Marco Taddia

Insegna Chimica Analitica presso l’Università di Bologna e svolge attività di ricerca presso il Dipartimento di Chimica “Giacomo Ciamician”. Dopo una breve permanenza all'Imperial College of Science and Technology di Londra, si è occupato principalmente di analisi spettroscopica. Interessato alla storia della chimica, ha curato, insieme a Marco Ciardi, la prima versione italiana degli Opuscules di Lavoisier. Collabora con regolarità alla rivista Sapere ed ha scritto anche per il supplemento scientifico del quotidiano La Stampa.

La cooperativa della signora Curie

Pierre e Marie Curie con la figlia Irène. Photo: U.S. National Library of Medicine.

Era il 27 gennaio 1907 e Maria Skłodowska Curie (Varsavia, 1867 – Passy, 1934) doveva spiegare a un gruppetto di adolescenti come fare per distinguere il vuoto dall’aria. L’ascoltavano, oltre alla figlia Irène, Aline e Francis Perrin, Jean e André Langevin, Pierre, Etienne e Mathieu Hadamard. I genitori di questi ragazzi avevano deciso di tentare un esperimento a dir poco originale. Avevano ottenuto l’esonero dei loro figli dalle lezioni liceali per sostituirle con lezioni private tenute da loro stessi.

Quando l'allievo supera il maestro

Particolare del "Battesimo di Cristo", dipinto a olio e tempera su tavola (177x151 cm) di Andrea del Verrocchio, Leonardo da Vinci e altri pittori di bottega, databile tra il 1475 e il 1478, conservato nella Galleria degli Uffizi a Firenze. 

Ve lo immaginate un professore di fisica o di chimica che di fronte all’inatteso successo di un proprio allievo reagisse mandando in frantumi gli strumenti del proprio laboratorio o prendendo a martellate il computer?

Separare per conoscere, anche in chimica

Quando il chimico è alle prese con una miscela complessa di composti sconosciuti e si propone di identificarli, deve innanzitutto separarli. È il caso della maggior parte dei prodotti di origine naturale ma può trattarsi anche di quelli ottenuti da una reazione chimica condotta in un esperimento di laboratorio. Separare per conoscere, insegnavano già i filosofi del passato, come l’abate Etienne de Condillac (1714-1780), precettore del Duca di Parma e ispiratore del grande Lavoisier: “Egli è necessario di scomporre, cioè di separare per conoscere ciascune qualità partitamente”.