Martina Zilioli

Nata nel 1986, si laurea in Biologia Molecolare nel 2011 presso l’Università degli Studi di Padova. Master in Comunicazione della Scienza e dell’Innovazione Sostenibile, è assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Scienze Bio-agroalimentari del Consiglio Nazionale delle Ricerche.

Crede che la bellezza sia l’accordo perfetto tra le note dell’arte e quelle della scienza.

Piattaforme e prospettive per la medicina personalizzata

Fatta eccezione per i gemelli identici, non esistono due persone geneticamente uguali. In linea teorica questo significa che se confrontassimo due individui qualunque avvicinando le loro doppie eliche di DNA e risalendone i gradini, troveremmo che in media ogni mille passi c’è una differenza tra l’una e l’altra.

Verso una terapia personalizzata. Efficace per tutti.

Già 2.500 anni fa se ne discuteva. Ippocrate, il padre della medicina occidentale, fu un sostenitore della medicina personalizzata e in uno dei tanti testi che scrisse sottolineò la necessità di: “somministrare diverse medicine a pazienti diversi: quelle dolci non danno lo stesso beneficio a tutti, né gli astringenti producono lo stesso effetto, né i pazienti sono in grado di assumere la stessa bevanda” [1]. Oggi, il suggerimento di Ippocrate non è stato dimenticato.

Ombre e macchie sul caso Pistorius

Libertà su cauzione è la sentenza  pronunciata dai tribunali di Pretora per Oscar Pistorius, indagato per l’omicidio della fidanzata Reeva Steenkamp. Il campione olimpico e paralimpico, conosciuto come “blade runner” a causa dei suoi arti prostetici, è stato accusato di aver ucciso la fidanzata, morta nella loro abitazione a Pretora, Sudafrica, all’alba dello scorso 14 febbraio.