Covid-19/

Valentina Rapozzi

È professoressa associata di Biochimica all’Università di Udine. La sua attività scientifica s’inquadra nell’area sperimentale antitumorale con ricerche condotte sia in modelli in vitro che in vivo con particolare riferimento allo studio a livello molecolare dei meccanismi d’azione di nuove molecole. Diversi sono i temi di ricerca affrontati durante la carriera scientifica all’interno di Progetti AIRC e PRIN: (i) Studio dell’attività di farmaci antitumorali in topi portatori di tumori maligni e degli effetti di stressori psicologici sulla disseminazione metastatica; (ii) modulazione farmacologica delle risposte antitumorali dell’ospite in corso di terapia antitumorale; (iii) oligonucleotidi e strategie molecolari per lo studio e il controllo della proliferazione neoplastica;(iv) strategie di silenziamento di geni legati allo stress ossidativo in epatociti. Dal 2006 si occupa dello studio della terapia fotodinamica, focalizzando l’attenzione allo studio di nuove molecole fotoattivabili e ai meccanismi molecolari coinvolti nella risposta dell’ospite al trattamento. L’attività di ricerca è testimoniata da 70 pubblicazioni scientifiche e numerose partecipazioni a convegni nazionali ed internazionali. Dal 2018 è Presidente della Società Italiana di Fotobiologia.

La luce ultravioletta può far male al virus (ma anche alle persone)

L’irraggiamento con radiazione ultravioletta per combattere il SARS-CoV-2 negli ambienti è un’idea valida e condivisibile tra gli scienziati, e merita di essere approfondita. E’ però necessario specificare che la radiazione dev’essere del tipo UV-C, e precisamente ad una lunghezza d’onda di 207-222 nanometri. Inoltre bisogna considerare che l’efficacia e la mancanza di rischio per la salute umana dipende dall’intensità e durata dell’esposizione. Le radiazioni ultraviolette (non soltanto l’UV-C) sono potenzialmente pericolose per gli esseri umani e devono essere utilizzate solamente sotto stretto controllo di personale esperto.
Nell'immagine: UV Light in a photography studio (Robertgombos, Wikimedia).

In un articolo pubblicato sulla rubrica Scienze di Repubblica il 30 Aprile scorso, intitolato “La luce (ultravioletta) può far male al virus”, Marco Tedesco descrive la ricerca del gruppo del Prof. Brenner della Columbia University Medical Center di New York.