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Etica della ricerca

Quanti equivoci sulla sperimentazione animale!

Gli argomenti degli animalisti contrari alla sperimentazione animali usano essenzialmente tre argomenti: a) la sperimentazione animale non serve, b) gli animali con cui i ricercatori lavorano soffrono molto, c) ci sono metodi alternativi alla ricerca biomedica che non richiedono l’uso di animali. Giacomo Rizzolatti risponde a ciascuno di essi. Pubblichiamo qui il suo editoriale apparso il 4 febbraio sulla Gazzetta di Parma.
Crediti immagine: Rama/Wikimedia Commons. Licenza: CC BY-SA 2.0 France

Esistono persone che credono che la terra sia piatta, altri che sia imminente un’invasione di alieni, altri che la sperimentazione animale non serva. Le prime due categorie di “terrapiattisti” sono delle brave, ingenue persone. La terza categoria no. Gli appartenenti a questa categoria si sentono giustificati dalla loro ideologia a compiere atti di violenza.

Nel Milleproroghe c’è anche la sperimentazione animale

Tra le "mille proroghe" del decreto legge c'è anche quella della norma italiana sulla sperimentazione animale, che recepisce la direttiva europea ma escludendo l’impiego di animali per le sostanze d’abuso e gli xenotrapianti. Ma è davvero possibile, a oggi, escludere gli animali non umani da questi due ambiti di ricerca?  E come possono impegnarsi i ricercatori italiani, per esempio su un progetto europeo che iniziasse ora e della durata di quattro anni, se nel 2021 la sperimentazione animale su sostanze d’abuso o xenotrapianti diventasse fuorilegge?
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Si avvicina la data in cui il decreto legge “Milleproroghe” verrà convertito in legge dal Parlamento italiano. Fra queste mille c’è anche la proroga al primo gennaio 2021 dell’applicazione della norma italiana1 che ha recepito la direttiva europea in tema di sperimentazione animale2, escludendo però l’uso di animali per le sostanze d’abuso e gli xenotrapianti. Di proroga in proroga, i nostri ricercatori hanno potuto continuare in questi cinque anni ad avvalersi di modelli animali anche per questi due ambiti non secondari.

Animalismo e pallottole

La sperimentazione sugli animali è un tema fortemente divisivo da tempo, ma in questo periodo particolarmente sentita a causa del progetto torinese che impiega i macachi per studiare il blindsight. I ricercatori che conducono lo studio hanno subito insulti e minacce, tra cui una lettera accompagnata da un proiettile. Enrico Bucci e Gilberto Corbellini, che hanno riflettuto sulla vicenda in un articolo pubblicato da Il Sole 24 Ore, rispondono ora alle critiche suscitate, e in particolare a quella del filosofo Leonardo Caffo, pubblicata dalla LAV. Ricordando che, in conclusione, nella sua massima parte la sperimentazione animale è ancora, purtroppo, irrinunciabile.