Research intelligence

Covid-19: laboratori di tutto il mondo, unitevi!

Dal 31 dicembre i ricercatori di tutto il mondo, per la gran parte in Cina e negli USA, hanno iniziato a studiare il virus e pubblicare ricerche. E' presto per misurare l'impatto scientifico di queste pubblicazioni ma, utilizzando le alternative metrics, è possibile capire quali sono state le ricerche più influenti, che hanno catturato l'attenzione dei ricercatori e li hanno spinti a condividere le informazioni nel web. Una miniera di dati in cui sarà facile perdersi senza uno sforzo collettivo e la creazione di nuovi network. Intanto è possibile, anche solo scorrendo i titoli e gli abstract degli studi, farsi un'idea di quanto questo ambito di studi sia complesso, affascinante e vitale. Elaborazione nostra a partire dall'immagine del genoma di SARS-CoV-2 sequenziato dall'Istituto Pasteur di Parigi. Crediti: Institut Pasteur / CNR / France. Nella elaborazione di Scienza in rete si intravede il volto di Mao Zedong.

Dati aggiornati al 4 marzo 2020.

Dal 31 dicembre i ricercatori di tutto il mondo, per la gran parte in Cina e negli USA, hanno iniziato a studiare il virus la sua malattia (COVID-19) e pubblicare ricerche in proposito.

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L'impresa italiana spende poco in ricerca e attrae poco dall'estero

Il ministro del MIUR Lorenzo Fioramonti.

Lo scorso 23 ottobre il ministro per l'università e la ricerca Lorenzo Fioramonti ha presentato alla Camera dei deputati il Patto per la ricerca con le seguenti parole: "Chiediamo al mondo imprenditoriale di sottoscrivere un Patto per la ricerca, con cui ci impegniamo congiuntamente (istituzioni pubbliche e imprese) a rilanciare gli investimenti in ricerca come volano

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I ricercatori italiani più citati: chi sono, dove sono

Le classifiche lasciano il tempo che trovano (La classifica è vera gloria? e Autocitazioni: gli italiani esagerano?) ma probabilmente offrono un quadro attendibile della ricerca di qualità: effettivamente i ricercatori migliori emergono (Ricerca in Italia: non piangiamoci addosso).

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Ricerca in Italia: non piangiamoci addosso

Il gusto di piangersi addosso sull’aumento delle auto-citazioni, mentre le valutazioni bibliometriche sull’impatto della ricerca italiana mostrano dati confortanti. Crediti: Università di Granada.

Il recente articolo di Baccini et al. [‘Citation gaming induced by bibliometric evaluation: A country-level comparative analysis’, PLoS ONE, vol. 14, no. 9, Sep. 2019] sta facendo molto discutere la stampa italiana ed estera. Ancora oggi è uscito l’ennesimo articolo su The Times che, dopo Le Monde, Corriere della Sera, Nature e altri ancora, salta a cavallo della notizia di uno scandalo “doping” delle citazioni.

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La classifica è vera gloria?

Il dibattito su come debba essere valutata la ricerca si incendia quando si invoca il criterio bibliometrico. Nonostante le classifiche in base alle citazioni vengano criticate e messe in discussione, ogni qualvolta viene diffuso un nuovo ranking, parte la caccia ai vincitori. È accaduto anche per l'ultima ricerca pubblicata da John Ioannidis, che ha presentato un algoritmo per liberare le classifiche dalle autocitazioni e restituire una fotografia più aderente alla realtà. Al di là dei nomi dei singoli ricercatori, l'Italia come ne esce?

L’Imperial College dichiara che 

“no longer considers journal-based metrics, such as journal impact factors, in decisions on the hiring and promotion of academic staff."

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Autocitazioni: gli italiani esagerano?

Quanto vale una ricerca e quanto dobbiamo finanziarla? Basta un semplice calcolo delle citazioni ottenute? Oppure la questione è un po' più complessa? (Crediti: Jedediah Laub-Klein, via Flickr)

Quanto vale quella ricerca e quanto dobbiamo finanziarla? Da sempre la comunità scientifica ha individuato gli effetti collaterali causati da un uso brutale dei criteri bibliometrici, come una crescita artificiale del numero di pubblicazioni, strategie citazionali più o meno lecite (leggasi autocitazioni) per incrementare il proprio ranking eccetera. Nonostante questi avvertimenti l'Italia, a partire dalla riforma universitaria del 2010, ha esteso il peso di questi criteri attraverso la creazione dell'ANVUR, l'Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca. Due articoli pubblicati recentemente su riviste scientifiche hanno riacceso il dibattito nostrano portando nuovi elementi di discussione. Uno mostra che l'introduzione di criteri strettamente bibliografici per valutare la ricerca induce la comunità scientifica a costituire in modo spontaneo club più o meno numerosi propensi a citarsi vicendevolmente, in una misura chiamata inwardness, che aumenta a seguito dell’introduzione di stringenti criteri bibliometrici nella valutazione della ricerca. Secondo lo studio del biostatistico John Ioannidis, però, l’effetto inwardness può essere dovuto a un numero molto limitato di ricercatori che si citano a vicenda e comunque non si può escludere che il risultato sia dovuto al caso più che alle regole introdotte dall’ANVUR. 

La situazione è complessa e calcolare è un po' come giudicare il pulito dal profumo: non basta, perché la ricerca è un'opera collettiva il cui valore difficilmente può essere fotografato da una semplice formula

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Le aziende italiane che credono ancora nella ricerca

La classifica delle prime 1.000 aziende europee per spesa in Ricerca e Sviluppo (R&S) pubblicata nel report The 2018 EU Industrial R&D Investment Scoreboard, ci dice che l'Italia segue a distanza le nazioni più sviluppate, anche se qualche azienda riesce ancora a tenere il passo. Sono 39 le aziende italiane nella top 1.000, con una spesa media di 167 milioni di euro per un totale di 6,5 miliardi di euro (l'investimento complessivo del settore privato italiano in R&S è di circa 12 miliardi di eur

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Il governo Conte ha investito di meno in ricerca e università?

In questi giorni di polemiche intorno alla legge di bilancio appena pubblicata in Gazzetta ufficiale si leva la voce anche degli studenti universitari che hanno rinfacciato al governo Conte di aver tradito le aspettative dei ricercatori tagliando le spese in R&S. Risponde a verità questa critica? Vediamo.

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Nuovi parametri per salvare la ricerca biologica al banco

La valutazione del lavoro dei ricercatori dipende da alcuni parametri fra cui quello storico dell'Impact Factor, sempre più frequentemente sostituito dall'Indice H (1)Ma è lecito confrontare l'indice H dei ricercatori che lavorano in discipline diverse?

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Veli di cristallo: donne ricercatrici e Islam

Copertina del documentario 'Veli di cristallo. Donne e Islam nell'Italia della ricerca scientifica', di Ilaria Ampollini e Alberto Brodesco.

Un video di 8’ minuti racconta le testimonianze di nove ricercatrici, raccolte grazie al Premio Bassoli 2016. Tante le tematiche affrontate: dal soffitto di cristallo alla discriminazione; dalla scelta di fare ricerca al rapporto tra fede islamica e conoscenza.

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Ricerca: la buona greppia fa la buona bestia

Tre cavalli aveva il fattore: Giacinto, Asclepio e Aristide. Passarono gli anni e nella greppia c’era sempre meno biada perché i tempi erano grami. A un certo punto il fattore decise che era venuto il momento di premiare il cavallo migliore, che avrebbe partecipato alla corsa dell’anno. Così cominciò a dare più biada a Giacinto togliendone un po’ ad Asclepio e Aristide. Anno dopo anno la biada diminuiva, e quel poco che c’era passava dai due cavalli sempre più magri a quello più in forze. Venne il giorno della gara.

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È scontro sul bilancio UE per la ricerca

Jean-Claude Juncker, Presidente della Commissione Europea, e Günther Oettinger, Commissario europeo per la programmazione finanziaria ed il bilancio. Credit: EPP Group in the CoR / Flickr,  European People's Party / Flickr. Licenza: CC BY 2.0.

La proposta di bilancio per il periodo 2021-2027 presentata il 2 maggio dalla Commissione Europea ha fatto sollevare più di un sopracciglio in chi avversa da posizioni sovraniste una crescita del potere dell'Unione. Perché questo indubbiamente comporta la mossa che rasenta l'azzardo fatta da Jean-Claude Juncker: presentare un bilancio post-2020 pari a 1.279 miliardi di euro,  l'1,11% del PIL dell'Unione. Oltre la soglia psicologica dell'1%.

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Innovazione: perché non facciamo come l'Imperial?

Translation & Innovation Hub (I-HUB) dell'Imperial College di Londra.

Duecentoventicinque addetti in tutti gli Uffici di trasferimento tecnologico delle università italiane, che salgono a 280 se comprendiamo gli IRCCS e i centri di ricerca. Detto così sembra un’inezia. Eppure secondo l’associazione Netval, che ha pubblicato nei giorni scorsi il suo XIV Rapporto sul trasferimento tecnologico, c’è motivo di essere moderatamente soddisfatti.

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​​​​​​​L’Europa sta perdendo la sfida della ricerca

Il Brunswick, nel Land della Bassa Sassonia, non molto lontano da Hannover, ha di che esserne fiero. Il recente rapporto pubblicato a Bruxelles, Science, Research and Innovation Performance of the EU 2018. Strengthening the foundations for Europe's future, con il 9,5% di investimenti rispetto al Prodotto interno lordo (PIL), lo classifica primo tra le trenta aree a maggiore intensità di R&S (ricerca scientifica e tecnologica) dell’Unione Europea.

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Ricerca sul cancro: il paradosso italiano

La mappa della ricerca sul cancro 2010-2014 che misura su data base Scopus per un numero selezionato di paesi, rispettivamente volume delle pubblicazioni (cerchio grigio), citazioni (cerchio blu) e impatto citazionale per campo (cerchio rosso). Da "Cancer Research. Current trends & Future Directions", Elsevier, 2018.

C'era una volta il paradosso francese, secondo il quale i cugini d'oltralpe mangiano più grassi ma muoiono di meno per malattie cardiovascolari. Oggi, in tutt'altro campo, si parla di paradosso italiano. La ricerca italiana va bene anche se finanziata meno che negli altri paesi. L'ultimo rapporto sulla ricerca oncologica sul cancro pubblicato da Elsevier in base ai dati Scopus (Cancer Research Report di Elsevier) sembrerebbe confermare il paradosso.

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Se pensate che l’università sia costosa, provate con l’ignoranza

Aula Scarpa, ex teatro anatomico dell'Università di Pavia intitolato al celebre anatomo-chirurgo Antonio Scarpa. Fu progettata nel 1785 da Giuseppe Piermarini e portata a termine l'anno successivo da Leopoldo Pollack. Credits: F125d - Wikimedia - Licenza: CC BY-SA 4.0

Siamo in campagna elettorale. E senza voler esprimere in questa sede alcuna preferenza per alcuna proposta politica, esprimiamo un desiderio che, pensiamo, sia largamente condivisibile: che nei programmi elettorali di ogni partito o movimento una delle priorità sia la formazione. E, in particolare, la formazione universitaria.

L’accesso al terzo e più alto livello di studi è decisivo non solo per la crescita culturale di un paese (e non sarebbe davvero poco) ma anche per la competizione - ne conviene la maggior parte degli economisti - nella società della conoscenza.

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La ricerca dimenticata dalla politica

Fuga dei cervelli. Licenza: CC BY-SA 2.0.

E’ sorprendente che finora la campagna elettorale in Italia non abbia toccato il tema della ricerca scientifica, considerata evidentemente da tutti i partiti come un argomento trascurabile. Eppure investire in ricerca è una delle strade maestre per far ripartire l’economia e l’innovazione nel Paese.

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Poca Intelligenza Artificiale in Italia

Il Science, Technology and Industry Scoreboard 2017 di OCSE, che racconta il presente e il futuro della rivoluzione digitale, parla chiaro: le 5 parole chiave oggi sono Internet of Things, Mobile technologies, Cloud computing, Intelligenza artificiale e Big Data.

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Innovazione e accesso ai farmaci

Pack of pills. Credit: Vera Kratochvil / Public Domain Pictures. Licenza: CC0 1.0.

Il recente rapporto OSMED sull’uso dei farmaci in Italia certifica l’atteso aumento della spesa farmaceutica nel 2016 - complessivamente dell’1,6% rispetto all’anno precedente.

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E se scrivessimo i progetti PRIN in italiano?

Linguaggio dei gesti

L’obbligatorietà dell’uso dell’inglese nella compilazione dei progetti PRIN 2018 era una decisione prevedibile e attesa. Come puntigliosamente precisa la ministra Fedeli: “nel 2012 (obbligatoriamente) e nel 2015 (opzionalmente) la domanda PRIN poteva essere compilata in italiano e in inglese. Ma si dimentica che nel 2014 con il bando SIR (era l’acronimo del PRIN di quell’anno) le domande dovevano essere redatte esclusivamente in inglese1.

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ERC: formidabili gli italiani, ma all'estero

"Preparing Scientific Equipment". Credit: photo by National Eye Institute - Licenza: CC BY-SA 2.0.

 

 

 

I ricercatori italiani? I più bravi di tutti, in termini relativi. L’Italia della scienza: non vuole venirci nessuno. Questa è - ancora una volta - la fotografia estrema che emerge dai dati statistici dei Consolidator Grants appena assegnati dell’European Research Council. Si tratta di fondi assegnati a progetti presentati da ricercatori europei e non con esperienza di ricerca successiva al PhD tra 7 e 12 anni da spendersi in uno dei paesi europei.

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Dieci miliardi al Mezzogiorno, ma per far cosa?

Se si avverasse l'ipotesi secondo la quale il governo sembrerebbe intenzionato a iscrivere dieci miliardi di euro nella legge di bilancio del 2018 sotto l'obiettivo “Mezzogiorno”, si potrebbe pensare di essere di fronte ad una inversione di marcia rispetto a una politica economica che da molti anni aveva fatto finta che non esistesse più la questione “Mezzogiorno”; non ultimo il caso del Progetto Industria 4.0, dove non esisteva più nemmeno la parola Mezzogiorno.

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Il declino scientifico del Giappone

Today's sunset - Photo di Halfrain. Licenza: CC BY-SA 2.0.

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Sono pochi le donne e gli uomini di scienza in Giappone che hanno sorriso per la vittoria di Shinzo Abe alle elezioni anticipate dello scorso 23 ottobre. Lo scarso entusiasmo non è dovuto a motivi ideologici. Ma al timore che Abe porterà a termine il suo programma e ridurrà gli investimenti pubblici nelle università e nella ricerca, soprattutto di base. Finendo per acuire quel lento declino della scienza nell’Impero del Sol Levante che i ricercatori avvertono.

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Chi sta al top delle bioscienze secondo Semantic Scholar

Artificial intelligence. Credit: Seanbatty / Pixabay. Licenza: CC0.

In questi giorni Science ha pubblicato un articolo con la lista dei 10 ricercatori più influenti in campo biomedico, elaborata da Semantic Scholar, un motore di ricerca per la ricerca facilitata di paper accademici, lanciato nel 2015 e sviluppato dall'Istituto Allen per l'intelligenza artificiale (AI2), un ente no prof

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L’università italiana, povera e classista

L’OECD, l’Organizzazione per lo cooperazione e lo sviluppo economico, ha nei giorni scorsi reso pubblico l’OECD Skills Strategy Diagnostic Report Italy, un rapporto di 280 pagine sulle strategie per migliorare le abilità nel lavoro degli italiani. Il rapporto si divide in vari capitoli. E poiché oggi viviamo nell’economia della conoscenza, molte pagine sono dedicate alla scuola e un intero capitolo riguarda l’università.

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Scienza aperta e integrità della ricerca

La cupola del telescopio Hale che si apre al tramonto presso l'Osservatorio Palomar. Credit: Coneslayer / Wikipedia. Licenza: CC BY 3.0.

Il tema della research integrity, termine che si riferisce a una visione complessiva dei principi, valori e comportamenti essenziali per una conduzione responsabile delle attività che concorrono alla ricerca scientifica, ha assunto una notevole importanza nel dibattito internazionale. Questo si lega ai profondi e continui cambiamenti nei processi di produzione e comunicazione scientifica che hanno avuto inizio con l’avvento della rete e dei metodi digitali.

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Max Planck Gesellschaft, eccellenza tedesca

Max Planck Gesellschaft: Scultura di Minerva, dea della saggezza, all'ingresso della Direzione Generale.

La Max-Planck-Gesellschaft zur Förderung der Wissenschaften (MPG), in italiano Società Max Planck per l'avanzamento delle scienze, è stata fondata a Göttingen dal chimico tedesco Otto Hahn nel 1948 ed è un'organizzazione indipendente senza scopo di lucro che si occupa di ricerca di base. Alla data del 1° gennaio 2016 ne facevano parte 83 istituti di ricerca. I dipendenti assunti erano 22.197. Circa il 60% (13.276) era impiegato come personale scientifico. Di questi, 7.500 erano dottorandi, post-dottorandi, assistenti tecnici e studenti.

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L’Europa della ricerca a passo lento

Un miglioramento, certo. Ma troppo lento. È questa a ben vedere la sintesi degli ultimi dieci anni di investimenti in ricerca e sviluppo (R&S) nell’Unione Europea proposta, con le sue ultime statistiche, rese pubbliche nelle scorse settimane da Eurostat.

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La filosofia secondo l'ANVUR

Quello delle valutazioni dei dipartimenti di filosofia è un tema delicato e molto controverso. Abbondano i ranking a livello mondiale, il più recente dei quali sembra premiare al primo posto nel mondo l'Università di Pittsburgh, che certo non spicca fra le università più note al mondo per la filosofia.

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Fraunhofer-Gesellschaft ūber alles

In Germania ci sono quasi mille istituzioni finanziate con fondi pubblici che si occupano di ricerca e sviluppo (R&S). In totale, oltre 600.000 persone hanno un impiego in questo settore con almeno 350.000 ricercatori. La spesa interna lorda è pari a 84,5 miliardi di Euro (dati 2014), con più di due terzi del totale provenienti dall'industria.

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Frodi scientifiche: come trovare chi bara?

La scienza non è perfetta e qualcuno sostiene addirittura che sia “malata”, a causa delle numerose frodi scientifiche: dati aggiustati, manipolati o addirittura inventati infatti minano la credibilità della scienza e il fenomeno sembra difficile da contrastare. Com’è possibile uscirne?

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Medico e ricercatore: come bruciare i due lati della candela, senza scottarsi

I nuovi farmaci e le tecnologie a supporto della diagnosi e cura sono senza dubbio uno dei frutti più tangibili e attrattivi del processo di ricerca in medicina. La prospettiva di contribuire al progresso delle cure, e il fatto che nella ricerca clinica si concentrino ingenti risorse (ovvero posti di lavoro), sono tra i principali fattori che spingono gli scienziati non medici a lanciarsi nell’arena della ricerca applicata.

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Collaborazioni internazionali: ecco la classifica di Nature. E l'Italia primeggia nella fisica

La collaborazione internazionale fra centri di ricerca oltre a essere senza dubbio un punto di forza per un paese, ci fornisce il polso della situazione su diversi aspetti della ricerca stessa, fra cui quello geopolitico, cioè capire come si stanno muovendo le forze in gioco sulla plancia mondiale. Oltre a dirci se come paese stiamo facendo abbastanza. Per fare un esempio, dai dati emerge che gli Stati Uniti e la Cina stanno hanno all'attivo numerose collaborazioni nell'ambito delle scienze ambientali e del global warming. 

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La storia dei terremoti, da Lisbona ad Amatrice

Al Festival della scienza Alessandro Amato, geologo e dirigente di ricerca presso l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), ha tenuto una conferenza sui terremoti partendo dal sisma in centro Italia di questi giorni. Nell'intervista l'esperto spiega perché i sismi non sono prevediibili, e perché si è parlato nei giorni scorsi di magnitudo diverse (6.1 scala Richter, 6.5 magnitudo del momento sismico).

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Se la ricerca si misura in Higuain

Il ministro francese della ricerca, Thierry Mandon, annuncia il budget per la ricerca 2017. Con quasi 8 miliardi, sarà il più alto da 15 anni e cresce del 3,7% rispetto all’anno scorso. E un aumento ancora maggiore, del 9%, è stato annunciato da Hollande in persona per la ANR (Agence nationale de la recerche): avrà più di 600 milioni nel 2017. Il presidente ha aggiunto: “Non si può risparmiare sulla ricerca fondamentale, che determina, nel tempo, il livello economico della nazione”. Che musica, che invidia.

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Moltiplichiamo per dieci i fondi PRIN

In Italia la ricerca scientifica sta morendo, in particolare nelle Università e negli Enti Pubblici di Ricerca. Da oltre venti anni le risorse destinate alla ricerca sono in costante diminuzione, in eclatante controtendenza rispetto a tutti gli altri Paesi sviluppati, per non parlare di quelli “emergenti”.

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Paolo Budinich: l’uomo che ha restituito un’anima alla sua città

Si è chiusa ieri, 25 settembre, presso la Sala Veruda, di Palazzo Costanzi in piazza Piccola a Trieste, la mostra L'arcipelago delle meraviglie. Omaggio a Paolo Budinich.

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Europa a più velocità, terza potenza nel mondo della ricerca

Un secolo fa l’Europa aveva il monopolio pressoché assoluto degli investimenti in R&S ed era, senza dubbio, l’area tecnologicamente più avanzata del mondo. Oggi il nostro continente è in terza posizione, preceduto dall’Asia e dalle Americhe (essenzialmente dal Nord America, essenzialmente dagli Stati Uniti d’America).

L’Europa, terza forza dopo Asia e America

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Privatizzare i dati sanitari ci renderà più disuguali?

I dati sanitari stanno muovendo interessi enormi all'interno del mercato dell'industria dell'innovazione. Avere accesso e possedere l'informazione sanitaria significa intercettare le esigenze dei consumatori, progettare servizi e beni più in linea con le loro richieste, studiare trend e anticipare tendenze. Insomma: predire.

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L’ Asia vola, anche senza le ali del Dragone cinese

Toglietele pure la Cina e l’Asia resterà comunque un top player sulla scena mondiale della ricerca scientifica e dello sviluppo tecnologico (R&S). Con 859 miliardi di dollari (a parità di potere di acquisto delle monete), pari al 41,8% della spesa totale mondiale, l’Asia (Cina inclusa), è di gran lunga il continente che in questo 2016 investirà di più in R&S.

Asia, top player della ricerca

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La Cina, nuova potenza mondiale in ricerca e innovazione

Si chiama QUESS. Ha raggiunto la base di lancio di Jiuquan a giugno. E quando, entro il mese di agosto, sarà messo in orbita, diventerà il primo satellite per comunicazioni quantistiche al mondo con molte ambizioni: realizzare una svolta nella criptografia, rendendo la trasmissione di messaggi intrinsecamente sicura, testando le leggi della meccanica quantistica e, in particolare, verificando il “quantum entanglement”, la correlazione a distanza tra particelle quantistiche, a scala globale. Davvero una bella impresa, se riuscirà.

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La ricerca scientifica negli Usa: un primato mondiale tutto a stelle e strisce

In attesa di sapere chi vincerà le prossime elezioni presidenziali e quale sarà, di conseguenza, la politica della ricerca, gli Stati Uniti si confermano nel 2016 il paese che, di gran lunga, investe di più al mondo in scienza e tecnologia (R&S).

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Il mondo della ricerca, 2016. Record assoluto di investimenti a livello globale.

Il R&D Magazine ha pubblicato di recente il 2016 Global R&D Funding Forecast, l’analisi degli investimenti mondiali in ricerca scientifica e sviluppo tecnologico (R&S) e le previsioni relative a l’anno in corso, il 2016. Tutti i dati sono calcolati a parità di potere d’acquisto delle monete nazionali. Quello essenziale è che la spesa mondiale in R&S continua ad aumentare e nel 2015 ha raggiunto, secondo le stime degli esperti del R&D Magazine, i 1.883 miliardi di dollari.

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Scimmie nei laboratori: se ne potrebbe fare a meno?

I National Institutes of Health statunitensi hanno stabilito per il 7 settembre la data di un workshop che metterà a confronto esperti di scienza, politica, etica e benessere animale sull’uso dei primati non umani nella ricerca.

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Ricerca: anche all’Italia serve un’Agenzia

L’Italia è l’unico Paese europeo che non ha ancora un’agenzia deputata a distribuire in maniera competitiva e meritocratica i fondi pubblici a sostegno della ricerca. Fino a poco tempo fa, l’Italia condivideva questo non invidiabile primato con la Spagna, dove però l’Agenzia della ricerca è già in fase di attuazione, con inizio delle attività previsto nel 2017.

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Scienziati e società sull’orlo di una crisi di nervi

Allude al famoso film di Pedro Almodóvar il titolo dell’ultimo libro della serie The Rightful Place of Science, da alcune settimane disponibile su Amazon, Science on the Verge. Dal film il libro eredita molti aspetti, come l’intreccio di storie, l’affresco di una comunità messa in crisi da uomini inconsapevoli (se non irresponsabili), una babele di linguaggi che non facilitano la comunicazione tra le persone.

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Il mondo della ricerca a caccia di metodi complementari alla sperimentazione animale

C’è un equivoco frequente, quando si parla di sperimentazione animale: da un lato si immagina il mondo della ricerca che si barrica a difendere l’uso delle cavie in laboratorio, e dall’altro un sottobosco alternativo, non meglio definito, ma ignorato, anzi osteggiato, dalla cosiddetta “scienza ufficiale”, che, forse in cantina o nel garage di casa, ha messo a punto metodi che già potrebbero sostituire perfettamente gli animali con colture cellulari e programmi al computer, ma che non vengono diffusi per difendere interessi superiori.

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In Italia la ricerca ascolta troppo poco malati e familiari: il caso dell'epilessia

Se a mia figlia mancasse una mano, avrebbe una speranza. Questo ho pensato dopo aver appreso dei risultati del progetto realizzato da INAIL e IIT che in breve tempo ha prodotto la mano robotica. E ho provato un sentimento spontaneo di gioia per coloro ai quali la notizia sarà giunta come l’assoluzione giunge a chi era stato ingiustamente condannato all’ergastolo. Purtroppo, però, nell’orizzonte temporale di mia figlia non c’è la prospettiva di una cura per la sua malattia.

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C'è una scienza per l'uomo, e una per la donna

Londa Schiebinger parla di bias, ovvero di errori strutturali, quando spiega perché sia ancora difficile tenere conto delle dimensioni di genere nei diversi ambiti della ricerca scientifica. Docente di Storia della scienza all’Università di Standford, Schiebinger è dal 2013 a capo di un progetto “Gendered Innovation in Science, health and medicine, engineering and environment” che coinvolge Unione europea e Stati Uniti.

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La ricerca scientifica ha bisogno di risorse e trasparenza

Il Convegno “Mind the Gap. Il finanziamento della ricerca in italia” (24 giugno, Aula Magna, Università Statale di Milano) ha riunito alcuni dei più autorevoli esponenti della comunità scientifica per un confronto pubblico, e un contributo operativo, sul tema della governance della ricerca in Italia.

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Continuare a studiare dopo la laurea: quanto pesano le differenze di reddito

In Italia, lo sappiamo, ci sono pochi laureati rispetto agli altri paesi europei. Ci sono però altri due aspetti che vengono solitamente meno sottolineati: il primo è che dal 2007 a oggi sono sempre meno i giovani che decidono di proseguire gli studi dopo la laurea, il secondo è la scarsa mobilità sociale del sistema universitario italiano, che fa sì che statisticamente chi proviene da contesti familiari meno favorevoli finisca per accontentarsi di un titolo di studio inferiore.

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Ricerca di base e ricerca applicata: il quadrante di Pasteur

Con la pubblicazione del nuovo Piano Nazionale per la Ricerca (PNR), al di là delle valutazioni (importantissime!) di merito, si rinfocola ancora una volta l’annoso dibattito sulla differenziazione ricerca di base-ricerca applicata, dibattito che porta spesso ad analisi sulla valenza ed efficacia del finanziamento alla ricerca che lasciano, a mio avviso, il tempo che trovano.

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La Cina si avvicina: i grandi passi in avanti del nuovo gigante della ricerca

Lo scorso 17 dicembre la Cina ha lanciato nello spazio il satellite Wukong (il Re delle Scimmie, dal nome del guerriero protagonista di un’antica fiaba). Il suo nome, per così dire, scientifico è Dark Matter Particle Explorer (DAMPE) e la sua missione è dare la caccia a quella materia oscura di cui non conosciamo la natura ma che (pare) costituisce l’85% di tutta la materia cosmica.  

Alla conquista dello spazio

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Chi ha paura dei cattivi scienziati?

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Sempre più asiatica la leadership della ricerca globale: parole di NSF

Come avviene, ormai, tradizionalmente in ogni anno pari, la National Science Foundation degli Stati Uniti ha pubblicato il rapporto Science  and Engeneering Indicators: una disamina molto approfondita dello stato della ricerca, dello sviluppo tecnologico e, più in generale, della cultura scientifica del paese leader al mondo nell’economia della conoscenza. 

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Una ricerca da tre soldi

Nel 2007 il Gruppo 2003 per la ricerca scientifica pubblicò “La ricerca tradita: Analisi di una crisi e prospettive di rilancio”: un primo bilancio assai negativo della ricerca pubblica e privata in Italia. Qual è la situazione della ricerca in Italia quasi dieci anni dopo? Potremmo dire la stessa o forse peggio che nel 2007, vista anche la crisi economica intervenuta nel frattempo. Per usare le parole di allora di Guido Tabellini: “I numeri non suggeriscono nessun ottimismo”.

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Senza un investimento serio in ricerca, l'italia perde terreno anche in Europa

Con una lettera a "Nature", il fisico Giorgio Parisi (Gruppo 2003) e altri ricercatori denunciano lo sbilanciamento fra le poche risorse che il governo italiano destina alla ricerca competitiva nazionale (l'ultimo bando PRIN è di 92 milioni di euro) e i 900 milioni di euro che l'Italia ha dato annualmente alla Commissione europea per il Settimo Programma Quadro (2007-2013), con una perdita netta annuale di 300 milioni. E' ora di cambiare priorità. Riportiamo di seguito la lettera su Nature in originale.

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L’Università del Sud alla deriva

I giornali lo presentano come l’anno della svolta. Dopo dieci anni di flessione costante (- 20%), le iscrizioni all’università dei giovani italiani tornano ad aumentare (+3,2%). Il dato è parziale. Intanto perché non sono ufficiali e vidimati, ma riguardano solo 70 atenei, tra pubblici e privati, che hanno risposto alla domanda del quotidiano La Repubblica. Ma anche a prenderlo per buono, più che di una svolta saremmo di fronte a una timida ripresina. E poi perché, anche così, nasconde molte ombre.

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La protesta del super matematico che fa ricerca senza ottenere fondi

Giuseppe Mingione è uno dei 99 matematici più citati del mondo. In 4 anni ha avuto 3 mila euro di finanziamenti contro il 250 mila dei suoi colleghi stranieri. In una intervista al Corriere della Sera il matematico dell'università di Parma e membro del Gruppo 2003 per la ricerca scientifica spiega le ragioni per le quali ha scelto il boicottaggio della VQR. Pubblicchiamo l'articolo integrale a firma di Orsola Riva.

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Con la biologia sintetica non si butta via niente

“Le scienze si evolvono e tutte passano attraverso tre diversi stadi: la descrizione, l’analisi e la sintesi dei fenomeni studiati. All’inizio di questo XX secolo la biologia sta passando dalla fase di descrizione a quella di analisi dei fenomeni osservati. Ma verrà il giorno in cui i meccanismi della vita saranno così ben conosciuti da consentire il passaggio alla terza e ultima fase: la sintesi in laboratorio di nuove molecole biologiche e di nuovi organismi viventi (capaci di autoreplicarsi). Allora entreremo nell’era della biologia sintetica”.

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I 19 ricercatori più influenti del mondo, secondo Thomson Reuters

La nuova edizione di The World Most Influential Scientific Minds 2015 (Thomson Reuters), riporta come al solito il panorama dei più di 3.100 ricercatori più citati fra i circa 9 milioni di ricercatori attivi al mondo, nel periodo 2003-2013. Ma riporta anche i 19 “Hottest”. Infatti, accanto all’archivio della aristocrazia mondiale degli Highly Cited, Thomson Reuters indica quelli che chiama gli Hottest Researchers of Today, individuati fra gli autori degli studi del biennio 2013-14 che sono state citate massivamente subito dopo la loro pubblicazione.

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Italia, la terra dei miracoli

Potrà mai l’Italia riguadagnare la sua posizione di eccellenza nella ricerca e nell’innovazione a livello europeo? Durante il Medioevo, il Rinascimento e l’Illuminismo, l’Italia era considerata all’avanguardia nelle scienze naturali e in medicina. Culla delle prime università al mondo, l’Italia fu il principale terreno di formazione per medici ed eruditi, come William Harvey, che venne a studiare anatomia e medicina all’Università di Padova con Girolamo Fabrici d'Acquapendente e Giulio Cesare Casseri agli inizi del Diciassettesimo secolo.

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Come far tua la matematica?

n.d.r. Perché la gran parte dei giovani ama la musica e non la matematica? Perché anche studenti che si iscrivono a corsi di laurea scientifici spesso di matematica sanno poco o nulla? Sono gli effetti di un insegnamento a scuola della scienza dei numeri e delle forme non adeguato? La domanda non è nuova e il dibattito oscilla tra chi propugna un insegnamento più serrato della “matematica pura” e chi, all’opposto, è per la “matematica pratica”.

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Un mondo di diritti e opportunità ancora da venire per le donne

Nel mondo che tutti vorremmo, uomini e donne dovrebbero avere gli stessi diritti e le stesse opportunità. Purtroppo non è così. Il recente rapporto del World Economic Forum, che fotografa la situazione in 145 nazioni, ci dice che la parità è ancora lontana.

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La politica è di nuovo bocciata in scienze, ma non è un nuovo “caso Stamina”

L’assegnazione delle risorse per la ricerca non si fa così. In una lettera alla Stampa, un gruppo di una trentina scienziati italiani di spicco ha espresso il proprio disappunto per lo stanziamento di finanziamenti ancora una volta «destinati in maniera arbitraria, a prescindere da un’accurata valutazione scientifica».

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Un’agenzia unica per la ricerca pubblica

Poco tempo fa è stato presentato il progetto del governo per il dopo Expo: il premier Renzi ha finalmente parlato di ricerca, di futuro e della necessità di “accendere una scintilla” a Milano per creare nuove eccellenze scientifiche di marca italiana nuove eccellenze scientifiche di marca italiana.
Nell’ambito di questo progetto e, più in generale, della ricerca in Italia manca però un’idea forte e sistemica di governance.

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I magnifici sette per il consiglio scientifico d’Europa

Non più un una donna sola al comando – la biologa scozzese Anne Glover, Chief Scientific Adviser (CSA), la cui funzione è stata soppressa lo scorso anno – ma una squadra, o meglio uno Scientific Adviser Mechanism (SAM), di sette scienziati di vaglia, quattro maschi e tre femmine, provenienti da sette diversi paesi ed esperti in sette diverse discipline.

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Italia 2040: lo zippo di Renzi, e il salvagente CNR

Matteo Renzi presenta al Piccolo teatro di Milano il futuro dell’Expo. Il pubblico delle grandi occasioni lo applaude, più che altro per gli elogi a Expo e a ciò che ha saputo fare Milano per ripartire dagli anni grigi. Ma quando il premier passa dal divertito ritratto di come eravamo negli anni ’90 (Andreotti, Schillaci, il walkman, il telefono 337 e l’enciclopedia “I quindici” che utilizzavamo per le ricerche) all’Italia del 2040, l’entusiasmo scema un po’. Perché è ancora tutto troppo vago. E i milanesi, se c’è una cosa che non sopportano, è la vaghezza.

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Giovani e ricerca: da qui riparte l’Italia

Sotto lo sguardo attento di Leonardo Da Vinci e Galileo Galilei si è tenuta, oggi nella sala Marconi del CNR, la cerimonia di premiazione del “Premio Giovani Ricercatori Italiani”. 
Il Premio, istituito dal Gruppo 2003 per la ricerca scientifica, è stato assegnato quest’anno a Paola Santini e a Gian Paolo Fadini.

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La crescita dell’interdisciplinarità

Norbert Wiener l’aveva posta alla base di una nuova scienza – o meglio, di un nuovo approccio allo studio della complessità del mondo – che aveva chiamato cibernetica. Molti oggi la evocano come l’ingrediente necessario per comprendere e avviare a soluzione i grandi problemi del pianeta a carattere scientifico: come i cambiamenti climatici o l’erosione della biodiversità. Ma lei, l’interdisciplinarità, è più sfuggente di un’anguilla. Sei sicuro di averla afferrata ed è già scappata via.

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Diritto allo studio: ancora troppe borse “virtuali"

Nell'anno accademico 2013-14, l'ultimo di cui possediamo i dati, sono stati oltre 46mila gli studenti universitari italiani dichiarati idonei a ricevere una borsa di studio, ma che non l'hanno ricevuta, che non sono cioè fra i cosiddetti “beneficiari”. In media, su 10 studenti considerati idonei, i borsisti effettivi sono solo 7. E le cose vanno sempre peggio: negli anni della crisi il numero di studenti idonei per una borsa di studio a livello universitario è scesa del 4,16%, e il numero dei borsisti addirittura del 9,17%.

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Una proposta per migliorare il VQR 2011-2014

Ben poche le innovazioni sostanziali contenute nel draft della Valutazione della Qualità della ricerca (VQR), che riguarda il quadriennio 2011-2014. Piuttosto, un piccolo ma significativo passo indietro rispetto alla precedente VQR, che abbracciava un periodo più lungo, 6 anni, dal 2004 al 2010.  

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Valutazione Anvur, atto secondo

“Con la nuova Vqr avremo un quadro aggiornato di dati sulla qualità della nostra ricerca”, queste le parole del ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini dopo aver firmato il decreto con le linee guida per Valutare la ricerca 2011-2014. Insomma, parte il secondo capitolo della Valutazione firmata Anvur i cui risultati sono attesi per ottobre 2016.
Ed ecco la prima novità, con il nuovo esercizio si riduce il numero di anni presi in considerazione: dai 7 della prima tornata si passa ai 4 della seconda.

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Regole certe per far rientrare i cervelli in fuga

Sono circa trecentomila i professionisti italiani che attualmente lavorano all'estero, ma certamente il numero che include anche i ricercatori è sottostimato. Non bisogna dimenticare che queste persone sono state formate in Italia e hanno rappresentato per tutti coloro che pagano le tasse una spesa alta, che viene offerta gratuitamente ad altri paesi in concorrenza con noi. Non è certo un buon affare.

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I giovani, la formazione e il futuro dell’Italia

Quello dei giovani è il nodo di gran lunga principale che l’università italiana deve sciogliere. E quello dei giovani nell’università italiana è il nodo principale che il paese deve sbrogliare.
Il nodo dei giovani nell’università italiano è uno e trino. Riguarda infatti gli studenti, che stanno rinunciando in massa a quella che viene chiamata “tertiary education”: la formazione di terzo livello.

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Un ricercatore su due invecchia restando precario

Sono circa 10.160 i giovani che hanno conseguito il titolo di dottore di ricerca nel 2013, ma ben pochi sono quelli destinati a fermarsi definitivamente all'università. A elaborare la triste profezia è l'ADI (Associazione dottorandi e dottori di ricerca italiani), che in uno studio pubblicato nel 2014 afferma che il 96,6% degli attuali assegnisti di ricerca italiani rilevato nel 2013, verrà alla fine espulso dal sistema accademico.

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Argomenti deboli contro la sperimentazione animale

Martedì 5 maggio sono state presentate in Parlamento 3 mozioni con l’obiettivo di impegnare il Governo a limitare fortemente o eliminare il ricorso alla sperimentazione animale nella ricerca scientifica (si veda Senza sperimentazione animale la ricerca biomedica in Italia muore).

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Senza sperimentazione animale la ricerca biomedica in Italia muore

Oggi alle 16:30 in Senato è previsto il seguito della discussione e la votazione di quattro mozioni sul tema "Promozione della cultura contro i maltrattamenti degli animali".

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I big data della biologia a Milano-Bicocca

C'è un nuovo laboratorio al Centro di Systems Biology SYSBIO dell'Università di Milano-Bicocca, dove da oggi si potranno eseguire analisi d'avanguardia in metabolomica grazie a un set di strumentazioni uniche nel settore. La struttura è stata inaugurata nei giorni scorsi ed è situata presso il Dipartimento di Biotecnologie e Bioscienze di Milano Bicocca, potrà contare da subito sulle forze di 12 ricercatori, coordinati da Lilia Alberghin

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Premio Giovani Ricercatori: i vincitori e le motivazioni

Il 5 aprile sono stati pubblicati i risultati del Premio Giovani Ricercatori Italiani, organizzato dal Gruppo 2003 per la ricerca Scientifica.
A vincere la prima edizione sono stati Paola Santini, ricercatrice presso INAF - Osservatorio Astronomico di Roma e Gian Paolo Fadini, ricercatore presso il dipartimento di Medicina del Policlinico Universitario di Padova.

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Giancarlo Pinchera, energetico pioniere

In una sorta di damnatio memoriae siamo costretti a riaffrontare vecchi problemi ambientali come se fossero nuovi. E’ il caso dell’energia, dove ogni anno riscopriamo il risparmio e l’efficienza energetica, il Negawatt al posto del Megawatt, magari riprendendo parole d’ordine di nuovi guru, dimenticandoci che di risparmio ed efficienza in Italia si era cominciato a parlare in forme nuove subito dopo la crisi energetica del 1973.

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Horizon 2020: per ora l'Italia delude

CORDIS ha pubblicato i primi dati di partecipazione al programma Horizon 2020. I dati riguardano i 2.399 progetti avviati a partire dal primo gennaio 2014, e le relative 10.200 partecipazioni, per un ammontare di circa 3 miliardi e 500 milioni di euro erogati (una media di circa 350.000 euro per ogni partecipazione). Su 94 paesi che hanno partecipato finora il Regno Unito precede tutti per numero di partecipazioni (1.406) ma è la Germania a contare il maggior numero di finanziamenti ricevuti.

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Laureati dove vuoi, basta che diventi ingegnere (uomo)

L'università non serve solo a trovare un lavoro. Non è solo un ascensore sociale che porta - incrociando le dita - verso l'alto. Ma le mamme spesso pensano che lo sia. Questo articolo è per le mamme, meno per chi pensa che l'università sia anche un luogo di ricerca, di innovazione, di eccellenza. 

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Europa: è ora di puntare sulla scienza

Agli inizi del secolo scorso in ogni paese nascevano i Consigli Nazionale di Ricerca per favorire, anche attraverso lo sviluppo di nuova conoscenza e di tecnologie avanzate in campo militare, la difesa dei territori, ma, anche, per creare una ben più ampia comunità scientifica che potesse collaborare a una crescita complessiva della società e a un miglioramento delle condizioni di vita.

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Cosa serve per rilanciare l’ISS

Contributo per la riorganizzazione dell’Istituto Superiore di sanità

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Brava, Elena Cattaneo!

«Brava!». È con un entusiasmo per nulla malcelato che il direttore di Nature, in un editoriale pubblicato sull’ultimo numero della rivista scientifica inglese, ha salutato l’attività di Senatore a Vita della Repubblica espletata dalla biologa Elena Cattaneo.

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Berlino insegna, senza ricerca non si mangia

“Politici e leader della maggior parte dei paesi del mondo hanno perso completamente i contatti con la realtà della ricerca” comincia così un commento di Amaya Moro-Martin, pubblicato su Nature qualche mese fa “sembrano non sapere che quanto più la ricerca  è forte tanto meglio andrà l’economia” e questo è specialmente vero per i paesi dove la crisi si sente di più. “I politici invece cosa fanno? Tagliano la ricerca e così rendono  questi paesi ancora più vulnerabili.

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Bando SIR: che delusione!

Egregio Ministro Stefania Giannini,

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Ecco come frenare la “folle” corsa del cancro

E’ una storia questa che ha inizio negli anni ’90 quando Alberto Mantovani, oggi direttore scientifico Humanitas, scopre la molecola Ptx3: una proteina, appartenente a una nuova famiglia di pentrassine.
Da quel momento Mantovani ha incominciato a studiare ogni aspetto di questa proteina: dalla sua prima applicazione nelle diagnosi, alla scoperta del suo ruolo nelle infezioni contro il batterio Aspergillus fumigatus, al ruolo nella risposta immunitaria.

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L’Europa: il Robin Hood al contrario della conoscenza

L’Europa della conoscenza è sempre più frammentata. E i suoi 28 diversi frammenti invece che a convergere tendono a divergere. Il grande progetto di Antonio Ruberti – creare un’Area Europea della Ricerca – non si sta realizzando.
E nell’Unione anche la rete dell’alta formazione non solo non viene ulteriormente ordita, ma si sta sfilacciando, arrotolandosi intorno a un numero sempre più piccolo di grossi nodi.

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Ricerca e formazione: in sette anni i tagli più profondi

La spesa pubblica in Italia cresce, anche al netto del debito pubblico. Ma alcune voci di spesa diminuiscono. E anche piuttosto drasticamente. Le voci che diminuiscono di più sono gli investimenti in ricerca, università e scuola.

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Ricercatori italiani, ancora una volta bravi e in fuga

Cervelli italiani sempre più in fuga. Anche e soprattutto quando hanno idee vincenti. I cervelli stranieri, al contrario, non vengono in Italia. Anche quando avrebbero i soldi per pagarsi da soli le loro ricerche.

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La ricerca non è un limone. Smettetela di spremerla

Il Consiglio Europeo dello scorso 18 dicembre ha chiesto l’istituzione di un Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS) nell’ambito del Gruppo BEI (Banca europea per gli investimenti) con l’obiettivo di mobilitare 315 miliardi di euro di nuovi investimenti “per la crescita” nel triennio compreso tra il 2015 e il 2017.
Il Consiglio ha accettato il piano del presidente della Commissione Europea, Jean-Claude Juncker, che ha almeno due punti deboli.

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Apre SmartMatLab, il laboratorio per materiali intelligenti

Il 19 dicembre 2014 presso il Dipartimento di Chimica dell'Università degli Studi di Milano alla presenza di alti dirigenti degli Enti finanziatori e di numerosi rappresentanti di accademia e industria, viene inaugurato SmartMatLab, nuovo Laboratorio di ricerca e formazione per lo sviluppo e la sperimentazione preapplicativa di materiali avanzati in campi quali la conversione dell'energia solare, la optoelettronica e la sensoristica.

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In Europa sono a rischio le leggi per l'aria pulita

Dalle prime indiscrezioni provenienti da Bruxelles sembra che sia chiara la volontà di eliminare alcune proposte di nuove direttive e regolamenti per la tutela dell'ambiente. A rischio sono anche 23 nuove iniziative per il 2015 e altre 78 leggi non ancora approvate, che con ogni probabilità verranno scartate. I provvedimenti a rischio riguardano anche il miglioramento della qualità dell'aria in Europa e la gestione più sostenibile dei rifiuti.

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Il richiamo di Lima per l’azione sul clima

I lavori della COP20 di Lima si sono chiusi alle ore 1.28 a.m.di domenica 14 dicembre, (ore 7.28 in Italia), con l’approvazione del “Lima Call for Climate Action”.

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I precari a vita dell’università

Giovedì scorso, 4 dicembre, è stata presentata a Roma, nell’ambito di un’iniziativa della Federazione Lavoratori della Conoscenza della Cgil, un’indagine sul lavoro precario nelle università italiane.
I precari nelle università sono lavoratori molto qualificati (hanno la laurea e spesso un PhD, molti hanno superato valutazioni e concorsi, tanti hanno lavori di prestigio su riviste scientifiche con peer review internazionali), che svolgono un lavoro di formazione e di ricerca.

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Cina fra obesità e lotta al cancro

Mentre in alcuni paesi europei la ricerca scientifica trova sempre meno finanziamenti a disposizione e la stessa Europa sembra avere idee poco chiare sulle future scelte politiche in questo campo come dimostra la recente vicenda di Anna Glover, in Cina la scienza e lo sviluppo tecnologico stanno attraversando un vero e proprio “Rinascimento”.

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La scienza in Europa. Un viaggio tra passato e futuro

Con il primo volume del trittico che Pietro Greco (La scienza e l’Europa. Dalle origini al XIII secolo, L’Asino d’Oro) sta dedicando alla scienza e all’Europa, ovvero, più in generale, alla relazione scienza-società nel corso della storia, si inaugura felicemente anche in Italia il filone pubblicistico in cui alta divulgazione scientifica e rigorosa saggistica si fondono senza mai confondersi.

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Un consigliere strategico per l'Europa

Pare proprio che Jean-Claude Juncker, il nuovo Presidente della Commissione Europea, abbia deciso di chiudere l’ufficio del Chief Scientific Adviser (Csa), il consigliere scientifico capo. Così a fine gennaio prossimo la biologa molecolare scozzese Anne Glover non avrà più una posizione a Bruxelles. O, almeno, non una posizione all’altezza di quella occupata negli ultimi tre anni.

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Rosetta e la politica italiana della ricerca scientifica

Nonostante la non sempre adeguata copertura che ne è stata data sui media italiani, la missione europea Rosetta, che ha effettuato nei giorni scorsi il primo accometaggio nella storia, ha tenuto il mondo con il fiato sospeso ed è stata, a tutti gli effetti, uno straordinario successo scientifico, tecnologico e organizzativo.

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Quei fiori sulle macerie del muro di Berlino

Il crollo del muro di Berlino, il 9 novembre 1989, ha aperto un varco tra mondi fino ad allora incomunicanti: tra l’Est e l’Ovest del pianeta. Tra il blocco sovietico e il blocco occidentale. Tra le democrazie liberali a economia di mercato e le cosiddette “democrazie popolari” (in realtà insopportabili dittature) a economia centralmente pianificata.
E, anche, tra la grande comunità scientifica dei paesi liberi e la comunità scientifica dei paesi comunisti.

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La conoscenza scientifica per rilanciare l'economia

In che misura l’aumento esponenziale delle conoscenze scientifiche ha cambiato il DNA del mondo in cui viviamo e quali sono le importanti implicazioni che ne derivano? Questa domanda sta al cuore del breve (ma denso) saggio di Sergio Ferrari “Società ed economia della conoscenza” nel quale l’autore intende mettere a fuoco i processi che hanno portato a un sempre più fitto intreccio tra crescita delle conoscenze scientifiche e sviluppo economico e a una profonda trasformazione delle dinamiche che condizionano quest’ultimo.

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L’Europa a quattro velocità

"Hanno scelto l’ignoranza", titola il manifesto appello che nove ricercatori europei, tra cui il nostro Francesco Sylos Labini (nostro nel senso sia di italiano che di collaboratore di Scienzainrete, oltre che fondatore e colonna di Roars) hanno pubblicato nei giorni scorsi anche su Nature, mettendo nero su bianco un’inquietudine che serpeggia nella comunità scientifica del Vecchio Continente.

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Se non ci sono risultati non si pubblica. E non è un bene

Quando un esperimento non riesce a produrre un effetto interessante, i ricercatori spesso accantonano i dati, specie nel campo delle scienze sociali. Ma se mancano i risultati negativi si distorce la letteratura scientifica, con grave danno per la scienza.

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Ricerca: la richiesta del Consiglio scientifico del Cnr

Nel luglio 1945, mentre la guerra si era appena conclusa in Europa ma continuava in Asia e nel Pacifico, Vannevar Bush – il consigliere scientifico del presidente  degli Stati Uniti Franklin D. Roosevelt, da poco defunto – rendeva pubblico un rapporto, Science. The Endless Frontier, che è considerato l’atto inaugurale sia della moderna politica della scienza, sia della moderna economia fondata sulla conoscenza.

Il testo è breve, poche decine di pagine, ma molto denso e molto articolato. È possibile riassumerlo in quattro punti.

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Enti di ricerca: Mettiamo più “R” nel MIUR

Affermazione paradossale e provocatoria, ma vera: il problema del riordino degli Enti Pubblici di Ricerca (EPR) italiani non ha niente a che fare con gli EPR stessi. È piuttosto la questione del sistema italiano della ricerca che vogliamo e dobbiamo affrontare e riordinare, partendo dalle radici, non dalle foglie (o fiori o frutti) dell’albero, anche se questi ultimi sono i suoi prodotti visibili e apprezzabili, prodotti che vengono dal lavoro appassionato di migliaia di ricercatori che sono rimasti in Italia (nonostante tutto).

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Il riordino degli Enti Pubblici di Ricerca

Il Consiglio dei Ministri di venerdì 13 giugno si è occupato di Pubblica Amministrazione, ma ha rimandato a data ancora da definire quel progetto di riordino degli Enti Pubblici di Ricerca (EPR) di cui si parla da molto tempo.
Anche se la discussione, pur essendo di interesse generale, stenta a uscire fuori dall’ambito degli addetti ai lavori.

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Un mondo sapiens, saremo in grado di mantenerlo?

“Se pensate che la cultura costi troppo, provate con l’ignoranza”, diceva nella sua famosa massima Derek Bok, ex presidente dell’Università di Harvard. È una frase retorica o contiene una verità sostanziale?

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A che punto è il trasferimento tecnologico in Italia?

Il Rapporto Ocse 2013 aveva evidenziato le difficoltà dell’avvio di un’azienda innovativa nel nostro Paese.
Il brevetto, forse il più importante tra mezzi a disposizione degli scienziati per trarre vantaggio in termini economici dalle proprie pubblicazioni, è poco utilizzato rispetto agli altri paesi.

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Lo strano caso dell’Abilitazione Scientifica Nazionale

Fra qualche mese saranno pubblicati i risultati della Abilitazione Scientifica Nazionale 2013.
Per avere la abilitazione, requisito per essere ammessi ai concorsi di professori di prima e seconda fascia, bisogna superare tre soglie stabilite dall’Anvur: numero di pubblicazioni, numero di citazioni e indice H o analogo.

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Le vie tortuose dell’accreditamento dei dottorati

Da qualche settimana una sparuta minoranza di professori universitari è alle prese con un incubo. Si tratta di coloro che sono alle prese con il problema dell’accreditamento dei dottorati presso il ministero, in particolare i coordinatori dei dottorati stessi. Che cosa significhi bene questo accreditamento, non è chiaro, e soprattutto nessuno pare sappia rispondere alla domanda: che cosa succede a un dottorato che non viene accreditato?

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Le competenze al servizio della Nazione

L’Italia soffre di un cronico deficit culturale e scientifico che negli ultimi due anni ha prodotto una serie di casi che hanno avuto grande risonanza internazionale e rimarcato le differenze tra il nostro e i paesi più avanzati. Sempre più spesso, infatti, assistiamo ad azioni politiche e giudiziarie che tradiscono una profonda ignoranza e in certi casi un vero e proprio rifiuto del metodo e delle conoscenze scientifiche, sacrificate di volta in volta in nome dell’emotività, di una malintesa compassione o del populismo.

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I finanziamenti alla ricerca degli Enti pubblici

Il DEF, il Documento di economia e finanza che il governo è tenuto a presentare ogni anno al parlamento entro il 30 giugno, è ancora in bozze. È stato presentato dal Primo Ministro, Matteo Renzi, lo scorso 8 aprile, ma è ancora in fase di costruzione. Un capitolo importante di questo documento che, pur non avendo valore di legge, una volta approvato vincola il governo del paese e la spesa pubblica, riguarda l’università e la ricerca.

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Un viaggio nella governance della ricerca europea

La ricerca europea è fondamentale per garantire la competitività futura delle nostre economie, come riconosciuto da tutti gli Stati membri al momento dell'adozione dell’obiettivo 3% del PIL da investire in ricerca e sviluppo. A tutt’oggi, però, gli investimenti in ricerca dei 28 paesi dell’Unione sono sotto il 2% del PIL e anche i finanziamenti pubblici non superano la media dello 0,7%.

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Il CNR nel Settimo Programma Quadro

Nell’ambito del Settimo Programma Quadro (7PQ) dell’Unione Europea il CNR si conferma, tra gli Enti di ricerca Italiani, primo per numero di progetti approvati, e ai primi posti tra gli Enti di ricerca stranieri maggiormente impegnati nelle attività di R&ST.

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Perché ho firmato il "Manifesto per un’Europa di progresso"

Con dispiacere non riesco a partecipare alla presentazione del “Manifesto per un’Europa di progresso”. Cosa avrei detto, o cosa direi se fossi a Roma?

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Il web rivela il calo d'interesse verso l'università

Gli ultimi dati rilasciati dall’Anvur hanno, fra le altre cose, evidenziato un calo di immatricolazioni del 20% dal 2004, che è particolarmente allarmante tenendo conto del basso rapporto fra laureati e popolazione complessiva osservato in Italia (stessa fonte).
Appare quindi sensato porsi la domanda se, vista la comune percezione di un declino generalizzato nel nostro Paese, la diminuzione di immatricolazioni

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Quanta scienza per migliorare il grano duro

La crisi tra Ucraina e Russia ha già provocato alcune ripercussioni economiche. C'è stato il solito allarme sull'approvvigionamento di gas in Europa occidentale, anche se le riserve garantiscono parecchi mesi di gas nell'ipotesi (improbabile) che Mosca chiuda i rubinetti. Ma ad aumentare di prezzo sono in questo momento soprattutto i cereali.

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La ricerca italiana in Europa: una sfida da vincere

Ricerca italiana in Europa: come è andata negli scorsi anni? Come prepararci ai prossimi appuntamenti?
Erano queste le due domande sul tavolo del workshop che si è tenuto l’11 febbraio scorso presso la sede del CNR di Roma, sotto l’egida del Gruppo 2003.

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Ricerca scientifica: Italia chiama Europa

Premessa 

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Scienza e innovazione in Italia: 
qualche numero per capire

Nonostante l'Italia investa poco in ricerca, i suoi ricercatori si difendono, almeno a giudicare dal numero di pubblicazioni citate a livello internazionale. Critico è invece il passaggio dalla ricerca alle applicazioni industriali, almeno a leggere le statistiche di brevetti, start up e altri indicatori. Eppure è proprio il combinato di capacità di ricerca, innovazione, dinamismo industriale e capacità di conquistare nuovi mercati che può riavviare il Paese, recuperare occupazione e reggere una competizione internazionale sempre più intensa. 

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Scienza e industria: come superare il collo di bottiglia

Mercoledì prossimo, 27 novembre, si tiene a Milano, presso l’Università Bocconi, il II Incontro dei Dialoghi di Scienza del Gruppo2003: "Scienza e industria. Ricerca e innovazione in biomedicina”.

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Il sesto senso degli scienziati

Più che 'sesto senso' forse dovrebbe essere il senso critico, ma non è scontato che sia tuttora patrimonio di tutti coloro che si occupano di scienza. L’articolo di quattro pagine “Trouble at the lab” che in data 19 Ottobre 2013 il settimanale londinese The Economist ha dedicato alla cattiva condotta scientifica, nonché alle sue cause, conseguenze e rimedi, lo conferma e lo rivela alla pubblica opinione.

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Anche noi avremmo bisogno di una frontiera infinita

Sarebbe bello che un documento come "Scienza, la frontiera infinita" finisse nelle mani del capo del governo italiano. Sarebbe ancora più bello che questo avesse un effetto. Che so, l'aumento immediato del finanziamento della ricerca, una politica per incentivare i giovani a iscriversi all'università, la creazione di una Agenzia unica per la valutazione della ricerca e la promozione del merito.

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Increspature e crescita dei buchi neri

E' noto da tempo che nel cuore di quasi tutte le galassie si nasconde almeno un buco nero supermassiccio, ma sui meccanismi che portano questo oggetti astronomici a crescere fino alle loro smisurate dimensioni permangono ancora molti dubbi. L’astrofisico Ryan Shannon (CSIRO) e i suoi collaboratori, però, hanno individuato una modalità d’indagine innovativa che ha permesso di mettere un po’ d’ordine nelle teorie che riguardano l’accrescimento di questi mostri.

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"Scienza malata": è davvero così? Vediamo perché

E’ l’ argomento di moda, anche da noi di Scienza in Rete. Purtroppo tutti i discorsi che si leggono, dico proprio tutti, offrono del problema una visione parziale, talvolta grossolanamente distorta. Proviamo ad analizzare la cosa in modo articolato, separando il grano dal loglio (mediatico, naturalmente).

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Promotori e geni: così distanti ma così vicini

Incominciamo con un ripasso di alcune delle basi della biologia molecolare: l’inizio della trascrizione richiede la RNA polimerasi e fattori di trascrizione. Qualunque proteina necessaria per l’inizio della trascrizione, ma che non è essa stessa parte della RNA polimerasi, è definita come un fattore di trascrizione.

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Ricerca scientifica: Milano chiama Europa

Premessa

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Università, turn over e polemiche: chi ha ragione?

Sta facendo molto discutere la tabella che il Ministero dell’Istruzione ha reso pubblica nei giorni scorsi che traduce in numeri le disposizioni contenute nel “Decreto criteri e contingente assunzionale delle Università statali per l’anno 2013” del 9 agosto scorso che regola il turn over dei docenti negli atenei pubblici.

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La ricerca ai tempi della crisi

La ricerca, ai tempi della crisi. Secondo l’irlandese Patrick Cunningham, professore di genetica animale e già consigliere scientifico del governo di Dublino, occorre ripensarla. Rimodulandone le priorità. In un articolo pubblicato oggi, 24 ottobre, su Nature, Cunningham rileva che siamo nel pieno di una recessione economica. Che per uscirne occorre non diminuire, ma aumentare gli investimenti in ricerca e sviluppo. Soprattutto quelli pubblici.

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Italia e Francia insieme per lo sviluppo agroalimentare

L'agroalimentare è uno dei settori che maggiormente contribuiscono all'immagine positiva del made in Italy.
Insieme a quello metalmeccanico e del tessile-manifatturiero, è fra i principali comparti in termini di fatturato, numero di imprese e occupazione. Il settore ha sviluppato un fatturato che supera i 180 miliardi di euro, rappresenta il 12% del PIL nazionale e da lavoro a quasi due milioni di persone. Il campo della ricerca agroalimentare però non beneficia di molti fondi da parte del nostro governo.

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Si inaugura a Ferrara LAUE: lenti a caccia di raggi gamma

Giovedì 10 ottobre verrà inaugurata a Ferrara un grande facility per raggi gamma dedicata allo sviluppo di lenti di Laue per l’astrofisica spaziale. La facility è installata in un laboratorio per raggi X, LARIX (LARge Italian X-ray facility) che comprende un tunnel protetto lungo 100 m, affiancato da due grandi sale sperimentali agli estremi. La realizzazione della facility rientra in un progetto, denominato LAUE, finanziato dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI).

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Shutdown: a rischio la scienza made USA

Dalla mezzanotte del primo ottobre negli Stati Uniti è incominciato il cosiddetto “shutdown”, lo “spegnimento” di tutte le attività non essenziali. Il governo americano ha finito i fondi per finanziare i propri servizi; il lungo braccio di ferro fra Democratici (che hanno la maggioranza in Senato) e Repubblicani (che controllano la Camera) ha portato alla paralisi della pubblica amministrazione statunitense.

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La mappa della ricerca italiana

Misurare l’importanza di un centro di ricerca è una attività complessa. E’ difficile raggiungere un accordo sulle metriche di valutazione dei risultati ottenuti, dalle pubblicazioni, dal numero di fondi, dal numero di ricercatori o altro. Uno dei modi più oggettivi è indagare la rete di relazioni di cui i centri fanno parte.

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Bioscienze in Europa, quale ruolo per l'Italia?

Adriano Buzzati Traverso sarà ricordato come studioso, docente ma soprattutto come manager d’una ricerca senza frontiere: i suoi frequenti soggiorni all’estero, al di qua e al di là dell’Atlantico, l’avevano rapidamente convinto della necessità di sprovincializzare lo studio delle bioscienze in Italia e quindi di potenziare gli scambi con Paesi più avanzati.

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FisMat 2013: la massa critica della fisica italiana

L'ultimo giorno di FisMat2013, a conclusione delle cinque giornate dedicate alla fisica della materia condensata, ha registrato numeri che tracciano il quadro di un successo: circa un migliaio d’iscritti in rappresentanza di quaranta istituzioni, tra università ed enti, e tremila ricercatori (la comunità dei fisici della materia, riuniti a congresso dopo la diaspora del 2004 - leggi qui, Pietro Greco su S

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Università e classifiche: Italia in affanno

Le università italiane scendono nei vari ranking internazionali. Significa che i nostri atenei migliori non riescono a tenere il passo degli altri nella grande partita planetaria della produzione e della trasmissione del sapere.

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La ricerca italiana sulla sigaretta elettronica

I rischi e i danni provocati dal fumo di tabacco sono noti da tempo. Per la sigaretta elettronica, invece, mancano trial clinici controllati, indipendenti e di grandi dimensioni. Non è ancora stato chiarito se il suo utilizzo nasconda pericoli per la salute, soprattutto sul lungo termine.

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Alla ricerca della qualità: il modello Telethon

Sono passati alcuni giorni da quando la Commissione medico scientifica di Telethon ha assegnato i nuovi finanziamenti relativi al bando 2013. La strada che porta alla selezione dei progetti è molto articolata e rigorosa. Il processo Telethon è lo stesso di quello adottato dal National Institute of Health degli Stati Uniti, considerato il migliore al mondo perché premia solo e unicamente il merito.

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Troppi ricercatori in Cina?

Le università cinesi stanno avendo troppo successo. Dite loro di smetterla. Abbiamo bisogno più di operai, che di ricercatori col PhD. Gli operai mancano, mentre i dottori di ricerca non trovano lavoro. Il commento – quasi un appello – che Qiang Wang, direttore del Western Research Center for Energy and Eco-Environmental Policy presso lo Xinjiang Institute of Ecology and Geography dell’Accademia Cinese delle Scienze di Urumqi ha pubblicato nei giorni scorsi su Nature, con il titolo China needs workers more than academics, sembra un fulmine a ciel sereno.

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La realtà virtuale al servizio della salute

È soprattutto italiano, anche se sviluppato all’estero, lo studio pilota che esplora l’applicazione clinica della realtà virtuale, pubblicato il 1 luglio scorso sul Journal of Diabetes Science and Technology. L’articolo [1] illustra come la simulazione al computer di situazioni reali con le quali un soggetto in sovrappeso interagisce sotto forma di avatar, può essere utilizzata con successo come ausilio in un programma di perdita di peso.

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Economia e ricerca nella Società della Conoscenza

Da alcuni anni vengono evidenziate, in occasioni diverse, due questioni apparentemente tra loro divergenti. Il riferimento è da un lato alle affermazioni intorno allo stato dell’economia mondiale e, anche, di quella italiana, che traducono una valutazione a dir poco molto critica, e dall’altro alle indicazioni di ordine certamente più accademico e teorico, ma sempre in materia di sviluppo economico e sociale, del tutto differenti nella qualità e nelle prospettive che vengono avanzate e che sembrerebbero offrire uno scenario del tutt

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Il CNR e la valutazione dell'ANVUR

Luigi Nicolais, il presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche, non ha nascosto una certa delusione. Il CNR, che proprio quest’anno festeggia il suo novantesimo compleanno, non è uscito bene dalla Valutazione sulla Qualità della Ricerca effettuata dall’ANVUR (l’Agenzia nazionale per la Valutazione dell’Università e della Ricerca), i cui risultati sono stati resi noti nei giorni scorsi.

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5x1000 alla ricerca, i segreti del crowdfunding

L'Agenzia delle Entrate ha recentemente reso noti i dati del 5x1000 alla ricerca scientifica, relativi alla dichiarazione dei redditi 2011.

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Valutazione Anvur: ecco la mappa della ricerca italiana

“Si tratta del più grande esercizio di valutazione della ricerca nel suo genere mai realizzato a livello internazionale. E’ una radiografia che mettiamo a disposizione del Paese. La parola d’ordine in questi due anni di lavoro è stata la trasparenza. Tutti potranno, a partire da oggi, consultare i dati prodotti”, con queste parole Stefano Fantoni presidente ANVUR, ha aperto la giornata in cui sono stati presentati i dati della Valutazione della Qualità della ricerca (VQR) 2004-2010.

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Le prime tre lezioni da trarre dal rapporto ANVUR

L’ANVUR, l’Agenzia nazionale per la valutazione dell’università e della ricerca, ha presentato oggi a Roma il rapporto finale sulla Valutazione della Qualità della Ricerca 2004-2010. Si è trattato di un esteso lavoro che ha riguardato l’attività di ricerca di 95 università, di 12 Enti Pubblici di Ricerca vigilati dal MIUR (il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca) e di 26 enti cosiddetti “volontari”. Ciascuno di questi soggetti è stato valutato per le proprie attività di ricerca in 14 diverse aree disciplinari.

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L’istruzione italiana sotto la sufficienza

E’ stato appena pubblicato “Education at a Glance 2013”, il rapporto dell’Ocse che in poco più di 400 pagine descrive lo stato di salute dell’istruzione di 34 paesi tra cui anche il nostro.

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Oncologia: limiti e opportunità dei nuovi farmaci molecolari

I moderni farmaci oncologici sono sempre più mirati a colpire specifici bersagli molecolari (target therapy) e rappresentano uno dei maggiori progressi in oncologia. Allo stesso tempo, il contemporaneo sviluppo di nuove tecnologie applicate alla medicina molecolare consente oggi di caratterizzare virtualmente tutte le alterazioni genomiche e funzionali dei singoli tumori, ampliando enormemente il ventaglio dei possibili bersagli terapeutici, con un conseguente aumento dei potenziali farmaci a bersaglio molecolare.

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Investire in conoscenza per dare un futuro al Paese

Il 29 Aprile 2013 scorso, Barack Obama ha lasciato la sua affollata agenda politica per andare a parlare ai membri dell’Accademia delle Scienze Americane (NAS - National Academy of Science) riuniti nella loro assemblea annuale.

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Grafene: speranze e successi di una rivoluzione annunciata

A pochi anni dalla scoperta e dal premio Nobel, assegnato nel 2010 ad Andre Geim e Konstantin Novoselov, il grafene ha già conquistato l’attenzione di ricerca e industria, evocando altre rivoluzioni tecnologiche del passato come l'introduzione, nel secolo scorso, della sintesi dei polimeri per la produzione di plastica.

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La ricetta Lincoln per la ricerca italiana

Cento cinquant'anni fa precisi, il 22 aprile 1863, si tenne il primo meeting dell'Accademia Nazionale delle Scienze. L'anno prima, in piena guerra civile, il Presidente Lincoln aveva firmato il Morrill Act, un decreto che avrebbe proiettato l'America verso un futuro di prosperità. Quel decreto metteva le basi perché i giovani di talento potessero accedere all'educazione avanzata e promuoveva la ricerca nel campo delle scienze e della tecnologia.

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Matite, navi e Nobel: come il grafene riscatterà l’Europa

Cosa c'è di più semplice di una matita? Quali oscuri segreti potranno mai nascondersi nella traccia che lascia dopo il suo passaggio? Perché mettersi a studiare la grafite, il cuore della matita? Perché uno scienziato che si occupa di fisica della materia dovrebbe perdere tempo con qualcosa di così comune e ordinario? Eppure la fisica si sta interessando alle matite. C’è qualcuno che, armato di grafite e nastro adesivo, cerca di scovare nuovi materiali, di capire come ricavare da una matita qualcosa che può finire nello schermo di uno smartphone.

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Università, una modesta proposta

Col legno storto dell'umanità – diceva Kant non si è mai fatto niente di diritto. E' una buona ragione per non proporsi di fare cose perfette e accontentarsi invece di rappezzare quello che c'è, raddrizzando a piccoli passi le storture più evidenti.

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Diagnostica: la scienza al servizio del patrimonio artistico

Nessun Paese al mondo può vantare, come l’Italia, qualche migliaio di anni di arte, storia e produzione di beni culturali. Che il nostro patrimonio artistico e culturale non temi concorrenza, sia per quantità che per qualità, è un dato che difficilmente può essere contestato.
Tuttavia, il paradosso di doverlo considerare, per molti versi, un 'tesoro nascosto', rende necessario, di nuovo, rilanciare una discussione su quali siano le strategie più efficaci per la sua valorizzazione.

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Puntare sulla ricerca: ecco il Brain Activity Map di Obama

Chi ha detto che la ricerca non paga. Che non sia così lo dimostra il progetto Human Genome, lanciato dagli USA nel 1999 e costato un po’ meno di 4 miliardi di dollari in 10 anni ma che, a tutt’oggi, ha fruttato 796 miliardi di dollari in attività economiche ed ha generato 310.000 posti di lavoro.

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Le ambizioni del Brain Activity Map Project

Lo scorso 12 febbraio, nel Discorso sullo stato dell’Unione, Barack Obama ha annunciato di voler intraprendere un nuovo colossale progetto scientifico, non dissimile per metodo e grandiosità da quelli che, nei decenni passati hanno permesso agli Stati Uniti di arrivare sulla Luna, e agli scienziati di tutto il mondo, sotto la guida dei National Institutes of Health, di decifrare il genoma umano.

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La Regione Sardegna punta sulla ricerca

In tempi di crisi è più facile che prevalga una politica dei tagli che una strategia mirata di investimenti. Eppure le eccezioni ci sono: a livello regionale, per esempio, la Sardegna investe in modo consistente sulla ricerca. Nel 2007, infatti, la Regione ha promulgato una Legge Regionale che punta su “Innovazione, sviluppo e ricerca, per rispondere e guardare al futuro”. Attraverso questa iniziativa si è voluto intraprendere un lungo percorso per fare della ricerca e dell’innovazione la chiave per uscire dalla crisi economica ed essere pronti nella fase di rilancio dell’economia.

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Ecco il metodo adottato dalla Regione Sardegna

Dal momento dell’entrata in vigore della normativa inerente la promozione della ricerca scientifica in Sardegna, sono passati 5 anni con la pubblicazione di 7 bandi pubblici. La dotazione finanziaria varia da bando a bando e a seconda dell’area disciplinare di riferimento prevede quasi sempre il cofinanziamento da parte dell’ente aggiudicatario.

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Energia pulita: dalla Sardegna un’innovazione per il solare

I primi giorni di febbraio è stata depositata una richiesta di brevetto nazionale per applicazioni nel settore delle energie rinnovabili: “Procedimento e dispositivo per il controllo di un impianto ad energia solare del tipo a concentrazione su più torri con eliostati”.

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La crescita della spesa militare italiana

Tagli alla ricerca e alla spesa pubblica (in primis sanità), crescita delle tasse: è questa la realtà del nostro paese oggi, piagato dalla crisi del debito [1]. Eppure qualcosa è sfuggito alla forbice...

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La ricerca è una cosa da professionisti

La maratona Telethon ha garantito anche quest'anno 30 milioni di euro (qualcosa in più è previsto a chiusura del bilancio a giugno) buona parte dei quali andranno a finanziare le ricerche di punta sulle malattie genetiche. Una buona conferma economica, dunque, con qualche preoccupazione dovuta alla crescita di quasi un terzo delle domande di grant, molte delle quali multicentriche.

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Valutazione, l'esperienza dell'Ateneo di Torino

Nel giugno 2012 Gaetano di Chiara e Maria Grazia Roncarolo per il Gruppo 2003 hanno scritto un interessante articolo dal titolo La valutazione della ricerca scientifica in Italia: una valutazione della valutazione. Gran parte delle osservazioni e delle proposte presentate in quel documento sono assolutamente condivisibili e rappresentano un utile dibattito su un tema oggi assai discusso nelle Università italiane.

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ANVUR e incidenti di percorso: un appello a Stefano Fantoni

Da qualche tempo è sorta la paura che un andamento non proprio lineare e cartesiano della valutazione della ricerca possa avere come conseguenza se non una sua “dismissione”, almeno un suo forte ridimensionamento. Non si possono non condividere le considerazioni di Alberto Mantovani a partire dal titolo del suo intervento, che riprende un tema caro a Rita Levi Montalcini.

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Siamo uomini o robot?

Due eventi organizzati casualmente in contemporanea, il Consumers Electronics Show (CES 2013) a Las Vegas e la mostra Tech me to the future a Mosca, hanno rilanciato il tema del ruolo della tecnologia nella nostra vita, in particolar modo il suo impatto sulla possibilità di prevenire le conseguenze di alcune nostre cattive abitudini, come l'abuso di alcol e di cibo, o addirittura di sostituirsi all'uomo nell'espletamento di azioni quotidiane.

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Ci sarà una nuova rivoluzione russa?

Il 2013 sarà ancora un anno difficilissimo per tutto il mondo della ricerca. La crisi economica senza soluzione di continuità costringerà purtroppo molti governi a rivedere i budget destinati alla scienza, apportando drastiche modifiche. Questi enormi tagli riguarderanno anche le migliaia di docenti e studenti universitari russi, ma alcuni di loro sono ottimisti perché, nonostante le difficoltà, in Russia sta per iniziare la più grande revisione del sistema universitario che ci sia mai stata sotto il Cremlino.

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Ricerca e innovazione nel "Progetto Monti"

Come è noto il Progetto che il Presidente Monti ha affidato al paese per proseguire la sua opera parla anche di Scuola, Università, Ricerca, Cultura e di Rivitalizzare la vocazione industriale dell’Italia.

Prima di entrare nel merito e necessario riprendere testualmente questi messaggi:

Incominciamo intanto dal tema relativo alla “Ricerca e Innovazione”.

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Bioscienze in UE: eccellenze, giusti ritorni e coesione

Lettera aperta al Ministro della Ricerca Scientifica

Come quasi tutti i Paesi dell’UE l’Italia agonizza in una crisi economica superabile solo con una più equa distribuzione della ricchezza e soprattutto con una sua più efficiente produzione: a quest’ultima un forte contributo può arrivare dalle bioscienze, a patto che se ne ottimizzi il potenzialo innovativa e applicativo.

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Valutazione, anche gli Usa piangono

Valutare la ricerca non è facile. Neppure negli Stati Uniti, paese considerato all’avanguardia nel settore. Neppure per gli US National Institutes of Health (NIH), che hanno un sistema di valutazione considerato un modello. Solo una piccola parte dei progetti selezionati dall’agenzia federale americana si dimostra, infatti, eccellente. E solo una minima parte dei progetti americani eccellenti hanno superato il sistema di valutazione NIH.

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Lettera aperta al Prof. Fantoni, Presidente dell'ANVUR

Egr. Prof. Fantoni,

premesso il riconoscimento per l’estrema fatica che il suo compito richiede, vorremmo farle presente alcune obiezioni circa le modalità di valutazione e di formazione delle graduatorie per l’abilitazione a professore di I e II fascia. Siamo certi che il problema le è ben noto, ma non è possibile, riteniamo, eluderlo ulteriormente. Il riferimento è al fatto che l’uso esclusivo, o in gran parte prevalente, dei criteri bibliometrici sia una forma non del tutto corretta e spesso ingiusta di selezione.

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L’incertezza di un sistema senza valutazione del merito

La nuova procedura di abilitazione per aspiranti ordinari e associati dell’ANVUR, l’Agenzia Nazionale di Valutazione del settore Universita’ e Ricerca, contiene il primo esempio di valutazione meritocratica su larga scala nel settore.

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Horizon 2020, il parlamento ne parla

Il 13 novembre alcuni membri del parlamento Europeo hanno discusso nella sede di Bruxelles, e anche in live streaming, del budget per la ricerca e sviluppo del prossimo programma quadro. L’argomento è molto attuale perché si teme che la crisi economica possa influenzare queste future spese per un settore che va ricevendo a livello nazionale sempre meno sostegno in vari paesi, tra cui l’Italia.

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Rilanciamo il dibattito per rafforzare la ricerca in Italia

La pubblicazione del documento di riforma generale del settore della ricerca, presentato dal ministro Profumo – e poi, comunque, ritirato – ha interrotto una riflessione avviata da un gruppo di “addetti ai lavori” che si poneva un obiettivo solo parzialmente analogo, nel senso che partiva da una considerazione della crisi generale del Paese, riconoscendo nei ritardi e nella marginalità del ruolo della ricerca e dell’innovazione in Italia un fattore negativo e importante del nostro declino economico, sociale e culturale.

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Se il Paese mette la scienza all'angolo

In questo periodo c’è stata molta attenzione nel discutere la messa in moto da parte del MIUR di una Agenzia, l’ANVUR, destinata a valutare i risultati scientifici dei vari gruppi di ricerca italiani. Nessun dubbio sulla importanza di questa attività, come d’altra parte il Gruppo2003 ha indicato nel suo Manifesto costitutivo e ribadito in più occasioni. E’ giusto ritornare a premiare il merito, ma questo merito va valutato considerando che in Italia, a differenza di altri Paesi, esistono condizioni impari di competizione e povertà delle risorse disponibili. 

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Valutazione e Ricerca: elogio dell’imperfezione

La vita non esaminata criticamente non vale la pena di essere vissuta.

Come già diceva Platone, la valutazione costituisce il sale della vita. E della ricerca scientifica in particolare.

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Effetti linguistici della valutazione della ricerca

Stilare classifiche degli atenei è diventata una necessità in quei paesi dove parte del finanziamento statale alle università è distribuito sulla base di periodiche valutazioni della ricerca scientifica. In Italia, ad esempio, si è iniziato nell’ultimo decennio: al VTR (Valutazione Triennale della Ricerca), esercizio pilota condotto dal Comitato di indirizzo per la valutazione della ricerca fra il 2001 e il 2003, è succeduto il VQR 2004-2010 (Valutazione della Qualità della Ricerca) guidato dall’Agenzia di valutazione del sistema universitario e della ricerca.

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Un'agenzia per la ricerca

Quando si toccano le leve qualificanti il futuro, proprio e collettivo, come la conoscenza, la formazione, l’innovazione, occorre avere buon senso, capacità critica, autonomia di giudizio, umiltà, coraggio, immaginazione. Le future politiche scientifiche del Paese dovranno essere mosse da queste energie e non da visioni di parte, aspettative immediate, motivazioni tiepide. E dovranno poter contare su risorse significative.

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Un cammino verde

Tra i comandamenti per il XXI secolo c’è, certamente, quello di attingere alle nuove conoscenze scientifiche per realizzare uno sviluppo ecologicamente e socialmente sostenibile. Potremmo definirlo un Green Path, un percorso verde. Per realizzare questo cammino desiderabile occorre tener conto di almeno tre fattori che, insieme ad altri, influenzano l’economia italiana ed europea nella cosiddetta era globale della conoscenza.

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Se il genio sfugge alla rete della valutazione oggettiva

“... la Commissione si trova unanime nel riconoscere la posizione scientifica assolutamente eccezionale del Prof. Majorana Ettore, che è uno dei concorrenti. E pertanto la Commissione decide di inviare una lettera e una relazione a S.E. il Ministro per prospettargli l'opportunità di nominare il Majorana professore di Fisica Teorica per alta e meritata fama in una Università del Regno, indipendentemente dal concorso …”

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Ma ora tocca all’Europa

I marziani, si suppone, non hanno ancora inventato la ruota. Quella foto di una ruota sulla ghiaia marziana è quindi la prova che Curiosity è davvero atterrato, e per di più, con fantastica precisione, proprio dove voleva la NASA. Congratulazioni e grande ammirazione da tutti quelli che amano lo spazio e Marte. Stavolta la NASA ha mandato un oggetto da una tonnellata, grande come una Land Rover e capace di far cose egregie.

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Curiosity è su Marte

Dopo otto mesi di cavalcata spaziale e quegli interminabili sette minuti di puro terrore nei quali la sonda ha dovuto bruscamente rallentare la sua folle corsa, Curiosity si è felicemente posato sul suolo di Marte.

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Curiosity, un laboratorio su Marte

Alle 7.31 - ora italiana - la sonda della NASA Curiosity si è posata sul suolo di Marte, dopo un viaggio di otto mesi e più di 560 milioni di chilometri percorsi. Ci sono voluti 7 minuti di manovra per rallentare dai 21.000 chilometri orari di velocità fino a poggiare sulla superficie marziana, centrando il punto più interessante per poter cercare tracce di fossili, il Crater Gale.

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Dai camionisti alla ricerca scientifica

Dunque il Governo Monti con gli interventi di Spending Review ha deciso di ridurre i finanziamenti alla ricerca pubblica, nonostante già precedentemente, con i tagli orizzontali di Tremonti, fosse stata varata un’analoga operazione. Nel caso di Monti questi tagli derivano, tuttavia, da una valutazione di merito di tipo, si presume, costi/benefici.

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La scienza di base alla prova delle sirene pragmatiste

C’è un’idea di politica della ricerca che si sta facendo strada in Italia e anche in Europa: dobbiamo fare come negli Stati Uniti d’America. Farci guidare dalla legge dura ma efficiente del mercato. Niente più lussi, dunque. Niente più ozi intellettualmente appaganti.

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Meno trasporto su gomma, più ricerca!

Il Governo Monti con la spending review taglia in modo indiscriminato i fondi agli enti di ricerca, scientifici umanistici e ambientali, compromettendo importanti progetti di ricerca. I tagli previsti in tre anni ammontano a 210 milioni di euro (33.147.093 nel 2012 e 88.392.247 per il 2013 e 2014).

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Salvare le eccellenze

Per fortuna che c’è l’Anvur, l’Agenzia nazionale per la valutazione della ricerca, ci dicevamo fino a ieri. Ha appena lanciato un megaprogramma di valutazione degli enti di ricerca per poi presentare al governo una lista ragionata dei «buoni e dei cattivi». Un lavoraccio per valutatori e valutandi, ma tutti l’abbiamo fatto volentieri, soprattutto noi degli enti di ricerca.

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E se la particella non fosse il bosone di Higgs?

La scoperta del bosone di Higgs rappresenta uno straordinario successo della scienza moderna e della tecnologia ad essa associata.

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La scarsa valorizzazione degli ospedali di ricerca

In Italia 43 ospedali sono Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS), denominazione e missione a loro attribuite dal Ministero della Salute in accordo con le Regioni di appartenenza.

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Enti e istituti in pericolo per la spending review

Stando alla bozza del dl sulla spending review, la manovra messa a punto dal governo Monti dovrebbe riorganizzare il Consiglio nazionale delle Ricerche, l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, mentre metterebbe seriamente a rischio - sopprimerebbe - diversi Enti di ricerca, come L'Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica, l'Isituto Nazionale di Astrofisica e il Centro di Studi e Ricerche "Enrico Fermi".

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Una "valutazione della valutazione"

L'istituzione di un sistema di valutazione della qualità della ricerca è una misura irrinunciabile per un paese che voglia investire nell’innovazione e rimanere competitivo. L'entrata in funzione dell'Agenzia per la valutazione dell'Università e della Ricerca (Anvur) dimostra che anche l'Italia si sta finalmente muovendo nella direzione della valutazione della ricerca e questo fatto non può che essere accolto positivamente.

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Cyber Brain: il centro di ricerca sulla neurocibernetica

Non basta aprire una finestra sulla mente. Da quella finestra i ricercatori coinvolti nel progetto Cyber Brain intendono entrare per influenzare direttamente l’attività cerebrale e curare così le malattie neurologiche e psichiatriche in modo del tutto innovativo.

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Sviluppo senza ricerca

Con il “decreto per lo sviluppo” voluto dal ministro Corrado Passera, lo stato italiano arriverà a spendere quest’anno circa 150 milioni di euro come credito d’imposta per stimolare l’innovazione del nostro sistema produttivo. Una spesa che, nelle statistiche internazionali, viene rubricata come investimento in R&S (ricerca scientifica e sviluppo tecnologico).

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Da "Little" a "Big Science"

Nel XX secolo, in particolare dopo la fine della seconda guerra mondiale, si è verificata una transizione netta nel modo di fare scienza: se Ernest Rutherford all’inizio del ‘900 poteva esplorare le proprietà dell’atomo con una strumentazione che stava tutta sul suo tavolo, oggi per studiare i componenti della materia sono necessarie le enormi apparecchiature del Large Hadron Collider al CERN.

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Spagna e Grecia tagliano ancora la ricerca

L’ulteriore aggravarsi della situazione economica europea, sta costringendo molti stati del Vecchio Continente a drastici tagli di bilancio. A farne le spese, come spesso accade, è il mondo della ricerca scientifica. Il governo spagnolo stanzierà per il 2012 circa 6,4 miliardi di euro per la ricerca scientifica, lo sviluppo e l'innovazione. Il budget stanziato rappresenta un taglio del 25,5% rispetto al 2011.

Disastrosi tagli spagnoli

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Arriva il"knowledge-broker"

Il 13 e 14 giugno a Parigi la Rete ERA-ENVHEALTH promuove la Conferenza ‘sharing a vision for environment and health research in Europe’. Negli ultimi quattro anni una rete di 16 partner di dieci paesi hanno condiviso le conoscenze e la progettualità in materia di ambiente e salute, finanziando anche progetti su ambiente e salute nei paesi aderenti, che si sono aggiunti a quelli della UE.

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Il data sharing può favorire il progresso scientifico

Esiste ormai un ampio consenso  nella comunità scientifica sull’importanza  che la disponibilità integrale dei risultati della ricerca riveste ai fini della verifica di nuove ipotesi, del controllo di eventuali errori sperimentali, della validazione di nuovi strumenti d’analisi e della pianificazione di nuovi studi. In un solo concetto, per un più veloce progresso scientifico!

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La laurea conviene, ma pochi lo sanno

Il superamento dell’attuale crisi economica e il rilancio del Paese impone un’attenzione particolare rispetto il tema della formazione e dell’orientamento dei giovani verso gli studi post-diploma. Diverse indagini hanno evidenziato nel tempo la scarsa efficacia delle azioni di orientamento dei neo-diplomati rispetto la scelta del corso di laurea, sia di quelle condotte dagli atenei sia di quelle prodotte in ambito scolastico.

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La preparazione del documento per Rio+20

 “Il futuro che vogliamo” è il titolo scelto per la prima bozza di 20 pagine del documento base pensato per far partire i negoziati, in previsione del summit Rio+20, sviluppata dall’Ufficio di presidenza del Comitato preparatorio della UNCSD, il cosiddetto zero draft.

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Perché in Germania l’economia va meglio che in Italia

Lo sappiamo, a Berlino sono un po’ egoisti e alquanto ossessionati dal “rigore dei bilanci”. Ormai, quel “fiscal compact” che pretendono i tedeschi con prussiana determinazione, sta un po’ stretto agli altri europei. Tuttavia dobbiamo riconoscere che in Germania l’economia va molto meglio che in Italia. Non solo – e forse non tanto – in termini di stabilità finanziaria. Ma anche – e forse soprattutto – in termini di economia reale. Nella produzione di beni e servizi.

La Germania è ancora la locomotiva della lenta Europa.

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Verso Rio+20: economia ecologica e giustizia climatica

Verso il summit Rio+20: un'economia più ecologica e solidale per una giustizia climatica e sociale.

Questo il titolo del seminario tenuto il 5 maggio scorso all'interno della festa  della Rete di Economia Solidale di Pisa. L'obiettivo degli organizzatori era di promuovere un momento di riflessione e discussione su quel che sarà Rio+20, continuando il percorso di lotta al cambiamento climatico e di superamento della crisi ambientale e sociale iniziato con l'Earth Summit del 1992.

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Horizon’s horizon: science & society e lo shortermism

Nella prospettiva della knowledge society, il rapporto fra scienza e società è un punto critico fondamentale. Esaminare come lo si vuole affrontare vuol dire saggiare l’orizzonte nel quale stiamo elaborando la knowledge society. Eppure, nel profluvio di documentazione già prodotta dalla Commissione Europea per Horizon 2020 spicca l’assenza di un asse d’intervento dedicato, a differenza dei due precedenti Programmi Quadro.

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Anche l’accademia ha bisogno dell’industria

I ricercatori che lavorano nelle università o nei centri di ricerca indipendenti non possono da soli cambiare il destino degli ammalati. Possono individuare meccanismi cruciali alla base di una patologia e scoprire come intervenire per correggerli; possono verificare le loro intuizioni in vitro e su modelli animali, perfino condurre le prime fasi di un trial clinico, se trovano i finanziamenti adeguati, ma non potranno mai essere  in grado, soprattutto quando si parla di terapie innovative, di arrivare a portare le cure a tutti coloro che ne hanno necessità.

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Acceleratore SuperB, una nuova sfida italiana

Passi avanti concreti per il progetto dell’acceleratore di particelle SuperB da costruirsi alla periferia di Roma, inserito alla fine del 2010 tra i progetti bandiera del Piano Nazionale dlla Ricerca. Si stanno infatti erigendo le impalcature che dovranno sorreggere il lavoro di costruzione della macchina.

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Il futuro dell'Italia nelle sue risorse umane

I dati forniti qualche settimana fa dal gruppo di Andrea Cammelli, dell’università di Bologna, nel “rapporto AlmaLaurea” parlano, come usa dire, da soli: l’Italia stenta a riconoscere l’importanza del suo “capitale umano”. E, infatti, tra il 2008 e il 2011, in appena quattro anni, la percentuale di giovani che a un anno dalla laurea magistrale (3+2) risultano ancora senza lavoro è quasi raddoppiata. Nel 2008 i neolaureati disoccupati erano il 10,4%; nel 2001 sono saliti al 19,6%.

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Verso la knowledge society

La Commissione Europea ha messo al centro della sua attenzione l’innovazione, dapprima lanciando la sfida di una "Europa innovativa", già prima dello scatenarsi della crisi mondiale, e poi con il proclama di voler diventare una Innovation Union. In un documento di lavoro dall’ambizioso titolo Consultation on Future ‘EU 2020’ strategy (consultabile in allegato), già si leggeva in effetti che: "Questo è un tempo di profonde trasformazioni per l’Europa. […] La conoscenza è il motore per una crescita sostenibile.

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Le ricadute tecnologiche della ricerca astronomica

Da qualche tempo viene esercitata una pressione sempre maggiore nei confronti dei programmi di ricerca, affinché vengano privilegiati gli sviluppi applicativi, le ricadute tecnologiche, i programmi finalizzati all’ottenimento di risultati tangibili di cui la società possa beneficiare su tempi scala abbastanza brevi.

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OGM: termometro per valutare il ritardo culturale del Paese

Il Ministro dell’Ambiente Corrado Clini ha rilasciato il 15 marzo una intervista per cercare di riaprire il dibattito sulla sperimentazione e l’uso degli OGM (organismi geneticamente modificati) in agricoltura. Si tratta di uno dei maggiori terreni di scontro tra la comunità scientifica ed i media che influenzano l’opinione pubblica.

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Perché non va preso sottogamba il caso Martone

Recentemente gran parte della stampa si è scagliata contro Michel Martone, l’attuale viceministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, ponendo dei dubbi sulla sua fulminea carriera: a 23 anni è stato dottorando, a 26 anni ricercatore universitario, a 27 professore associato e a 29 professore ordinario

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Obama aumenta gli investimenti in ricerca

«Per essere competitivi nel XXI secolo e per creare un’economia americana solida e duratura non dobbiamo porre questa nazione solo su un cammino fiscale sostenibile, ma anche creare un ambiente dove l’invenzione, l’innovazione e l’industria possano fiorire. Il budget 2013 proposto dalla Presidenza supporta la visione di un’economia americana competitiva su scala globale fatta per durare.

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Un importante passo verso la ricerca applicata

Nel messaggio che ci ha lasciato l’amico Alessandro Liberati da poco scomparso nel suo articolo per Lancet intitolato “C’è bisogno di riallineare la ricerca accademica e commerciale” si chiede una nuova strategia della ricerca che riunisca tutte le parti interessate ricercatori, clinici, industria farmaceutica, autorità regolatorie e associazioni di pazienti per operare nel bene di tutti, al di là degli interessi personali. Un tentativo per raggiungere questo obiettivo è rappresentato da IMI.

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I dubbi sul dottorato in alto apprendistato

E’ in corso il processo di approvazione del decreto MIUR sul nuovo “regolamento recante criteri generali per la disciplina del dottorato di ricerca”. Una delle novità del nuovo regolamento è la possibilità di formazione dei dottorandi all’interno di aziende.  Sono infatti equiparate alle borse di studio anche i contratti di apprendistato. Tali contratti sono regolati dal Decreto Legislativo 14 settembre 2011, n. 167, che prevede contratti di apprendistato per il conseguimento di titoli di studio universitari e di alta formazione, inclusi i dottorati di ricerca.

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L’industria americana della conoscenza

Non c’è dubbio, con 303 miliardi di dollari spesi nel 2011 in ricerca scientifica e sviluppo (R&S), l’industria degli Stati Uniti d’America si conferma come il principale polo di innovazione al mondo. Basti pensare che la spesa delle imprese americane nel 2011 ha rappresentato il 71% degli investimenti complessivi in R&S degli Stati Uniti. E risulta di poco inferiore alla spesa totale dei due paesi che, dopo gli Stati Uniti, investono di più in R&S: la Cina (175 miliardi di dollari) e il Giappone (152 miliardi di dollari).

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Il caso Martone e la piaga dei concorsi

L'uscita di Michel Martone (''Chi si laurea dopo i 28 anni è uno sfigato'') ha finito per spostare su di lui i riflettori dei media. Pur potendo vantare una carriera a dir poco fulminante, avendo vinto un concorso a cattedra universitario alla tenera età di 29 anni, l'esame degli atti del suo concorso mostra qualche anomalia.

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Lettera al ministro Profumo

Caro Ministro Profumo,

I nuovi bandi per i Progetti di ricerca di interesse nazionale (Prin) e per i fondi "Futuro in Ricerca" sono sicuramente un fatto positivo di cui le va reso atto. A differenza di precedenti governi, infatti, i bandi sono usciti per tempo a gennaio ripristinando la certezza sui tempi. Tuttavia, come è emerso anche nel recente dibattito sui media, le modalità di assegnazione dei nuovi bandi contengono alcune lacune. In particolare:

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Come fare una domanda di finanziamento ad AIRC

Il 20 gennaio 2012 sono usciti i bandi per chiedere un finanziamento all’Associazione italiana per la ricerca sul cancro (AIRC). Si tratta di un appuntamento annuale molto atteso da chi si occupa di ricerca sul cancro, data l’importanza dei quasi 100 milioni di Euro, erogati nel solo 2010 dal sistema AIRC-FIRC, per la comunità della ricerca oncologica italiana.

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Ricerca in Europa: oltre il settimo programma quadro

Finanziamenti erogati dal FP7 in milioni di euro
Figura 1. Finanziamenti erogati dal 7FP in milioni dieuro

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Luci e ombre del finanziamento della ricerca

Non c’è dubbio che il Ministero della Salute abbia instaurato, quando era Ministro Ferruccio Fazio, un sistema meritocratico e qualitativo per la valutazione dei progetti di ricerca nell’ambito dei bandi della Ricerca Finalizzata e Progetti Giovani Ricercatori (vedere su l'articolo su Scienza in Rete, 19 Luglio u.s.).

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Il tunnel italiano della ricerca

Il recente bando dei prossimi PRIN (e FIRB), a scadenza molto vicina, ci spinge ad una riflessione mestamente etnografica. Mi spiego.

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Valutare la ricerca italiana con pochi numeri

Ormai da un mese è partito il processo di valutazione dell’accademia italiana che va sotto il nome di VQR2004-2010. [1] Viene gestito dall’ANVUR, che ha istituito 14 panels GEV (Gruppi di Esperti di Valutazione), uno per ciascuna delle 14 aree in cui il CUN aveva diviso l’accademia italiana. [1] Gli oltre 400 esperti GEV sono stati scelti sulla base della loro competenza e altri criteri, fra cui una proporzione di persone affiliate all’estero (circa 20%) che è equivalente a quella presente nella lista dei Top Italian Scientists (TIS). [2]

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Tre volte astrofisica nella top ten di Science

Fra le dieci più importanti scoperte scientifiche dell’anno che sta per chiudersi, ben tre riguardano lo studio dell’Universo. Questo il verdetto della rivista Science, che come da tradizione ha appena stilato l’elenco dei “breakthrough” per il 2011. A farla da padrona sono le scienze biomediche, cinque risultati su dieci, uno dei quali – sui progressi nella prevenzione dell’AIDS – nel gradino più altro del podio.

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La voce degli Scienziati

Nel 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia, l’occasione per ricordare il ruolo degli scienziati nella laboriosa riunificazione non può essere meramente celebrativa: come in ogni paese sviluppato, anche in Italia la conoscenza esperta e profonda della realtà naturale e dei suoi linguaggi è divenuta, e deve continuare ad essere, il motore più importante della crescita. Un motore che va di pari passo con la democrazia, perché tutti condividano la consapevolezza che esso è il più significativo investimento che convenga a una comunità nazionale evoluta.

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Alcuni chiarimenti sulla "modesta proposta" sull'università

Siamo grati a Francesca Coin per aver accettato il nostro invito a evitare preclusioni pregiudiziali e a entrare nel merito della nostra proposta, discutendone i dettagli e valutandone con attenzione le argomentazioni.(Per leggere l’articolo citato, apparso su www.roars.it, clicca sul seguente link).

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Rilanciamo insieme la ricerca in Italia

La prossima settimana Telethon si appresta alla sua ventiduesima maratona televisiva, che andrà in onda sulle reti Rai dal 16 al 18 dicembre: come direttore generale della Fondazione desidero cogliere questa occasione per riproporre una proposta concreta nata dalla nostra esperienza e condivisa anchecon Scienzainrete e il gruppo 2003 per rilanciare la ricerca scientifica nel nostro Paese.

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Sette idee sulla ricerca per Monti

La ricerca scientifica e l’innovazione costituiscono uno dei terreni su cui si gioca il futuro dell’Italia. Il Gruppo 2003 (http://www.gruppo2003.org), che raccoglie scienziati italiani altamente citati nella letteratura scientifica internazionale, intende portare il suo contributo di riflessione e proposta nell’affrontare questo passaggio critico nella vita del nostro paese.

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Un modesto consiglio ai governi di Italia, Spagna e Grecia

Gettate il cuore oltre l’ostacolo. E anche se state mettendo a punto rigorose politiche di bilancio, con forti tagli alla spesa pubblica, prendete il coraggio a due mani e aumentate gli investimenti in ricerca scientifica e alta educazione.

È questo il consiglio che la rivista scientifica Nature invia, con un editoriale, ai tre paesi – Italia, Spagna e Grecia – che in questo momento sono nell’occhio del ciclone della crisi finanziaria che sta investendo l’Europa.

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La scienza e il governo della società

Che cosa deve dare la scienza alla società in cambio dei soldi che riceve per svolgere le sue ricerche? Le risposte sono ovvie. Prima di tutto deve produrre conoscenza, che è un bene comune, un bene per tutti. Poi deve aiutare l’economia a far crescere il PIL, inventando nuovi beni da produrre e da vendere. Poi deve dar luogo ad applicazioni in campo medico, nella produzione di energia, nella protezione dell’ambiente, e così via. Ma oggi, più di prima, la scienza deve dare alla società qualcosa di più: deve aiutare la società a governare sé stessa.

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Rilanciamo le università con prestiti agli studenti

Questo saggio propone l’introduzione in Italia di prestiti condizionati al reddito futuro dei laureati e ne valuta la sostenibilità finanziaria (per leggere l'articolo integrale clicca qui). L’intento della proposta è duplice: (i) aumentare la capacità di scelta degli studenti meritevoli, facilitando in particolare l’investimento in istruzione terziaria di quelli meno abbienti, altrimenti inibiti dall’incertezza di quell’investimento; (ii)

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Un brutto segnale per la medicina rigenerativa

La compagnia californiana Geron ha annunciato lo scorso 14 Novembre la dismissione dei suoi programmi di ricerca clinica con le cellule staminali di origine embrionale.

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Promosso il nuovo Ministro dell'Istruzione

Ottima scelta, quella di Francesco Profumo al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR). Per almeno tre ordini di motivi: è una persona competente ed esperta; gode del riconoscimento e del consenso della comunità scientifica e accademica; ha un’idea chiara del ruolo che l’educazione terziaria (universitaria e post-universitaria) e la scienza hanno nella società e nell’economia della conoscenza.

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L’ANVUR: si parte. Finalmente!

Signori, si parte. Cinque anni dopo la sua costituzione, l’ANVUR – l’Agenzia Nazionale di Valutazione del sistema Universitario e della Ricerca – ha pubblicato lo scorso 7 novembre il bando per la «Valutazione della Qualità della Ricerca 2004-2010 (VQR 2004-2010). Un passo importante, auspicato anche dal Gruppo 2003 nei suoi sette suggerimenti al neopresidente del Consiglio Mario Monti (vedi editoriale).

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Verso Horizon 2020

La Commissione Europea ha dato inizio alla fase di preparazione del prossimo programma per il finanziamento integrato per le attività di ricerca nel periodo 2014-2020. Si chiamerà “Horizon 2020” grazie al concorso “You name it”, lanciato dalla commissione per far scegliere online dai cittadini europei il nome del futuro programma di ricerca e innovazione. Ma c’è ancora tempo prima che abbia inizio. Infatti la sesta e penultima chiamata per progetti del 7°PQ si è appena conclusa e le valutazioni sono in corso.

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Fate presto

Il Gruppo2003 è nato otto anni fa sulla base dell'urgenza, condivisa dai più rilevanti scienziati italiani, di un rilancio della ricerca e della cultura scientifica, considerandole elemento essenziale del progresso intellettuale, materiale e civile del Paese.

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AAA ingegneri cercasi per la ricerca sul cancro

«Cerchiamo ingegneri!». L’appello di Marco Foiani, direttore scientifico di IFOM (Istituto FIRC di Oncologia Molecolare), che ha promesso borse di studio e posti di lavoro ben retribuiti, non poteva che suscitare un caloroso applauso nell’aula del Politecnico di Milano gremita di studenti, in occasione delle Giornata per la ricerca sul cancro di AIRC.

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L’ANVUR e la trasparenza delle procedure

Tra breve partirà l’esercizio di Valutazione della Qualità della Ricerca (VQR) condotto dall’ANVUR. E tra 2-3 anni avremo un quadro aggiornato della produzione scientifica delle Università e degli enti di ricerca italiani. I risultati di questo esercizio saranno il riferimento per la distribuzione della parte premiale delle risorse del Fondo di Finanziamento Ordinario.

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La scienza di Sua maestà britannica

Ci sono due dimensioni affatto diverse nel sistema di ricerca del Regno Unito che emerge dall’analisi proposta, nei giorni scorsi, dal Global Research Report. United Kingdom della Thomson Reuters. La prima dimensione è quella di un sistema pubblico di assoluta eccellenza. Fondato sulla qualità. La seconda dimensione è quella della ricerca privata. Caratterizzata da una scarsa quantità.

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Finanziamenti per la matematica italiana

Il Consiglio delle Ricerche Europeo (European Research Council, ERC) ha reso pubblici di recente i nomi dei vincitori del bando per i “Grants 2011”. Si tratta di 480 scienziati, di tutte le materie, tra cui verranno ripartiti 670 milioni di euro.

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Pubblicare o brevettare? Falso problema

In questi mesi si è molto discusso di criteri per valutare la ricerca scientifica e anche su questo web journal è aperto un dibattito sul tema.

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Perché l'ANVUR non convince

Le nostre istituzioni pubbliche ci hanno ormai abituato alla presentazione di plurime versioni di documenti relativi ad atti che richiederebbero, prima di essere resi pubblici, attenta ponderazione. Emblematica in questo senso è stata la manovra finanziaria estiva, presentata in diverse versioni, una peggio dell’altra, prima di essere approvata.

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I dilemmi della ricerca all'europea

La proposta della Commissione europea sarà resa pubblica solo alla fine del prossimo mese di novembre. Ma la rivista Nature nei giorni scorsi è stata in grado di anticipare le principali novità che secondo il “governo di Bruxelles” dovrà contenere Horizon 2020, il programma di finanziamento europeo alla ricerca che, a partire dal 2014 e fino, appunto, al 2020 succederà a FP7, il Settimo Programma Quadro che scadrà con il 2013.

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Scienza, luci e ombre a Istanbul

La Turchia è presente sempre più spesso sulle prime pagine dei giornali, nazionali e internazionali. Per il suo nuovo protagonismo politico e per la sue notevoli performances economiche. Sul piano politico Istanbul sta ridefinendo le sue relazioni strategiche (con Israele, con l’Unione europea, con i Paesi Arabi). Sul piano economico la Turchia ha fatto registrare, negli ultimi anni, un tasso di crescita del Prodotto interno lordo (Pil) tra i più alti al mondo.

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Ecco come vaglia il merito la Cariplo

Un altro passo verso la buona valutazione della ricerca. Viene sempre dal settore privato, e si tratta della Fondazione Cariplo. Dopo che Telethon ha aperto la strada, importando il sistema di peer-review ispirato ai National Institutes of Health degli Stati Uniti, considerato il migliore al mondo, il modello meritocratico e imparziale sta prendendo piede tra le “funding agencies” private.

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Tremonti, non tagli le gambe al neutrino!

Se lo è chiesto più d’uno, nelle scorse ore: a cosa serve un neutrino che viaggia a velocità superiore a quella della luce? Se lo è chiesto il Ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, qualche mese fa: a cosa serve la conoscenza in sé, mica si mangia?

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Vogliamo dire qualcosa di serio sulla valutazione?

Non so, forse sarà stato l’inizio effettivo dell’attività dell’ANVUR, o qualche notizia giunta da fuori, vedi le valutazioni comparative dell’OCSE: sta di fatto che parlare di valutazione sembra ora essere divenuto una moda. Non passa giorno senza che qualche giornale ne scriva, e se si vuole sentirne discettare sui links elettronici non c’è che l’imbarazzo della scelta.

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Difficoltà della ricerca o dello sviluppo?

Dunque, dopo l’intervento di Cinzia Duraio e i successivi approfondimenti, non possiamo escludere segnali di difficoltà da parte del sistema di ricerca nazionale ricavati anche dall’andamento del numero delle pubblicazioni. Sarebbe interessante poter misurare questi andamenti da parte dei vari paesi riferiti non solo al numero totale delle pubblicazioni ma, particolarmente, al numero delle pubblicazioni che riscontrano dati ed esperienze sperimentali, che implicano, cioè, il funzionamento di strutture costose.

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La scienza italiana è in declino?

Nelle ultime settimane il nostro articolo “Is Italian Science Declining?” (di Cinzia Daraio e Henk Moed) in corso di pubblicazione su Research Policy  è stato molto citato e dibattuto in Italia, ma forse in pochi lo hanno letto interamente.

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La bufala del crollo della produzione scientifica italiana

Questa è la storia di una bufala la cui anatomia è oramai chiara, ma la cui genesi lascia aperti diversi interrogativi. Il 22 agosto 2011, Corrado Zunino su Repubblica lancia l’allarme:

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Declino scientifico dell’Italia? Probably yes!

Nella calura estiva d’agosto abbiamo seguito una discussione sul possibile declino della scienza italiana. La discussione è nata dalla risonanza mediatica di un articolo apparso online su una rivista scientifica internazionale (firmato da Cinzia Daraio). Il titolo, alcuni dati e la discussione dell’articolo davano supporto alla percezione che il ridotto finanziamento alla ricerca in Italia sta cominciando a tradursi in declino scientifico. Questa conclusione è stata contrastata da De Nicolao in un commento online, poi ripreso da alcuni giornali come l’Unità.

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Nepotismo e mancanza di risorse

Distribuiti in 28 settori disciplinari e in 94 atenei pubblici, i docenti universitari italiani sono 61.340. Tra loro i cognomi diversi ammontano a 27.220. I più diffusi sono Rossi (255 docenti), Russo (153), Ferrari (110) e Romano (100). A tutti gli altri cognomi corrispondono meno di cento docenti. In particolare 17.274 cognomi compaiono una sola volta, 4.583 compaiono due volte e 1.903 cognomi compaiono tre volte.

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I nuovi presidenti degli Enti Pubblici di Ricerca

Mariastella Gelmini ha nominato i nuovi presidenti di una serie di Enti Pubblici di Ricerca che ricadono sotto la tutela del MIUR. Purtroppo non sono stati riconfermati scienziati di straordinario valore, come Luciano Maiani, presidente uscente del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), o Tommaso Maccacaro, presidente uscente dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF).