Cristina Da Rold

Freelance (data) journalist & science communicator.

Mi occupo di giornalismo e comunicazione della scienza come freelance. Soprattutto in rete e soprattutto data-driven.

Lavoro per la maggior parte su temi legati a salute, sanità, nuove tecnologie, economia.

Web: www.cristinadarold.com

Twitter: @CristinaDaRold

Ricerca sul cancro: il paradosso italiano

La mappa della ricerca sul cancro 2010-2014 che misura su data base Scopus per un numero selezionato di paesi, rispettivamente volume delle pubblicazioni (cerchio grigio), citazioni (cerchio blu) e impatto citazionale per campo (cerchio rosso). Da "Cancer Research. Current trends & Future Directions", Elsevier, 2018.

C'era una volta il paradosso francese, secondo il quale i cugini d'oltralpe mangiano più grassi ma muoiono di meno per malattie cardiovascolari. Oggi, in tutt'altro campo, si parla di paradosso italiano. La ricerca italiana va bene anche se finanziata meno che negli altri paesi. L'ultimo rapporto sulla ricerca oncologica sul cancro pubblicato da Elsevier in base ai dati Scopus (Cancer Research Report di Elsevier) sembrerebbe confermare il paradosso.

Risvegliare i batteri addormentati

Sara Sattin

Sara Sattin, trentacinquenne, lavora presso il dipartimento di Chimica dell’Università Statale di Milano, e si è aggiudicata uno Starting Grant di 1 milione e mezzo di euro per i prossimi cinque anni per il suo ERACHRON (Eradicating Chronic Infections), un progetto per studiare un approccio innovativo per combattere la resistenza agli antibiotici dei batteri persistenti, un fenotipo batterico che gioca un ruolo determinante in molte infezioni croniche.

Le illusioni perdute dei dottori di ricerca

© Università di Bologna - 2013

Secondo quanto emerge da un recente rapporto di Almalaurea, i dottori di ricerca italiani non sembrano essere molto soddisfatti della propria condizione attuale, specie quanto a possibilità di carriera. Solo poco più della metà (il 58%) di chi ha risposto al questionario (2.409 dottori di ricerca del 2016 provenienti da 15 atenei italiani) ha dichiarato che se potesse tornare indietro intraprenderebbe lo stesso percorso di studi.