Covid-19/

Proteste e salute mentale: il caso di Hong Kong

Tempo di lettura: 2 mins

Secondo un'indagine pubblicata su The Lancet, l’11,2% degli adulti di Hong Kong soffre di sintomi depressivi e il 31,6% manifesta i sintomi del disturbo da stress post-traumatico. L’analisi prende in esame il decennio 2009-19, evidenziando la diversa prevalenza di sintomi depressivi e di PTSD in periodo di pace e durante due ondate di proteste (2014 e 2019) e combinando i risultati con i dati sull’età, l’istruzione e il livello socio-economico del campione.
Nell'immagine: manifestazione del 9 giugno 2019 a Hong Kong. Crediti: Hf9631/Wikimedia Commons. Licenza: CC BY-SA 4.0

Un’indagine sulla salute mentale della popolazione di Hong Kong nel decennio 2009-2019, pubblicata su The Lancet, ha analizzato la salute mentale dei cittadini e i fattori di rischio associati allo sviluppo di sintomi depressivi e di disturbo da stress post-traumatico (PTSD). Il quadro che emerge è che a oggi, nell’isola cinese, l’11,2% degli adulti soffre di sintomi depressivi e il 31,6% manifesta i sintomi del disturbo da stress post-traumatico.

Numeri che corrispondono a un aumento di 590 mila adulti con sintomi depressivi e di 1,9 milioni con sintomi di PTSD e che assumo ancora più rilevanza se comparati con quelli degli anni precedenti: nel 2009 i sintomi depressivi interessavano l’1,9% della popolazione esaminata mentre, nel 2014, subito dopo la Rivoluzione degli ombrelli, la prevalenza di sintomi di PTSD era del 4,9% (scesa al 2,1% l’anno seguente). Dati importanti perché l’analisi di un intero decennio evidenzia la diversa prevalenza di sintomi depressivi e di PTSD in periodo di pace e durante due ondate di proteste (2014 e 2019). Se infatti la Rivoluzione degli ombrelli del 2014 è stata una campagna di disobbedienza civile non violenta che si è protratta per 79 giorni, le proteste iniziate nel 2019 hanno visto un’escalation che ha già portato a 2 decessi, oltre a una forte repressione da parte della polizia attraverso l’uso di gas lacrimogeni e proiettili di gomma, e l’arresto di quasi 6000 persone.

Oltre a tracciare una panoramica sullo stato della salute mentale dei cittadini, lo studio combina i risultati con i dati sull’età, l’istruzione e il livello socio-economico del campione. Ne risulta che l’uso dei social media per più di due ore al giorno (soprattutto quelle legate alle proteste come Telegram e LIHKG) è associato a probabile depressone e sospetta PTSD, mentre il supporto familiare è un fattore protettivo contro l’insorgenza dei sintomi depressivi.

È inoltre interessante notare che circa un quinto delle persone con sospetto PTSD si dicono preoccupate di possibili ripercussioni sulla privacy e alcuni hanno evitato di rivolgersi al personale sanitario per paura che la confidenzialità del rapporto medico-paziente fosse compromessa.

In quadro che emerge è che, a Hong Kong, 1 adulto su 5 manifesta sintomi depressivi o di PTSD, valori simili a quelli che si rilevano durante eventi come i conflitti armati, disastri su larga scala o gli attacchi terroristici. L’elevata prevalenza di sintomi depressivi e di sospetto PTSD potrebbe comportare un deterioramento delle capacità familiari e lavorative delle persone coinvolte e tradursi, in ultimo, in maggiori costi economici. Per questo motivo, gli autori dello studio raccomandano che in futuro, la sorveglianza e il monitoraggio continuo delle conseguenze per la salute derivanti da gravi disordini sociali, diventino routine.

 

Aiuta Scienza in Rete a crescere. Il lavoro della redazione, soprattutto in questi momenti di emergenza, è enorme. Attualmente il giornale è interamente sostenuto dall'Editore Zadig, che non ricava alcun utile da questa attività, se non il piacere di fare giornalismo scientifico rigoroso, tempestivo e indipendente. Con il tuo contributo possiamo garantire un futuro a Scienza in Rete.

E' possibile inviare i contributi attraverso Paypal cliccando sul pulsante qui sopra. Questa forma di pagamento è garantita da Paypal.

Oppure attraverso bonifico bancario (IBAN: IT78X0311101614000000002939 intestato a Zadig srl - UBI SCPA - Agenzia di Milano, Piazzale Susa 2)

altri articoli

Pollution and Covid. Two vague clues don't make an evidence

In these days, newspapers and television programs (and the web, of course) are giving space to a statement by the Italian Society of Environmental Medicine (SIMA) announcing important discoveries on the link between airborne particulate matter and Coronavirus, even describing them as important for the decisions to be taken in the coming weeks.