fbpx Francesco Barone Adesi | Science in the net
Covid-19/

Francesco Barone Adesi

Francesco Barone Adesi è Professore Associato di Igiene presso l’Università del Piemonte Orientale. I suoi principali interessi di ricerca includono la valutazione di impatto di interventi di Sanità Pubblica, l’epidemiologia occupazionale e ambientale, la farmacoepidemiologia e i metodi statistici applicati all’epidemiologia. Collabora con il CRIMEDIM – Research Center in Emergency and Disaster Medicine, Università del Piemonte Orientale. 

Pandemia: una nuova normalità

Da alcune settimane stiamo assistendo di nuovo a un brusco aumento dei contagi in Italia, in modo sostanzialmente simile a quanto osservato in altre nazioni europee. La seconda ondata, temuta ed evocata come inevitabile da diverse fonti, sembra essere arrivata e lo spettro di un nuovo lockdown si delinea all’orizzonte. Il quadro attuale richiede di prendere rapidamente delle decisioni importanti, ma sarebbe un errore limitarsi a una gestione della situazione contingente. Vi sono infatti elementi a medio-lungo termine associati alla pandemia che sono di portata anche più ampia della diffusione di contagi che l’Italia e l’Europa stanno attualmente affrontando.

Immagine: Pixabay License.

La pandemia non si sta esaurendo e l’immunità di gregge è lontana

Al contrario di quanto prospettato da alcuni ricercatori durante i mesi estivi, il virus mantiene la sua capacità di contagiare e uccidere.

Un piano per reggere a lungo con le terapie intensive

Unità di cura intensiva, Saint Martin's General Hospital, Mechelen, Belgium (Wikimedia).

Da quando l’epidemia di COVID-19 si è abbattuta sull’Italia, diversi studi hanno cercato di valutare i suoi effetti sanitari immediati. Il più ovvio è l’aumento della mortalità, che scopriamo ogni giorno andare ben oltre quanto riportato dai numeri ufficiali [1]. Resta invece ancora poco studiato l’effetto che il notevole carico assistenziale dovuto a questa epidemia potrà avere sulla tenuta del SSN nel medio e nel lungo periodo. In particolare, il numero crescente di pazienti che necessitano di un trattamento in terapia intensiva desta molta preoccupazione.