fbpx La sperimentazione animale di Danilo Mainardi | Science in the net

La sperimentazione animale di Danilo Mainardi

Primary tabs

Tempo di lettura: 1 min

Danilo Mainardi (1933-2017) è stato il maestro dell'etologia italiana e una voce importante della divulgazione e della riflessione sul rapporto fra noi e gli altri animali, fino all'impegno protezionista nelle file della LIPU. Intervistato dal cronista di Tempo Medico nel giugno del 1978 (con la copertina di Guido Crepax), Mainardi racconta la sua ricerca nella fase ascendente della sua carriera scientifica, focalizzata sull'etologia sociale, svoltasi all'Università di Parma.

L'articolo - che riproduciamo qui sotto - racconta le "sperimentazioni animali" sui generis che Mainardi con il suo gruppo conduceva, dalle formiche ai topi. Nonché la più romantica etologia da campo sui camosci del Parco nazionale d'Abruzzo, sulle cince e le molte altre specie pedinate nelle loro abitudini con l'amorevole zelo di un Konrad Lorenz.

Nell'intervista a Tempo Medico, che lo consacra nell'entourage medico-scientifico italiano subito dopo il successo editoriale della Intervista sull'etologia (1977) per i tipi della Laterza, Mainardi invita a una grande cautela sulle possibili estrapolazioni del comportamento animale all'uomo, e viceversa. Animale culturale per eccellenza, l'uomo è qualcosa di più di una Scimmia nuda

SaveSave


Scienza in rete è un giornale senza pubblicità e aperto a tutti per garantire l’indipendenza dell’informazione e il diritto universale alla cittadinanza scientifica. Contribuisci a dar voce alla ricerca sostenendo Scienza in rete. In questo modo, potrai entrare a far parte della nostra comunità e condividere il nostro percorso. Clicca sul pulsante e scegli liberamente quanto donare! Anche una piccola somma è importante. Se vuoi fare una donazione ricorrente, ci consenti di programmare meglio il nostro lavoro e resti comunque libero di interromperla quando credi.


prossimo articolo

My Portrait of Anthony Fauci

Anthony Fauci, at 85, has been called to testify before the Senate committee investigating the origins of the Covid-19 pandemic, in what feels like a settling of scores by the very party that, at the time, was recommending chloroquine as a defence. The eminent physician is once again at the centre of controversy, not least for choosing to invoke the Fifth Amendment rather than answer questions. Guido Poli, immunologist at the San Raffaele Hospital and president of Patto Trasversale per la Scienza, who worked with him for many years, recalls in this article Tony Fauci's battles in the history of American and international public health, from AIDS to the pandemic. The image is taken from the footage (public domain) of A. Fauci's hearing on 29 July 2026 before the Senate Homeland Security and Governmental Affairs Committee.

In recent days, Anthony (“Tony”) Fauci has once again become a prominent figure in the international media, and to some extent in Italy as well. As the physician-scientist who has played one of the leading roles in U.S. public health over the past several decades, he became known throughout the world during the darkest days of the COVID-19 pandemic. Having had the privilege and good fortune to work with him from 1986 to 1993, I would like to offer my personal account of the scientist and the man.