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Politica e scienza

Spediamo a Draghi la lettera di Vannevar Bush per rilanciare la ricerca

Nel suo discorso programmatico al Senato, Mario Draghi ha fatto riferimento alla necessità di un adeguato finanziamento della ricerca scientifica - «non escludendo quella di base» - per la rinascita del Paese. Un riferimento che richiama alla mente il documento redatto da Vannevar Bush e indirizzato al presidente degli Stati Uniti Franklin D. Roosevelt nel 1945 (Science - The endless frontier), con cui lo scienzato perorava un massiccio investimento da parte dello Stato nella ricerca, come «leva dello sviluppo economico, sanitario e militare delle nazioni». Nell'articolo, l'epidemiologo Luigi Bisanti ricorda la sintesi della proposta di Vannevar Bush fatta da Pietro Greco, che nell'introduzione al libro analizzava anche le ragioni per cui in Italia la ricerca scientifica non ha mai avuto il giusto riievo politico. Ma quello che non è successo in passato potrebbe succedere adesso, con Next Generation EU e il governo Draghi?

Nella foto, il dottor Vannevar Bush in laboratorio (AP).

Caro Presidente, 

È la scienza che tiene insieme l'Europa

Luca Carra racconta dell'ultimo volume del “La scienza e l'Europa” di Pietro Greco, che ripercorre la storia del continente dal Medioevo ai giorni nostri. L'ultimo volume, dedicato al dopoguerra, vede l'Europa cedere la supremazia scientifica, economica e politica agli Stati Uniti, quando il progetto Manhattan getta le basi dell'egemonia tecnico-scientifica, anche grazie all'emigrazione dei ricercatori europei in fuga dalle dittature. Nonostante le strutture nate per rilanciare la ricerca (si pensi alla creazione del Cern di Ginevra), il distacco dagli Stati Uniti appare incolmabile, e oggi la competizione, giocata soprattutto nel campo dell’intelligenza artificiale e delle scienze della vita, è sempre più serrata fra USA e Cina, con l’Europa nel ruolo di comprimario.