Covid-19/

Guido Silvestri

Senigalliese, medico, è professore ordinario e direttore del dipartimento di Patologia Generale e Medicina di Laboratorio alla Emory University di Atlanta (USA), dove dal 2010 detiene anche il prestigioso titolo di Georgia Research Alliance Eminent Scholar. Da quasi venti anni dirige un laboratorio di ricerca specializzato nello studio dell’infezione da HIV, di cui è considerato uno dei massimi esperti al mondo. Editor di Journal of Virology, la più vecchia e più citata rivista di virologia, è autore di 256 pubblicazioni scientifiche. Con Rizzoli ha pubblicato “Il virus buono” (2019) e "Ricominciare dalla scienza" (2020).

(Immagine: Di Brunocaccia - Opera propria, CC BY-SA 4.0)

“Contagiati non vuol dire malati”? La lezione del virus dell’AIDS

Cosa possiamo imparare dalla conoscenza accumulata sull'infezione da HIV che possa essere utile per affrontare meglio la sfida di SARS-CoV-2? E che lezione possiamo trarre da un virus  che alcuni consideravano un fattore d'innesco (ma non la causa) della malattia - una posizione assimilabile all'espressione usata in questi giorni, "contagiati non vuol dire malati"?

Crediti immagine: Medico foto creata da freepik - it.freepik.com

Erroneamente si parla spesso di “intelligenza del virus” o “strategia del virus” per descriverne le caratteristiche peculiari di trasmissione, patogenesi ed evoluzione in seguito all’accumulo di mutazioni che, tra altre proprietà, ne favoriscono la sfuggita al controllo del sistema immunitario o di farmaci antivirali. In realtà, i virus non sono dotati di “intelligenza”, ma sono il frutto di una selezione biologica che ne definisce le proprietà peculiari.