Orso Mario Corbino

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Orso Mario Corbino (Augusta, 1876 - Roma,1937), dopo i primi studi a Siracusa, frequenta il liceo a Catania e si laurea in fisica a Palermo nel 1896. Mentre insegna al liceo della medesima città, per cinque anni, continua la sua attività di ricerca e, insieme al suo maestro, Damiano Macaluso, nel 1898 scopre un effetto di magneto-ottica (rotazione anomale della luce polarizzata in un campo magnetico) noto come effetto Macaluso-Corbino.

Nel 1904 si sposta all’università di Messina, dove ha vinto la cattedra in fisica sperimentale, mentre rinuncia alla cattedra elettrotecnica vinta nel medesimo anno a Palermo. Dopo essere  scampato, fortunosamente, al terremoto di Messina del 1908, si trasferisce a Roma per insegnare fisica complementare e dedicarsi agli studi di distorsione dei corpi elastici (di cui Vito Volterra ha elaborato una teoria matematica). Nel 1911 scopre un effetto, oggi noto come effetto Corbino, nel capo della fotoelettricità e poi si dedica alla misurazione del calore specifico dei metalli ad alte temperature, effettuando scoperte ancora una volta rilevanti.

Durante la prima guerra mondiale collabora con l’ufficio “Invenzioni e ricerche” del Ministero della Difesa, occupandosi di esplosivi. Nel 1918 diventa direttore dell’Istituto di Fisica. Nel 1920 è nominato Senatore per meriti scientifici. L’anno dopo è Ministro della Pubblica Istruzione nel governo Bonomi e tra il 1923-24 è Ministro dell’economia del governo Mussolini, pur non essendo fascista.

Grazie alla sua conoscenza del mondo industriale, della politica e della scienza  si fece paladino di una profonda trasformazione e modernizzazione della fisica italiana. Il risultato più importante di questo impegno fu la chiamata a Roma nel 1926 di Enrico Fermi, cui affidò la prima cattedra di fisica teorica nella storia del paese. Ha poi favorito la nascita di un gruppo – noto come il gruppo dei “ragazzi di via Panisperna” dal nome della strada dove aveva sede l’Istituto di fisica – sempre sostenendo Fermi nell’idea di costituire un team di assoluta avanguardia.
Grazie alla protezione di Corbino, il gruppo di Fermi fece di Roma la capitale mondiale della fisica nucleare, almeno tra il 1934 e il 1938. Quando il gruppo fu dissolto, sia a causa delle leggi razziali sia a causa di adeguato sostegno da parte del governo. Ma intanto Corbino era morto, nel gennaio 1937.  
Negli ultimi anni della sua vita era molto interessato alla nascente tecnologia televisiva.

L’attività scientifica di Corbino fu costantemente intramezzata con un vivo interessamento per lo sviluppo dell’industria e per la vita politica. Aveva infatti particolari tendenze e capacità non comuni per le attività industriali, in genere, e in particolare per quelle costituenti l’industria idroelettrica italiana. In questa campo, la sua forte preparazione e il suo equilibrio morale, che di lui facevano un amministratore saggio e prudente, si integravano con la preparazione scientifica, la quale lo metteva in grado di intendere ed approfondire i problemi tecnici dell’industria idroelettrica italiana. Egli, che dalla cattedra aveva iniziato migliaia di allievi ingegneri alla assimilazione della fondamentale tra le scienze preparatorie dell’ingegneria, la Fisica sperimentale, fu, senza laurea, un ottimo «ingegnere» (Giulio Cesare Trabacchi)