Anna Romano

Genovese, si è laureata in biologia molecolare a Pavia. Oggi scrive di scienza e ricerca, soprattutto nell'ambito biomedico ed etologico. Su Twitter è @anna_romano90

La morte apparente dei coralli mediterranei

Un nuovo studio riporta per la prima volta l'esistenza di una risposta adattativa nella madrepora a cuscino (Cladocora caespitosa), una specie di corallo mediterraneo, allo stress termico. Ipotizzata nei coralli fossili, non era mai stata descritta nei viventi, anche perché avviene molto lentamente nel tempo: i coralli rimpiccioliscono, lasciando la colonia apparentemente morta, solo per ricrescere e ripopolarla negli anni successivi. Tale capacità suggerisce una resilienza dei coralli maggiore a quanto pensato in precedenza, ma che potrebbe non essere sufficiente a fronteggiare ondate di calore più frequenti. Nell'immagine: polipi del corallo Cladocora caespitosa. Crediti:Diego K. Kersting

I coralli sono fortemente messi a rischio dai cambiamenti climatici, che influenzano le precipitazioni, le correnti oceaniche, i livelli e il pH del mare. Lo stress termico dovuto all'aumento delle temperature, inoltre, ha determinato la morte massiccia di diverse specie d'invertebrati, tra cui alcuni coralli, sia nei mari tropicali sia in quelli temperati.

Teoria della mente per le grandi scimmie

La teoria della mente presuppone la capacità di attribuire ad altri individui pensieri e conoscenze. Nonostante decenni di ricerche al riguardo, non è ancora chiaro se possa essere attribuita anche ad animali non umani. Un nuovo studio pubblicato da PNAS supporta l'ipotesi che sia presente nelle grandi scimmie (bonobo, scimpanzé e oranghi), che sono in grado di fare inferenze dalla propria esperienza per capire come si comporterà un altro individuo. Crediti: Susanne Jutzeler, suju-foto/Pixabay. Licenza: Pixabay License

La teoria della mente presuppone la capacità di attribuire ad altri individui pensieri e conoscenze. Nonostante decenni di ricerche al riguardo, non è ancora chiaro se possa essere attribuita anche ad animali non umani. Un nuovo studio pubblicato da PNAS supporta l'ipotesi che sia presente nelle grandi scimmie (bonobo, scimpanzé e oranghi), che sono in grado di fare inferenze dalla propria esperienza per capire come si comporterà un altro individuo. 

Biodiversità appesa a un filo

Torna l'allarme lanciato 57 anni fa Rachel Carson con "Primavera silenziosa". Un nuovo studio, pubblicato su Science, analizza l'abbondanza dell'avifauna negli Stati Uniti e in Canada negli ultimi cinquant'anni. I risultati sono sconfortanti: si registra una perdita del 29 per cento dell'avifauna, corrispondente a quasi tre miliardi di uccelli. Crediti: 3D_Maennchen/Pixabay. Licenza: Pixabay License

Torna l'allarme lanciato 57 anni fa Rachel Carson con "Primavera silenziosa". Un nuovo studio, pubblicato su Science, analizza l'abbondanza dell'avifauna negli Stati Uniti e in Canada negli ultimi cinquant'anni. I risultati sono sconfortanti: si registra una perdita del 29 per cento dell'avifauna, corrispondente a quasi tre miliardi di uccelli. Uno dei dati più preoccupanti, inoltre, è che tale perdita non riguarda solo le specie a rischio, ma anche quelle comuni e più importanti per gli ecosistemi. La ricerca arriva in contemporanea a una lettera firmata da oltre 1.600 scienziati, tra cui il "padre della biodiversità" Thomas Lovejoy, che chiede finanziamenti urgenti per la tutela della biodiversità.

Rinoceronte bianco: più del WWF potè l'ICSI

La femmina Najin all'Ol Pejeta Conservancy. Crediti: Ami Vitale/BioRescue Northern White Rhino Recovery

Del rinoceronte bianco settentrionale non restano che due femmine in vita. Un team internazionale di scienziati, impegnati nel progetto BioRescue per la conservazione della specie, è riuscito a far sviluppare in vitro due embrioni che potranno, un giorno, essere impiantati in una madre surrogata della sottospecie meridionale. È un grande passo per gli scienziati, che hanno dovuto mettere a punto i protolli da applicare su una specie delicata e molto difficile da maneggiare. Tuttavia, anche se impianto e gravidanza andassero a buon fine, la sottospecie settentrionale avrebbe una variabilità genetica praticamente inesistente, per cui il progetto mira a lavorare anche con le cellule staminali

Corvidi, il controllo volontario della vocalizzazione

Una cornacchia nera (Corvus corone) mentre emette una vocalizzazione. Crediti: Tobias Macht

Un nuovo studio indaga la capacità dei corvidi di controllare volontariamente la vocalizzazione, che in questi uccelli è estremamente elaborata e ha un ruolo fondamentale nella comunicazione. I ricercatori hanno addestrato alcune cornacchie nere a emettere una vocalizzazione in risposta a uno stimolo visivo, dimostrando che è sotto il controllo volontario: tale risultato, oltre a confermare quanto sia sofisticato il sistema cognitivo dei corvidi, permette di comprendere meglio l'evoluzione del controllo vocale

Un modello per la struttura e la replicazione dei prioni

Fibrille di proteina prionica. Crediti: NIAID/Flickr. Licenza: CC BY 2.0

Uno studio recentemente pubblicato su PLOS Pathogens descrive la realizzazione di un modello computazionale  della struttura dei prioni che consente, per la prima volta, di ricostruire la propagazione della proteina tossica. Alle informazioni a oggi disponibili sulla strutture del prione è stato applicato un algoritmo, sviluppato sulla base di metodi di calcolo originariamente sviluppati per studiare i fenomeni tipici del mondo subatomico, per generare un modello statistico a risoluzione atomica del prione murino. Il modello rappresenta una base fondamentale per migliorare sempre di più la previsione del comportamento del prione, fornendo informazioni sono cruciali per poter un giorno avere terapie mirate in grado di arrestarne la replicazione e il processo neurodegenerativo che inducono

Nanotecnologie, la testimonianza di due centri d'eccellenza in Puglia

Dalla medicina alla tutela delle opere d'arte, dalle applicazioni nel campo dell'energia a quelle nell'elettronica e dei nuovi materiali, le nanotecnologie rappresentano oggi un campo della ricerca nel quale si costruisce il futuro della scienza, e dove l'estremamente piccolo (nell'ordine dei nanometri, appunto) trova applicazioni di grande portata. Siamo quindi andati a visitare due centri d'eccellenza pugliesi per le nanotecnologie, il CNR - Nanotec e l'IIT- Center for Biomolecular Technologies, per farci raccontare dai rispettivi direttori dove si dirigano le nanotecnologie, e con quali applicazioni nella vita di tutti i giorni.

Fattori genetici di rischio per l'Alzheimer: le nuove varianti identificate

Placche di beta-amiloide nel campione autoptico di un paziente con malattia di Alzheimer. Crediti: Jensflorian/Wikimedia Commons. Licenza: CC BY-SA 3.0

Il più grande studio internazionale condotto finora ha portato all'identificazione di cinque nuove varianti genetiche che costituiscono fattori di rischio per la malattia di Alzheimer. I geni coinvolti sono implicati nei meccanismi dell'immunità e dell'infiammazione, processi la cui importanza nello sviluppo della malattia risulta dunque confermata. Un'ipotesi è che le cellule della microglia si attivino nel tentativo di fagocitare la proteina amiloide ma, non riuscendoci, si determini la de-regolazione di tutto il sistema. La ricerca, pubblicata su Nature Genetics, rappresenta inoltre un'importante conferma dei risultati degli studi precedenti, come varianti correlate al rischio di sviluppare la malattia in geni che agiscono sul metabolismo dell'amyloid precursor protein

Inferenza transitiva, lo studio nelle vespe

Una vespa cartonaia Polistes dominula. Crediti: Quartl/Wikimedia Commons. Licenza: CC BY-SA 3.0

In un esperimento condotto dai ricercatori dell'Università del Michigan, le vespe si sono rivelate in grado di applicare l'inferenza cognitiva. Le api, pur avendo dimostrato di possedere notevoli abilità cognitive se si considera la sola dimensione del cervello, non sono state in grado di applicare l'inferenza cognitiva: probabilmente, dicono i ricercatori, questo tipo di competenza si è sviluppata nelle vespe a causa della diversa organizzazione gerarchica della colonia

L'erosione culturale in scimmie e altri animali

Per preservare la biodiversità, gli sforzi di conservazione dovrebbero tenere in conto anche la cultura e la diversità culturale degli animali, perché influenza la diversità fenotipica di una specie nel suo complesso e la sua adattabilità al variare delle condizioni ecologiche. Uno studio pubblicato su Science riporta come l'impatto umano, diretto e indiretto,  abbia un effetto significativo di diminuzione della diversità culturale nelle popolazioni di scimpanzé in Africa, senza che compaiano innovazioni in grado di mantenere l'equilibrio: un dato deleterio per la specie, che presenta un minor potenziale di adattamento culturale e quindi di capacità di mettere in atto comportamenti nuovi

Eredità biparentale dei mitocondri, uno studio apre il dibattito

Mitocondri

Ingrandimento di un'immagine acquisita con microscopio elettronico a trasmissione in cui si osservano due mitocondri. Crediti: Louisa Howard/Wikimedia Commons. Licenza: dominio pubblico

Uno studio suggerisce che i mitocondri possano essere ereditati anche dal padre, ma la comunità scientifica non è concorde nell'accettare i risultati

Droghe d'abuso, il mercato europeo e la scienza delle analisi

Pastiglie di MDMA, spesso noto come ecstasy. Crediti: DEA US/Wikimedia Commons. Licenza: pubblico dominio

Il traffico di droghe d'abuso e sostanze illecite continua a essere un grave problema sociale; rappresenta inoltre un mercato in continua evoluzione, tra vendite online (nel deep web ma non solo) e nuovi prodotti di sintesi che comprendono un vasto numero di sostanze psicoattive. Le rotte dei traffici illegali seguono percorsi anche di migliaia di chilometri, toccando Stati diversi prima di raggiungere la destinazione prefissata.

Trieste Next 2018, ai confini tra biologia e biotecnologia

Il municipio di Trieste in Piazza Unità d'Italia, centro del festival Trieste Next 2018. Crediti: MrPanyGoff/Wikimedia Commons. Licenza: Creative Commons Attribution Share-Alike 3.0 Unported

La tecnologia è ormai entrata nelle nostre vite in una varietà di forme, influenzando la ricerca scientifica e la medicina, suggerendo nuovi sistemi di sicurezza, strategie di modificazione del clima, prestandosi alla salvaguardia dell'ambiente. E facendo sorgere una quantità di domande sui limiti, sui rischi, sul futuro di quest'influenza. Come modificheranno i robot il mondo del lavoro? E dove ci sta portando l'intelligenza artificiale? Può il digitale conciliare una maggior efficienza con la salvaguardia dell'ambiente e le esigenza della persona?

Il rischio della comunicazione del rischio

Crediti: Skitterphoto/Pexels. Licenza: CC0 License

Da un ponte che crolla a un virus emergente, dall'inquinamento in città alle alluvioni, passando attraverso l'ampio campo scientifico in cui fioriscono le novità tecnologiche e biomediche, con il rischio ci confrontiamo continuamente. Viviamo in quella che il sociologo tedesco Ulrich Beck ha chiamato, in un libro del 1986 che avrebbe fatto epoca, la "società del rischio", un rischio che si fa ubiquo nel discorso pubblico e in grado di influenzare anche le generazioni future.

Sclerosi multipla progressiva, una ricerca in fermento

La ricerca di farmaci per il trattamento della sclerosi multipla è un campo che ha subito un'accelerata straordinaria da quando negli anni Novanta, quasi per caso, a causa di un'erronea teoria secondo la quale la malattia poteva essere causata da un virus, è stato sperimentato con successo l'interferone beta.

Congo, un virus che non dovrebbe esistere

Nell'iniziativa contro la poliomielite supportata da USAID, una donna somministra il vaccino orale nella Repubblica Democratica del Congo nel comune di Ndjili, Kinshasa. Credit: USAID/A.Mukeba/Flickr. Licenza: US Government Works.

Quello della poliomielite si rivela una volta di più un virus difficile da eradicare. Perché, mentre le campagne vaccinali ne hanno circoscritto la forma wild type ad Afghanistan, Pakistan, India e Nigeria, da mesi ormai la Repubblica Democratica del Congo sta affrontando un'epidemia causata dal virus derivato dal vaccino (cVDPV2, circulating vaccined-derived poliovirus type 2) che, a causa della ridotta copertura vaccinale del Paese, ha potuto diffondersi e mutare, riacquistando la sua virulenza.

Se il migrante porta soldi

Matteo Salvini, a sinistra, durante una discussione al Parlamento Europeo nell'aprile 2017 (Credit: European Parliament / Flickr, Licenza: CC BY-NC-ND 4.0), Tito Boeri, a destra, durante il Festival dell'Economia di Trento 2012 (Credit: Niccolò Caranti / Wikimedia Commons, Licenza: CC BY-SA 3.0).

L'unico argomento che ha funzionato contro le esternazioni anti immigrati del ministro Salvini non poteva che essere quello: i soldi. Bene ha fatto quindi il presidente dell'INPS Tito Boeri a utilizzarlo, sostenendo l'importanza dei migranti per il nostro sistema pensionistico. In un Paese che invecchia velocemente e nel quale sono pochi i giovani che lavorano, è il lavoro degli immigrati a rendere sostenibile il sistema.

Mi prescrive una app?

Stethoscope and mobile. Credit: StockSnap / Pixabay. Licenza: CC0 1.0.

Negli ultimi mesi l’FDA, l’ente statunitense che regolamenta i prodotti alimentari e farmaceutici, ha dato la sua approvazione a due app: BlueStar, per la gestione del diabete, e Reset, per il trattamento delle dipendenze da sostanze d’abuso. Quest’ultima, in particolare, ha caratteristiche che la portano a dover essere prescritta, proprio come si fa con un farmaco. Significa che, sebbene chiunque la possa scaricare dallo Store, solo chi ha un codice a barre fornito dal medico può usufruirne.

Nasce IlBoLive, voce dell'Università di Padova

Teatro anatomico di Palazzo Bo, Padova. Credit: Kalibos / Wikimedia Commons. Licenza: Pubblico Dominio.

Qual è la voce dell'Università? È la voce dei ricercatori, degli studenti, degli ex studenti, dei professori... non una ma tante, quindi, e con tante cose da dire. Voci che hanno l'autorevolezza della scienza, la possibilità di comunicare in modo evidence-based.

Nel cuore della telomerasi

Telomeri. Credit: U.S. Department of Energy Human Genome Program / Wikimedia Commons. Licenza: Public Domain.

Nella partita a scacchi contro i tumori, disattivare l'immortalità delle cellule è certamente una delle mosse più importanti, se non addirittura lo scacco matto. A differenza delle cellule sane, infatti, quelle tumorali non vanno incontro a morte dopo un certo numero di divisioni. Questo è dovuto alla telomerasi, un enzima che nelle cellule sane è inattivo, mentre risulta funzionante in quelle altamente mutate dei tumori.

Cosa fare prima e dopo il terremoto

Il sisma che ieri ha scaricato la sua energia mortale fra Marche e Umbria ripropone il tema della prevenzione e - più nell'immediato - dell'early warning. “A terra! Copriti! Tieniti forte!”. E' questo in sostanza ciò che va fatto quando un sistema di early warning emette il suo segnale di allarme annunciando l’imminente arrivo di un terremoto. Il tempo di preavviso di questi sistemi (letteralmente sistemi di allarme precoce) può variare da decine di secondi a pochi minuti.