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Le notizie di scienza della settimana #110

Il nostro Paese è stato e continua a essere un crocevia di spostamenti e migrazioni che ha favorito il contatto tra i popoli. E questo, a sua volta, ha plasmato il nostro patrimonio genetico: ma allora, chi sono davvero gli italiani? Il più grande studio di genetica della popolazione italiana, recentemente pubblicato su Science Advances, ne analizza in maniera sistematica la distribuzione della variazione genetica, rivelandone l'incredibile eterogeneità. La ricerca ha anche messo in luce la presenza di un contributo genetico mai evidenziato prima, frutto di un processo di espansione delle popolazioni dal Caucaso all'Italia circa 4.000 anni fa, e il maggior contributo di DNA neandertaliano nel nord della penisola. Questo viaggio nella storia dei nostri geni racconta chi siamo: un cocktail genetico e culturale in continua evoluzione. I dettagli spiegati direttamente dagli autori della ricerca su Scienza in rete.

Arte, scienza e politica in Leonardo da Vinci

Le notizie di scienza della settimana #109

Ma l’hamburger fa male o no? Secondo una serie di studi pubblicati su Annals of Internal Medicine dal gruppo di ricercatori NutriRECS, la carne rossa esporrebbe a un rischio trascurabile di sviluppare malattie cardiovascolari, diabete e cancro. Quindi via libera, almeno per gli adulti, al consumo di bistecche e hamburger secondo le abitudini americane di tre porzioni alla settimana. La notizia ha fatto il giro del mondo anche perché sembra voler contrastare le linee guida nutrizionali più accreditate, che invece invitano a ridurre il consumo di carne rossa per motivi sia sanitari sia ambientali. Non sono ovviamente mancate le critiche e le reazioni delle più importanti società scientifiche del mondo, dall'American Heart Association al World Cancer Research Fund, fino all'organismo OMS per la studio del cancro, lo IARC di Lione, che nel 2015 aveva classificato la carne rossa lavorata come cancerogena. Chi ha ragione? E quali sono i possibili conflitti d'interesse in gioco? Leggi l’articolo di Scienza in rete per i dettagli

Cronache della ricerca

Le notizie di scienza della settimana #108

Il ministro Fioramonti ha proposto di tassare merendine e bibite gassate per trovare i soldi per la scuola. Il ministro Di Maio si è detto contrario. Ma l’Organizzazione mondiale della sanità le sostiene, arrivando a suggerire che la tassa potrebbe pesare per il 10-20% del prezzo del prodotto generando così un beneficio economico oltre che di salute. Paesi come Finlandia, Danimarca, Estonia, Francia, Ungheria, Portogallo, Svezia e Messico hanno adottato imposte sui consumi di cibi insalubri, e in alcuni casi detassazioni dei cibi salutari. Leggi l'articolo di Scienza in rete per i dettagli.

Crediti immagine: AJEL/Pixabay. Licenza: Pixabay License

Scienza in Parlamento 

Le notizie di scienza della settimana #107

Il nuovo Report dell’Ufficio europeo dell’Organizzazione mondiale della sanità “Healthy, prosperous lives for all: the European Health Equity Status Report” fa il punto sulle disuguaglianze di salute in Europa. In sintesi, il gap di salute fra ricchi e poveri si riduce meno dell’atteso. In termini di speranza di vita alla nascita, la differenza media è di 3,9 anni nelle donne (speranza di vita media 82 anni; intervallo: 78,1-86) e di 7,6 anni negli uomini (speranza di vita media 76,2 anni; intervallo: 3,4-15,5). L’Italia (e altri paesi come Grecia e Portogallo) ha i valori più alti di speranza di vita, segno che i fattori protettivi come dieta e coesione sociale riescono a contrastare i fattori di rischio e la presente stagnazione economica. Buona anche la performance dell’Italia nella sopravvivenza libera da malattie. Riconoscendo l’importanza di agire direttamente sui determinanti sociali della salute, l’OMS misura l’effetto di 8 politiche sulla riduzione delle differenze di salute fra classi sociali: (1) aumento di 1.000 dollari del PIL pro capite; (2) riduzione delle disuguaglianze di reddito; (3) riduzione del tasso di disoccupazione; (4) riduzione delle spese private per la salute; (5) aumento delle spese di protezione sociale; (6) aumento del finanziamento del sistema sanitario pubblico; (7) aumento della spesa pubblica in politiche del lavoro; (8) aumento della spesa pubblica nelle abitazioni e condizioni di vita. L’aumento del reddito pro capite è l’unico parametro a non avere effetto sulla disuguaglianze, mentre le politiche del lavoro e le condizioni di vita e abitative hanno l’effetto massimo.

Cronache della ricerca

Le notizie di scienza della settimana #104

Il biologo molecolare russo Denis Rebrikov ha dichiarato che ha intenzione di impiantare nell'utero di una donna embrioni geneticamente modificati con la tecnica CRIPSR entro la fine dell'anno. L'obiettivo sarebbe quello di prevenire che la madre, colpita da una forma di HIV resistente ai farmaci antiretrovirali, trasmetta il virus ai propri figli. Per farlo, Rebrikov userebbe la tecnica CRISPR-Cas9 per disattivare il gene CCR5, in modo simile a quanto fatto dallo scienziato cinese He Jiankui che lo scorso novembre aveva annunciato di essere stato il primo a far nascere una coppia di gemelle con questo procedimento (He voleva però evitare la trasmissione del virus dell'HIV dal padre alle figlie). La legislazione russa proibisce l'editing del genoma umano in senso generale, ma la legge sulla fertilizzazione in vitro non vi fa esplicito riferimento, e dunque Rebrikov potrebbe trovarsi di fronte un vuoto normativo che conta di colmare chiedendo l'autorizzazione di una serie di agenzie governative, a partire dal Ministero della salute. Scienziati ed esperti di bioetica si dicono preoccupati. La tecnologia non è ancora matura, motivo per cui qualche mese fa un gruppo di importanti ricercatori del campo avevano chiesto di mettere a punto una moratoria sul suo utilizzo in embrioni destinati all'impianto in utero. Non è chiaro poi se i rischi superino i benefici. In primo luogo, la disattivazione del gene CCR5 protegge dalla trasmissione del virus dell'HIV nel 90% dei casi. In secondo luogo, il rischio di mutazioni off-target e on-target indesiderate è ancora molto alto. Rebrikov sostiene che la sua tecnica ne riduca drasticamente la frequenza, ma finora non ha pubblicato alcuno studio scientifico che lo dimostri. Nell'immagine: lo sviluppo di embrioni umani geneticamente modificati con la tecnica CRISPR per correggere una mutazione responsabile della cardiomiopatia ipertrofica (lo studio, condotto nel laboratorio di Shoukhrat Mitalipov presso la Oregon Science and Health University di Portland, risale al 2017 ed è stato pubblicato su Nature). Credit: Oregon Science and Health University. Licenza: OHSU photos usage

Dove finisce la plastica dei ricchi?

Le notizie di scienza della settimana #103

La NASA ha annunciato che aprirà la stazione spaziale internazionale a compagnie private che vogliano sviluppare una "low earth orbit economy" e che necessitino di un ambiente a gravità zero per i loro affari. Il tariffario prevede un costo tra gli 11 000 e i 23 000 dollari al giorno. Nell'immagine: la Stazione Spaziale Internazionale il 4 ottobre 2018. Credit: NASA / Roscosmos. Licenza: CC BY-NC-ND 2.0

Le restrizioni su Huawei 

Le notizie di scienza della settimana #102

Venerdì 24 maggio c'è stato il secondo sciopero globale per il clima organizzato dalla rete Fridays for Future in tutto il mondo. Ora gli studenti chiedono la partecipazione anche degli adulti in vista della prossima mobilitazione programmata per il 20 settembre. Nell'immagine: bambini e ragazzi scioperano a Pisa per chiedere ai governi azioni concrete contro il cambiamento climatico. Credit: Alessandra Parravicini.

Elezioni europee e scienza

Le notizie di scienza della settimana #101

È entrata in vigore il 20 maggio, in occasione del World Metrology Day, la nuova definizione del chilogrammo, basata non più sul campione di platino-iridio depositato al Bureau international des poids et mesures a Parigi bensì sulla costante di Planck ℏ. La nuova definizione garantirà la stabilità di questa unità di misura, che finora doveva essere aggiornata ogni volta che il campione di platino-iridio si deteriorava e il suo peso cambiava di conseguenza. Ora il valore del chilogrammo è legato a una costante della natura misurata con estrema precisione e che non cambierà di valore. Ma come è legata la misura del chilogrammo alla costante di Planck? Per capirlo bisogna scendere nei sotterranei del National Institutes of Standards and Technology a Gaithersburg nel Maryland per vedere la bilancia di Watt, o Kibble balance. Nell'immagine: la NIST-4 Kibble balance. Credit: J.L. Lee / NIST.

Curare l'obesità con la chirurgia

Le notizie di scienza della settimana #100

Mauro Ferrari, pioniere nel campo delle nanotecnologie per la cura dei tumori metastatici, è stato nominato direttore dello European Research Council (ERC). Succederà al matematico francese Jean-Pierre Bourguignon a partire dal 1° gennaio 2020 e per quattro anni sarà alla guida dell'agenzia di finanziamento della ricerca di base dell'Unione Europea che dal 2007 a oggi ha assegnato circa 9 000 grant per un totale di 17 miliardi di euro. Una laurea in matematica a Padova e un dottorato in ingegneria meccanica a Berkeley, Ferrari, negli Stati Uniti da oltre trent'anni, promette di promuovere la "superdisciplinarità", quell'attitudine verso la ricerca che costruisce nuova conoscenza al confine tra diversi campi pur rispettandoli. In Italia la sua nomina ha fatto scalpore. Nel 2014, nominato membro del comitato di valutazione del metodo Stamina dall'allora Ministra della salute Beatrice Lorenzin, dichiarò: «È il primo caso importante di medicina rigenerativa in Italia». Seguì un'ondata di proteste del mondo scientifico che raggiunse addirittura le pagine di Nature e costrinse Lorenzin a escluderlo dal comitato. Nel 2015 entrò a far parte del comitato di selezione degli enti di ricerca italiana e quando, nel dicembre scorso, Roberto Battiston non venne rinnovato a capo dell'Agenzia Spaziale Italiana e tutti i membri del comitato si dimisero, Ferrari rimase al suo posto. Nell'immagine: Mauro Ferrari durante il suo discorso di saluto dopo la nomina a prossimo direttore dell'ERC. Credit: European Research Council / Youtube.

Negazionismo climatico 

Le notizie di scienza della settimana #99

Gli esseri umani stanno modificando gli ecosistemi terrestri in modo così radicale da aver accelerato il declino della vita sulla Terra a una velocità senza precedenti. Lo afferma il più dettagliato studio condotto finora sullo stato di salute della biodiversità condotto dall'Intergovernmental Science-Policy Platform on Biodiversity and Ecosystem Services su mandato delle Nazioni Unite. Il tasso di estinzione di specie animali e vegetali è, oggi, da dieci a cento volte la media osservata nei passati 10 milioni di anni. La biomassa dei mammiferi selvatici è diminuita dell'82% a partire dall'età preistorica e circa un milione di specie sono a rischio di estinzione. La causa è largamente riconducibile all'attività umana. Agli effetti dell'allevamento intensivo, dell'agricoltura e dell'estrazione delle risorse naturali, si sommano ora quelli del cambiamento climatico. L'impatto della perdita di biodiversità sulla popolazione umana riguarderà la disponibilità di acqua potabile, la sicurezza alimentare, l'instabilità climatica. Emerge una situazione estrema dal rapporto che è stato approvato da tutti gli stati membri nelle scorse settimane per poter pubblicare il "Summary for policy makers". Nel rapporto sono contenute delle possibili soluzioni che richiedono di tenere presente la conservazione della biodiversità nelle politiche sugli scambi commerciali, di pianificare investimenti massivi nella riforestazione e nella costruzione di infrastrutture verdi e anche cambiamenti radicali nei comportamenti individuali, come diminuire il consumo di carne e di beni materiali. Nell'immagine: deforestazione vicino Lieki nella Repubblica Democratica del Congo. Credit: Axel Fassio/Center for International Forestry Research Center for International Forestry Research. Licenza: CC BY-NC-ND 2.0.

La transizione verso un mondo a basse emissioni di CO2

Le notizie di scienza della settimana #98

Utilizzando un rivelatore installato presso i Laboratori Nazionali del Gran Sasso, gli scienziati della collaborazione XENON1T hanno osservato un processo estremamente raro, la cosiddetta doppia cattura elettronica dell'isotopo 124 dello Xenon. L'evento in questione è un decadimento in cui l'isotopo 124 dell'atomo di Xenon (54 protoni e 70 neutroni) decade nell'isotopo 124 dell'atomo di Tellurio (52 protoni e 72 neutroni) emettendo due neutrini ed energia. Poiché il processo comporta lo scambio di due bosoni W, i mediatori delle interazioni deboli, il tempo di vita medio è inversamente proporzionale al quadrato della costante di accoppiamento debole (una quantità estremamente piccola) e dunque risulta essere estremamente grande. I ricercatori sono stati in grado di osservare un numero consistente di eventi di questo tipo grazie alla grande quantità di Xenon contenuto nel rivelatore (1,5 tonnellate racchiuse in un cilindro di 1 metro di altezza e 1 metro di diametro) e alla sua elevata sensibilità. Il tempo di vita media che hanno misurato è pari a 1,8 x 1022 anni, circa mille miliardi di volte la vita dell'Universo. La misura restituisce informazioni sulla struttura nucleare e apre la strada alla ricerca di un altro processo raro, la doppia cattura elettronica senza neutrini, che permetterebbe di capire se i neutrini sono particelle di Majorana. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Nature che gli ha dedicato la copertina. Nell'immagine: assemblaggio della gabbia elettrostatica. Credit: Xenon Collaboration.

Polizia e intelligenza artificiale 

Le notizie di scienza della settimana #97

Il consorzio Cancer Dependency Map ha prodotto una mappa delle vulnerabilità genomiche di 30 diversi tipi di tumori, identificando i geni responsabili della vitalità delle cellule tumorali e dunque nuovi possibili bersagli farmacologici. Lo studio è stato pubblicato mercoledì scorso in due articoli sulla rivista Nature. Per ottenere questa mappa i ricercatori hanno utilizzato la tecnica di editing genomico CRISPR, impiegando 100 000 molecole guida per poter disattivare a uno a uno tutti i geni presenti nei modelli in vitro di cancro. Alla ricerca hanno preso parte anche due scienziati italiani, Francesco Iorio e Gabriele Picco. Credit: Wellcome Sanger Institute, Genome Research Limited.

Spazio

Le notizie di scienza della settimana #95

Un gruppo di giovani ricercatori e giornalisti scientifici lancia l'appello #ScienzaInParlamento - La Scienza al servizio della Democrazia per chiedere che anche il Parlamento italiano si doti di un ufficio di consulenza scientifica e tecnologica. L'idea è quella di una struttura che funzioni da intermediaria tra gli esperti e i politici, per offrire informazioni esaustive, indipendenti e funzionali all'attività legislativa riguardo ai numerosi temi di politica pubblica che hanno un contenuto scientifico e tecnologico. In Europa sono numerosi i Parlamenti che si avvalgono di una struttura di consulenza scientifica e tecnologica per la loro attività. L'esperienza più longeva è quella del Parlamento britannico, che ha istituito un ufficio con queste funzioni nel 1987 e lo ha reso interno e permanente nel 2001. Molto più giovane è l'esperienza spagnola, che nasce poco più di un anno fa su Twitter con l'hashtag #CienciaenelParlamento, lanciato da un gruppo di ricercatori, perché il Congresso istituisse un ufficio di consulenza scientifica e tecnologica. A novembre scorso il primo incontro tra deputati, scienziati e consulenti scientifici e poco dopo l'allocazione di un budget dedicato a questa attività. E in Italia? Un'esperienza c'è stata, ma ha avuto vita breve e la sua attività è stata intermittente. Perché non ripensare a una struttura con maggiore radicamento istituzionale e con uno staff di consulenti scientifici preparati che possa offrire informazione indipendente, di qualità e fruibile da deputati e senatori e offrire in anticipo una prospettiva sulle tecnologie che promettono di cambiare il volto della nostra società? Nell'immagine: la Camera dei deputati in occasione dell'elezione del Presidente Fico il 23 marzo 2018. Credit: Camera dei Deputati / Flickr. Licenza: CC BY-ND 2.0.

Robot: rischi e opportunità 

Le notizie di scienza della settimana #94

L'esperimento LHCb del CERN di Ginevra ha rilevato un'asimmetria nei processi di decadimento di due mesoni, chiamati D0 e anti-D0, il primo contenente un quark charm e il secondo contenente un anti-quark charm. Materia e antimateria si comportano dunque diversamente anche nel caso di questo quark (risultati analoghi erano già stati osservati per i quark strange e bottom). La misurazione era stata già tentata da altri esperimenti in passato che però non avevano statistica sufficiente a raggiungere conclusioni robuste. Grazie alla grande quantità di dati accumulata dall'LHC dal 2011 al 2018, gli scienziati sono stati in grado di osservare l'effetto. Il meccanismo, previsto dal Modello standard delle particelle, contribuirebbe a spiegare lo squilibrio tra la quantità di materia e antimateria presenti nell'Universo. Nell'immagine: l'esperimento LHCb nel settembre del 2008. Credit: CERN / Peter Ginter. Licenza: Terms of use for CERN audiovisual media.

Statisticamente significativo: un concetto da abbandonare

Le notizie di scienza della settimana #93

Libro Bianco

Il libro "La ricerca scientifica in Italia per una società sostenibile e sicura", redatto dal Gruppo 2003 per la ricerca e pubblicato da Zadig, verrà presentato il 20 marzo a Roma in occasione del convegno annuale del Gruppo 2003 presso l'Accademia dei Lincei. Nel libro vengono declinati i temi di sostenibilità e sicurezza dal punto di vista dell'economia, della salute, dell'ambiente, del cyberspazio, della sicurezza e dell'alimentazione. Qui il programma della giornata. Per partecipare all'evento è necessario mandare un'email a questo indirizzo.

Sviluppo sostenibile 

Le notizie di scienza della settimana #92

La ricerca scientifica in Italia per una società sostenibile e sicura

Il 20 marzo si svolgerà a Roma l'incontro pubblico "La ricerca scientifica in Italia per una società sostenibile e sicura", convegno annuale organizzato dal Gruppo 2003 per la ricerca scientifica. L'evento si svolgerà presso l'Accademia dei Lincei a Roma e sarà l'occasione per presentare il Libro bianco redatto da alcuni tra i membri del gruppo, che hanno declinato il tema dell'evento nell'ambito dell'economia, della salute, dell'ambiente, del cyberspazio, della sicurezza e dell'alimentazione. Qui il programma della giornata. Per partecipare all'evento è necessario mandare un'email a questo indirizzo.

Clima, non c'è più tempo da perdere

Le notizie di scienza della settimana #91

Poco più di 24 ore dopo il lancio dal Kennedy Space Center della NASA in Florida, la navicella Crew Dragon della società Space X si è agganciata alla Stazione Spaziale Internazionale (ISS). È il primo veicolo partito dagli Stati Uniti a raggiungere la ISS dopo otto lunghi anni. Si tratta della prima missione del Commercial Crew Program, il programma di esplorazione spaziale lanciato dalla NASA in collaborazione con due aziende aerospaziali statunitensi, Space X e Boeing. Per questo primo lancio Crew Dragon non trasportava astronauti a bordo ma, se tutto procederà come previsto, potrebbe farlo non più tardi di luglio. Se così non fosse, la NASA sta valutando di comprare ancora qualche posto a sedere sulla sonda russa Soyuz. Nell'immagine: Elon Musk, CEO di SpaceX insieme agli austronauti della NASA Victor Glover, Doug Hurley, Bob Behnken, Mike Hopkins e all'amministratore della NASA Jim Bridenstine all'interno del braccio di accesso dell'equipaggio nel complesso di lancio 39A al Kennedy Space Center. Sullo sfondo la navicella spaziale Crew Dragon. La foto è stata scattata il 1° marzo 2019, il giorno precedente al lancio della missione Demo-1 del Commercial Crew Program della NASA. Credit: NASA/Joel Kowsky. Licenza: Public Domain

CRISPR

Le notizie di scienza della settimana #89

Che cosa porta le persone con una posizione socioeconomica svantaggiata e sviluppare più facilmente malattie e a morire prima? L'infiammazione. Due studi del consorzio di ricerca Lifepath, hanno infatti trovato una impressionante corrispondenza fra livello socioeconomico e grado di infiammazione (misurato attraverso la proteina C reattiva) in individui appartenenti a coorti in Italia, Portogallo, Irlanda Gran Bretagna e Svizzera. L'infiammazione, probabilmente resa cronica sia da stili di vita scorretti sia da stress psicosociale, è infatti alla base di malattie quali cancro e malattie metaboliche e cardiovascolari. Nell'immagine: struttura della proteina C reattiva umana. Credit: Protein Data Bank / Wikipedia. Licenza: CC BY 3.0.

Latte

Le notizie di scienza della settimana #88

Il 12 febbraio si festeggia il Darwin Day. A Milano sono previsti due giorni di eventi presso il Museo civico di storia naturale, dedicati al ruolo centrale e multiforme giocato dalle immagini nel processo di conoscenza della natura. Gli incontri saranno trasmessi in streaming su www.scienzainrete.it. Nell'immagine: un'illustrazione tratta dal "Recueil d’observations de zoologie et d’anatomie comparée" del 1833. Credit: Internet Archive Book Images/Flickr.

Alta temperatura 

Giovedì scorso Alexandria Ocasio-Cortez (nota anche con le sue iniziali AOC) ha presentato una proposta di legge per un "Green New Deal", 10 anni di mobilitazione nazionale per trasformare l'economia statunitense in un'arma contro il cambiamento climatico. Si tratta di una sfida che potrebbe incidere sulle politiche del clima nei prossimi anni [The Atlantic; Robinson Meyer]

Le notizie di scienza della settimana #86

Durante l'incontro annuale del World Economic Forum a Davos Greta Thunberg, una ragazza svedese di 16 anni, si è rivolta ai leader mondiali chiedendo delle azioni concrete per ridurre le emissioni di gas serra e contenere il riscaldamento globale entro 1,5°C rispetto ai livelli preindustriali. Le sue parole sono state: «Non voglio che voi nutriate delle speranze per il futuro, voglio che siate presi dal panico» nel vedere la nostra casa che va a fuoco. La scorsa estate Thunberg aveva scioperato dalla scuola occupando la scalinata del Parlamento svedese per chiedere al proprio governo di promuovere politiche radicali per contrastare il cambiamento climatico. Credit: World Economic Forum/Flickr. Licenza: CC BY-NC-SA 2.0.

Gli algoritmi possono essere razzisti

Le notizie di scienza della settimana #85

He Jiankui, lo scienziato cinese che a novembre aveva annunciato di aver fatto nascere una coppia di gemelle con DNA modificato mediante la tecnica CRISPR, è stato licenziato dalla Southern University of Science and Technology di Shenzen, nella provincia sudorientale di Guandong. La decisione arriva dopo che una squadra di investigatori incaricati dalle autorità sanitarie provinciali ha concluso che He Jiankui ha violato il regolamento nazionale che proibisce di utilizzare tecniche di editing genomico a scopri riproduttivi. Non solo: secondo gli investigatori l'esperimento di He Jiankui trasgredisce la norma che impedisce a persone affette dal virus dell'HIV di intraprendere percorsi di fecondazione assistita. Nell'immagine: He Jiankui durante il Summit on Human Genome Editing in Hong Kong il 27 novembre 2018, il giorno dopo l'annuncio di aver fatto nascere le prime due gemelle con DNA modificato con la tecnica CRISPR. Credit: 湯惠芸 / Wikipedia. Licenza: pubblico dominio.

Misure per contrastare il cambiamento climatico

Come rendere accettabile una tassa sulle emissioni? Un sondaggio condotto su cinquemila persone di cinque Paesi diversi ha mostrato che una carbon taxglobale sarebbe socialmente più accettabile se venisse ridistribuita tra i cittadini, sia abbassando le tasse sul lavoro che in forma di dividendi [Nature; Stefano Carattini, Steffen Kallbekken, Anton Orlov] 

Le notizie di scienza della settimana #83

Sono state rese pubbliche il 5 dicembre scorso tre nuove mappe che mostrano le aree del pianeta più esposte al rischio sismico e quelle che, nel caso di un terremoto, subirebbero i danni maggiori in termini di morti, edifici crollati, danni all'economia (in particolare le tre mappe si riferiscono a hazard, risk ed exposure). A realizzarle, dopo quasi dieci anni di lavoro, è il Global Earthquake Model, un consorzio di università e industrie fondato dall'OCSE con sede a Pavia. Per la prima mappa i ricercatori hanno incorporato oltre 30 modelli nazionali e regionali di attività sismica con l'obbiettivo di calcolare la probabilità che un certo evento sismico con determinate caratteristiche si verifichi in ciascuna zona. Per la seconda hanno svolto un'indagine sui materiali e l'architettura degli edifici, mentre per la terza hanno misurato la distribuzione e la densità delle costruzioni. Nell'immagine i danni provocati dal terremoto del 28 settembre scorso a Petobo, un villaggio a sud della capitale Palu nella provincia centrale dell'isola di Sulawesi, Indonesia. Credit: Devina Andiviaty / Wikipedia. Licenza: CC BY-SA 3.0

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