Claudio Elidoro

Claudio Elidoro (1956), laureato in Astronomia all'Università di Bologna, divulgatore scientifico. Ha scritto numerosi articoli, pubblicati su riviste astronomiche italiane, circa i corpi minori del sistema solare.

In the Web:

https://plus.google.com/+ClaudioElidoro/posts
http://digilander.libero.it/elidoro

Una affascinante storia del dove

Splendida immagine della Via Lattea che aleggia sulle rovine del tempio di Demetra (Isola di Naxos - Grecia). Credits: Constantine Emmanouilidi - infectionphotography.com

Dove finisce il mondo? Domanda da bambini, quasi una fastidiosa presa in giro per noi, indaffarati uomini del XXI secolo. Eppure, dietro a una domanda così banale può nascondersi qualcosa di incredibilmente complesso e, nello stesso tempo, estremamente affascinante. Complessità e fascino che Tommaso Maccacaro e Claudio Tartari ci invitano a gustare nella loro Storia del dove - Alla ricerca dei confini del mondo, edito da Bollati Boringhieri (Torino 2017, pp. 147, € 14).

Tiangong-1 e rottami spaziali

Tiangong-1 è una stazione spaziale davvero semplice se la paragoniamo alla Stazione spaziale internazionale. Sostanzialmente è formata da un corpo cilindrico del diametro di 3,5 metri e lungo 10,4 dal quale si dipartono due batterie di pannelli solari. Il volume abitabile pressurizzato è di 15 metri cubi e il peso complessivo è di 8,5 tonnellate. Crediti: China Manned Space

Sono trascorsi solamente poco più di sessant’anni dallo storico lancio dello Sputnik 1 che decretò l’inizio dell’era spaziale, eppure – dati ESA del gennaio 2017 – sono già stati effettuati oltre 5.250 lanci ufficiali che hanno messo in orbita circa 7.500 satelliti.

Febbre d'astronauta

Il nostro astronauta Luca Parmitano (ESA) a bordo della Stazione Spaziale Internazionale. Primo italiano ad effettuare un'attività extraveicolare nello spazio, poco dopo l’inizio della sua seconda uscita è stato costretto a rientrare per il pericoloso accumularsi di acqua nel casco della sua tuta spaziale. Crediti: ESA/NASA.

Prima era solamente un sospetto che emergeva dai racconti degli astronauti, ora i dati raccolti da un team di ricercatori lo provano senza ombra di dubbio: tra le conseguenze di una prolungata permanenza nello spazio dobbiamo mettere anche la febbre. Un importante tassello va dunque ad aggiungersi alla nostra comprensione dei meccanismi fisiologici che si attivano quando abbandoniamo la superficie del nostro pianeta.