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Covid-19/

Alessandro Marinaccio

Dopo la laurea in Scienze Statistiche all’Università “Sapienza” di Roma, si è specializzato in ricerca operativa e teoria delle decisioni. Ha insegnato statistica medica nella stessa università. Attualmente è primo ricercatore presso l’Inail, dove dirige il laboratorio di epidemiologia. Si occupa di sorveglianza delle malattie professionali, in particolare di quelle amianto correlate, ed è membro del Collegium Ramazzini.

Covid-19: segnali di rallentamento

Con i molti limiti di un modello epidemiologico, e considerato anche che siamo nel pieno di una crescita esponenziale del fenomeno, si può tentare di verificare se, per territorio e per periodo temporale, le curve epidemiche mostrino andamenti diversi e darne un accenno di interpretazione. A oggi non siamo in vista del picco delle curve, ma forse in vista del flesso del ritmo di crescita.

Con l’attuale disponibilità di dati, è possibile misurare possibili andamenti significativi dell’epidemia per territorio e periodo temporale? Rispondere è difficile per molte ragioni. In primo luogo perché i dati disponibili si riferiscono a un periodo temporale insufficiente. In premessa deve essere considerato che naturalmente le misure restrittive hanno un effetto che è differito nel tempo, che dipende dai comportamenti sociali e che è complesso isolare statisticamente, soprattutto con una disponibilità di dati limitata.