Covid-19/

Paolo D'Argenio

Sono stato un medico di sanità pubblica, ho lavorato in Campania nei servizi di igiene dei Comuni, nel Dipartimento di Prevenzione della Asl, nell'Osservatorio epidemiologico regionale. In Istituto Superiore di Sanità ho portato avanti il Programma di Formazione in epidemiologia applicata con Nancy Binkin sotto la direzione di Donato Greco, con cui ho collaborato come vice alla Direzione della Prevenzione del Ministero della Salute. Oggi sono in pensione e lavoro come volontario con Tobacco Endgame, un gruppo di advocacy per un'Italia senza Tabacco.

Potenziamo i servizi territoriali per preparare l'isolamento selettivo

Il bisogno di storie coinvolgenti concentra l’attenzione dei media sugli ospedali, dove i malati affetti da Covid-19 affrontano la loro battaglia per la vita, aiutati da medici e infermieri valorosi. A questo si aggiunge l’uso sistematico, nella comunicazione, di figure che rappresentano i dati in valori assoluti e per giunta cumulativi e ingigantiscono l’effetto emotivo a scapito della comprensione della situazione. Può così apparire che il contenimento dei suoi effetti fatali coincida con il controllo dell’epidemia. 

Combattere il fumo con l'etica

Usare l’etica per contrastare l’invadenza dei produttori di tabacco

L’industria del tabacco e suoi alleati possono cercare di avvantaggiarsi imponendo l’idea di una loro superiorità morale, come protettori dei diritti individuali, affibbiando ai promotori della salute lo stigma dell’estremismo e del paternalismo. In tal modo la salute pubblica rischia di essere marginalizzata agli occhi dei decisori. Non si dovrebbe lasciare al commercio del principale fattore di nocività campo libero nella difesa dei diritti di libertà.

L'economia associata al consumo di tabacco

L'azione dell'OMS della Sanità per svelare le pressioni dell'industria del tabacco

Nel 2000, l’OMS istituì un comitato di esperti che esaminò un gran numero di documenti dell’industria del tabacco. Il comitato arrivò alla conclusione che, deliberatamente, l’industria ha perseguito ben definite strategie per depotenziare le politiche di prevenzione e controllo del tabacco, particolarmente aggressive sarebbero quelle rivolte contro l’azione dell’OMS, basate su:

La prevenzione

I programmi di prevenzione del fumo possono mirare a ridurre l’iniziazione, aumentare la cessazione, ridurre l’esposizione passiva al fumo negli ambienti chiusi come i locali pubblici, gli ambienti di lavoro confinati e le abitazioni. Questi programmi possono essere diretti agli individui, oppure alle comunità o, infine, consistono in cambiamenti delle regole di funzionamento del sistema sociale (consulta: www.thecommunityguide.org ).