Clima

COP25: verso i 3,2 gradi di aumento. Perché la politica fallisce?

cancello della IFEMA conventions center, Madrid, Spain, sede della COP25. December 2, 2019. [Photo/Agencies]

COP25 sembra sostanzialmente fallita sul piano delle decisioni poltiche. Alcune parole d’ordine degli eventi paralleli che avrebbero potuto influire sullo stile della politica non sono filtrate a livello delle negoziazioni: elevare il livello di ambizione; affrontare il problema con flessibilità, capacità di risposta e senso di responsibilità; coniugare innovazione tecnologica e “advocacy” (impegno). Hanno prevalso gli egoismi nazionali secondo il classico scenario della "tragedy of the commons", la tragedia dei beni comuni che sembrano non appartenere a nessuno. Immagine: cancello della IFEMA conventions center, Madrid, Spain, sede della COP25. December 2, 2019. [Photo/Agencies]

Il Pianeta mi ricorda un malato grave che viene affidato da un ottimo diagnosta a un’equipe di chirurghi litigiosi, invidiosi e pasticcioni. COP25 sembra sostanzialmente fallita sul piano delle decisioni poltiche, con la notevole eccezione del Green Deal di Ursula von der Leyen e di Frans Timmermans, che però è esterno e indipendente dalla negoziazione.

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L'atlantificazione dell’ecosistema nelle isole Svalbard

Il riscaldamento globale sta mettendo a dura prova l'ambiente pelagico delle isole Svalbard, basato su un delicato equilibro tra le diverse specie che lo abitano. I ricercatori della University Centre in Svalbard ne studiano gli effetti da trent'anni, e recentemente hanno pubblicato un dettagliato resoconto sulle modifiche avvenute nell'ecosistema: la progressiva atlantificazione ha migliorato l'efficienza riproduttiva di alcuni crostacei, mentre la dieta di alcuni uccelli marini ha cominciato a includere anche pesci tipici dei mari più caldi. Si va, insomma, verso un nuovo ecosistema marino; ma quanto sarà resiliente la nostra specie rispetto a queste modifiche, che noi stessi abbiamo determinato?
Nell'immagine: fiordo di Kongsfjorden nel 1922 e nel 2002. La copertura di ghiaccio si è ridotta drasticamente con conseguenze per l’intero ecosistema del fiordo. Credits: Anders Orvin e Christian Åslund/Fram Centre

Dalle diatomee ai molluschi, dai crostacei fino ai gamberetti e ai merluzzi: l’ecosistema marino artico è una fitta rete di relazioni basata su equilibri, spesso precari. Negli ultimi quattro decenni l’ambiente pelagico delle isole Svalbard è stato messo però a dura prova dal riscaldamento globale, con conseguenze sorprendenti.

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Presidente Cirio, sulle alluvioni non si improvvisa

Una maldestra dichiarazione del presidente della Regione Piemonte Cirio (“le precipitazioni erano allora come sono oggi; dobbiamo fare in modo che i nostri Comuni, i nostri sindaci, i nostri anziani, che hanno sempre puliti i fiumi, possano continuare a farlo. Non avevano la laurea né in geologia né in ingegneria idraulica, eppure li mantenevano e questi problemi non li avevamo”) provoca un comunicato di associazioni e scienziati che fa il punto sull'importanza di avvalersi di competenze tecniche per gestire i corsi d'acqua nella loro complessità e diversità. Il cambiamento climatico sta già mutando il regime delle piogge. Ignorarlo è qualcosa di più di una gaffe.

Non bastavano i due morti per alluvione in Piemonte, uno ad Arquata Scrivia (Alessandria) e a Strambino (Torino) tra il 21 e il 22 ottobre, dove piogge eccezionalmente intense hanno provocato allagamenti e frane e danneggiato strade, case e infrastrutture.

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Ghiacci e oceani: ecco cosa dice il rapporto IPCC

Il rapporto speciale dell'IPCC su oceani e ghiacci (Special Report on the Ocean and Criosphere in a Changing Climate) è frutto di un lavoro gigantesco compiuto da 107 scienziati che hanno considerato 6.981 pubblicazioni e 31.176 commenti provenienti da revisori e governi di 80 paesi. Rispetto ai precedenti rapporti IPCC aumenta il livello di certezza sugli effetti che subiranno gli oceani in base agli scenari emissivi. Trova così una conferma la proiezione al 2100 della riduzione di un terzo del ghiaccio mondiale, di quasi tutto il ghiaccio alpino, e dell'innalzamento del livello del mare fino a 1 metro se le emissioni continuassero al ritmo attuale.  Oltre agli aspetti naturali ed ecologici, il rapporto considera gli impatti su pesca, turismo, economia, salute, cultura e credenze locali. Ecco una guida ragionata al monumentale rapporto basata sulla sintesi di Carbon Brief.

Il rapporto speciale dell'IPCC su oceani e ghiacci (Special Report on the Ocean and Criosphere in a Changing Climate) è frutto di un lavoro gigantesco compiuto da 107 scienziati che hanno considerato 6.981 pubblicazioni e 31.176 commenti provenienti da revisori e governi di 80 paesi. Rispetto ai precedenti rapporti IPCC aumenta il livello di certezza sugli effetti che subiranno gli oceani in base agli scenari emissivi. Trova così una conferma la proiezione al 2100 della riduzione di un terzo del ghiaccio mondiale, di quasi tutto il ghiaccio alpino, e dell'innalzamento del livello del mare fino a 1 metro se le emissioni contuassero al ritmo attuale.  Oltre agli aspetti naturali ed ecologici, il rapporto considera gli impatti su pesca, turismo, economia, salute, cultura e credenze locali. Ecco una guida ragionata al monumentale rapporto basata sulla sintesi di Carbon Brief.

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Breve storia dell'adattamento

Ghiacciaio del Qooroq (Groenlandia). Il bordo del ghiacciaio si frammenta e crolla. Blocchi di ghiaccio grandi come edifici precipitano ogni giorno. Credits: photo by joxeankoret - Flick. Licenza: CC BY-SA 2.0.

 

Premessa

Oggetto di questo articolo è la storia dell’ascesa delle strategie di adattamento per affrontare il cambiamento climatico. Cominciamo con due dati.

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Cambiamento climatico: trent'anni di IPCC

"Come Hell or High Water", Credit: photo by Michael Pinsky - Flickr - Licenza: CC BY-SA 2.0.

L’Intergovermental Panel on Climate Change, (IPCC) compie trent’anni. Fu infatti costituito nel 1988 da due organismi delle Nazioni Unite: l'Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO) e il Programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente (UNEP) allo scopo di fornire ai governi di tutti i Paesi valutazioni periodiche basate sulle migliori informazioni scientifiche disponibili sul cambiamento climatico, i suoi impatti e le possibili opzioni per la mitigazione e l’adattamento.

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Bologna capitale meteoclimatica

Il progetto del nuovo Data Centre ECMWF a Bologna - Artist's impression - Copyright: gmp von Gerkan, Marg & Partner.

 

La mancata assegnazione dell’EMA a Milano ha mostrato l’importanza che riveste per gli stati membri la possibilità di ospitare centri transnazionali. Al di là del potenziale prestigio, ospitare un'Agenzia europea rappresenta un’opportunità per l’indotto produttivo e per la comunità nazionale di ricerca nel settore.

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Cambiare psicologia per curare il clima

"A rischio di suonare come un disco rotto". Sono queste le parole utilizzate dalla National Oceanic and Atmospheric Administration, l'agenzia federale statunitense che si occupa di meteorologia, quando, un anno fa, dichiarava che la concentrazione globale di anidride carbonica nell'atmosfera aveva superato la soglia critica delle 400 ppm.

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Difendere la biodiversità dal clima che cambia

Frutti di bosco

Le relazioni tra biosfera e cambiamenti climatici sono complesse, per molti aspetti ancora da indagare. Esse comprendono gli impatti delle misure di mitigazione dell’effetto serra. Per esempio, lo sviluppo delle fonti rinnovabili di energia (eolico, fotovoltaico, idro-elettrico, bioenergia), per quanto indispensabili e urgenti per procedere verso la conversione energetica e la decarbonizzazione delle società, può portare una minaccia per la biodiversità, soprattutto in termini di consumo di suolo e degrado di habitat.

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La morte bianca dei coralli

Nel 2016 la Great Reef Barrier australiana ha subito la più grave perdita mai registrata a causa del massivo coral bleaching, il fenomeno che causa la perdita di colore e spesso la morte dei coralli, avvenuto nei mesi di febbraio-aprile. I ricercatori hanno confermato la distruzione del 67% della barriera, per un’estensione di 700 chilometri. “I danni più consistenti hanno riguardato la parte Nord della Great Reef Barrier.

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Artico bollente

Al Polo Nord fa caldo. Oltre 20 gradi centigradi sopra la media del periodo con picchi fino a 33 gradi in alcune aree della Russia artica. Durante il 2016 sono stati via via superati tutti i record precedenti. L’Artico si è ritrovato a fine anno con temperature dell’aria spesso attorno allo 0 con punte di 8°C in una stagione che solitamente presenta temperature ben al di sotto dei -20°C.

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“Ocean Sampling Day”: un'istantanea mondiale della biodiversità marina

I cambiamenti climatici dovuti anche agli interventi antropici stanno avendo importanti ripercussioni sugli ecosistemi oceanici e sulla biodiversità marina.

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I mercanti del dubbio: la disinformazione contro la scienza

Nel 2004 in tutti gli organi di informazione pubblici e privati degli Stati Uniti (ma lo stesso può dirsi per la maggior parte dei paesi europei) il cambiamento climatico era presentato come un’ipotesi ancora non scientificamente verificata; soprattutto, era considerato non provato che esso dipendesse dall’utilizzo di combustibili fossili e, più in generale, dalle attività umane. Per una parte dell’opinione pubblica, è così ancor oggi. 

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Il 2014 è stato davvero l’anno più caldo?

Sembra proprio che gli scienziati non abbiano dubbi: l’anno appena concluso ha fatto registrare le temperature più elevate a livello globale dal 1880, ossia da quando sono disponibili le rilevazioni sulla superficie terrestre.
Lo dicono le analisi indipendenti fatte da NASA, NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) e JMA (Japan Meteorological Agency).

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Clima: ottimi gli impegni presi ma non basta

Gli impegni attuali (stabiliti o annunciati) per ridurre le emissioni di gas serra non sono sufficienti a contenere il riscaldamento globale entro la soglia "critica" dei 2°C.

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Il richiamo di Lima per l’azione sul clima

I lavori della COP20 di Lima si sono chiusi alle ore 1.28 a.m.di domenica 14 dicembre, (ore 7.28 in Italia), con l’approvazione del “Lima Call for Climate Action”.

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Le alluvioni e le politiche del rattoppo

Niente di nuovo sotto il sole, anzi le nuvole ricolme di pioggia. Era il 4 novembre del 1966 quando l’Arno invase Firenze e gran parte della Toscana mentre l’Ombrone sommergeva Grosseto. Né fu solo la Toscana. Anche il Trentino e il Veneto, fra le altre, risentirono pesantemente delle piogge  e dello straripamento dei loro fiumi.
Quella data fa parte della storia dei disastri alluvionali d’Italia, ma non è certo l’unica.

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Il clima dell’IPCC

Manca ormai solo un anno da COP 21, la Conferenza delle Parti che hanno sottoscritto la Convenzione delle Nazioni Unite sui Cambiamenti del Clima, che si terrà a Parigi alla fine del 2015.
È una riunione politica nel corso della quale i rappresentanti di duecento paesi o giù di lì decideranno la politica ecologica ed energetica dei prossimi decenni.
L’obiettivo su cui si discute è se tentare o meno di contenere il previsto aumento della temperatura media del pianeta per il 2100 entro i 2 °C rispetto all’epoca pre-industriale.

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Global warming: “Anche un decimo di grado fa la differenza”

La temperatura della Terra sta aumentando da circa 200 anni. Finora l’aumento è stato di 0.85°C e già si vedono alcuni effetti. Se supererà i 2°C le conseguenze possono essere ancora più gravi e, in buona parte, imprevedibili.

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OCO-2 studierà il respiro della Terra

L’avventura dell’Orbiting Carbon Observatory (OCO) avrebbe dovuto iniziare cinque anni fa, ma il 24 febbraio 2009 il satellite era andato distrutto in fase di lancio per il mancato distacco dal razzo vettore. Anche questa volta, comunque, non tutto è andato per il verso giusto.

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Clima: Impatti, rischi e adattamento nel V rapporto IPCC

Le conseguenze dei cambiamenti climatici mettono a rischio i sistemi naturali ed umani, sono già in corso e, se non si rallentano le emissioni di gas serra, le capacità di adattarsi si riducono con il passare del tempo.

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Da Varsavia - COP19: il futuro è nel 'loss and damage'

"Quello che sta succedendo al mio paese a causa di questo clima [il tifone Haiyan, nda] é follia. Questa crisi climatica é follia. Possiamo fermarla. Qui, a Varsavia." Questo é l'appello (tradotto dall’inglese) che Yeb Sano, il capo negoziatore delle Filippine, ha lanciato durante la sessione di apertura della diciannovesima Conferenza delle Parti (COP19) della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC), attualmente in corso a Varsavia.

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Clima: una strategia di adattamento per l’Italia

Pochi giorni fa il Ministero dell'Ambiente italiano ha presentato la Strategia Nazionale di Adattamento ai cambiamenti climatici, o SNA. La bozza del documento è disponibile in pdf e la procedura di consultazione pubblica online rimarrà aperta fino al 31 dicembre.

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Clima: Perdite e danni, quando adattarsi non basta

In che modo e in quale misura i cambiamenti climatici colpiscono le comunità? Cosa fanno le stesse comunità per prevenire e ridurre i danni? E quali conseguenze non riescono ad evitare? A queste domande ha cercato di rispondere un'edizione speciale della rivista International Journal of Global Warming, pubblicata pochi giorni fa e dedicata interamente al tema “loss and damage”.

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Clima: quattro nuovi scenari e infiniti futuri possibili

Nella prima parte del V Rapporto IPCC diffuso pochi giorni fa, scienziati e climatologi  hanno confermato che il cambiamento climatico è “inequivocabile” e che le attività umane sono la causa principale dell'aumento costante della temperatura globale. L'ampiezza delle prove empiriche e i metodi di ricerca sempre più avanzati lasciano ormai poco spazio ai dubbi (per chi ancora ne avesse), ma, senza nulla togliere al lavoro di raccolta e valutazione svolto dall'IPCC, non è stata una grande sorpresa.

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Il clima cambia ed è colpa dell'uomo

Due aspetti generali su cui noi tutti, scienziati partecipanti al monumentale lavoro di preparazione del 5° Rapporto IPCC, abbiamo convenuto sono che il riscaldamento globale è “inequivocabile” (certezza >99%) e che è “estremamente probabile” (certezza >95%) che le attività umane siano le principali responsabili dell’aumenti della temperatura media osservata dal 1950 ad oggi (+ 0.89 °C).

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Gli scienziati confermano il riscaldamento globale

Alle cinque del mattino di venerdì 27 settembre, a Stoccolma, l’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) ha concluso i lavori del Working Group I e approvato il testo definitivo.

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Le prime voci sul nuovo Rapporto IPCC

La prima parte del V Rapporto dell'IPCC (nome in codice: WGI AR5) uscirà questa settimana. E' frutto del lavoro di 259 esperti, tra autori e revisori di 39 Paesi diversi, che hanno raccolto, analizzato e valutato più di 9200 pubblicazioni sulle basi fisiche della scienza del clima. In sostanza, la sintesi più completa di quello che in futuro potrà accadere nell'atmosfera e sulla superficie terrestre, negli oceani, ai ghiacciai e alle calotte polari.

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Inquinamento e riscaldamento globale: cosa rischiamo?

 Uno studio pubblicato poche settimane fa sulla rivista Environmental Science & Technology1 ha dimostrato scientificamente per la prima volta la diretta relazione fra inquinamento urbano e densità di popolazione. Sembra una banalità ma sono serviti rilevamenti satellitari per permettere agli scienziati della NASA di stabilire il nesso fra numero di abitanti e presenza di biossido di azoto (NO2), in Europa, Stati Uniti, India e Cina. I ricercatori, inoltre, hanno osservato che a parità di popolazione, i livelli di inquinamento variano da regione a regione.

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GetClimate, cambiamenti climatici in un tap

GetClimate è la nuova applicazione del Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (CMCC ). L'app consente di visualizzare le medie mensili delle temperature (°C) e delle precipitazioni (mm/giorno) per il periodo compreso tra il 1976 e il 2005.

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Ma le statistiche del caldo stanno cambiando

Anche quest’anno, le temperature estive elevate hanno portato le polemiche sui toni allarmistici usati da alcuni media che dall’allarme meteorologico traggono visibilità e profitti.

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La sedia a rotelle, una nuova icona per il clima

Di recente, grande scalpore ha suscitato la pubblicazione su Science della ricostruzione delle temperature dell’Olocene (circa gli ultimi 11.000 anni) da parte di Shaun Marcott, Jeremy Shakun, Peter Clark e Alan Mix, dell’università dell’Oregon e Harvard: il graf

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Il rischio, probabilmente...

Solo dal 2009 ad oggi si contano in Italia più di 10 eventi critici, con un bilancio di oltre 70 morti e danni alle infrastrutture dell’ordine delle centinaia di milioni di euro. Dal futuro, per effetto degli impatti del cambiamento climatico, ci si dovrà aspettare probabilmente un aumento della frequenza e dell’intensità di questi eventi che non sarà neanche più scontato definire “estremi”, se per estremo s’intende “fuori dalla norma”. 

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Un viaggio tra i ghiacci e nel tempo

CLAST (CLimate in Antarctica for Sediments and Tectonics) è una app didattica che consente di approfondire le proprie conoscenze sull'Antartide attraverso nozioni di geologia e scienze della terra.

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Cambiamento climatico a Signy Island

“Crowd”, ovvero gente, e “outsourcing”, cioè l’esternalizzazione di un’attività, accessibile attraverso la fruizione di dati: il crowdsourcing altro non è che una forma di progetto condiviso in una comunità virtuale – wikipedia è l’esempio più popolare di una simile attività opensource.
 Se il progetto prevede poi anche una mappa – una crowdmap, in questo caso - i dati e le informazioni, oltre che open, diventano di più immediata e facile intuizione.

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Clima, l'Europa si prepari

Nel trattato firmato in conclusione della 18esima Comferenza sul Clima dell'ONU in Qatar viene tracciata la strada per la futura sicurezza climatica del Pianeta, di qui al 2020, prolungando di altri 8 anni il patto di Kyoto. Ma il bilancio delle due settimane del COP di Doah non entusiasma, a fronte di numeri che segnalano una sostanziale immobilità di tutti gli stati membri in fatto di tagli alle emissioni inquinanti. Intanto, continuano ad arrivare segnali preoccupanti sugli effetti immediati del riscaldamento globale.

Cosa rischia l'Europa

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Bisogna adattarsi. E in fretta.

Ciò che un tempo era eccezionale ora è normale. Bill McKibben, fondatore di 350.org e scienziato-attivista sul cambiamento climatico, mette in fila una serie impressionante di segnali meteo che indicano come la tendenza al riscaldamento globale e ai connessi eventi estremi sia ormai la “nuova normalità”.

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Ci sono notizie sotto il sole?

Secondo lo State of the Climate Global Analysis recentemente pubblicato dal NOAA - National Atmosphere and Ocean Administration - la temperatura media globale della superficie terrestre per il mese di Maggio 2012 è stato la più calda di mai registrata, con 1.21°C (2.18°F) al di sopra della media (fig.1). Ha anche battuto il record quale il maggio più caldo nell'emisfero del nord, collocandosi subito dopo il record globale di maggio 2010.

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Groenlandia: l'anomalia di luglio

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Il cambiamento climatico colpisce il Mediterraneo

Da una recente ricerca del NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration), sembra che la regione del Mediterraneo sia affetta da una crescente siccitá. Secondo lo studio, tutta la regione sta soffrendo dagli anni '70 di un regime secco che si manifesta con minori precipitazioni durante la stagione invernale, proprio quando le riserve idriche si ricaricano (fig 1). Nell'area si sono verificati 10 degli ultimi 12 inverni piú secchi del pianeta.

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La neve chimica non esiste

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L'incerto futuro del protocollo di Kyoto

Da quando nel 1997 è stato approvato il Protocollo di Kyoto, e ancor di più dopo la sua entrata in vigore nel febbraio del 2005, “Kyoto” è stata una parola che ha accompagnato numerose azioni di enti pubblici o individuali di riduzione delle emissioni; una parola inserita nel nome di organizzazioni e progetti, osservatori, master, sportelli per le aziende, dichiarazioni e impegni concreti. Insomma, una parola simbolo delle politiche sul clima.

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Clima, tempeste e alluvioni

Le disastrose alluvioni a Genova e nel Levante ligure rendono legittima la domanda che riecheggia nei media: l’uomo sta interferendo con la forza della natura, aumentando la frequenza dei fenomeni di precipitazione intensa? Non è una domanda nuova: negli Stati Uniti è stata asp

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Cosa dice la chiesa sul cambiamento climatico?

Agli inizi del 2007, quando John Brockman, curatore del forum scientifico Edge, si rivolse a illustri scienziati, scrittori, filosofi e artisti chiedendo loro What are you optimistic about and why?, alcuni non disdegnarono di affrontare le questioni del clima e dell’energia, fonte generalmente  di preoccupazione più che di ottimismo.

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Circe racconta come cambierà il Mediterraneo

Uno scenario dettagliato degli impatti del cambiamento climatico sugli ecosistemi e le società dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo: ecco a cosa tende il progetto europeo Circe che si è concluso a Roma (23-25 maggio) con una conferenza finale gremita di ricercatori provenienti da Paesi europei, nordafricani e del Medio Oriente.

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L’energia nucleare non è indispensabile

 La tragedia del terremoto e dello tsunami che ha colpito il nord del Giappone, e i conseguenti danni alla centrale nucleare di Fukushima-I hanno ravvivato il dibattito sull’uso dell’energia da fissione nucleare. Le conseguenze sono ancora da accertare ma l’incidente sembra destinato a frenare le prospettive di sviluppo di queste opzione tecnologica.

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Chi ha ragione sul cambiamento climatico?

In un recente articolo apparso sulla rivista scientifica Climate Change, il noto climatologo americano Richard Somerville ha commentato quale sia la percezione del pubblico riguardo al cambiamento climatico. Dopo il climategate e le polemiche sull'IPCC dello scorso anno, in effetti l'opinione pubblica è molto disorientata. Sui media posizioni scettiche/negazioniste sulla componente antropica del cambiamento climatico si disputano la scena con posIzioni che invece danno per consolidato la "realtà" del riscaldamento globale per mano dell'uomo.

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Clima di paura

La tempestiva traduzione in italiano del primo libro di James Hansen (Tempeste, Edizioni Ambiente, 2010) non mancherà di rinfocolare le polemiche fra climatologi caldi, tiepidi e freddi. Hansen appartiene certamente alla prima schiera, sostenendo che non sia più tempo di chiedersi se ci saranno disastri a seguito del riscaldamento globale, ma quando si verificheranno.

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A Cancun si premia la modestia

Dopo essere stato bistrattato e molto ignorato, il 16esimo vertice delle parti della convezione UN sui cambiamenti climatici, appena conclusosi a Cancun, sembra abbia riscosso un successo decisamente superiore alle aspettative. Gli applausi vanno soprattutto agli organizzatori, e in particolare alle doti diplomatiche del ministro degli esteri messicano Patricia Espinosa, che ha creato consenso fra i tanti paesi, con la sola esclusione della Bolivia.

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Sul clima sono un ottimista catastrofico

Esistono persone che si dichiarano refrattarie alle logiche della matematica ma sentenziano sull’ambiente. Già nel 1623 Il Saggiatore ha provato a spiegare che il libro della natura

«è scritto in lingua matematica, e i caratteri son triangoli, cerchi, ed altre figure geometriche, senza i quali mezi è impossibile a intenderne umanamente parola; senza questi è un aggirarsi vanamente per un oscuro laberinto»

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Tanto allarme per nulla?

Il livello di polveri giunto sui cieli italiani è davvero poco rilevante e non preoccupante. L'emergenza in Italia è stata creata per mancanza di informazioni e di stazioni di rilevamento in alta quota che avrebbero potuto misurare la situazione con maggior precisione". La grave accusa viene lanciata dal Consiglio nazionale delle ricerche che, grazie agli strumenti del Laboratorio sul Monte Cimone, monitora le polveri in alta quota.

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Cambiamenti climatici in Italia: cosa sappiamo veramente?

Come cambierà il clima in Italia? Con quali conseguenze per il paese? Noncuranti delle polemiche dei “negazionisti climatici”, se lo sono chiesti un centinaio di scienziati italiani che lavorano a diverso titolo sul cambiamento climatico – dalla fisica dell'atmosfera all'economia. Ne è sortito un volume di 590 pagine che è a tutti gli effetti l'equivalente del Rapporto dell'IPCC per l'Italia.

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Il dibattito sulle cause di un cambiamento

La posizione "ufficiale" della Scienza al riguardo delle cause che hanno provocato i recenti aumenti di temperatura registrati nel nostro Pianeta è espressa da un'ampia Commissione (IPCC) patrocinata dalle Nazioni Unite. Secondo questa commissione, responsabile principale o unico di tale evento sarebbe l'"effetto serra" provocato dall'aumento di CO2 immesso in atmosfera in seguito all'impiego di combustibili fossili (carbone, petrolio, metano) destinati alla produzione dell'energia necessaria a sostenere lo sviluppo economico dei Paesi industrializzati o in via di sviluppo. Ci sarebbe, dunq

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La bugia, anche nella scienza, è vizio antico

Qualunque fossero i veri obiettivi dell’azione di pirateria telematica che violando i computer della University East Anglia (Gran Bretagna)  ha reso pubbliche centinaia di e-mail di alcuni noti studiosi dei cambiamenti climatici,  la credibilità di questi ultimi ne risentirà a lungo. Si tratta, com’è  noto, di autorevoli esponenti del gruppo che attribuisce alle attività umane e ai gas serra il cosiddetto riscaldamento globale.

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Ci vuole trasparenza totale sul clima

Quella che ha destato più sospetti è forse l’e-mail battuta al computer nel 1999 da Phil Jones, ricercatore della Climate Research Unit della University of East Anglia di Norwich, al suo collega americano Michael Mann, della Penn­sylvania State University: ho utilizzato un “trick” – scriveva ‘inglese – per nascondere la diminuzione registrata in alcune serie di temperature.

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Ecco cosa bolle nella pentola del pianeta Terra

I fattori che regolano il clima seguono differenti scale temporali. Possiamo distinguere quelli che hanno condizionato il clima dalla formazione della Terra fino a circa 600 milioni di anni fa dai fattori rilevanti in epoche successive. All'origine il clima era legato alla intensa attività vulcanica, in parte dovuta all'urto con corpi celesti nel sistema solare in via di stabilizzazione gravitazionale e al sollevamento dei primi continenti. di GUIDO BARONE

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Energia: il problema dei problemi

L’astronave Terra

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L'insegnamento del passato

Di fronte al cambiamento climatico in corso, così come presentato dalle osservazioni e misure, estese ormai a tutto il globo, viene spontanea la domanda se si tratti di qualcosa di nuovo o non piuttosto di un fenomeno già prodottosi nel passato, ed anche più volte. E’ infatti noto dagli studi geologici che il clima terrestre, nel passato, è più volte variato da condizioni glaciali molto più fredde a condizioni più calde delle attuali. di GIUSEPPE OROMBELLI

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Le foreste “mangiano” davvero la CO2?

Grazie alla fotosintesi gli alberi sono in grado di assorbire l'anidride carbonica (CO2) atmosferica e di "fissarla"  nel legno, che è composto per circa il 50% di carbonio. La capacità fissativa è riconosciuta anche dal protocollo di Kyoto che ammette l'utilizzazione delle foreste quale strumento per cercare di rallentare l'aumento della concentrazione di CO2 in atmosfera. Le foreste quindi, si configurano come strumenti di mitigazione (non di riduzione) delle emissioni.

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Glaciazione da ossigeno

Se il riscaldamento globale di oggi è provocato dall'incremento della concentrazione atmosferica di anidride carbonica, anche la prima glaciazione potrebbe essere stata provocata da un suo brusco aumento. Lo sostiene un team internazionale di geologi, i quali, studiando rocce provenienti dal Sud Africa, hanno dimostrato come il fenomeno della prima grande ossigenazione dell'atmosfera terrestre, avvenuta circa 2,3 miliardi di anni fa, abbia coinciso dal punto di vista temporale con l'inizio della prima grande glaciazione, di cui non si conosceva finora la causa.

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«China is green», says Lu Yongxiang of the Chinese Academy of Sciences

Luca Carra interviews Lu Yongxiang, the current President of the Chinese Academy of Sciences.

China is the first contributor to the CO2 global emissions and one of the most polluted countries in the world. For some International agencies, the pollution in Chinese industrial and urban districts in China is out of control. What is your opinion? Which are the strategies to manage this emergency?

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La Cina è verde, parola di accademico

Parla per la prima volta, a margine del convegno di Roma sui G8 delle scienze (26-27 marzo 2009), il presidente dell'Accademia delle scienze cinese Lu Yongxiang, che rivendica i passi avanti in campo ambientale compiuti dal gigante asiatico.

di LUCA CARRA

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Cambiamento climatico: un problema urgente

Che il cambiamento climatico sia un problema urgente e in larga misura drammatico ormai non sfugge quasi più a nessuna persona razionale e in buona fede. Sir David King – professore di fisica a Cambridge - è uno degli scienziati che più si sono prodigati sia per attirare l’attenzione dei politici sull’argomento, rivestendo importanti cariche per conto del governo inglese, sia per contribuire alla ricerca di soluzioni.