Ariela Benigni

Ariela Benigni si è laureata in Scienze Biologiche all'Università degli Studi di Milano e ha conseguito il Ph.D. presso l'Università di Maastricht. Attualmente è Capo del Dipartimento di Medicina Molecolare e Segretario Scientifico dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Bergamo.
Ha trascorso periodi di formazione all’estero, tra cui il Centre Regional de Transfusion Sanguigne di Strasburgo, il Guy’s Hospital a Londra, il Brigham and Women’s Hospital a Boston.
È stata Associate Editor di Kidney International, Journal of Nephrology, International Journal of Artificial Organs e attualmente è Academic Editor di Expert Opinion on Therapeutic Patents, PeerJ, Plos One. Dal 2007 al 2012 ha collaborato con l’Organizzazione Mondiale della Sanità per un progetto multicentrico internazionale sui fattori angiogenici come causa di pre-eclampsia. Nel 2007 ha avuto l’incarico di “Senior Fellow in Obstetric Medicine” presso l’Università di Oxford, Nuffield Department of Obstetrics & Gynaecology. Recentemente è stata nominata membro della Visiting Committee di AERES – Agence d’Évaluation de la Recherche et de l’Enseignement Supèrieur – per la valutazione dei ricercatori all’Hopital Necker di Parigi.
La sua attività scientifica riguarda soprattutto la comprensione delle cause dello sviluppo di glomerulonefriti e i meccanismi di progressione del danno che porta alla perdita della funzione renale. Nel campo del rigetto del trapianto è stata tra i primi ad utilizzare con successo la terapia genica con vettori virali per prevenire il rigetto acuto del trapianto di organo solido senza ricorrere a farmaci antirigetto. Il suo gruppo si sta attualmente occupando di medicina rigenerativa con l’obiettivo di studiare se le cellule staminali possano curare le malattie renali acute e croniche e di capire come il rene sia capace di rigenerarsi. È autrice di oltre 230 pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali.

Novità dalla ricerca sul rigetto cronico del trapianto

Risolvere il problema del rigetto cronico del trapianto d’organo attraverso la terapia genica è stato l’obiettivo di un progetto triennale, ormai in fase terminale, sostenuto economicamente da Fondazione Cariplo e da Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo.