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Lettera aperta: Niente di più miope che attaccare il sistema ETS mentre l’Italia frana

Pubblichiamo l'appello al Governo di esperti di scienza del clima e di transizione energetica: si rispettino gli obiettivi di decarbonizzazione e gli strumenti per raggiungerli, come il sistema degli Emissions Trading messi ora a repentaglio dal governo italiano.

Tempo di lettura: 8 mins

Alla cortese attenzione della Presidente del Consiglio dei Ministri, On. Giorgia Meloni, del Ministro dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, On. Gilberto Pichetto Fratin, e del Governo,

Noi studiosi impegnati nella ricerca sul cambiamento climatico, sulle politiche di mitigazione e adattamento e sui sistemi complessi, esprimiamo profonda preoccupazione per il modo in cui il governo italiano sta affrontando la crisi climatica, in particolare per le recenti prese di posizione volte a indebolire i principali strumenti della politica climatica europea.

I recenti eventi estremi che hanno colpito vaste aree del Sud Italia con il passaggio del ciclone Harry non sono episodi isolati, ma segnali coerenti con quanto la comunità scientifica documenta da anni: un clima che cambia aumenta la frequenza e intensità degli eventi meteorologici estremi. Il disastro di Niscemi appare a molti come la drammatica metafora di un intero Paese a rischio. Non a caso, da anni l’ISPRA colloca l’Italia ai primi posti in Europa per l’esposizione al rischio di frane.

Gli anni 2024 (il più caldo dal 1880), 2023 e 2025 sono stati i tre anni più caldi mai registrati a livello globale, e gennaio 2026 è risultato il quinto gennaio più caldo della serie storica, confermando una tendenza al riscaldamento senza segnali di inversione. Non è pessimismo, ma realismo scientifico, ritenere che l’Italia dovrà affrontare un rischio crescente di disastri climatici. Per questo uno Stato deve agire sia sull’adattamento che sulla mitigazione: puntare solo sul primo significa inseguire impatti sempre più gravi e costosi senza affrontarne la causa principale — le emissioni da combustibili fossili — con il rischio di superare i limiti di ciò che è tecnicamente ed economicamente gestibile. Senza una forte riduzione delle emissioni, promossa a tutti i livelli (regionale, nazionale, europeo e globale), l’adattamento diventa progressivamente più oneroso, meno efficace e, in alcuni casi, impossibile.

Di fronte a queste evidenze — e a una percezione ormai diffusa che vede gli italiani tra i cittadini europei più preoccupati per il cambiamento climatico — riteniamo un errore che il governo italiano non mostri pieno sostegno a strumenti per la decarbonizzazione come il sistema di Emission Trading (ETS), ormai adottato anche in Cina, che ha contribuito in modo significativo alla riduzione delle emissioni nei settori regolati, dimostrando che politiche climatiche ambiziose possono produrre risultati concreti, stimolare innovazione e guidare la transizione industriale a costi sostenibili.

Presentare la contrapposizione alle politiche di decarbonizzazione come tutela delle imprese o delle famiglie italiane non è una giustificazione, ma un ulteriore motivo di preoccupazione. Da anni innovazione e competitività sono indissolubilmente legate alla transizione energetica: ostacolarla espone il sistema produttivo a rischi tecnologici, industriali e finanziari crescenti e rende il Paese subalterno alle componenti meno innovative dell’industria. Anche minori costi dell’energia e una maggiore sicurezza energetica sono ottenibili attraverso una transizione più rapida verso le energie rinnovabili.

È grave che neppure i recenti e ingenti danni nel Sud Italia abbiano prodotto un cambio di passo nelle politiche di adattamento. Questo governo, in linea con i governi precedenti, continua infatti a muoversi prevalentemente in una logica emergenziale, nonostante sia noto da anni che gli eventi estremi sono destinati ad aumentare in frequenza e intensità finché le temperature globali non saranno stabilizzate. Si continuano a stanziare fondi, spesso inadeguati, per la ricostruzione post-disastro, senza dare piena attuazione al Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici (PNACC), che consentirebbe la prevenzione e la pianificazione nel medio-lungo periodo.

L’Italia che oggi frana, si allaga e perde competitività è il risultato di scelte rinviate, prevenzione insufficiente e di una transizione energetica ostacolata proprio quando sarebbe più necessaria: una traiettoria che può e deve essere corretta con politiche fondate sulla scienza, sulla lungimiranza e sulla responsabilità verso le generazioni presenti e future.

Per questo chiediamo di non rinunciare all’ambizione nella lotta al cambiamento climatico e di non limitarsi alle dichiarazioni di principio, assicurando il supporto agli strumenti concreti necessari a raggiungere gli obiettivi che il governo italiano ha contribuito ad approvare in sede europea, come la decarbonizzazione entro il 2050 e i più recenti obiettivi intermedi per il 2040. Politiche che mettano al centro incentivi ed investimenti per la transizione energetica e per l’adattamento ci aspettiamo trovino il consenso di tutte le forze politiche, perché deve essere comune l’accettazione dei risultati della scienza del clima e la responsabilità di fare la nostra doverosa parte per contribuire a contrastare la crisi climatica.

Primi firmatari

Carlo Barbante, Università Ca’ Foscari, Venezia

Carlo Carraro, Università Ca’ Foscari, Venezia

Stefano Caserini, Università di Parma

Claudio Cassardo, Università di Torino

Susanna Corti, CNR-ISAC, Bologna

Paola Mercogliano, CMCC, Caserta

Elisa Palazzi, Università di Torino

Giorgio Parisi, Università La Sapienza, Roma, premio Nobel per la Fisica 2021

Antonello Pasini, CNR-IIA, Roma

Massimo Tavoni, Politecnico di Milano e CMCC

Comunità scientifica

Arianna Acierno, CMCC

Tommaso Alberti, INGV

Enrico Alleva, Socio Accademia dei Lincei

Marco Amendola, Università di L'Aquila

Carmela Apreda, CMCC

Jgor Arduini, Università degli studi di Urbino

Nicola Armaroli, CNR-ISOF

Marina Baldi, CNR-IBE

Andrea Balotti, Università degli Studi dell'Aquila

Vincenzo Balzani, Università di Bologna

Roberto Barbiero, ARPA Trento

Ugo Bardi, Università di Firenze

Stefano Battiston, Università Ca’ Foscari

Leonardo Becchetti, Università di Tor Vergata

Marco Bella, Sapienza Università di Roma

Katinka Bellomo, Università di Padova

Carlo Alessandro Bertetti, Membro Comitato Tecnico PIARC Italia 4

Giacomo Bertoldi, EURAC

Alberto Bertucco, Università di Padova

Riccardo Biondi, Fondazione CIMA

Gian Italo Bischi, Università di Urbino

Davide Bonaldo, CNR-ISMAR

Simone Borghesi, European University Institute e Università di Siena

Alessandro Bortolin, CNR-ISAC, Padova

Francesco Bosello, CMCC

Elisa Brussolo, Centro Ricerche Società Metropolitana Acque Torino

Giorgio Budillon, Università Parthenope

Roberto Buizza, Scuola Superiore Sant’Anna, Pisa

Federico Butera, Politecnico di Milano

Alessandro Caiani, IUSS Pavia

Francesco Cairo, CNR-ISAC

Sandro Calmanti, ENEA

Piero Campalani, EURAC

Gianluca Carboni, Agenzia Regionale per la ricerca in Agricoltura

Michele Carducci - Università del Salento

Sandra Cassotta, Aalborg University

Annalisa Cherchi, CNR-ISAC

Claudio Ciavatta, Università di Bologna

Federica Cittadino, Eurac Research

Francesco Pietro Colelli, CMCC

Alessio Collalti, CNR

Matteo Colucci, CMCC

Erika Coppola, ICTP, Trieste

Ugo Cortesi, CNR-IFAC

Cristiano D'Amico, Università degli Studi dell'Aquila

Roberto Danovaro, Università Politecnica delle Marche

Lorenzo Francesco Davoli, Università degli Studi di Milano Bicocca

Marta Debolini, CMCC

Maurizio Decastri, Università di Tor Vergata, Roma

Enrica De Cian, CMCC

Giovanbattista de Dato, CREA

Gianluigi de Gennaro, Università degli Studi di Bari

Alessandro Dell’Aquila, ENEA

Carmela De Vivo, CMCC

Raffaele Della Croce, Imperial College London

Alice Di Bella, CMCC

Italo Epicoco, CMCC

Maria Cristina Facchini, CNR-ISAC

Paola Faggian, RSE, Milano

Simone Falzoi, Met Éireann, Ireland’s National Meteorological Service

Davide Faranda, CNRS Parigi

Giusy Fedele, CMCC

Andrea Filpa, Università Roma Tre

Rossella Ferretti, Università Dell’Aquila - CETEMPS

Francesco Forastiere, Imperial College

Pier Paolo Franzese, Università degli Studi di Napoli “Parthenope”

Francesca Frasca, Sapienza Università di Roma

Sandro Fuzzi, CNR-ISAC, Bologna

Marco Gaetani, IUSS Pavia

Enrico Gagliano, già docente Università di Teramo e Unibo

Walter Ganapini, Agenzia Europea dell'Ambiente

Domenico Gaudioso, già ISPRA

Beatrice Giambenedetti, INGV

Valentina Giannini, CMCC

Umberto Giostra, Università degli Studi di Urbino

Lorenzo Giovannini, Università di Trento

Marco Giusti, Università di Verona

Elisa Grieco, CNR 

Mario Grosso, Politecnico di Milano

Silvio Gualdi, CMCC

Marco Iarlori, CETEMPS - Università degli Studi dell'Aquila

Ivan Kanchev, European Society for Ecological Economics

Martina Lagasio, CIMA 

Lavinia Laiti, APPA

Cristina Lavecchia, Fondazione Osservatorio Meteorologico Milano Duomo

Valerio Lembo, CNR-ISAC, Roma

Simone Libralato, OGS, Trieste

Stefano Lilla, Università di Bologna

Piero Lionello, Università del Salento

Nicola Loglisci, CIMA

Mauro Magatti, Università cattolica del sacro cuore

Elena Maines, Libera Università di Bolzano

Michela Maione, Università degli Studi di Urbino Carlo Bo

Gabriele Alessandro Mansi, Ca' Foscari, CMCC

Giulio Marchesini Reggiani, Università di Bologna

Simona Masina, CMCC

Daniele Mastrangelo, CNR-ISAC

Stefano Materia, Barcelona Supercomputing Center

Marino Mazzon, Ordine Ingegneri Venezia

Virna Loana Meccia, CNR-ISAC

Agostino Meroni, Università di Milano-Bicocca

Mario Marcello Miglietta, CNR-ISAC

Vittorio Marletto, già ARPAE Emilia-Romagna

Massimo Milelli, Fondazione CIMA

Irene Monasterolo, Utrecht University

Giovanni Montagnani, dottorato presso il Politecnico di Milano

Leonardo Montagnani, Università di Bolzano

Silvia Montagnani, Joint PhD Program, University of Lille and Frankfurt (C3S) 

Anna Montini, Università di Bologna, Campus Rimini

Mario Montopoli, CNR-ISAC

Roberto Morabito, CETMA, Brindisi

Massimo Muraro, CMCC

Mauro Mussin, ARPA Lombardia

Ernesto Napolitano, ENEA

Matteo Nastasi, Università dell'Aquila

Sergio Noce, CMCC

Rita Nogherotto, CNR -ISAC

Stefania Oliva, CMCC

Antonio Parodi, Fondazione di ricerca CIMA

Salvatore Pascale, Università di Bologna

Luigi Pasotti - Regione Siciliana - Servizio Informativo Agrometeorologico Siciliano

Claudia Pasquero, Università di Milano - Bicocca

Daniele Peano, CMCC

Renata Pelosini, Agenzia ItaliaMeteo 

Cinzia Perrino, CNR-IIA, Roma

Marcello Petitta, Università Roma Tre

Valentino Piana, Economics Web Institute

Elisa Pieratti, Agenzia Provinciale per la Protezione dell'Ambiente, Trento

Davide Pini, Università di Bologna

Massimiliano Pittore, EURAC Research

Shobha Poudel, FEEM

Donatella Porrini, Università del Salento

Mariangela Ravaioli, CNR-Ismar

Giovanni Ravazzani, Politecnico di Milano

Aldo Ravazzi Douvan, Università Tor Vergata e Luiss

Jessica Reale, Scuola Universitaria Superiore Pavia

Marco Reale, OGS, Trieste

Alfredo Reder, CMCC

Giulio Marchesini Reggiani, Università di Bologna

Gianluca Ruggieri, Università dell’Insubria

Gianfausto Salvadori, Università del Salento

Roberto Salzano, CNR-IIA, Firenze

Giada Sannino, Osservatorio Clima di Arpae Emilia Romagna

Gianmaria Sannino, ENEA

Piero Serafini, Università dell'Aquila

Simona Simoncelli, INGV

Cosimo Solidoro, OGS, Trieste

Federico Spanna, Rete Agrometeo Regione Piemonte

Gabriele Standardi, CMCC

Claudio Stefanini, Università di Padova

Michele Stortini , Arpae

MariaVittoria Struglia, ENEA

Gianni Tartari, già CNR-IRSA

Giulia Tasquier, Università di Bologna

Alessandro Tavoni, Università di Bologna

Vito Telesca, Università della Basilicata

Stefano Tibaldi, CMCC

Andrea Tilche, Università di Bologna

Chiara Tonelli, Università Roma Tre

Silvia Torresan, CMCC

Arianna Trevisiol, RSE, Milano

Umberto Triacca, Università dell’Aquila

Marco Valente, Università dell'Aquila

Francesca Ventura, Università di Bologna

Margherita Venturi, Università di Bologna

Stefano Verde, Università di Siena

Chiara Volta, ENEA

Enrico Zambianchi, Università La Sapienza

Dario Zampieri, Università di Padova

Dino Zardi, Università di Trento

Fabio Zecchini, ARPA Veneto

Federica Zennaro, CMCC

Andrea Zonato, CIMA


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