMedia on YouTube

Con questa lettera gli epidemiologi ed esperti di cancerogenesi ambientale Benedetto Terracini, Paolo Vineis, Annibale Biggeri e Franco Merletti hanno voluto rispondere all'articolo che la senatrice Elena Cattaneo ha pubblicato lo scorso 1° dicembre su La Repubblica titolata "Gli equivoci sul glifosato", in cui la staminologa avanzava dubbi sulla classificazione dell'erbicida come "probabile cancerogeno" stabilita dalla IARC di Lione, adombrando non meglio pr

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Servirà la geoingegneria a fermare il cambiamento climatico?

Densità di CO2 nell'atmosfera. L'immagine è il risultato di una simulazione realizzata a novembre 2015 dal 'Earth science program' della NASA per studiare l'impatto che una riduzione della capacità della terra e degli oceani di assorbire una parte dell'anidride carbonica prodotta dai combustibili fossili avrebbe sul livello di concentrazione atmosferica di questo gas. Credit: NASA / GSFC. Licenza: Public Domain.

A fine ottobre, a pochi giorni dalla COP-23 che si sta svolgendo in questi giorni a Bonn, è stata pubblicata dall’Agenzia per l’Ambiente delle Nazioni Unite (UNEP) l'ottava edizione della relazione sull’andamento delle emissioni clima-alteranti a scala globale.

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Un mare di plastica

Plastic Waste, MichaelisScientists (Wikimedia).

Ogni anno nel mondo, sostiene il chimico inglese Richard Thompson, vengono prodotte più di 250 milioni di tonnellate di plastiche. Un bel salto, dagli anni ’50 del secolo scorso, quando la produzione mondiale non superava i 5 milioni di tonnellate. Il settore è in crescita sostenuta, la produzione di plastica infatti aumenta di circa 20 milioni di tonnellate ogni dodici mesi. Una parte notevole di queste plastiche diventa rifiuto disperso nell’ambiente e lentamente si trasforma in frammenti sempre più piccoli.

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Nuovi dati su petrolio e salute in Val d’Agri

Mentre al teatro Argentina di Roma va in scena “Petrolio” di Ulderico Pesce, in cui l’attore e autore racconta la sua tragica “Lucania saudita”, nei paesi di Viggiano e Grumento Nova si svolge oggi un altro “spettacolo”, vale a dire la presentazione al pubblico dei risultati della VIS sul Centro Olio dell’alta Val d’Agri.

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Lettera aperta sul cambiamento climatico

Il Presidente Gentiloni durante la conferenza stampa conclusiva del summit G7 a Taormina, 27 maggio 2017. Credit: redazione de 'La Sicilia'.

Al Presidente del Consiglio dei Ministri, Paolo Gentiloni

e, p.c.,


al Ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda


al Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Gianluca Galletti


al Ministro per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Maurizio Martina

al Ministro dell’Economia e Finanze, Pietro Carlo Padoan

al Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin

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Resilienza e adattamento dopo le catastrofi

L'uragano Irma colpisce la Biscayne Bay a Miami il 10 settembre 2017. Credits: Wilfredo Lee / AP.

Come ormai saputo da sempre più persone, prevenire è meglio che curare e  l’invito a ricorrere alla prevenzione viene ripetutamente fatto l’indomani delle cronache di morti annunciate delle quali sono ricchi i mezzi di comunicazione.

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Quando finirà il mondo?

Le estinzioni di massa nella vita della Terra sono state più comuni di quanto si pensi. Credits: Shutterstock / Herschel Hoffmeye.

È un mammifero placentato – sottoclasse Eutheria – e scrive di scienza, in particolare di scienze marine, di preistoria e di astrobiologia. Ed è al suo primo libro. Si presenta più o meno così Peter Brannen, giornalista scientifico e autore di The Ends of the World, pubblicato lo scorso giugno da HarperCollins (pp. 336 - 27,99 USD). Più di trecento pagine che pullulano di animali fantastici, alcuni spiaggiati, altri gassati, bolliti o ridotti in polvere ed estinti per sempre.

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L'aria non è mai troppo pulita per la nostra salute

Nei prossimi giorni a Milano ci saranno due eventi importanti che si spera rilancino il dibattito su inquinamento e salute: L'8 settembre verrà lanciata la campagna Healthy Lungs for Life, che informerà la cittadinanza su come preservare la salute dei polmoni, i principali - anche se non unici - organi bersaglio di fumo e inquinamento.

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Il satellite tira le somme dei danni da incendi in Italia

Anche quest’anno, come ogni estate, grandi incendi hanno arso l’Italia – e il sud in particolare. Dalla Campania alla Sicilia, e non solo, le fiamme hanno incenerito ettari di boschi, praterie, terreni coltivabili, arrivando in alcuni casi vicinissime a zone densamente abitate. Ma con quali conseguenze, esattamente?

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I ghiaccioli tossici di Taiwan

Focalizzare l’attenzione sul contenuto più che sul sapore, sensibilizzare l’opinione pubblica, e soprattutto i più giovani, sulle problematiche legate all’inquinamento delle acque di Taiwan: è questo lo scopo dei ghiaccioli tossici.

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Le parole corrette del cambiamento climatico

Smettetela di chiamarlo cambiamento climatico! Ha intimato l’amministrazione Trump ai dipendenti del Ministero dell’Agricoltura Usa. Meglio “maltempo estremo”. Di conseguenza, invece di “adattamento al cambiamento climatico”, si parli di “resilienza al maltempo estremo”. E ancora, al posto di “ridurre l’emissione dei gas serra” si consiglia caldamente l’utilizzo della formula “preparare un suolo organico e accrescere l’efficienza nella coltivazione della terra”.

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Si fa presto a dire “terra dei fuochi”

Fuochi. Un contesto

Quando si dice “terra dei fuochi”, il pensiero corre subito a quelle aree fra le province di Caserta e Napoli nelle quali gruppi di delinquenti (coperti in passato dalle tre scimmiette che non sentono, non vedono, non parlano) hanno sepolto grosse quantità di rifiuti soprattutto tossici e nocivi.

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​​​​​​​Le luci che ci rubano il cielo

Con questa fotografia dal titolo molto evocativo di "Guiding light to the stars", l’astrofotografo australiano Mark Gee si è aggiudicato il primo premio del concorso Astronomy Photographer of the Year 2013 per la categoria "Earth and space". Nonostante l’UNESCO abbia da tempo sottolineato l’importanza di preservare il cielo notturno quale fondamentale patrimonio dell’umanità, è sempre più difficile poter gustare panorami come quello catturato nell’immagine. (Fonte)

Grazie alla complicità del clima, nelle calde serate estive è più frequente la tentazione di dare un’occhiata al cielo notturno e agli astri che lo punteggiano. Un desiderio che, purtroppo, rimane troppo spesso inappagato. I nostri cieli, infatti, stanno diventando ogni anno sempre più lattiginosi permettendoci di distinguere solamente gli astri più luminosi, e anche quelli a fatica. Tecnicamente si parla di inquinamento luminoso e, contrariamente a quanto si possa pensare, la sua deleteria presenza non arreca disturbo solamente agli astronomi e agli amanti del cielo notturno.

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Clima, e adesso mister Trump?

Il presidente americano Donald Trump sorride durante la visita del presidente turco Recep Erdogan alla Casa Bianca il 16 maggio 2017. Credit: Michael Reynolds/Getty Images.

"Evidence for a changing climate abounds, from the top of the atmosphere to the depths of the oceans".

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L’elefante nella stanza del clima

The Elephant in the Room, Banksy. Foto di Bit Boy/Flickr.

Nella lingua inglese, l’“elefante nella stanza” è una verità che, per quanto ovvia e appariscente, viene ignorata o minimizzata: un pachiderma accoccolato nel salotto non rappresenterebbe solamente un evento insolito ma un fenomeno impossibile da ignorare se voi foste gli inquilini. Eppure, i miliardi di persone seduti sulla poltrona planetaria negli ultimi decenni hanno negato la presenza e la crescita serrata del nostro personale pachiderma demografico.

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A Parma il Nano-Day indaga sicurezza e sostenibilità dei nanomateriali

Credits: YNSE; Molecular manipulator designed by Dr. Drexler from imm.org

“There's Plenty of Room at the Bottom”, ossia “c'è un sacco di spazio giù in fondo”, è il titolo della brillante e provocatoria lezione che Richard Feynman (Premio Nobel per la fisica nel 1965) tenne a Los Angeles nel 1959 davanti ad una cinquantina di incuriositi studenti liceali. Lezione in cui per la prima volta si ipotizzò una diretta manipolazione dei singoli atomi.

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Uso e abuso del suolo

I cambiamenti climatici, per via dell’oggettiva gravità del tema e della relativamente semplice comprensibilità, hanno attirato l’attenzione dell’opinione pubblica, dei media e delle istituzioni. Molto più di altri temi ambientali. Ciò ha portato ad oscurare altre “scomode verità” ambientali, similmente gravi e serie.

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Le conseguenze della Brexit sull'ambiente

L'uscita della Gran Bretagna dall'Unione Europea. Credit: Andrey Kuzmin/Shutterstock.

Le questioni ambientali sono state trattate solo sporadicamente nella campagna che ha preceduto il referendum svoltosi in Gran Bretagna il 23 giugno 2016 in merito alla permanenza nell’Unione europea e sono state successivamente pressoché ignorate dal Governo britannico: il White Paper del febbraio che traccia le linee guida da seguire dal c.d. Great Repeal Bill per l’uscita dall’Unione europea tocca solo marginalmente le questioni ambientali e l’ambiente non figura nei dodici punti fissati dal Governo per l’avvio delle trattative.

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Cambiare psicologia per curare il clima

"A rischio di suonare come un disco rotto". Sono queste le parole utilizzate dalla National Oceanic and Atmospheric Administration, l'agenzia federale statunitense che si occupa di meteorologia, quando, un anno fa, dichiarava che la concentrazione globale di anidride carbonica nell'atmosfera aveva superato la soglia critica delle 400 ppm.

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Ecco le nuove priorità ambientali lanciate dall'OMS a Ostrava

Alla Sesta Conferenza ministeriale su ambiente e salute delle nazioni della regione europea dell’Organizzazione Mondale della Sanità, sono stati presenti come osservatori numerosi ricercatori italiani, oltre alla delegazione ufficiale (vedi anche articolo di Liliana Cori).

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Equità, ambiente e salute vanno protetti insieme: il messaggio di Ostrava

 

Impianti delle acciaierie Dolní Vítkovice a Ostrava, nella Repubblica Ceca, oggi trasformate in un centro culturale e di aggregazione sociale. Credits: DolnioblastVitkovice.

La dichiarazione finale della Sesta conferenza interministeriale su ambiente e salute di Ostrava conclude i lavori di una conferenza a tutti gli effetti importante, ospitata dalla Repubblica Ceca a Ostrava, dal 13 al 15 giugno.

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Piano energetico: si può fare di più

Il Gruppo di scienziati di Bologna energiaperlitalia.it coordinati da Vincenzo Balzani ha elaborato un documento sulla nuova Strategia energetica nazionale 2017. In sintesi: le misure previste dal Piano non sono sufficienti. Bisogna accelerare la transizione dal fossile alle rinnovabili, promuovere la cultura della sufficienza energetica ancor prima di quella dell'efficienza.

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Trump non cambierà la politica sul clima

Trump mostra il cartello "Trump digs coal" durante un comizio elettorale in Pennsylvania. Credits: Dominick Reuter/AFP/Getty Images.

Il 1° giugno, con un breve discorso nel Giardino delle Rose della Casa Bianca, il Presidente USA Donald Trump ha dato seguito a quanto aveva promesso in campagna elettorale: gli Stati Uniti, il secondo maggiore emettitore al mondo di gas a effetto serra, ma per quasi due secoli il primo, abbandonerà il Paris Agreement, l’accordo sul clima approvato a fine 2015 nella capitale francese, al termine della XXI sessione della conferenza ONU sui cambiamenti climatici (COP-21).

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Il turista e la biodiversità

La Giornata mondiale della biodiversità (22 maggio) quest'anno è dedicata al turismo sostenibile. Questo tema coincide con quello dell’iniziativa portata avanti dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite che ha designato il 2017 come l’Anno internazionale per il turismo e per lo sviluppo sostenibile.

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Difendere la biodiversità dal clima che cambia

Frutti di bosco

Le relazioni tra biosfera e cambiamenti climatici sono complesse, per molti aspetti ancora da indagare. Esse comprendono gli impatti delle misure di mitigazione dell’effetto serra. Per esempio, lo sviluppo delle fonti rinnovabili di energia (eolico, fotovoltaico, idro-elettrico, bioenergia), per quanto indispensabili e urgenti per procedere verso la conversione energetica e la decarbonizzazione delle società, può portare una minaccia per la biodiversità, soprattutto in termini di consumo di suolo e degrado di habitat.

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Plancton, fragile sentinella del Pianeta

Fantasmi nelle acque

Plancton in greco antico vuol dire “vagabondi”. Lo zoologo tedesco Victor Hensen (1835-1924) usò questo termine per riunire sotto un'unica definizione quell'insieme di organismi acquatici per lo più trasparenti che vivono in balia delle correnti. Una densità corporea molto prossima a quella dell'acqua conferisce un elevato grado di galleggiamento ma anche una mobilità limitata agli esseri planctonici, che non possono nuotare controcorrente.

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Divulgare l’ecologia in bicicletta

Per chi non ha avuto ancora la fortuna di pedalare fianco a fianco (o ancor meglio, a ruota…) di Domenico e Emilio, sfogliare le pagine del loro recente libro Uno scienziato a pedali ne farà rivivere la freschezza della brezza marina appena partiti dall’estremo lembo meridionale del Molise di Petacciato Marina, da lì in 10 tappe fino al Golfo di Napoli, attraversando la Penisola, da Est a Ovest, merito della loro scrittura resa fr

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È certo, il clima è surriscaldato

Nell’intervista pubblicata dal supplemento culturale del Corriere della Sera “La Lettura” del 26 febbraio 2017, intitolata “Credetemi, il clima non è surriscaldato”, William Happer ha rispolverato molti dei miti del negazionismo climatico, da tempo confutati dalle evidenze scientifiche disponibili.

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La morte bianca dei coralli

Nel 2016 la Great Reef Barrier australiana ha subito la più grave perdita mai registrata a causa del massivo coral bleaching, il fenomeno che causa la perdita di colore e spesso la morte dei coralli, avvenuto nei mesi di febbraio-aprile. I ricercatori hanno confermato la distruzione del 67% della barriera, per un’estensione di 700 chilometri. “I danni più consistenti hanno riguardato la parte Nord della Great Reef Barrier.

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Due minuti e mezzo a mezzanotte

Le preoccupazioni quotidiane, i problemi immediati e più vicini ci fanno dimenticare o rimuovere i pericoli che tutta l’umanità sta correndo a causa della minaccia legata alla stessa presenza delle armi nucleari e ai cambiamenti climatici che stanno modificando le condizioni di vita sul nostro pianeta.

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Negli USA indietro tutta su scienza e ambiente

Sono bastati pochi giorni della nuova presidenza statunitense per spingere prima le donne, e ora gli scienziati, a organizzare marce di protesta.

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Artico bollente

Al Polo Nord fa caldo. Oltre 20 gradi centigradi sopra la media del periodo con picchi fino a 33 gradi in alcune aree della Russia artica. Durante il 2016 sono stati via via superati tutti i record precedenti. L’Artico si è ritrovato a fine anno con temperature dell’aria spesso attorno allo 0 con punte di 8°C in una stagione che solitamente presenta temperature ben al di sotto dei -20°C.

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Contro le catastrofi conviene investire sui più poveri

Che le calamità naturali influenzino l'aumento della povertà, e in particolare che abbiano un impatto maggiore sulle popolazioni più povere, è noto. Meno noto è ciò che emerge da un recente rapporto della World Bank in occasione del meeting sul cambiamento climatico di Marrakech, è cioè che l'impatto reale di questi eventi avversi sul benessere delle popolazioni più povere è maggiore di quanto comunemente stimiamo.

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A Milano i cittadini a caccia di biossido di azoto

In tempi di ricorrente allarme smog, quando non subentra la rassegnazione capita di chiedersi cosa si potrebbe fare per contrastarlo. Una idea “scientifica” arriva dall’Associazione Cittadini per l’aria: impariamo a conoscerlo, e proviamo a monitorarlo via per via e piazza per piazza. Succede a Milano, sull’esempio di altre città europee.

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Conto alla rovescia per gli effetti del clima sulla salute

Copertina del sito www.lancetcountdown.org

L'hanno chiamato The Lancet Countdown, il conto alla rovescia, l'iniziativa multidisciplinare lanciata il 14 novembre in occasione di COP22 sul clima che si sta svolgendo in Marocco.

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Dieci anni di ecologia sul campo


L'ecologia studia le relazioni tra organismi viventi e ambiente. Nella prospettiva di lungo termine, variabili biologiche ed ambientali sono poste in comparazione tra di loro e con l'incidenza delle attività umane. Queste ricerche sono condotte in "siti sentinella", sparsi sul territorio nazionale, riuniti in una Rete fatta da scienziati ed enti di ricerca, che quest'anno compie dieci anni. 

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Nuovo rapporto OMS: inquinamento oltre i limiti per 9 persone su 10

Ambient air pollution: A global assessment of exposure and burden of disease. World Health Organization, 2016

Qualche giorno fa l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha pubblicato gli ultimi dati sull'inquinamento dell'aria, aggiornati a dicembre 2015, e ancora una volta l'allarme è netto: meno di una persona su 10 nel mondo respira un'aria che rispetta le più recenti linee guida in materia di inquinamento da PM10 e PM2.5.

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Considerazioni finali sulla spedizione di divulgazione scientifica Terramare

E' trascorsa una settimana da “Terramare – il racconto del cambiamento, tra foreste, laghi e mare” e scriviamo questo articolo a mo' di rapporto finale, per trarre un po' di conclusioni ma anche per colmare eventuali lacune nella narrazione, realizzata attraverso articoli scritti e pubblicati rapidamente, mirando alla contemporaneità tra vicende occorse, racconto “consegnato” e vostra lettura.

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Dal Lago di Levico a Bassano del Grappa, lungo la Brenta

Sotto una pioggia leggera lasciamo Levico alle nove del mattino. La maggior parte di noi ha trascorso la notte in branda (da campeggio), in una camerata ricavata all'interno di un'aula di scuola. Essere in viaggio comporta anche questo: non sempre si dorme in un letto, molte volte si condividono quelle piccole scomodità che però danno un sapore diverso al viaggio stesso.

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Dal Lago di Tovel al Lago di Levico

Sono le otto e mezza del mattino e la piccola truppa di scienziati e cittadini di Terramare si è riunita sulle rive del Lago di Tovel, dove il guardaparco Matteo Zeni tiene le fila di una piccola conversazione sull'orso bruno in Trentino. «Qui l’orso c’è sempre stato; questo grande animale un tempo era presente in tutta l’Eurasia ed era diffuso in molti tipi di ambiente, dalla tundra alle zone aride, e quindi non solo in alta montagna o nei boschi, come spesso si è portati a credere.

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Dall'Alto Garda al Lago di Tovel

Oggi ci attende una tappa di trasferimento piuttosto lunga ed impegnativa che ci porterà da un'altitudine di nemmeno 100 metri sul livello del mare, alla quale ci troviamo ora sull'Alto Garda Trentino, ai quasi 1200 m s.l.m. del Lago di Tovel, a ridosso delle Dolomiti di Brenta. Durante il nostro percorso odierno, non toccheremo siti della Rete LTER ma ci fermeremo a visitare luoghi molto interessanti dal punto di vista naturalistico e per quanto attiene gli interventi condotti dall'uomo sugli ambienti naturali.

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Dal Bosco della Fontana all'Alto Garda: lungo il Mincio e il Lago di Garda

Varcare la soglia del Bosco della Fontana verso l'esterno è come proiettarsi al di fuori di un sacco amniotico fatto di ombra benefica, soprattutto oggi che luglio comincia con le sue calure, silenzio impenetrabile, specie ora che ferve la mietitura tra i campi di granturco, e, in sostanza, riparo, nel senso primordiale del termine. Ma dobbiamo tornare alla realtà. E proprio al di fuori del nostro rifugio alberato alla maniera pre-romana, ci sfila davanti un magnifico airone bianco in volo planato. Lo prendiamo come un segno positivo.

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Da Mantova al Bosco della Fontana

La prima tappa di “Terramare - il racconto del cambiamento tra foreste, laghi e mare” parte da Mantova, capitale Italiana della cultura 2016, e subito la nostra strada, a colpi di pedali e sulla ciclabile del Mincio, inizia a scorrere lungo le rive di questo fiume ei laghi che esso forma nei pressi della città “c'un si muova mille miglia per vederla”, come affermava Torquato Tasso cinquecento anni fa.

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La spedizione di divulgazione scientifica “Terramare”: la natura raccontata a pedali

Prendete un gruppo di scienziati con la passione per la comunicazione, fornite loro una carta geografica dove sono segnati i luoghi dove essi stessi svolgono ricerche ecologiche e lasciateli liberi di tracciare un itinerario che unisca quei luoghi. Poi, prendete questi scienziati e metteteli su di un mezzo di trasporto “dolce” a impatto virtualmente zero, come una bicicletta, una canoa o i loro stessi piedi, e fate sì che essi percorrano, in un viaggio a tappe, gli itinerari che hanno tracciato.

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Risorsa o minaccia? Shale Gas, italiana la ricerca per valutare pro e contro

Promessa di felicità energetica del nuovo millennio, gli shale gas sono l'esempio perfetto dell’insopprimibile conflitto tra tecnofili e tecnofobi. E a ragione. Gli shale gas provengono infatti dallo sfruttamento di giacimenti “shale”, rocce argillose a bassissima permeabilità da cui fino a poco tempo fa era di fatto impossibile estrarre idrocarburi.

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A caccia di metano su Marte

Sapete qual è la prova più convincente (e schiacciante) della presenza di vita sulla Terra? Mi dispiace dirvi che non siete voi, bensì la composizione della nostra atmosfera.

Mettiamoci nei panni di un immaginario alieno mandato in esplorazione del terzo pianeta di uno dei tanti sistemi planetari che popolano la galassia e chiediamoci cosa potrebbe convincerlo che su questo bel pianeta blu si è sviluppata la vita.

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Il record di firme per l’Accordo di Parigi

Oltre 154 Paesi hanno annunciato l’intenzione di sottoscrivere l’Accordo di Parigi già il primo giorno in cui questo sarà legalmente possibile, il 22 aprile 2016. Con la firma dei Capi di Stato o di Governo, i rispettivi Paesi si vincolano a non mettere in atto azioni che contrastino con l’Accordo e ad iniziare o proseguire le procedure interne necessarie alla sua ratifica.

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Ricerca scientifica e sorveglianza sanitaria dopo il terremoto: la lezione che ci viene dall’Aquila

Nel periodo successivo al terremoto del 2009 i ricercatori dell’Università dell’Aquila hanno analizzato l’impatto del sisma su diversi aspetti della salute dei cittadini, pubblicando numerosi articoli scientifici su riviste internazionali (più di 100).

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Sei uno scienziato? Allora pedala!

Per due decenni quella di Albert Einstein, sorridente in bicicletta al California Institute of Technology nel mite inverno del 1931, fu sicuramente lo scatto più curioso che ritraeva il geniale fisico. Fino alla celebre linguaccia del 1951, catturata dal clic di Arthur Sasse nel giorno del compleanno di Einstein. Ma da allora la bicicletta si è legata indissolubilmente all’immagine dello scienziato libero e preoccupato per le sorti del Pianeta.

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Splendori e miserie del petrolchimico della Basilicata

La chiamano il Texas d’Italia. Eppure non ha nulla da condividere con i paesaggi sconfinati del Nord America. La Basilicata è una terra dall’orografia tormentata che alterna montagne coperte di boschi a lande desolate e aride. È in questo paesaggio aspro e antico che Mel Gibson decise di girare la sua Passione di Cristo, ambientata tra Matera e l’abitato abbandonato di Craco vecchia.

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La morte fossile dell’Italia

Il 17 aprile gli elettori sono chiamati a votare sì o no per il referendum “sulle trivelle”, per abrogare un articolo della Legge di stabilità che toglie le scadenze delle concessioni di coltivazioni di gas e petrolio entro le 12 miglia dalle coste italiane. 
Se non si raggiungerà il quorum (50%) o vincerà il NO, le concessioni scadranno alla “fine utile dei giacimenti”. 

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Centocinquant’anni di ecologia

Nel 1866, centocinquanta anni fa, Ernst Haeckel dava alle stampe la Generelle Morphologie der Organismen: un libro sulla morfologia generale degli organismi destinato a diventare famoso perché il biologo tedesco usa una nuova parola: oekologie, derivata dal greco οίκος e dal greco lόgος, attribuendole il significato di «scienza dell'insieme dei rapporti degli organismi con il mondo circostante, comprendente in senso lato tutte le condizioni dell'esistenza».

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Enormi differenze fra città sull'inquinamento dell'aria

Secondo un recente report dell'Organizzazione mondiale della sanità, il 23% delle morti registrate nel mondo (pari a 12,6 milioni di persone), sono attribuibili a fattori ambientali modificabili. Di questi, più della metà dipendono dall'inquinamento atmosferico indoor e outdoor.

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Il cambiamento climatico in libreria

In tema di cambiamento climatico, il 2015 e stato un anno denso di avvenimenti. Nel corso dell’anno, è stata in preparazione la COP 21, che si sarebbe poi conclusa nel dicembre con l’accordo di Parigi. Su questa conferenza, per la quale da anni lavoravano gli esperti del settore, erano riposte le attese dei movimenti ambientalisti e le speranze di raggiungere un accordo a livello globale, sostitutivo del Protocollo di Kyoto, scaduto da tempo e rivelatosi sostanzialmente inefficace. 

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Rinunciando alle trivelle non perdiamo un bel niente

Con l’avvicinarsi del referendum sulle trivellazioni, la lobby del petrolio si è fatta sentire con un apocalittico articolo del professor Alberto Clò su formiche.net,  intitolato “Ecco gli effetti nefasti del NO alle trivelle”. 

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Fragile. Il rischio ambientale oggi

Con il rischio la Terra e i suoi abitanti hanno sempre convissuto e nonostante terremoti, maremoti, eruzioni vulcaniche, frane e valanghe, siccità, alluvioni, uragani, cicloni e cambiamenti climatici se la sono sempre cavata, trasformando ogni choc in occasione evolutiva, anche quando, ad esempio, qualcosa provocava una estinzione di massa delle specie viventi. Parliamo, ovviamente, di tutte le specie viventi tranne una e di cinque estinzioni tranne una. La specie a parte è la specie umana e l’estinzione a parte è la sesta.

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Cop21 e Laudato si’. Il vento è cambiato: una punto di svolta nell’Antropocene

L’accordo di Parigi alla Cop21 è stato accolto nei modi più svariati. Si va da stroncature preventive (un inutile rituale [1]),  a un nugolo di commenti negativi sul web (inutile e assurdo [2]), alla sottolineatura delle tante ombre [3], alle sue due facce [4], fino a giudizi sostanzialmente positivi: un segno di speranza [5], motivo di soddisfazione [6], un inizio importante [7].

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Il nucleare non è la soluzione

Nel dibattito sul cambiamento climatico, oggetto della appena conclusa COP21 di Parigi, ogni tanto rispunta il nucleare.
Su Scienzainrete, il 9 dicembre è stato pubblicato un articolo dal titolo ”Cosa può fare il nucleare contro il cambiamento climatico?” nel quale gli autori sostengono che “secondo molti il nucleare è un ingrediente essenziale per rispettare l’obiettivo di non più di 2°C di aumento di temperatura nel 2050.”

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L'Accordo di Parigi salva il ruolo della politica globale sull'ambiente

Molto ci sara da scrivere e da riflettere nelle prossime settimane sull’Accordo raggiunto a Parigi per contenere il cambiamento climatico. Ma, a caldo, alcune considerazioni gia permettono di porre in evidenza l’importanza di questo evento per il futuro; non solo per il futuro del clima, ma anche per il futuro dell’ambiente mondiale.

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L’accordo di Parigi sul clima: un evento storico?

Va subito detto: l’accordo raggiunto a Parigi dalle delegazioni di 195 Paesi per il contrasto al riscaldamento del clima è, a mio avviso, un buon risultato.

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Cosa può fare il nucleare contro il cambiamento climatico?

Alla COP 21 di Parigi siede un convitato di pietra: il nucleare. Se ne parla assai poco, sembra quasi non esistere, tutti presi a immaginarsi la liberazione dalle fonti fossili e spingere sulle rinnovabili. Eppure secondo molti il nucleare è un ingrediente essenziale per rispettare l’obiettivo di non più di 2°C di aumento di temperatura nel 2050. Le centrali nucleari infatti non emettono CO2.

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Dichiarazione scientifica sui cambiamenti climatici

Dichiarazione scientifica sui cambiamenti climatici

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Clima e dintorni in vista di Parigi: siamo tutti climatologi?

Si apre in questi giorni a Parigi la tanto attesa XXI sessione della Conference of the Parties (COP21) United Nations Framework Convention on Climate Change (UNFCCC), dalla quale ci si aspetta un chiaro accordo fra tutti i governi del mondo che possa servire a “stabilizzare la concentrazione dei gas serra ad un livello che possa evitare una dannosa interferenza delle attività antropiche sul sistema climatico”.

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La lettera enciclica di Papa Francesco sulla cura della casa comune

Si stima che in cielo ci siano 1023 stelle: per contarle una al secondo, ci vorrebbero 3 milioni di miliardi di anni! Nell’immensità del Creato, c’è un puntino: la Terra, una specie di astronave, grande se vista da vicino, che viaggia nell’infinità dell’universo con un carico particolare, forse unico: gli esseri viventi.

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Xylella fastidiosa: come contrastare il "batterio killer"

Precedenti

E’ del 2013 l’individuazione del primo caso di presenza del batterio di Xylella in Europa.

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Ambiente e industria in Italia

All’origine furono Seveso in Italia (1976) e Bhopal in India (1984). Furono quei due incidenti gravi (due esplosioni) a creare una percezione di massa del “rischio chimico”, ovvero dell’inquinamento, acuto o distribuito nel tempo, associato all’industria chimica. Nei giorni scorsi la paura è ritornata con la fortissima esplosione nella città portuale cinese di Tianjin.

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Un metodo nuovo per salvaguardare e migliorare il nostro cibo

Alla fine dell’ultima glaciazione, intorno a 10.000 anni fa, in diversi luoghi del pianeta, indipendentemente gli uni dagli altri, alcuni cacciatori-raccoglitori hanno iniziato a coltivare le piante, dando inizio di fatto all’agricoltura.
Non è chiaro cosa li abbia spinti a diventare agricoltori, molto probabilmente la necessità di affrancarsi dalla caccia (alcune volte va bene, ma tante altre si resta a mani vuote) oltre alla curiosità e allo spirito inventivo.

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L’Italia e la corsa all’idrogeno per la mobilità: una sfida possibile

L’Europa si sta muovendo verso un futuro energetico a sempre minore impatto ambientale, si è data delle scadenze e sta creando un quadro normativo per guidare e incentivare questa trasformazione.
Molti paesi si stanno già organizzando e attuando politiche industriali ed energetiche non solo per adeguarsi al cambiamento, ma anche per coglierne le opportunità che esso porta. Ma non l’Italia.

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Per un ambientalismo pragmatico

Questo libro può disturbare fin dal titolo e dal sottotitolo ma come l’autore ha spiegato in un’intervista a “L’intraprendente”, questi non sono da prendere alla lettera: «Ho deciso di usare come sottotitolo “perché la natura non è né buona né giusta né bella” ma avrei potuto benissimo scrivere “perché non è né cattiva né ingiusta né brutta”. La natura è un ente che punta alla propria sopravvivenza così come dobbiamo fare noi uomini che ne facciamo parte».

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Green Belts: rammendiamo i margini urbani con il verde

Il concetto di Green Belt venne introdotto per la prima volta dalla Regional Planning Committee della circoscrizione di Londra nel 1935. L’obiettivo era cingere la città con un’ampia area verde, pubblica e con funzione ricreativa per i cittadini. Vent’anni dopo, le Green Belt cominciarono a essere incluse nei piani di sviluppo di tutti i più ampi centri urbani del Regno Unito col risultato di svilupparsi, alla fine degli anni Novanta, su circa il 12% del territorio urbano inglese. 

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“Ocean Sampling Day”: un'istantanea mondiale della biodiversità marina

I cambiamenti climatici dovuti anche agli interventi antropici stanno avendo importanti ripercussioni sugli ecosistemi oceanici e sulla biodiversità marina.

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Quanto fa male l'inquinamento dell'aria, provincia per provincia

Un’aspettativa di vita ridotta di oltre nove mesi e circa 30.000 morti all’anno: è il tributo che l’inquinamento atmosferico da particolato fine (PM2,5), responsabile del 7% di tutti i decessi naturali (esclusi, cioè, gli incidenti), esige ogni anno in Italia.

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Consumo di suolo: l'Italia perde terreno

Mille chilometri quadrati: ecco quanto abbiamo irreversibilmente perso in termini di suolo tra il 2008 e il 2013 in Italia, in media 55 ettari al giorno

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Xylella fastidiosa: il "batterio killer" degli olivi

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Eolico: trasparenza vo cercando

Può sembrare un’indagine minore, perché molto localizzata. Ma l’inchiesta campionaria svolta presso i comuni di Orsara di Puglia e Sant’Agata di Puglia, realizzata da un gruppo di ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) coordinato da Manlio Maggi e pubblicato per ora come rapporto interno con il titolo I cittadini e gli impianti eolici nel territorio dei Monti Dauni: percezione, informazioni e partecipazione, fornisce utili indicazioni di carattere generale sul rapporto tra politica, tecnologie ambientali e società in Italia.

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Giancarlo Pinchera, energetico pioniere

In una sorta di damnatio memoriae siamo costretti a riaffrontare vecchi problemi ambientali come se fossero nuovi. E’ il caso dell’energia, dove ogni anno riscopriamo il risparmio e l’efficienza energetica, il Negawatt al posto del Megawatt, magari riprendendo parole d’ordine di nuovi guru, dimenticandoci che di risparmio ed efficienza in Italia si era cominciato a parlare in forme nuove subito dopo la crisi energetica del 1973.

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Il 2014 è stato davvero l’anno più caldo?

Sembra proprio che gli scienziati non abbiano dubbi: l’anno appena concluso ha fatto registrare le temperature più elevate a livello globale dal 1880, ossia da quando sono disponibili le rilevazioni sulla superficie terrestre.
Lo dicono le analisi indipendenti fatte da NASA, NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) e JMA (Japan Meteorological Agency).

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Aziende agricole o agro-energetiche? Luci e ombre del biogas

I meccanismi di incentivazione e disincentivazione sono leve con cui la politica orienta le scelte dei soggetti economici, e dei cittadini, per il raggiungimento di obiettivi di medio e lungo periodo.
Negli ultimi anni la produzione di energia da fonti rinnovabili è stata certamente il caso di governance più emblematico del nostro paese, anche se non sempre ha prodotto vantaggi sostenibili e equamente distribuiti.

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L’appello alla sostenibilità nell’anno della luce

Ogni anno l’ONU sceglie uno o più temi da portare all’interesse del grande pubblico. Come si può vedere dalla lista degli anni internazionali, gli argomenti sono dei più vari e spaziano dall’anno della fisica a quello dei gorilla, dalla biodiversità all’energia sostenibile, dall’anno polare a quello dei deserti.

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La scienza dell’olio

Quest’anno è stato dichiarato l’anno nero dell’olio di oliva, per il calo drammatico della produzione di olive e di conseguenza dell’olio di oliva in Europa, che da sola copre i 3/4 della produzione mondiale.
A pagarne le spese è stata soprattutto l’Italia, che dopo la Spagna, è il secondo produttore di olio di oliva nel mondo, e il paese che più di ogni altro consuma olio di oliva (con circa 12 kg di olio a testa ogni anno).

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Trattamento dei rifiuti urbani: con HIA21 un nuovo approccio

Quando le indagini scientifiche vengono effettuate mentre il processo decisionale è ancora in corso, la tutela dei cittadini è maggiore. In questo modo infatti i dati raccolti possono essere utilizzati per indirizzare le politiche e orientarle affinché dal punto di vista sanitario e ambientale le garanzie per le popolazioni locali siano maggiori.
Questo approccio può riguardare molte situazioni di rischio, ad esempio la gestione dei rifiuti.

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Clima: ottimi gli impegni presi ma non basta

Gli impegni attuali (stabiliti o annunciati) per ridurre le emissioni di gas serra non sono sufficienti a contenere il riscaldamento globale entro la soglia "critica" dei 2°C.

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Atomo: una parola, molti significati

L’Ode all’atomo del poeta di origine cilena Pablo Neruda (1904-1973) è fra le liriche che meglio interpretano i contrastanti sentimenti che le conquiste scientifiche e le loro applicazioni suscitano negli uomini contemporanei.

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In Europa sono a rischio le leggi per l'aria pulita

Dalle prime indiscrezioni provenienti da Bruxelles sembra che sia chiara la volontà di eliminare alcune proposte di nuove direttive e regolamenti per la tutela dell'ambiente. A rischio sono anche 23 nuove iniziative per il 2015 e altre 78 leggi non ancora approvate, che con ogni probabilità verranno scartate. I provvedimenti a rischio riguardano anche il miglioramento della qualità dell'aria in Europa e la gestione più sostenibile dei rifiuti.

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Il richiamo di Lima per l’azione sul clima

I lavori della COP20 di Lima si sono chiusi alle ore 1.28 a.m.di domenica 14 dicembre, (ore 7.28 in Italia), con l’approvazione del “Lima Call for Climate Action”.

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Venezia, ambiente, salute

Il nuovo libro di Salvatore Settis è molto più di un grido di allarme sulle sorti di Venezia, è un libro importante per qualunque persona abbia a cuore la storia e la cultura, ed è altamente rilevante per la comunità scientifica oltre che per quella umanistica. Il libro è anzitutto un documento sulla rovinosa perdita dell’identità e della diversità.

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Amianto, mesoteliomi e Fibronit. I numeri della Lombardia

La sentenza Eternit ha fatto giustamente rumore. Una decisione che il 19 novembre scorso ha cancellato in un secondo le speranze di chi esigeva che qualcuno pagasse per le numerose morti per asbestosi nella zona dove sorgeva quella che è stata da più parti definita la “fabbrica della morte”.

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RISINNOVA, studi per migliorare la filiera risicola italiana

L’Italia è il principale produttore di riso in Europa coprendo più del 50% della produzione totale, e si differenzia sul mercato internazionale essenzialmente per la qualità, legata alle esigenze dell’industria e dei consumatori.

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Allevamenti sostenibili: così cambia la filiera del suino

Uno degli aspetti più complessi da gestire nel settore dell'allevamento riguarda l'impatto ambientale prodotto dai cosiddetti reflui zootecnici, cioè gli effluenti liquidi e solidi prodotti dagli animali, in altre parole feci e urine.
Basti pensare che in Italia nel 2013 sono stati prodotti 32 milioni di metri cubi di reflui, solo da allevamenti suini, e 60 milioni di metri cubi da allevamenti bovini.

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La vita oltre il ghiaccio

C’è vita anzi c’è un intero ecosistema sotto i ghiacci del Polo Sud a dimostrazione che la vita può esistere anche in luoghi estremamente freddi e bui. La conferma arriva dal progetto internazionale WISSARD che ha trovato nel lago Whillans, a circa 800 metri sotto i ghiacci del Polo Sud, un intero ecosistema composto da oltre 4mila specie di microrganismi capaci di nutrirsi di sedimenti e di elementi rilasciati dallo scioglimento dei ghiacci.

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SpoTT: un progetto per valutare l'inquinamento ambientale

Organizzare un sistema di sorveglianza che consenta di valutare potenziali effetti avversi sulla salute dell’inquinamento ambientale nelle aree circostanti il termovalorizzatore di Torino.

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Rifiuti tossici, il caso pugliese

Non lontano dalla Terra dei Fuochi, un altro territorio del Sud Italia è a rischio di contaminazione ambientale da rifiuti tossici, con un sospetto di traffico illecito di origine criminale: in Puglia, in particolare nella zona centrale, nel Parco Nazionale dell'Alta Murgia, ma anche più a nord nel foggiano, rifiuti di varia origine e provenienza sono stati abbandonati o sarebbero stati nascosti nel corso de

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ILVA: risanamento un anno dopo

È passato un anno dal decreto che affidava per tre anni al commissario Enrico Bondi, amministratore delegato della società, e al sub-commissario Edo Ronchi, già Ministro dell'Ambiente, le sorti del risanamento ambientale dell'Ilva di Taranto.

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2035: verso quale energia? Meno petrolio più rinnovabili

La storia ci ha dimostrato a più riprese quanto si riveli spesso erroneo basare le proprie scelte su previsioni numeriche, per quanto complesse, soprattutto se i protagonisti coinvolti giocano su scala mondiale e se la questione di cui si parla poggia le fondamenta su dinamiche dalla portata incommensurabile, come gli interessi economici, la finanza, la geopolitica.

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Clima e agricoltura: il caso del frumento duro

Molti dei cambiamenti climatici previsti per i prossimi decenni, quali ad esempio il riscaldamento globale del pianeta, i crescenti rischi di siccità in alcune aree geografiche e una maggiore frequenza di eventi meteorici intensi, sono in maggior parte causati dal rapido aumento della concentrazione di CO2 nell'atmosfera.

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Una Coppa verde pallido

Fateci caso, quando comprate online un biglietto Trenitalia per viaggiare con il mitico Frecciarossa, appare in calce un bel riquadro, di colore verde, che vi comunica quanti Kg di CO2 avete fatto risparmiare al pianeta.
Ad esempio, per un viaggio Bologna-Milano, il risparmio rispetto alla media auto-aereo è di circa 22 Kg di CO2.
Il calcolo prescinde dalle infrastrutture ma la componente ecologica della vostra coscienza ne verrà gratificata e partirete senz’altro più rilassati sentendovi meno responsabili dell’effetto serra.

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Che acqua bevono i milanesi?

L'acqua che scorre a Milano è sicura? E' la domanda cui hanno cercato di rispondere al convegno tenuto ieri, 6 giugno, all'Istituto Mario Negri "Qualità delle acque e contaminanti emergenti: i risultati di un Progetto Cariplo e il confronto con i dati in Europa e USA".

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Non si uccidono così le rinnovabili

Ci sono associazioni ambientaliste che invece di rallegrarsi che la produzione di energia pulita in Italia aumenti (nel 2014 il 9-10% dell’elettricità italiana sarà prodotta con il solare fotovoltaico e il 5-6 con l’eolico), considerano questo fatto una fonte di preoccupazione. Strano ma vero. Con il pretesto che le rinnovabili deturperebbero il paesaggio, queste associazioni intendono punire attraverso una tassazione retroattiva chi ha deciso di investire e produrre energia solare o eolica. Sì, avete letto bene.

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Quella rendita che può finanziare le rinnovabili

Dopo Enrico Letta, anche Matteo Renzi ha promesso la riduzione del costo dell’elettricità. Il presidente del Consiglio, numerologicamente innamorato del dieci, è convito di ridurlo di almeno il 10 per cento, quantomeno alle piccole e medie imprese (l’entità complessiva del taglio, secondo una mia stima un po’ grezza, potrebbe essere di quasi 800 milioni di euro). Ora, non so come si possa ridurre ex lege il prezzo di un bene compravenduto su un mercato liberalizzato di un’esatta percentuale.

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Nei siti industriali inquinati maggior rischio di malattie

Ci si ammala più facilmente nei siti industriali contaminati: questo il succo della terza edizione dello studio «Sentieri» (Studio Epidemiologico Nazionale dei Territori e degli Insediamenti Esposti a Rischio da Inquinamento), finanziato dal Ministero della Salute e coordinato dall’Istituto superiore di sanità sullo stato di salute della popolazione che vive nei 44 siti di interesse nazionale per le bonifiche (SIN).

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Studiate quattro aree e il loro arsenico

Il progetto SEpiAs, Sorveglianza epidemiologica in aree interessate da inquinamento ambientale da arsenico di origine naturale o antropica, è stato realizzato dall’Istituto di fisiologia Clinica del Consiglio nazionale delle ricerche, finanziato dal programma CCM (Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie) del Ministero della Salute.

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I rischi mondiali dei prossimi 10 anni

Il 16 gennaio 2014 il World Economic Forum (WEF), in vista dell’annuale incontro a Davos, pubblica il Global Risks 2014 . Il rapporto, giunto alla nona edizione, valuta la natura e il peso di 31 rischi globali che potrebbero avere un impatto negativo sul tessuto economico mondiale. I rischi si possono intrecciare amplificando il proprio potenziale impatto negativo, che a sua volta ha conseguenze sistemiche a livello geopolitico ed economico.

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Clima: come ridurre le emissioni? Le conclusioni dell’IPCC

Con la pubblicazione del terzo capitolo del Quinto Rapporto di Valutazione (AR5) dell’IPCC si conclude la trilogia che fa il punto sui progressi della ricerca scientifica internazionale in materia di cambiamenti climatici dal 2007 (data del Quarto Rapporto, AR4) ad oggi. Il contributo del Working Group III, che si occupa delle misure di mitigazione, è stato approvato sabato 12 aprile a Berlino.

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Quanta scienza per migliorare il grano duro

La crisi tra Ucraina e Russia ha già provocato alcune ripercussioni economiche. C'è stato il solito allarme sull'approvvigionamento di gas in Europa occidentale, anche se le riserve garantiscono parecchi mesi di gas nell'ipotesi (improbabile) che Mosca chiuda i rubinetti. Ma ad aumentare di prezzo sono in questo momento soprattutto i cereali.

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Clima: Impatti, rischi e adattamento nel V rapporto IPCC

Le conseguenze dei cambiamenti climatici mettono a rischio i sistemi naturali ed umani, sono già in corso e, se non si rallentano le emissioni di gas serra, le capacità di adattarsi si riducono con il passare del tempo.

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Quanto è inquinata la Terra dei Fuochi

Al tempo dei Romani era chiamata Campania Felix. Più tardi era nota come Terra del Lavoro. Oggi è conosciuta come Terra dei Fuochi. Gli storici potrebbero storcere il naso, perché non c’è una identificazione esatta tra le tre aree che nel corso della storia hanno assunto queste diverse denominazioni. E tuttavia la dinamica del nome con cui in diverse epoche storiche è stata chiamata una vasta area a cavallo tra le provincie di Napoli e Caserta ha un forte significato simbolico.

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Alcuni punti fermi su discariche, inceneritori e salute

Politica del rifiuto zero, riciclo di tutti i materiali di scarto e discariche a impatto ambientale ridotto, in grado di recuperare l’energia, rappresentano l’approccio europeo in tema rifiuti.

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Salute e rifiuti: ricerca, sanità pubblica e comunicazione

Il Convegno, ideato nell’ambito delle attività promosse dal ministero della Salute in materia di impatto sanitario del ciclo dei rifiuti, si svolge a Roma il 6 febbraio 2014. Durante la giornata verranno presentati i risultati dei progetti Ccm 2010 “Salute e Rifiuti: Ricerca, Sanità Pubblica, Comunicazione” e “Sorveglianza epidemiologica sullo stato di salute della popolazione residente intorno agli impianti di trattamento rifiuti”. Per maggiori informazioni scarica la brochure.

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Climatologia e urbanistica per mitigare l'isola di calore

Le variazioni della temperatura globale possono generare un ampio spettro di conseguenze sulla salute.
Conseguenze dirette innanzitutto, legate al benessere bioclimatico delle persone, e conseguenze indirette legate alle complesse interazioni tra condizioni ambientali ed equilibrio ecologico che potrebbero avere un impatto sulla diffusione di malattie infettive ed allergiche.

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Progetto LIFE HIA21: un modello per la gestione dei rifiuti

Il progetto Life HIA21 “Valutazione partecipata degli impatti sanitari, ambientali e socioeconomici derivanti dal trattamento di rifiuti urbani” è cofinanziato attraverso la sottoazione “Policy & Governance” del programma “Life Environment” della Direzione Generale Ambiente della Comunità Europea. 

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L’epidemiologia in tribunale: scienza, giustizia, politica

 

L’epidemiologia si propone di indagare le relazioni tra ambiente e salute e le variazioni delle risposte individuali. Cercando di spiegare quali persone si ammalano (o possono ammalarsi) e per quali cause, l’epidemiologia opera per “promuovere, proteggere e restituire la salute [attraverso] lo studio della distribuzione e dei determinanti dello stato di salute o di eventi in popolazioni definite…”

(A Dictionary of Epidemiology, 4th Ed. , Oxford University Press, New York 2001)

 

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Mercurio: dall'Amiata a Minamata e ritorno

Il 15 di novembre abbiamo visitato due delle vecchie miniere di mercurio dell’Amiata con la collega argentina Lilian Corra, pediatra ed esperta di rischi chimici, che ha partecipato alla lunga fase preparatoria del Trattato internazionale per la messa al bando del mercurio, in qualità di segretario generale della International Society Doctors for Environment, nota in Italia come Società dei Medici per l’Ambiente, ISDE.

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Inceneritori e biomarcatori per i livelli di esposizione

Specifici biomarcatori possono fornire informazioni sul livello di esposizione a inquinanti atmosferici a cui sono esposte le persone che abitano e lavorano vicino agli inceneritori.

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Latte materno e diossina

Livelli di diossina nel latte materno come indicatori del livello di inquinamento ambientale: è quanto studiato da un team di esperti tra 100 donne alla prima gravidanza, residenti tra Napoli e Caserta.

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Da Varsavia - COP19: il futuro è nel 'loss and damage'

"Quello che sta succedendo al mio paese a causa di questo clima [il tifone Haiyan, nda] é follia. Questa crisi climatica é follia. Possiamo fermarla. Qui, a Varsavia." Questo é l'appello (tradotto dall’inglese) che Yeb Sano, il capo negoziatore delle Filippine, ha lanciato durante la sessione di apertura della diciannovesima Conferenza delle Parti (COP19) della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC), attualmente in corso a Varsavia.

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Clima: una strategia di adattamento per l’Italia

Pochi giorni fa il Ministero dell'Ambiente italiano ha presentato la Strategia Nazionale di Adattamento ai cambiamenti climatici, o SNA. La bozza del documento è disponibile in pdf e la procedura di consultazione pubblica online rimarrà aperta fino al 31 dicembre.

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Rapporto EpiAir: è critica la salute dell'aria italiana

In Italia il traffico veicolare è ancora uno dei principali responsabili dell'inquinamento atmosferico delle città, portando l'ambiente in cima alle priorità a cui guardare. Ma se il nostro rimane in media uno dei Paesi europei a più alto tasso di criticità, negli ultimi anni si possono registrare alcuni miglioramenti, lenti, ma con un trend crescente.

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IARC: l'inquinamento dell'aria è cancerogeno

Si può morire di cancro al polmone anche per inquinamento dell'aria? Lo IARC dice di sì.

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Ambiente e salute: che strada prende l’evoluzione?

Sono numerosi gli studi di letteratura che mostrano come l’esposizione ad agenti xenobiotici possa avere un impatto sulla salute. I primi studi, condotti per verificare gli effetti dei pesticidi, hanno messo in evidenza la presenza di una correlazione tra l’esposizione in utero, il successivo sviluppo di anomalie nella conta spermatozoica e l’incidenza di infertilità.

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Gli scienziati confermano il riscaldamento globale

Alle cinque del mattino di venerdì 27 settembre, a Stoccolma, l’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) ha concluso i lavori del Working Group I e approvato il testo definitivo.

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Le prime voci sul nuovo Rapporto IPCC

La prima parte del V Rapporto dell'IPCC (nome in codice: WGI AR5) uscirà questa settimana. E' frutto del lavoro di 259 esperti, tra autori e revisori di 39 Paesi diversi, che hanno raccolto, analizzato e valutato più di 9200 pubblicazioni sulle basi fisiche della scienza del clima. In sostanza, la sintesi più completa di quello che in futuro potrà accadere nell'atmosfera e sulla superficie terrestre, negli oceani, ai ghiacciai e alle calotte polari.

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Comunicazione ambientale: EMAS, tra teoria e pratiche

Negli ultimi quindici anni le imprese europee e gli enti pubblici sono stati sempre più sollecitati a investire in attività di comunicazione, con l’obiettivo di prevenire i conflitti e garantire ai cittadini l’accesso alle informazioni ambientali. Le normative europee concedono agevolazioni e premialità alle organizzazioni che, su base volontaria, dimostrano l’impegno al miglioramento delle loro performance ambientali.

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Rifiuti, una risorsa in emergenza

Il “Rapporto rifiuti urbani 2013 recentemente presentato da ISPRA segnala “una tendenza alla riduzione della produzione totale e pro capite dei rifiuti urbani (RU) nel territorio dell’Unione”. Sebbene su tale dato influisca la crisi economica internazionale, ISPRA indica tale tendenza in fase di consolidamento.

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Inquinamento e riscaldamento globale: cosa rischiamo?

 Uno studio pubblicato poche settimane fa sulla rivista Environmental Science & Technology1 ha dimostrato scientificamente per la prima volta la diretta relazione fra inquinamento urbano e densità di popolazione. Sembra una banalità ma sono serviti rilevamenti satellitari per permettere agli scienziati della NASA di stabilire il nesso fra numero di abitanti e presenza di biossido di azoto (NO2), in Europa, Stati Uniti, India e Cina. I ricercatori, inoltre, hanno osservato che a parità di popolazione, i livelli di inquinamento variano da regione a regione.

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Conflitti ambientali: 'Nimby' o cittadinanza (scientifica)?

La formula Nimby è dannosa e dovrebbe essere sostituita nel linguaggio comune, in quello giornalistico e, soprattutto, in quello della classe dirigente”.

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Crociere: costano poco e generano grandi profitti. Chi paga?

Quei grattacieli galleggianti non devono più passare da lì”.

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La macchina del fango. Quella vera

Una compagnia petrolifera trivella a tutt'andare ed ecco che una faglia nelle vicinanze inizia a sparare fango: 14 morti, 40.000 sfollati, interi villaggi distrutti, piantagioni inondate. Succedeva nel 2006, sul lato orientale dell'isola di Giava.

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Reati ambientali: prevenire e reprimere con la governance

Ottime riforme, buone normative, enti di ricerca eccellenti e competenze diversificate: strumenti necessari ma non sufficienti per traguardare gli obiettivi e vincere le sfide imposte dalla incessante evoluzione scientifica e tecnologica. Evoluzione che deve essere governata, perché se da un lato contribuisce allo sviluppo umano, allo stesso tempo mette a dura prova il contesto socio-ambientale e organizzativo in cui viviamo.

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Rifiuti e salute: un bilancio

Valutare l’impatto degli impianti di smaltimento rifiuti sulla salute della popolazione è un’attività complessa che deve tener conto di parametri tra loro eterogenei e considerare sia la storia delle persone che risiedono nelle loro vicinanze (spostamenti, storia clinica familiare, ecc), sia i cambiamenti nelle politiche di gestione dei rifiuti.

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Scienza e governance nella società del rischio

Lo scorso 12 giugno, l’Accademia delle Scienze di Bologna ha ospitato il forum, organizzato da Arpa-Emilia Romagna e dalla rivista EcoScienza, Scienza, responsabilità e governo. La conoscenza scientifica per un approccio etico nella società del rischio". 

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Amianto e salute, il lungo inganno

Il Tribunale di Torino ha pronunciato la sentenza per il ricorso in appello del Processo Eternit, che si è concluso ieri, 3 giugno 2013, dopo quattro anni di udienze: Stephan Schmidheiny è stato condannato a diciotto anni di reclusione – due in più rispetto alla pena del primo grado – per disastro ambientale doloso e omissione volontaria di cautele antinfortunistiche.

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Taranto: scienza e società in un sistema di regole violate

Veleno. Il veleno funziona attraverso un meccanismo chimico, sai? Tutto dipende dalla dose. In natura praticamente ogni sostanza può essere tossica per un organismo vivente, ma è la dose che provoca il danno.”

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Il rischio, probabilmente...

Solo dal 2009 ad oggi si contano in Italia più di 10 eventi critici, con un bilancio di oltre 70 morti e danni alle infrastrutture dell’ordine delle centinaia di milioni di euro. Dal futuro, per effetto degli impatti del cambiamento climatico, ci si dovrà aspettare probabilmente un aumento della frequenza e dell’intensità di questi eventi che non sarà neanche più scontato definire “estremi”, se per estremo s’intende “fuori dalla norma”. 

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La matematica dei pesci

PESCA FUORI CONTROLLO

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Amianto, l'uomo non è l'unico a soffrirne

Chi non ha mai sentito parlare di mesotelioma pleurico? A Casale Monferrato, in provincia di Alessandria, proprio nessuno.

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Confini planetari, le soglie che non possiamo (più) superare

Planetary boundaries

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La ricerca scientifica fa bene ai parchi

In Italia si contano 871 aree naturali protette, composte da 23 parchi nazionali, parchi regionali, aree marine, riserve naturali statali e regionali. Un totale di 3.163.000 ettari di superficie protetta, ossia più del 10% del territorio italiano; questo risultato si deve principalmente alla “Legge Quadro sulle aree naturali protette”, n.

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Manuale di sopravvivenza all'”aria da morire”

Di inquinamento atmosferico ci si può ammalare e morire. Ce lo ricordano con dovizia di particolari e di scienza Pier Mannuccio Mannucci e Margherita Fronte nel bel libro Aria da morire (Dalai editore, collana Zenit, 2013). Il primo direttore scientifico del Policlinico di Milano, medico e ricercatore di razza, componente del Gruppo 2003 nonché autore di decine di studi su inquinamento e malattie cardiovascolari. La seconda giornalista scientifica in forze a Focus e veterana di libri di scienza e ambiente. 

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Arriva la rivoluzione dell'esposomica

Immaginatevi un migliaio di persone dotati di smartphone che oltre alle normali funzioni rilevano con speciali sensori alcuni inquinanti, e che grazie a un GPS correlano le esposizioni con gli spostamenti. Immaginatevi ora che le stesse persone vengano seguite all'interno di una sperimentazione che periodicamente preleva loro sangue e altri liquidi corporei, dosandone i principali metaboliti; che ne segua la storia medica e indaghi con questionari sulle principali abitudini di vita.

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Per un rilancio della carta del rischio

Nella Costituzione italiana (art. 117), proprio come avviene concretamente nel territorio, la "tutela dell'ambiente, dell'ecosistema e dei beni culturali" costituisce una macro-tematica unitaria, anche se nei governi le responsabilità normative e le gestioni vengono tenute nettamente distinte.

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Clima, l'Europa si prepari

Nel trattato firmato in conclusione della 18esima Comferenza sul Clima dell'ONU in Qatar viene tracciata la strada per la futura sicurezza climatica del Pianeta, di qui al 2020, prolungando di altri 8 anni il patto di Kyoto. Ma il bilancio delle due settimane del COP di Doah non entusiasma, a fronte di numeri che segnalano una sostanziale immobilità di tutti gli stati membri in fatto di tagli alle emissioni inquinanti. Intanto, continuano ad arrivare segnali preoccupanti sugli effetti immediati del riscaldamento globale.

Cosa rischia l'Europa

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Disastro di Taranto: confermato

Il bilancio della mortalità a Taranto registra un drammatico peggioramento.

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Un campanello d'allarme per la salute dei mari

Le meduse, sempre più numerose nei nostri bacini, non comportano soltanto una minaccia per la salute dei bagnanti, ma rappresentano anche un sintomo preoccupante dello stato di sofferenza della biodiversità marina. La loro proliferazione è infatti una diretta conseguenza della diminuzione dei pesci.

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Domani ci berremo un iceberg

Acqua!

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Groenlandia: l'anomalia di luglio

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Meno trasporto su gomma, più ricerca!

Il Governo Monti con la spending review taglia in modo indiscriminato i fondi agli enti di ricerca, scientifici umanistici e ambientali, compromettendo importanti progetti di ricerca. I tagli previsti in tre anni ammontano a 210 milioni di euro (33.147.093 nel 2012 e 88.392.247 per il 2013 e 2014).

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L'auto elettrica dietro l'angolo

Dai quattro modelli di Renault-Nissan alla iOn di Peugeot, da Toyota con la prima Prius ibrida plug-in alla 500 elettrica realizzata per il mercato statunitense negli stabilimenti statunitensi di Chrysler. Sono ormai numerose le case automobilistiche di primo piano che investono nello sviluppo di nuovi modelli di auto elettriche, segno che il mondo industriale sta credendo in questa tecnologia. Solo Renault-Nissan ha investito 4 miliardi di euro nel programma zero emissioni, con un’équipe di 2.000 persone ingegneri e tecnici.

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Il cambiamento climatico colpisce il Mediterraneo

Da una recente ricerca del NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration), sembra che la regione del Mediterraneo sia affetta da una crescente siccitá. Secondo lo studio, tutta la regione sta soffrendo dagli anni '70 di un regime secco che si manifesta con minori precipitazioni durante la stagione invernale, proprio quando le riserve idriche si ricaricano (fig 1). Nell'area si sono verificati 10 degli ultimi 12 inverni piú secchi del pianeta.

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Dilma abbatte il Codigo Florestal. Solo in parte.

Dilma Rousseff, presidente del Brasile, ha sciolto il dubbio sul destino del Código Florestal - meglio conosciuto come Forest Code - la discussa legge che prevede, tra gli altri articoli, un'amnistia per chi ha tagliato illegalmente la foresta amazzonica prima del luglio 2008.

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Inquinamento di oggi e di ieri

Una  governance ambientale unicamente fondata sul principio del “control & command”, e basata sul mero rispetto dei limiti definiti dalla normativa o dalle specifiche autorizzazioni, non appare del tutto convincente né scientificamente né socialmente.

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Mare da salvare

Lo scorso 21 aprile l'Italia ha raggiunto il “fish dependence day”. Ciò significa che abbiamo già consumato più pesce di quello che siamo in grado di produrre nell'arco di un anno e che a partire da questa data abbiamo cominciato a dipendere dalle importazioni da altri mari.

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Inquinamento da "pillola"

Lo potremmo definire “inquinamento da pillola”. Sì, ci riferiamo proprio a lei, la “pillola anticoncezionale” che, negli ultimi cinquant’anni, ha modificato i costumi sessuali e, dunque, di vita di centinaia di milioni di persone, rendendo possibile la dissociazione tra sessualità e riproduzione. In questo momento almeno 100 milioni di donne in tutto il mondo stanno usando la pillola.

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Biodiversità: processo all'Homo Sapiens

Quando pensiamo alla biodiversità, probabilmente la prima immagine che ci attraversa la mente non è un prato lussureggiante con farfalle, alberi frondosi, scoiattoli e cespugli brulicanti di vita. Il termine biodiversità infatti nasce nello stesso momento in cui ci si inizia a preoccupare della sua diminuzione. Quando ne sentiamo parlare in TV, nessuno ci dice mai “Ma quanta bella biodiversità”: la biodiversità per noi esiste solo da quando è minacciata.

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La reggia fra i rifiuti

La Reggia di Carditello, con circa 15 ettari circostanti, è quanto resta dell’ex tenuta borbonica, prestigiosa testimonianza delle tradizioni agrarie del territorio casertano e dell’antica Terra di lavoro. Si trova nel comune di San Tammaro (CE), a metà strada tra Napoli e Caserta, in un’area circondata da discariche legali e illegali, in un drammatico stato di degrado e di abbandono, oggetto di atti vandalici e furti. Ci sarebbero tutti gli elementi per considerare la Reggia di Carditello uno scandalo internazionale simile alla Villa Adriana insidiata dalla nuova discarica di Roma.

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La sindrome del Salto di Quirra

L’accelerazione, nei giorni scorsi, l’ha impressa un magistrato: Domenico Fiordalisi, Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Lanusei, in Sardegna.

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Consumo di suolo, emergenza italiana

Il cemento cresce più degli abitanti, sopratutto in Italia, anche se il fenomeno dell'urbanizzazione è in realtà planetario. Con una differenza. Almeno nei paesi industrializzati e di antica tradizione pianificatoria, lo sviluppo spaziale delle città viene quanto meno regolato in modo da non produrre quella disseminazione metastatica dell'urbanizzato (il cosiddetto urban sprawl) che è così tipica delle campagna italiana. Di questo parla il recente Dossier elaborato da FAI e WWF dal titolo Terra rubata.

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Verso Rio+20: economia ecologica e giustizia climatica

Verso il summit Rio+20: un'economia più ecologica e solidale per una giustizia climatica e sociale.

Questo il titolo del seminario tenuto il 5 maggio scorso all'interno della festa  della Rete di Economia Solidale di Pisa. L'obiettivo degli organizzatori era di promuovere un momento di riflessione e discussione su quel che sarà Rio+20, continuando il percorso di lotta al cambiamento climatico e di superamento della crisi ambientale e sociale iniziato con l'Earth Summit del 1992.

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Guida all’auto ecologica

Il libro di Roberto Rizzo indaga sui problemi derivanti dai  cambiamenti climatici e ambientali causati dall’inquinamento. Il principale accusato è il trasporto privato, visto come causa principale delle emissioni di Co2 nell’atmosfera. L’argomento di un nuovo modo di concepire la mobilità parte da una panoramica  sull’auto ecologica.

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Issues Brief - Green Jobs and social inclusion

Il documento Rio 2012 Issues Brief 7  guarda ai lavori green cercando sinergie tra questioni occupazionali, energetiche e ambientali.

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Issues Brief - Trade and green economy

Il documento Rio 2012 Issue Brief n.1 fa il punto sui potenziali rischi commerciali di una transizione verso un'economia verde. Gli effetti negativi di protezionismo e sussidi sono nodi di lunga data e non riguardano soltanto la green economy. Ma l’attenzione per tali rischi è rinnovata dall'urgenza e dalla scala delle azioni che potrebbero (e dovrebbero) venir adottate da molti paesi per il passaggio ad un’economia ecologica.

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Londra si reinventa tra acqua e olimpiadi

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Nelle api il segreto dell'esplorazione

Potrebbe una società esistere senza esploratori? Probabilmente no. È grazie a loro che nuove terre, nuove medicine e nuove forme di pensiero vengono scoperte. Sono loro che si avventurano nel mondo in cerca di nuovi stimoli, contribuendo così ad arricchire la comunità di cui fanno parte e favorendone il progresso. Ciò è vero per noi esseri umani così come per altri animali sociali. Fin qui, nulla di nuovo. La cosa interessante è che certi meccanismi molecolari alla base del comportamento esplorativo sono simili anche in specie molto distanti come uomini e api.

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Che cos'è "Scienza+20"?

A vent'anni di distanza, a Rio de Janeiro dal 20 al 22 giugno si terrà la riedizione della Conferenza mondiale sullo Sviluppo Sostenibile (UNCSD, United Nations Conference on Sustainable Development). Si parlerà di sostenibilità, ambiente, economia verde... soprattutto verrà firmato un nuovo trattato (The Future we want) di cui già ora circola una prima bozza (scarica il documento).

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Conoscenza di sé e sostenibilità ecologica

Segavano i rami sui quali erano seduti. E si scambiavano a gran voce le loro esperienze, di come segare più in fretta. E precipitarono con uno schianto. E quelli che li videro, scossero la testa e continuarono a segare.   (Bertold Brecht) 

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L'Italia verso Rio+20

Si avvicina sempre più l'appuntamento alla Conferenza mondiale sullo Sviluppo Sostenibile (UNCSD, United Nations on Conference Sustainable Development) RIO+20 che avrà luogo dal 20 al 22 Giugno 2012 a Rio de Janeiro, a vent'anni di distanza dal primo Earth Summit che si tenne nella metropoli brasiliana nel 1992.

le tappe che hanno portato a Rio+20

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iSave the Plant

iSaveThePlant è un'app utile agli appassionati di giardinaggio. Studiata sia per chi il pollice verde non lo possiede e con buona volontà ha intenzione di rimediare a questa mancanza sia per chi il pollice verde lo possiede e condivide volentieri il suo know how.
iSavethePlant, come specificato sul sito, si basa quindi sull'aiuto reciproco tra pollici verdi o aspiranti tali.

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OGM: termometro per valutare il ritardo culturale del Paese

Il Ministro dell’Ambiente Corrado Clini ha rilasciato il 15 marzo una intervista per cercare di riaprire il dibattito sulla sperimentazione e l’uso degli OGM (organismi geneticamente modificati) in agricoltura. Si tratta di uno dei maggiori terreni di scontro tra la comunità scientifica ed i media che influenzano l’opinione pubblica.

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Consumi e ambiente in Europa

In Europa crescono i consumi? A pagarne i prezzi più alti è l'ambiente. È quanto emerge dall'European environment – state and outlook 2010, rapporto a cura dell'Agenzia europea dell'ambiente (Eea).

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Incentivi sì, ma per l'innovazione

In un recente convegno sull’efficienza energetica il ministro dell’Ambiente Corrado Clini ha fatto delle affermazioni che valgono la pena di essere evidenziate e ricordate: “dobbiamo incentivare tutto quello che si può incentivare in ricerca, innovazione e sviluppo”, “non rappresentano uno spreco di risorse. Possiamo dire però che probabilmente c’è stato uno spreco di risorse legate agli incentivi che hanno privilegiato i consumi finali e non gli investimenti”.

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Il club di Roma e i limiti alla crescita

I. Il Club di Roma

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L'Europa e la sostenibilità: verso Horizon 2020

“Il futuro può essere tuo, è l'ultima occasione!” Il motto di Jeffrey Goines, personaggio del film di fantascienza post-apocalittica Twelve Monkeys diretto nel 1995 da Terry Gilliam, è oggi più che mai attuale. Vediamo perché. Nel 1978, l'esploratore e oceanografo francese Jacques Costeau propose l'idea di tutelare gli interessi delle persone che dovevano ancora nascere, ovvero molti di quelli che stanno leggendo adesso questo articolo, per mezzo di una Carta dei diritti delle generazioni future.

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Viaggio per immagini in quel che resta di Chernobyl

Pripyet view - Panorama di una piazza di Pripyat, Ucraina, maggio 2010 (Bo Nielsen, aprile 2011)

Pripyet view - Panorama di una piazza di Pripyat, Ucraina, maggio 2010 (Bo Nielsen, aprile 2011)

C’è qualcosa di innaturale nell’intervento dell’uomo, consapevole o meno, sul delicato equilibrio dell’ambiente. Conseguenze estreme si possono osservare in seguito a quelle che comunemente definiamo ‘catastrofi ambientali’. Alcuni di questi effetti sono ben noti, quello che spesso può sfuggire e rischia di essere dimenticato, è che molti siti colpiti da disastri ambientali vengono costretti all’abbandono, diventando veri e propri “siti fantasma”.

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Siamo nella sesta estinzione di massa?

Le piante hanno un’intelligenza? Parrebbe proprio di sì, a giudicare dal programma della nuova edizione di Evolution Day dedicata appunto al variegato mondo dei vegetali e alla loro “intelligenza” (Milano, Museo di storia naturale, 10-12 febbraio. Scienzainrete farà la diretta streaming dell'evento).

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Se fossi una pecora verrei abbattuta?

«Se fossi una pecora, verrei abbattuta?», si chiede una signora in Campania dopo aver conosciuto i dati sulla contaminazione del sangue dei lanosi mammiferi che brucano nei dintorni di una fabbrica chimica dismessa. Dando espressione a una preoccupazione diffusa, gli uomini come le pecore sono vittima dell’inquinamento diffuso. Ma su cosa e quanto è fondata questa preoccupazione? Cosa sappiamo e cosa abbiamo diritto di sapere sulla qualità dell’ambiente nel quale viviamo e sui pericoli per la nostra salute?

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La neve chimica non esiste

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Riflettori sull'inquinamento indoor

In questi giorni, polveri sottili, livelli di ozono, pm10 tengono la ribalta. Ma non è solo l’inquinamento atmosferico dei centri industrializzati del nord Italia a destare l’allarme e scatenare le psicosi associate.

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Meno 100 chili, ricette per la dieta della nostra pattumiera

Negli ultimi 15 anni in Italia la quantità di rifiuti urbani pro capite è aumentata del 15%. Un cittadino italiano produce 550 chili di rifiuti all’anno, circa 100 chili in più rispetto al 1995, ma non solo, consuma anche 16000 chili di materie prime e 50000 chili di risorse naturali! Cresce il benessere, crescono i consumi e crescono anche i rifiuti. Ma fino a quando la terra potrà reggere la nostra crescita irresponsabile?

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I vantaggi dell'agricoltura tradizionale

Il messaggio è sempre più forte e chiaro: la cosiddetta agricoltura tradizionale permette di preservare l’ambiente favorendo la sopravvivenza dell’agricoltore locale. Tra le diverse testimonianze sparse nel mondo particolarmente significativa è l’azione di alcune associazioni boliviane, tra cui l’AOPEB (Asociación de Organizaciones de Productores Ecológicos de Bolivia), volte a sostenere il sistema agroforestale (SAF), una tecnica multistrato ad alta densità di specie per parcella, in alcuni casi fino 60 e più.

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Il principio di precauzione, per non arrivare più in ritardo

E' opinione comune nel milieu scientifico che il principio di precauzione sia difficilmente applicabile e contrario ai buoni principi della scienza. Difficilmente applicabile perché pretenderebbe di non consentire l'immissione sul mercato di nuove tecnologie fino a quando non se ne sia dimostrata la loro sicurezza sotto tutti i possibili profili: cosa ovviamente impossibile.

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Il difficile cammino della green economy

Sconforta ogni giorno di più il quadro di una crisi economica che segna in crescendo l’Europa, mentre aumentano gli interrogativi su come dalla crisi si possa uscire. E non esiste notizia abbastanza importante da sovrastare la gravità della situazione, nemmeno quando si discute delle sorti del pianeta, di un clima che prosegue lungo il cammino di un pericoloso surriscaldamento capace di mettere in discussione l’intero ordine economico e sociale sin qui costituiti.

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L’Italia diversa. L’ambientalismo nel nostro Paese.

10 luglio 1976, ore 12:37. Una data che è, in qualche modo, un punto di non ritorno: il disastro di Seveso, il paese più colpito dall’incidente dello stabilimento chimico di Meda, ricordato come uno dei disastri ambientali più tragici e emblematici del nostro Paese. Tale data è anche un punto di partenza per un viaggio nella memoria storica degli ultimi decenni dell’Italia, con lo sguardo rivolto ai cambiamenti e agli stravolgimenti del nostro paesaggio.

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