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Associazione Italiana di Epidemiologia (AIE)

A cosa serve un piano pandemico?

È stato annunciato il nuovo piano pandemico 2021-2023 di cui è circolata una prima bozza nei giorni scorsi. Pubblichiamo di seguito una riflessione dell'Associazione italiana di epidemiologia sull'importanza di affinare questo strumento soprattutto in piena emergenza Covid.

La presenza o l’assenza di un piano pandemico aggiornato è argomento di discussione sui media da tempo: serve avere un piano? serve che sia aggiornato in continuo? 

Covid-19 nelle regioni italiane: solo il rosso funziona (se dato in tempo)

L'Associazione Italiana di Epidemiologia ha messo a confronto e analizzato i tassi di incidenza settimanale di infezione registrati in regioni in zone gialle, arancioni e rosse: solo queste ultime hanno avuto un declino importante e omogeneo dell'incidenza di Covid-19, di gran lunga superiore a quanto riscontrato nelle regioni in arancione e in giallo.

Gruppo di lavoro promosso da AIE

Test nasofaringeo antigenico rapido per il controllo della epidemia: come e quando utilizzarlo

Test nasofaringeo “antigenico” rapido per il controllo della epidemia: considerazioni, possibili ambiti di applicazione e proposta operativa di gestione

Riassunto

L’uso dei test antigenici è proposto ormai come un sostituto del test molecolare in alcune condizioni e le regioni si apprestano all’erogazione massiva. Occorre fare chiarezza sul loro significato ed uso alla luce delle considerazioni delle indicazioni del European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC, 2020) che riconosce cinque obiettivi per il loro impiego:

Urgente una strategia nazionale dei test Covid-19 

I dati degli ultimi giorni indicano che siamo usciti dalla "zona comfort" di una proporzione sotto a 5 positivi ogni 100 tamponi eseguiti. La differenza rispetto al periodo della fase 1 è che circa due terzi degli infetti identificati sono senza sintomi. Se le persone con l’infezione sono identificate più precocemente e messe in isolamento, anche le catene dei contagi possono essere interrotte prima. Ma la corsa al tampone non può essere lasciata senza governo: serve un piano nazionale che enunci le strategie di ricerca delle infezioni per diversi scopi di sanità pubblica e diversi contesti, che indichi per ogni scopo il metodo di laboratorio più idoneo e che disegni una architettura dell’intero sistema

I dati degli ultimi giorni indicano che anche l’Italia è uscita dalla zona “comfort” di una proporzione sotto a 5 positivi ogni 100 tamponi eseguiti e tali risultati non sono certo rassicuranti.

Cosa fare per interrompere la catena dei contagi

La Fase due iniziata il 4 maggio 2020 deve il suo successo a una efficiente campagna di sorveglianza della popolazione per interrompere la catena dei contagi attraverso il rafforzamento delle attività di identificazione dei casi, il loro isolamento extra-domiciliare, l’identificazione tempestiva dei contatti, l’estensione delle capacità di accertamento virologico dell’infezione a partire dalle categorie ad alto rischio e l’identificazione dei focolai di contagio. In una lettera aperta a ministeri e autorità, l'Associazione italiana di epidemiologia (AIE) dettaglia cosa si deve fare a livello nazionale. Subito!

Lettera AIE: Azioni urgenti per migliorare la capacità di interruzione della catena dei contagi da SARS-Cov-2 nella fase di aumentata mobilità
A: Ministro della Salute; Ministro per l’Innovazione Tecnologica e la Digitalizzazione; Capo del Dipartimento Protezione Civile; Presidente del Comitato Tecnico Scientifico Covid-19; Presidente Consiglio Superiore di Sanità; Presidente Istituto Superiore di Sanità; Coordinamento Interregionale Prevenzione e Sanità Pubblica.