Siamo uomini o robot?

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Due eventi organizzati casualmente in contemporanea, il Consumers Electronics Show (CES 2013) a Las Vegas e la mostra Tech me to the future a Mosca, hanno rilanciato il tema del ruolo della tecnologia nella nostra vita, in particolar modo il suo impatto sulla possibilità di prevenire le conseguenze di alcune nostre cattive abitudini, come l'abuso di alcol e di cibo, o addirittura di sostituirsi all'uomo nell'espletamento di azioni quotidiane.

Fra i gadget più curiosi ma anche di più facile utilizzo esposti alla manifestazione statunitense, gli utensili da tavola dotati di sensori di velocità e accelerazione: forchette e cucchiai che monitorano il ritmo con cui mangiamo e che emettono una vibrazione silenziosa per allertarci qualora tale velocità sia troppo alta, quindi dannosa ai fini di una buona e corretta digestione. Le informazioni raccolte dalle posate intelligenti possono essere salvate su computer mediante collegamento USB oppure attraverso un sistema di sincronizzazione via Bluetooth, permettendoci addirittura di condividere online i dati relativi alla nostra alimentazione. La versione più semplice di forchetta e cucchiaio high tech potrebbe essere disponibile in commercio a meno di 100 dollari già quest’anno, mentre per il modello dotato di tecnologia Bluetooth dovremo aspettare il 2014 e un costo certamente maggiore.

Ultimamente assistiamo alla proliferazione di gadget messi a punto per controllare il peso e per tenere traccia dell'attività fisica praticata. Ogni morso, ogni sorso d'acqua, ogni passo, ogni balzo viene misurato e analizzato direttamente sui nostri smartphone. Al di là della evidente utilità per alcune categorie specifiche (per esempio gli atleti, leggi qui), appare esagerato lo sforzo di registrare ogni caloria persa o acquisita. Negli USA, dove la piaga del sovrappeso è una vera ferita sociale con drammatici risvolti sanitari ed economici, alcuni produttori di dispositivi per il rilevamento di attività fisica e calorie assunte stanno prendendo in considerazione la possibilità di proporre i propri prodotti a compagnie assicurative e ad aziende, al fine di monitorare ed incentivare pazienti e impiegati in continua lotta per mantenere una copertura sanitaria sufficiente. Viene spontaneo chiedersi se esista davvero una necessità per questo tipo di congegni e se non ci si stia spingendo un po' troppo oltre.

Assai più interessante e certamente molto utile appare una delle invenzioni presentate alla manifestazione dedicata alla promozione delle eccellenze della produzione italiana in Russia, conclusasi il 6 gennaio scorso. Si tratta del sistema Angel o Analyser Gas Expiratory Level, un dispositivo messo a punto dal chirurgo Gianfranco Azzena e dall'ingegner Antonio La Gatta per impedire la guida di una autovettura in stato di ebbrezza. Il congegno blocca l'avvio della macchina rilevando il tasso alcolico della persona al volante, senza che questi debba volontariamente sottoporsi ad alcun test. Basta sedersi alla postazione di guida e il sistema analizza il nostro respiro ogni 10 secondi, senza la possibilità di barare o alterare la rilevazione. Se il tasso alcolico e' superiore a quello tarato, il motore non si accende. Il dispositivo può essere installato su vetture private come su mezzi pubblici e se unito ad un rilevatore GPS permette anche un monitoraggio più generale su posizione, velocità e possibili infrazioni al codice stradale. Una invenzione tutta italiana, davvero preziosa, soprattutto perché ad oggi non conosciamo esattamente il numero degli incidenti provocati dall'alcol. Esistono solo stime approssimative e datate. Per questo, l'Istat ha deciso di istituire un gruppo di lavoro dedicato a rivedere completamente il sistema di approvvigionamento dei dati che ancora non garantisce una valutazione reale del fenomeno dei sinistri legati all'abuso di alcol. Per quanto oramai si osservi in modo stabile un deciso trend in diminuzione del tasso di mortalità, gli incidenti stradali continuano a rappresentare una priorità di sanità pubblica per gli esiti letali che determinano, per le disabilità permanenti e per il costo sociale, sanitario ed economico ad essi attribuibili. Dobbiamo ancora lavorare molto per modificare i comportamenti alla guida che hanno un peso di circa il 70% nella determinazione degli incidenti. Nel 2010 in Italia, ogni giorno si sono contati 579 incidenti con 11 morti e 829 feriti. Il calo degli incidenti nel decennio 2001-2010 è ancora lontano dall’auspicato obiettivo -50%, indicato dall’UE. L'Italia si colloca al 14° posto in Europa, che sul podio dei migliori vede Francia, Spagna e Lussemburgo.

Al di là di brevetti geniali come Angel, certamente occorre una maggiore attenzione al fattore umano e all'educazione a comportamenti sani e corretti, per contrastare anche quelle violazioni e quelle pratiche pericolose per se' e per gli altri che l’elettronica non può prevenire.

Sempre all'interno di Tech me to the future, nei giorni scorsi, gli inventori italiani hanno presentato anche I-Cub, un robot umanoide progettato dall'Istituto italiano di tecnologia di Pisa per valutare e correggere i propri errori. Ha le dimensioni di un bambino di quattro anni e 53 motori, è in grado di riconoscere, seguire e afferrare gli oggetti e riesce ad apprendere dal comportamento umano, arrivando ad avere capacità cognitive paragonabili a quelle di un bambino. Fra gli altri progetti presentati a Mosca e realizzati dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa spiccano Hand Exos, l’esoscheletro della mano che replica le sensazioni tattili percepite durante la manipolazione di oggetti, DustBot, il robot che raccoglie rifiuti veri e interagisce con l’uomo, progettato per svolgere il servizio di raccolta differenziata porta a porta “on demand”, e REKNOdrive, il primo auto-pilota modulare in grado di dotare un generico veicolo elettrico di capacità di navigazione autonoma. Su questo stesso tema, anche al CES 2013 si è parlato molto di dispositivi in grado di sostituire l'uomo al volante, parzialmente (ad esempio per certe manovre o in un ingorgo) o del tutto. Google, Audi e Toyota promettono di rivoluzionare la nostra esperienza al volante entro i prossimi 10 anni grazie a tecnologia a infrarossi, telecamere, radar e altro.

Quello che dobbiamo augurarci non venga mai sostituito del tutto dalla tecnologia è la capacità e la volontà di restare vigili e responsabili, di noi stessi e del prossimo.

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