Covid-19/

Liliana Cori

Ricercatrice dell’Istituto di Fisiologia Clinica del Consiglio Nazionale delle Ricerche, Sezione di Epidemiologia. Coordina una Unità di comunicazione, che supporta le indagini di epidemiologia ambientale dell’Istituto e le attività di ricerca nel settore ambiente e salute. Laureata in lettere con indirizzo antropologico è esperta di comunicazione ambientale, politiche ambientali e relazioni nord-sud.

Covid-19 e riproduzione: un binomio ancora incerto ma tutt’altro che trascurabile

spermatozoi

Covid19 e infertilità: sebbene i risultati disponibili siano al momento immaturi, stanno emergendo diversi elementi a supporto dell’ipotesi che l’infezione da SARS-CoV-2 possa avere effetti negativi anche sulla riproduzione. Il tema può rivelarsi di interesse primario, considerando il calo delle nascite in corso da decenni in Italia e la potenziale ulteriore accelerazione nel 2020 e 2021, sia per cause psico-sociali, che come conseguenza del possibile impatto dell’infezione sulla funzione riproduttiva (Fraietta et al. 2020).

Ecco emergere un altro dei temi legati a COVID-19 che può essere di grande interesse per i cittadini, occasione per pianificare interventi di sanità pubblica a supporto e protezione di una fascia così importante della comunità: quella delle coppie in età fertile che possono decidere di avere bambini. Il tema è complesso dal punto di vista medico e della ricerca e in forte evoluzione, con molti aspetti da chiarire per indirizzare nuove ricerche e diverse notizie da condividere con i decisori anche se ci sono incertezze.

Covid sfida la scienza ad aprirsi alla società e alla complessità

Le ipotesi ai tempi del Coronavirus sono un capitolo affascinante e potrebbero dare origine a un’enciclopedia praticamente infinita. Danno conto di una grande vivacità intellettuale, del desiderio di molti di contribuire a trovare soluzioni per uscire dalla crisi e si alimentano su una circolazione vorticosa di informazioni. Le ipotesi emergono, vengono moltiplicate, talune rimangono sospese, altre discusse perché confermano convinzioni consolidate o le ribaltano a sorpresa, sollecitano reazioni o smuovono emozioni.

Covid-19: teniamo insieme salute delle persone e del pianeta

L'emergenza delle malattie infettive, resa così evidente dalla crisi del COVID-19, la pandemia silenziosa delle malattie da inquinamento e i legami complessi che le legano, non sono sufficientemente considerati nella pianificazione di un futuro “sostenibile”. Senza un approccio integrato per mitigare le conseguenze dell'emergenza del cambiamento ambientale, le capacità dei paesi di raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goal) saranno compromesse. Per questo è importante adottare una prospettiva One Health, ribadire la centralità del Sistema sanitario pubblico, imparare a gestire l'incertezza, e ridare dignità alla prevenzione. Immagine: l'opera "Mobile World Virus" installata a Barcellona da Tvboy, febbraio 2020.

Mentre i numeri delle vittime da COVID-19 si susseguono nella loro drammaticità, alcuni elementi generali di conoscenza sembrano stabilizzarsi: il virus era presente già da vari mesi prima della registrazione dei primi casi confermati e quindi aveva avuto una sua diffusione oltre confini tracciati dagli uomini; le chiusure - più o meno - ermetiche di intere aree geografiche possono essere decise dopo che si verificano i focolai ma, considerando il tempo di incubazione, molte persone asintomatiche possono uscire prima della chiusura; la distribuzione dell’infezione è differente da

La paura ai tempi del Coronavirus

Riprendere la teoria della comunicazione del rischio per spiegare il crescere della paura per le malattie. Quelle infettive, però. Come spiegano Fabrizio Bianchi e Liliana Cori in quest'articolo, infatti, "la combinazione tra modalità di trasmissione, meccanismo di generazione di malattia, gestione del rischio e paura intrinseca travalicano l’entità dell’impatto sulla salute"

Insieme all’epidemia si diffonde e cresce la paura. Non è una novità, anzi è una costante che riguarda soprattutto le malattie infettive, mentre è molto attenuata o flebile a riguardo delle malattie non trasmissibili. Il perché è rintracciabile nella teoria della comunicazione del rischio, riscontrabile nella storia della salute pubblica, e confermato anche dalla attuale vicenda del COVID-19.

Il dibattito pubblico arriva anche in Italia

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È entrato in vigore il 24 agosto il Regolamento sul "dibattito pubblico". L'attuazione dell’articolo 22 (comma 2) del Codice dei contratti pubblici[1] prefigura importanti novità per la partecipazione dei cittadini nel nostro paese, ispirandosi al débat public francese e a molte esperienze già attive in diverse regioni.

Farmoplant di Massa Carrara, trent'anni fa l'esplosione

Credit: Pexels Licenza: Pexel License.

Il 17 luglio 1988 alle ore 6:10 si verifica la prima di due esplosioni all'interno dell'impianto "Formulati Liquidi" della Farmoplant di Massa. Alle 6:15 si verifica la seconda esplosione di un serbatoio cilindrico in posizione orizzontale contenente 55.000 litri (dei quali 15.000 bruceranno) di Rogor in soluzione al 45% con cicloesanone, che provocherà l'incendio alle 6:20.

Equità, ambiente e salute vanno protetti insieme: il messaggio di Ostrava

 

Impianti delle acciaierie Dolní Vítkovice a Ostrava, nella Repubblica Ceca, oggi trasformate in un centro culturale e di aggregazione sociale. Credits: DolnioblastVitkovice.

La dichiarazione finale della Sesta conferenza interministeriale su ambiente e salute di Ostrava conclude i lavori di una conferenza a tutti gli effetti importante, ospitata dalla Repubblica Ceca a Ostrava, dal 13 al 15 giugno.

Sulle malformazioni a Gela l'ambiente non è affatto da escludere

L’argomento del nesso di causalità tra petrolchimico e malformazioni congenite a Gela è tornato di recente all’attenzione pubblica a seguito di articoli di stampa pubblicati il 16 ottobre su cronaca locale dal Giornale di Sicilia e dalla Sicilia, ripresi poi dal FQ , e più recentemente dall’articolo di Emiliano Fittipaldi sull’

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  • Studiate quattro aree e il loro arsenico

    Il progetto SEpiAs, Sorveglianza epidemiologica in aree interessate da inquinamento ambientale da arsenico di origine naturale o antropica, è stato realizzato dall’Istituto di fisiologia Clinica del Consiglio nazionale delle ricerche, finanziato dal programma CCM (Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie) del Ministero della Salute.

    Presentato lo stato di salute dell’Isola d’Elba

    E’ stato presentato a Portoferraio lo Studio sullo stato di salute della popolazione elbana, realizzato grazie all’iniziativa del locale Circolo Lions, che ha mobilitato ricercatori, sponsor e associazioni in un Comitato promotore e uno scientifico, per rispondere a domande ed inquietudini dei cittadini dell’Isola d’Elba.
    L’obiettivo dello studio era di descrivere il profilo di salute dei residenti negli otto comuni dell’Isola d’Elba e identificare eventuali anomalie correlabili a cause ambientali o di altra natura.

    Mercurio: dall'Amiata a Minamata e ritorno

    Il 15 di novembre abbiamo visitato due delle vecchie miniere di mercurio dell’Amiata con la collega argentina Lilian Corra, pediatra ed esperta di rischi chimici, che ha partecipato alla lunga fase preparatoria del Trattato internazionale per la messa al bando del mercurio, in qualità di segretario generale della International Society Doctors for Environment, nota in Italia come Società dei Medici per l’Ambiente, ISDE.

    Ilva, contraddizione epocale

    La settimana in corso segna la storia di Taranto e punta il dito su una delle contraddizioni esplosive della crisi che stiamo vivendo: produzione di merci, impatto su ambiente e salute e lavoro. Gli operai dell’Ilva, il più grande impianto siderurgico d’Europa, stanno manifestando e intendono bloccare la città finché non verrà garantito il pieno funzionamento dell’impianto. In totale l’Ilva impiega direttamente 11.571 persone, con una produzione di acciaio di 8,4 milioni di tonnellate nel 2011.

    L'opinione di Legambiente sui veleni del Salto di Quirra

    200 cittadini presenti: facce attente e preoccupate, di tutte le età, molti uomini che hanno lavorato al poligono e che ci lavorano, diversi nonni, e tante facce giovani, donne e uomini. Una divisa militare nelle prime file. A Villaputzu, sulla costa orientale, arriva la Goletta Verde di Legambiente alla prima tappa in Sardegna, e prende parola sulla scottante attualità dei veleni di Salto di Quirra, il poligono militare in cui, dalla fine degli anni ’50, sono stati sperimentati i più diversi sistemi d’arma dagli eserciti italiano e di molti paesi della NATO.

    Arriva il"knowledge-broker"

    Il 13 e 14 giugno a Parigi la Rete ERA-ENVHEALTH promuove la Conferenza ‘sharing a vision for environment and health research in Europe’. Negli ultimi quattro anni una rete di 16 partner di dieci paesi hanno condiviso le conoscenze e la progettualità in materia di ambiente e salute, finanziando anche progetti su ambiente e salute nei paesi aderenti, che si sono aggiunti a quelli della UE.

    Vite fra i rifiuti

    Avvelenati nell'anima e nel corpo. Così appaiono i campani delle province di Napoli e Caserta intervistati da una schiera di sociologi e antropologi sulla difficile convivenza con i veleni seppelliti nelle discariche abusive dalla camorra. Il libro che le raccoglie e commenta (a cura di Liliana Cori e Vincenza Pellegrino, Corpi in trappola, Editori riuniti, 2011) è il panorama di uno sfacelo ecologico e sociale senza paragoni in Italia, all'insegna della munnezza.

    Così ci uccidono

    Il libro di Emiliano Fittipaldi raccoglie le inchieste più note dell’autore sull’Espresso e molte altre notizie inedite dall’Italia avvelenatache emergono dalle aule dei tribunali, dai controlli di NAS e polizia, da decreti ministeriali, dai bollettini dell’Unione Europea.

    Dalla Conferenza di Parma, la priorità: acqua per i bambini

    Si è svolta a Parma dal 10 al 12 marzo scorsi la Quinta Conferenza Interministeriale su Ambiente e Salute organizzata dalla Organizzazione Mondiale della Sanità, OMS, che ha viste riunite le delegazioni di 53 paesi della grande Regione Europea dell’OMS, che include tutta l’area balcanica e degli stati ex sovietici, per fare il punto sulle azioni intraprese per proteggere la salute dai rischi ambientali e per individuare le prossime priorità.

    Arsenico a Gela

    Il 16 luglio a Gela l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha presentato il lavoro realizzato su incarico della Regione Sicilia: si tratta della seconda tappa del lavoro di ricerca in corso sulle tre aree ad elevato rischio di crisi ambientale della Regione, da cui emergono importanti contaminazioni ambientali.di LILIANA CORI