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Fabrizio Bianchi

Dirigente di ricerca del CNR, responsabile dell' unità di epidemiologia ambientale dell'Istituto di Fisiologia Clinica del CNR, svolge dal 1979 attività di ricerca in neuroepidemiologia, epidemiologia occupazionale e ambientale, epidemiologia genetica e riproduttiva. E' docente a corsi e master presso varie università italiane. E' autore di oltre 200 lavori scientifici e altrettante comunicazioni a congressi. E’ autore di numerosi articoli su libri e riviste divulgative e coautore del libro “Ambiente e salute: una relazione a rischio”, il Pensiero Scientifico 2009.

Prima e seconda ondata e altri confronti pericolosi

Anche la Linea di Osvaldo Cavandoli sembra scocciarsi di come vengono trattati graficamente i dati dell'epidemia... 

Con 7.332 nuovi positivi di ieri 14 ottobre viene raggiunto il numero massimo dall’inizio della pandemia e tutti i media non hanno mancato di rimarcarlo. In realtà già il giorno precedente, i 5.901 nuovi positivi segnalati si collocava nella parte alta della curva della prima ondata, tra il 19 e il 29 di marzo, e molti osservatori lo avevano segnalato, senza chiedersi troppo sulla correttezza del confronto e sulle conseguenze in termini di percezione del rischio e di paura. 

Covid-19 e riproduzione: un binomio ancora incerto ma tutt’altro che trascurabile

spermatozoi

Covid19 e infertilità: sebbene i risultati disponibili siano al momento immaturi, stanno emergendo diversi elementi a supporto dell’ipotesi che l’infezione da SARS-CoV-2 possa avere effetti negativi anche sulla riproduzione. Il tema può rivelarsi di interesse primario, considerando il calo delle nascite in corso da decenni in Italia e la potenziale ulteriore accelerazione nel 2020 e 2021, sia per cause psico-sociali, che come conseguenza del possibile impatto dell’infezione sulla funzione riproduttiva (Fraietta et al. 2020).

Ecco emergere un altro dei temi legati a COVID-19 che può essere di grande interesse per i cittadini, occasione per pianificare interventi di sanità pubblica a supporto e protezione di una fascia così importante della comunità: quella delle coppie in età fertile che possono decidere di avere bambini. Il tema è complesso dal punto di vista medico e della ricerca e in forte evoluzione, con molti aspetti da chiarire per indirizzare nuove ricerche e diverse notizie da condividere con i decisori anche se ci sono incertezze.

Le cicogne e il pistolero texano

La pandemia di Covid-19 ha portato con sé un grande interesse per l'epidemiologia, che ha ricevuto un'attenzione senza precedenti anche dai media e dagli amministratori. Ma non si può nascondere una certa preoccupazione per l'uso distorto o scorretto che si è a volte fatto dei suoi metodi, e in particolare delle trappole rappresentate dalle correlazioni non-senso (come quella che associa i nuovi nati con la presenza di cicogne) e dalla tendenza a disegnare l'obiettivo dopo averlo "colpito" (la cosiddetta sindrome del pistolero texano).

La pandemia da Covid-19 ha portato con sé molte novità, nella società e nel mondo scientifico. Tra le tante, le parole "epidemiologia" ed "epidemiologo" sono salite alla ribalta, come mai prima era stato. Una sorpresa anche per gli stessi epidemiologi, da sempre attivi per educare alla disciplina e valorizzarne l’utilità.

Le pubblicazioni scientifiche su Covid-19 tra urgenza e necessità

Installazione di Alicia Martin al Palacio de Linares, Madrid, 2005.

Il virus SARS-CoV-2 e la malattia che produce, COVID-19, sono come uno tsunami sta travolgendo il anche il modo “normale” della comunicazione della scienza tra gli esperti, sulle riviste specializzate. Anche sulle riviste scientifiche, proprio come sui media tradizionalisti, prevalgono di gran lunga i commenti e le analisi qualitative invece che i report quantitativi che hanno superato il processo di peer review. 

Covid sfida la scienza ad aprirsi alla società e alla complessità

Le ipotesi ai tempi del Coronavirus sono un capitolo affascinante e potrebbero dare origine a un’enciclopedia praticamente infinita. Danno conto di una grande vivacità intellettuale, del desiderio di molti di contribuire a trovare soluzioni per uscire dalla crisi e si alimentano su una circolazione vorticosa di informazioni. Le ipotesi emergono, vengono moltiplicate, talune rimangono sospese, altre discusse perché confermano convinzioni consolidate o le ribaltano a sorpresa, sollecitano reazioni o smuovono emozioni.

Quarantena di massa yo-yo per un anno?

Lo studio di Neil Ferguson di Imperial College e colleghi, basato anche sui drammatici dati italiani e rivolto ai governi del Regno unito e degli Stati Uniti, ipotizza uno scenario di “quarantena di massa” molto esteso nel tempo per fronteggiare l’epidemia montante di COVID-19. Abbiamo riassunto lo studio e chiesto ad alcuni esperti italiani il loro parere, nello stile del Science media center britannico (1), sperando di contribuire a un dibattito approfondito su misure che potrebbero riguardare anche il nostro Paese.

Avete capito bene. Secondo uno studio, condotto su dati in UK and USA, reso noto ieri e firmato dal noto epidemiologo dell’Imperial College Neil Ferguson, per evitare il peggio la soluzione più efficace potrebbe essere quella di proseguire con un isolamento collettivo fino a luglio. Poi interromperlo per un mese. Quindi riprenderlo per due mesi. Poi interromperlo per un altro mese. Poi riprenderlo di nuovo per due mesi.

L'insostenibile delicatezza dei modelli previsionali

I modelli previsionali usati per capire l'andamento di Covid-19 sono soggetti a un margine d'incertezza, ed è molto difficile prevedere, con livello accettabile di affidabilità o limiti stretti di incertezza (che andrebbero sempre riportati) quando inizierà la riduzione significativa della velocità di crescita e quando si raggiungerà l’apice e la discesa. Questo li rende materia di comunicazione estremamente delicata perché, oltre alle distorsioni del significato si possono ingenerare reazioni impattanti sulle misure di sanità pubblica.

Sono talmente d’accordo con chi, anche su Scienza in rete, ha fatto presente le incertezze e la delicatezza di uso in questa fase dei modelli previsionali, che non intendo iscrivermi tra coloro che pure premettendo le incertezze poi non riescono a rifuggire la tentazione di dare qualche previsione.

Covid-19: teniamo insieme salute delle persone e del pianeta

L'emergenza delle malattie infettive, resa così evidente dalla crisi del COVID-19, la pandemia silenziosa delle malattie da inquinamento e i legami complessi che le legano, non sono sufficientemente considerati nella pianificazione di un futuro “sostenibile”. Senza un approccio integrato per mitigare le conseguenze dell'emergenza del cambiamento ambientale, le capacità dei paesi di raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goal) saranno compromesse. Per questo è importante adottare una prospettiva One Health, ribadire la centralità del Sistema sanitario pubblico, imparare a gestire l'incertezza, e ridare dignità alla prevenzione. Immagine: l'opera "Mobile World Virus" installata a Barcellona da Tvboy, febbraio 2020.

Mentre i numeri delle vittime da COVID-19 si susseguono nella loro drammaticità, alcuni elementi generali di conoscenza sembrano stabilizzarsi: il virus era presente già da vari mesi prima della registrazione dei primi casi confermati e quindi aveva avuto una sua diffusione oltre confini tracciati dagli uomini; le chiusure - più o meno - ermetiche di intere aree geografiche possono essere decise dopo che si verificano i focolai ma, considerando il tempo di incubazione, molte persone asintomatiche possono uscire prima della chiusura; la distribuzione dell’infezione è differente da

Covid-19: letalità, mortalità, guarigione… maneggiare con cura

Le parole sono importanti. Tasso di letalità, è il rapporto tra morti per una malattia e il numero totale di soggetti affetti dalla stessa malattia. Tasso di mortalità, è il rapporto tra il numero di morti sul totale della popolazione media presente nello stesso periodo di osservazione (e non sul numero di malati). Quindi parlare mortalità del 2 o 3% per il Covid-19 senza dire che cosa è il 100, è un errore macroscopico e non può che generare disorientamento, confusione, paura: si pensi che la mortalità per tutte le cause nel Nostro Paese è circa 1 su 100 abitanti. La distinzione tra tasso di letalità e tasso di mortalità non è semantica ma sostanziale sia per fare chiarezza sull’impatto nella popolazione sia per decidere azioni di sanità pubblica. Mappa in tempo reale della Johns Hopkins University

 

Tra le tante imprecisioni che si sentono e si leggono in questi giorni, purtroppo anche da parte di addetti ai lavori, una riguarda l’uso piuttosto disinvolto di letalità e mortalità come sinonimi. La così detta letalità, una abbreviazione usata per il tasso di letalità, è il rapporto tra morti per una malattia e il numero totale di soggetti affetti dalla stessa malattia.

La paura ai tempi del Coronavirus

Riprendere la teoria della comunicazione del rischio per spiegare il crescere della paura per le malattie. Quelle infettive, però. Come spiegano Fabrizio Bianchi e Liliana Cori in quest'articolo, infatti, "la combinazione tra modalità di trasmissione, meccanismo di generazione di malattia, gestione del rischio e paura intrinseca travalicano l’entità dell’impatto sulla salute"

Insieme all’epidemia si diffonde e cresce la paura. Non è una novità, anzi è una costante che riguarda soprattutto le malattie infettive, mentre è molto attenuata o flebile a riguardo delle malattie non trasmissibili. Il perché è rintracciabile nella teoria della comunicazione del rischio, riscontrabile nella storia della salute pubblica, e confermato anche dalla attuale vicenda del COVID-19.

Farmoplant di Massa Carrara, trent'anni fa l'esplosione

Credit: Pexels Licenza: Pexel License.

Il 17 luglio 1988 alle ore 6:10 si verifica la prima di due esplosioni all'interno dell'impianto "Formulati Liquidi" della Farmoplant di Massa. Alle 6:15 si verifica la seconda esplosione di un serbatoio cilindrico in posizione orizzontale contenente 55.000 litri (dei quali 15.000 bruceranno) di Rogor in soluzione al 45% con cicloesanone, che provocherà l'incendio alle 6:20.

Terra dei Fuochi, Taranto, Val d’Agri: luoghi e fatti diversi, percorsi con molte analogie

I fatti di questi giorni in Basilicata sembrano ancora una volta una puntata di uno stesso copione. A seguito dell’apertura di indagine da parte della Magistratura, come era avvenuto a Taranto nel 2012, mentre in Campania nel 2004 l’innesco fu causato da disordini pubblici e articoli di stampa, “scoppia” il caso ambientale della Val d’Agri in tutta la sua virulenza, con i tradizionali ingredienti del boom mediatico, della rabbia dei cittadini, della difesa delle amministrazioni pubbliche, della ricerca spasmodica dei dati ambientali e sanitari esistenti.

Sulle malformazioni a Gela l'ambiente non è affatto da escludere

L’argomento del nesso di causalità tra petrolchimico e malformazioni congenite a Gela è tornato di recente all’attenzione pubblica a seguito di articoli di stampa pubblicati il 16 ottobre su cronaca locale dal Giornale di Sicilia e dalla Sicilia, ripresi poi dal FQ , e più recentemente dall’articolo di Emiliano Fittipaldi sull’

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  • Il ruolo dell’epidemiologia nella sanità pubblica

    Sul tema ci sono alcuni argomenti scientifici particolari che sono stati costantemente alla ribalta negli ultimi anni nel nostro Paese. Argomenti particolari perché scientifici ma con forte impatto sui media e sulle scelte politiche. Argomenti caldi di quella interrelazione che a livello internazionale è definita come “science-policy interface”.

    Memorie e nuovi Sentieri nelle terre dei fuochi

    Esattamente 10 anni fa veniva pubblicato da Lancet Oncology il reportage sul c.d. triangolo della morte che osservando i dati di mortalità dei tre comuni di Acerra, Marigliano e Nola portava all’attenzione internazionale il tema rifiuti e salute.(1)
    Pochi mesi dopo veniva pubblicata sulla stessa rivista una reazione-riflessione che ampliava la visione, asserendo che oltre il triangolo c’erano comuni in condizioni simili o anche peggiori dei tre considerati, e che sarebbero serviti studi ulteriori e di diverso tipo.(2)

    Mercurio: dall'Amiata a Minamata e ritorno

    Il 15 di novembre abbiamo visitato due delle vecchie miniere di mercurio dell’Amiata con la collega argentina Lilian Corra, pediatra ed esperta di rischi chimici, che ha partecipato alla lunga fase preparatoria del Trattato internazionale per la messa al bando del mercurio, in qualità di segretario generale della International Society Doctors for Environment, nota in Italia come Società dei Medici per l’Ambiente, ISDE.

    Dato, prova scientifica, policy: scientia est potentia?

    Scientia est potentia? Si è chiuso il V° Congresso - “Tumori infantili: opinioni a confronto” - dedicato alla memoria dell’oncologo Lorenzo Tomatis, scienziato esperto nello studio delle cause delle malattie, dei rischi di origine ambientale e delle connesse misure di prevenzione.

    Valutazione di impatto sanitario, un nuovo libro

    Alla fine del 2012 è uscito il libro “Health Impact Assessment Past Achievement, Current Understanding, and Future Progress”. Preparato da uno dei massimi esperti sul tema, il volume offre differenti approcci per svolgere una Health Impact Assessement o Valutazione di Impatto Sanitario (VIS ), presenta molte esperienze effettuate nel mondo e una prospettiva globale.

    La robotica salverà il mondo?

    Il rapido sviluppo registratosi nei settori delle nanotecnologie, delle biotecnologie, delle tecnologie informatiche e delle scienze cognitive ripropone in forme diverse la questione del ruolo che la società democratica occidentale è pronta ad attribuire a sapere scientifico e tecnologia. L’enorme capacità di avanzamento tecnologico produce un’attrazione “fatale”per i “poteri” della tecnica piuttosto che un’interrogazione sui legami necessari tra scienza e società.

    Taranto, simbolo di dilemmi o di soluzioni?

    Questa sembra essere l’estate dei dilemmi. Lavoro o salute. Benessere o bellezza.
    Curioso è che a porli sia il Sud del paese. E nel Sud un luogo in particolare: Taranto. Taranto è così diventata il simbolo di uno sviluppo insensibile alle condizioni che sono alla base del fiorire della vita umana: la salute, il benessere, il lavoro, la bellezza.

    Rifiuti in Campania: anche l’esercito americano si ritira

    Sono in aumento le famiglie americane che lasciano le loro case a Casal di Principe, in provincia di Caserta su invito esplicito della US Navy, la Marina degli Stati Uniti. Il “ritiro” degli americani è dovuto al rischio ambientale legato alla qualità dell’acqua. In realtà, i loro rilevamenti precisano che a essere inquinata non è l’acqua erogata dagli acquedotti pubblici, bensì quella estratta da pozzi privati, autorizzati o illegali.

    Vite fra i rifiuti

    Avvelenati nell'anima e nel corpo. Così appaiono i campani delle province di Napoli e Caserta intervistati da una schiera di sociologi e antropologi sulla difficile convivenza con i veleni seppelliti nelle discariche abusive dalla camorra. Il libro che le raccoglie e commenta (a cura di Liliana Cori e Vincenza Pellegrino, Corpi in trappola, Editori riuniti, 2011) è il panorama di uno sfacelo ecologico e sociale senza paragoni in Italia, all'insegna della munnezza.