Pier Mannuccio Mannucci

E' professore emerito di Medicina Interna dell'Università Statale di Milano, dove ha diretto la Clinica Medica presso la Fondazione IRCCS Ospedale Maggiore di Milano, di cui è stato Direttore Scientifico dal 2010 al 2015. Insignito di premi internazionali scientifici (International Prize of the French Hemophilia Association, Murray Thelin Award of the National Hemophilia Foundation, Robert Grant Medal Award e Distinguished Career Award della International Society for Thrombosis and Haemostasis, Ham Wasserman Lecture dell'American Society of Hematology, Jean Bernard Award dell'European Hematology Association, Recognition Award dell'European Association for Hemophlia and Allied Disorders), è dal 2008 Editor in Chief di European Journal of Internal Medicine, organo scientifico ufficiale degli internisti Europei. Autore di 1263 pubblicazioni originali, i principali temi scientifici trattati sono nel campo dell'emofilia (soprattutto la terapia e gli effetti collaterali della terapia), della malattia di von Willebrand (basi molecolari e terapia), della fisiopatologia e genetica della cardiopatia ischemica, del tromboembolismo venoso (fattori di rischio) e delle trombofilie ereditarie. Più recentemente si è occupato di inquinamento dell'aria (ha scritto il libro Cambiamo Aria!) e dei problemi legati all'uso inappropriato dei farmaci nell'anziano.

I cambiamenti ambientali indotti dall’uomo e le sfide della ricerca

School Students Strike for Climate Action, London February 15 201

School Students Strike for Climate Action, London February 15 2019 (David Holt).

In vista delle manifestazioni sul clima del 15 marzo, Scienza in rete offre una sorta di "libretto d'istruzioni sul clima che cambia": ciò che è essenziale sapere sul cambiamento climatico e più in generale sull'Antropocene prossimo venturo.

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Cattive nuove sull'inquinamento atmosferico

Crediti: Pixabay/Pexels. Licenza: CC0 license

La mortalità globale dovuta all'inquinamento dell'aria è molto superiore a quella precedentemente calcolata dall'OMS e dal GBD

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Cannabis per uso medico: fatti e fantasie

Cannabis - Credits: Wikimedia - Licenza: CC BY-SA 3.0

 

Recentemente stampa e televisione si sono molto occupate dell’uso terapeutico della cannabis. Il motivo principale è stato l’assoluta scarsità o mancanza quasi completa della disponibilità in Italia, nonostante dal 2017 sia autorizzata la vendita con ricetta medica in farmacia. L’unica produzione è quella dell’Istituto Farmaceutico del Ministero della Difesa, che ne fa tanto poca da essere praticamente introvabile. Vi sono produttori di cannabis per uso medico in Olanda (Bedrocan) e in altri paesi europei come la Germania e il Regno Unito.

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L'aria non è mai troppo pulita per la nostra salute

Nei prossimi giorni a Milano ci saranno due eventi importanti che si spera rilancino il dibattito su inquinamento e salute: L'8 settembre verrà lanciata la campagna Healthy Lungs for Life, che informerà la cittadinanza su come preservare la salute dei polmoni, i principali - anche se non unici - organi bersaglio di fumo e inquinamento.

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Mal d'aria

Lo scorso anno le polveri sottili hanno sforato la soglia limite di 50 microgrammi per 80 giorni a Milano, che insieme a Torino è la capitale dell’inquinamento dell’aria in Italia. Apparentemente un buon risultato, se si paragonano questi valori con i 120 giorni del 2011 e i 100 del 2012!

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Amianto e salute, il lungo inganno

Il Tribunale di Torino ha pronunciato la sentenza per il ricorso in appello del Processo Eternit, che si è concluso ieri, 3 giugno 2013, dopo quattro anni di udienze: Stephan Schmidheiny è stato condannato a diciotto anni di reclusione – due in più rispetto alla pena del primo grado – per disastro ambientale doloso e omissione volontaria di cautele antinfortunistiche.

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La scarsa valorizzazione degli ospedali di ricerca

In Italia 43 ospedali sono Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS), denominazione e missione a loro attribuite dal Ministero della Salute in accordo con le Regioni di appartenenza.

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Is Aspirin better than anticoagulants?

Low doses of aspirin reduce by 40% the recurrence of venous thrombosis and pulmonary embolism, affecting 130,000 people every year in Italy, with a high mortality rate (30,000 per year) and an equally high incidence of disability through the post-phlebitis syndrome (ulcers, varicose veins). To demonstrate the effectiveness of aspirin is a study on the New England Journal of Medicine conducted by Cecilia Becattini and Giancarlo Agnelli, of the University of Perugia.

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Aspirina meglio degli anticoagulanti?

Basse dosi di aspirina riducono del 40% le recidive di trombosi venosa e di embolia polmonare, che colpiscono ogni anno in Italia 130.000 persone, con una elevata mortalità (30.000 all’anno) e un’altrettanto alta incidenza di invalidità attraverso la sindrome post-flebitica (ulcere, vene varicose). A dimostrare l’efficacia dell’aspirina uno studio sul New England Journal of Medicine condotto da Cecilia Becattini e Giancarlo Agnelli dell’Università di Perugia.

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Che cosa vale una laurea? Finalmente se ne discute

“La meritocrazia si basa sulla capacità di valutare i singoli e le istituzioni, pubbliche e private, in assenza di conflitti d'interesse”. Il Manifesto di fondazione del Gruppo 2003 propone al primo punto il binomio “Meritocrazia e valutazione” come strumento per innescare un circolo virtuoso che premia e fa emergere chi è capace.

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Luci e ombre del finanziamento della ricerca

Non c’è dubbio che il Ministero della Salute abbia instaurato, quando era Ministro Ferruccio Fazio, un sistema meritocratico e qualitativo per la valutazione dei progetti di ricerca nell’ambito dei bandi della Ricerca Finalizzata e Progetti Giovani Ricercatori (vedere su l'articolo su Scienza in Rete, 19 Luglio u.s.).

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Valutazione: qualche piccolo passo avanti

Si sta cambiando in Italia sulla valutazione della ricerca? Sul fonte privato abbiamo gli storici buoni esempi di AIRC e Telethon. Nel pubblico la situazione è peggiore. Qualche Regione, come la Toscana e l’Emilia Romagna, hanno sviluppato sistemi di peer-review che, sulla base di esperienze personali come valutatore, mi sono parsi adeguati.

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Will anticoagulants be the new blockbuster?

In 2010, the European Medicines Agency (EMA) has approved the lowest number of new drugs in the last decade. This is not surprising, considering that it takes at least 10 years to register a drug, the total cost is about one billion dollars, and that at least 9 out of 10 of those for which clinical development is initiated, fall by the wayside. Some striking example? Rimonabant for obesity and metabolic syndrome, the monoclonal antibody ocrelizumab for rheumatoid arthritis and systemic lupus erythematosus.

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Saranno gli anticoagulanti il nuovo blockbuster?

Nel 2010, l’European Medicines Agency (EMA) ha approvato il più basso numero di nuovi farmaci dell’ultimo decennio. Ciò non è sorprendente, se si considera che per registrare un farmaco ci vogliono almeno 10 anni, che il costo totale è di circa un miliardo di dollari, e che almeno 9 su 10 di quelli avviati allo sviluppo clinico si perdono per strada. Qualche esempio clamoroso? Il rimonabant per l’obesità e le sindrome metabolica, l’anticorpo monoclonale ocrelizumab per l’artrite reumatoide e il lupus eritematoso sistemico.

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La vera riforma per il Gruppo 2003

Nel 2005, quando si discuteva nel Parlamento la cosiddetta legge Moratti sull’Università, il Gruppo 2003 fu invitato a esprimere la sua opinione sul disegno di legge nel contesto di un’audizione presso la Commissione competente del Senato della Repubblica. Come presidente pro-tempore del Gruppo, presentai ai senatori le nostre proposte su come avrebbe dovuto essere la riforma: proposte basate su tre abolizioni e nove corollari esplicativi. E’ inutile dire che nessuna delle nostre proposte è stata recepita nella legge che fu successivamente approvata.

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Il gene dell'ultima sigaretta

Gli stili di vita sbagliati e nocivi, come pure quelli virtuosi, sono influenzati dal nostro DNA? Ciò è parzialmente vero, a giudicare da uno studio recentemente pubblicato su Nature Genetics: almeno per quanto riguarda l’abitudine al fumo.

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Inquinamento dell'aria: quanto fa male?

In questo rigido inverno si parla molto di inquinamento dell’aria e dei danni che causa alla salute: soprattutto nei bambini e negli anziani. Si discute sulle polveri sottili e sui componenti gassosi dell’inquinamento, sul danno recato dal riscaldamento degli ambienti, e sulle soluzioni migliori per arginare queste minacce alla salute. Come spesso avviene, si dicono cose vere e giuste, ma anche false o inesatte.

L’inquinamento dell’aria è un fenomeno esclusivamente invernale?

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Pronta la fabbrica dei globuli rossi?

Il sangue artificiale è dietro l'angolo? Le donazioni sono sufficienti? E sono sicure? Una guida su buone e cattive informazioni sulle trasfusioni. di PIERMANNUCCIO MANNUCCI

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Ecco la genetica salva cuore

Le malattie cardiovascolari sono la più frequente causa di morte e di invalidità, nel nostro paese come in tutto il mondo occidentale. In Italia circa 400.000 persone sono colpite ogni anno da queste malattie, fra cui l'infarto del miocardio, l'ictus ischemico e il tromboembolismo venoso. Alcune cause sono ben note: il fumo e l'inquinamento atmosferico, l'obesità e l'inattività fisica, l'ipertensione arteriosa, l'aumento dei lipidi nel sangue, il diabete.

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Università: Ministro, più coraggio!

Nel complesso, il giudizio sul decreto non può che essere positivo, perché per la prima volta si parla di merito, termine sconosciuto al sistema universitario Italiano. Ma non basta: non basta se continueremo ad avere 95 università (di cui quasi la metà gravemente indebitate), più di 5000 corsi di laurea, più di 600 facoltà, più di 300 sedi di atenei distaccate e minuscole, quasi sempre senza aule e laboratori e basate su corsi telematici per lo più virtuali. Un nuovo progetto di riforma dell’università deve essere realmente radicale, e dare un forte segnale di discontinuità. Il Gruppo 2003, già nel 2005 durante la discussione della legge 230 sull’università, aveva presentato proposte innovative che affrontavano il nodo centrale di un’università Italiana: la totale assenza di incentivi (dentro l’università) e di competizione (tra le università). La proposta di base era e rimane quella delle tre abolizioni: abolizione dei concorsi, abolizione del posto fisso nelle università, abolizione del valore legale del titolo di studio.