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Covid-19/

Angelo Moretto

Professore Ordinario di Medicina del Lavoro (tossicologia industriale), Dipartimento di Scienze Biomediche e Cliniche, Università degli Studi di Milano, e Direttore del Centro Internazionale per gli Antiparassitari e la Prevenzione dei Rischi Sanitari, ASST Fatebenefratelli Sacco, Ospedale “Luigi Sacco”, Milano, Italia. Fra i suoi interessi: la valutazione del rischio da esposizioni a sostanze chimiche, compresi studi meccanicistici sperimentali, con specifico interesse per prodotti fitosanitari e loro metaboliti, ed esposizione combinata a prodotti chimici ambientali e professionali; uso di approcci in silico e in vitro per l'identificazione e la caratterizzazione dei rischi; collaborazione con epidemiologi per l'applicazione del framework epi-tox. Autore di oltre 100 articoli sulla tossicologia e tossicologia del lavoro, con un h-index di 28.

Costi e limiti della precauzione suggerita da un discutibile report scientifico

Il Rapporto "Valutazione di politiche di riapertura utilizzando contatti sociali e rischio di esposizione professionale”, che ha ispirato l'approccio del Governo alla Fase 2, è basato su scenari molto improbabili quando non inverosimili. Sarebbe invece opportuno considerare scenari realistici per non dare luogo con misure troppo restrittive a conseguenze socio economiche drammatiche e non comprimere ulteriormente i diritti fondamentali. Un'analisi dell'economista Giovanni Dosi, gli epidemiologi Carlo La Vecchia e Angelo Moretto e il giurista Gian Luigi Gatta. 
Nell'immagine, Installazione di Dan Flavin, Villa Panza, Varese. Foto di Renata Tinini.

Vorremmo esprimere, da prospettive diverse – quella dello scienziato, dell’economista e del giurista – alcune considerazioni sul Rapporto “Valutazione di politiche di riapertura utilizzando contatti sociali e rischio di esposizione professionale”[1] che presenta la valutazione dei rischi di diffusione epidemica per la malattia Covid-19 associata a diversi scenari di lockdown.