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Covid-19/

Stefano Rosso

Direttore del Registro Tumori Piemonte, dopo la Laurea in Medicina a Torino nel 1981, si formò professionalmente alla scuola di Epidemiologia del Prof Benedetto Terracini, in particolare sugli aspetti di epidemiologia descrittiva e sorveglianza ambientale. 

Specializzato in Igiene e Sanità Pubblica nel 1984, poco dopo conseguì il Master in Epidemiologia presso la McGill University di Montreal con l’insegnamento di Renaldo Battista come tutor per l’Epidemiologia Clinica e Valutazione dei Sistemi di Prevenzione. 

E’ stato uno dei fondatori dell’Associazione Italiana dei Registri Tumori (AIRTum), servendo nel Consiglio Direttivo negli anni successivi dove coordinò gli studi nazionali di incidenza, mortalità  sopravvivenza per più di un decennio.

Autore di circa 150 articoli scientifici su riviste peer-reviewed, ha svolto la sua attività di ricerca e pubblicistica scientifica nel campo dell’epidemiologia descrittiva, la valutazione degli screening, la misurazione della qualità della vita nei pazienti oncologici, la metodologia della misurazione e l’eziologia dei tumori cutanei; quest’ultima attività nell’ambito dei consorzi scientifici internazionali GEM (Gene-Environment Melanoma) ed HELIOS (studio multicentrico europeo si carcinomi cutanei e melanoma). Come autore ha inoltre partecipato alle pubblicazioni del gruppo Eurocare ed Eurocourse.

Eletto nel 2008 nel Consiglio Direttivo dell’European Network of Cancer Registries (ENCR), ne è stato Presidente dal 2011 al 2014. Attualmente è membro del Board dell’Internazional Association of Cancer Registries (IACR).

Dal 2009 tiene un corso di Statistica e Modelli Statistici in Farmacoeconomia presso la Scuola di Specialità in Farmacia Ospedaliera dell’Università di Torino, ed è Associate Editor di BMC-Cancer e revisore scientifico per numerose riviste fra cui: European Journal of  Cancer, International Journal of Cancer, Epidemiologia & Prevenzione

Fase 2: tornare alla normalità o mantenere il distanziamento?

Ipotizzando che gli infetti sviluppino un’immunità persistente all’infezione, i due autori confrontano due scenari basandosi sull’andamento dell’epidemia in Piemonte. Il primo scenario ipotizza una rilassamento rapido delle misure entro fine maggio; il secondo una permanenza ridotta del distanziamento sociale combinato con un efficace tracciamento dei casi. Risultato: nel primo caso ci si attende un secondo picco dell’epidemia verso metà agosto, con un numero di ricoveri in terapia intensiva simile alla prima ondata, con il 70% della popolazione immune a fine anno. Nel secondo caso un picco epidemico minore ma prolungato nel tempo, con la fine dell'epidemia non prima di maggio 2021. 
Nell'immagine, "Quarantine loading", di Sofia Carra.

L’emergenza Covid-19 ha visto il Governo e le Regioni mettere in atto provvedimenti di salute pubblica eccezionali che hanno comportato forti restrizioni delle libertà personali ed un impatto negativo sulle attività economiche e sul reddito. Tali provvedimenti, che per loro natura sono emergenziali e quindi di durata limitata nel tempo, sono stati accettati dalla quasi totalità della popolazione italiana in base ad un principio di solidarietà sociale.