Covid-19/

Emilio Maestri

Si è laureato con lode in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Parma nel 1979. Presso la stessa Università nel 1982 e nel 1985 ha ottenuto le specializzazioni in Endocrinologia e in Patologia della riproduzione umana. Dal 1982 al 2002 ha svolto il mandato di Medico di Medicina Generale continuando a coltivare gli studi in Endocrinologia e svolgere attività tutoriali in iniziative di didattica e animazione in area medica. Nel 1995 ha contribuito a fondare il Centro di Valutazione dell’Efficacia della Assistenza Sanitaria (CeVEAS) in Modena dove ha operato sino al 2014 sviluppando programmi per l’elaborazione e l’implementazione di Linee Guida per la formazione indipendente di Medici e Farmacisti, e partecipando a lavori di analisi di farmacoepidemiologia a livello regionale e nazionale. Dal 2003 al 2018 è stato endocrinologo presso l’Ospedale di Guastalla, dove si è occupato dello sviluppo di modalità innovative nell’erogazione di prestazioni nella diagnosi e nel follow-up delle tireopatie nodulari. Attualmente collabora con l’Unità di Governo Clinico dell’Azienda USL – IRCCS di Reggio Emilia e svolge attività di consulenza nella programmazione e realizzazione di iniziative di informazione presso Enti ed Agenzie sanitarie. È autore di circa 30 pubblicazioni peer-reviewed. Si interessa di: estrazione e analisi di dati di prescrizione di indagini diagnostiche e utilizzo di farmaci, elaborazione di supporti finalizzati alla applicazione della EBM e critical appraisal della letteratura biomedica finalizzato al trasferimento dei contenuti nella pratica

Vitamina D e Coronavirus: non prove ma solo ipotesi

Un video su Facebook, annunci della stampa, teorie che giungono perfino sulle soglie del British Medical Journal, a sostenere l'importanza della vitamina D nel contrastare Covid-19. Ma le prove scientifiche sono scarse, o meglio assenti.
Crediti immagine: Beverly Buckley/Pixabay. Licenza: Pixabay License

Si riaccendono i riflettori sulla vitamina D nel pieno della tempesta emotiva scatenata dal Coronavirus SARS-CoV-2. La strategia è inconsueta perché – oltre ai soliti ingredienti della manipolazione artificiosa delle basi scientifiche - vengono utilizzati anche metodi di comunicazione meno eleganti ma non meno persuasivi, in momenti di limitazione della vita sociale, con computer e smartphone sempre connessi.