fbpx La storia dei terremoti, da Lisbona ad Amatrice | Science in the net

La storia dei terremoti, da Lisbona ad Amatrice

Primary tabs

Tempo di lettura: 1 min

Al Festival della scienza Alessandro Amato, geologo e dirigente di ricerca presso l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), ha tenuto una conferenza sui terremoti partendo dal sisma in centro Italia di questi giorni. Nell'intervista l'esperto spiega perché i sismi non sono prevediibili, e perché si è parlato nei giorni scorsi di magnitudo diverse (6.1 scala Richter, 6.5 magnitudo del momento sismico).

Dopo ogni terremoto c’è qualcuno che lo aveva previsto: i Maya, la zia Santuzza, il cane del vicino. In questa lezione (vedi sotto) Alessandro Amato ci porta in viaggio attraverso le narrazioni dei terremoti e dei tentativi di prevederli, costellate di pochissimi acuti e tantissimi fallimenti. Un'analisi delle narrazioni bizzarre formulate da personaggi pittoreschi ma anche delle teorie di scienziati e filosofi, da Aristotele a Kant, da Lucrezio a Rousseau. Un viaggio tra terremoti e previsioni, dalla Cina alla California, passando per L’Aquila e Amatrice. Amato è autore del libro "Sotto i nostri piedi. Storie di terremoti, scienziati e ciarlatani", (Codice Edizioni 2016).


Scienza in rete è un giornale senza pubblicità e aperto a tutti per garantire l’indipendenza dell’informazione e il diritto universale alla cittadinanza scientifica. Contribuisci a dar voce alla ricerca sostenendo Scienza in rete. In questo modo, potrai entrare a far parte della nostra comunità e condividere il nostro percorso. Clicca sul pulsante e scegli liberamente quanto donare! Anche una piccola somma è importante. Se vuoi fare una donazione ricorrente, ci consenti di programmare meglio il nostro lavoro e resti comunque libero di interromperla quando credi.


prossimo articolo

Italy and Cuba: the right to health is a common founding principle

From Article 32 of the Italian Constitution to Article 72 of the Cuban Constitution, the universal right to health provides the common ground on which Italy and Cuba have built - despite profoundly different political and economic contexts - healthcare systems based on primary care, prevention, and community-based services. These models, while currently facing delays and significant challenges, invite reflection on how the protection of health remains one of the most important indicators of a country's level of civilization, social justice, and the quality of its democracy.

Cover image created with ChatGPT.

Article 32, paragraph 1 of the Constitution of the Italian Republic states that: health is a fundamental and collective right; the Republic guarantees access to care; the right to health cannot be transferred or ceded: it is inalienable and inalienable; it is a universal right, belonging to all, without discrimination; it is a subjective right of the individual; it is irreducible and essential.