La logica nell'era dei ragazzi digitali

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E' universalmente riconosciuto che il rendimento scolastico dei ragazzi, oltre a essere fortemente influenzato da una serie di fattori comportamentali e socioculturali, è strettamente collegato ad alcune abilità di base che sono 'trasversali' all'apprendimento delle varie discipline; tra queste un ruolo speciale è quello delle abilità di ragionamento logico, collegate al pensiero strategico e alla risoluzione di problemi.

Presso l'Istituto Tecnologie Didattiche del Consiglio Nazionale delle Ricerche è stato realizzato il progetto LOGIVALI, finanziato da INVALSI (Istituto Nazionale per la VALutazione del Sistema educativo di Istruzione e di formazione) che ha avuto come obiettivo principale quello di definire una metodologia di uso dei giochi digitali per la valutazione di abilità nelle aree del ragionamento logico e nella risoluzione di problemi. Principale output del progetto è stata la l'elaborazione, la validazione e la standardizzazione di un test per la valutazione di abilità di pensiero logico in alunni della scuola elementare. I risultati del progetto, tuttavia, vanno ben al di là della mera, ancorché significativa, possibilità di usare il test nella scuola a scopi "diagnostici"; essi di fatto costituiscono una solida base per meglio comprendere come le abilità di ragionamento logico possano essere concretamente supportate e stimolate e, per far ciò, usano proprio quei mezzi che i ragazzi di oggi, i "digital native", sono così abituati ed inclini ad utilizzare: i giochi informatici.

L'Istituto Tecnologie Didattiche del CNR è la prima istituzione pubblica italiana interamente dedicata al campo di ricerca delle tecnologie didattiche e cura da molti anni anche una rivista scientifica nel settore.

Il settore di ricerca delle Tecnologie Didattiche si pone l'obiettivo di studiare e analizzare il ruolo che la tecnologia può avere nei processi di insegnamento e apprendimento con il duplice obiettivo di offrire risposte concrete ai bisogni della scuola di oggi e di prefigurare le potenzialità ma anche gli elementi di possibile criticità della scuola del futuro. Il fuoco è, però, sempre l'educazione e non la tecnologia.

La ricerca in tecnologie didattiche, si contraddistingue sia come ricerca di base sia come ricerca applicata con una forte caratterizzazione interdisciplinare. Gli aspetti di elaborazione concettuale, di conseguenza, sono spesso intrecciati con lo sviluppo di prototipi (ambienti didattici interattivi, ambienti per la comunicazione e la collaborazione, dispositivi tangibili per l'uso educativo, ecc.) e con la loro sperimentazione sul campo. Le sperimentazioni, avendo per oggetto processi educativi, hanno usualmente un'estensione temporale prolungata, richiedono modelli per l'elaborazione dei dati e dei risultati ed hanno quasi sempre una forte componente di trasferimento.

L'Istituto svolge progetti e ha collaborazioni sia a livello nazionale (ad esempio, con il Ministero Pubblica Istruzione, l'INVALSI, le Provincie e le Regioni, le scuole) sia a livello internazionale (ad esempio, attraverso progetti finanziati dalla Comunità Europea).

Le attività di ricerca sono spesso realizzate a stretto contatto con gli insegnanti, gli alunni e le istituzioni che di scuola si occupano. Tali attività di ricerca affrontano problematiche concrete pur con l'obiettivo a lungo termine di studiare i processi di innovazione nell'apprendimento. Alcuni argomenti affrontati sono stati, ad esempio: la progettazione di ambienti interattivi capaci di contribuire all'apprendimento matematico e scientifico; la robotica educativa per promuovere la cultura scientifica e tecnologica nei bambini, la promozione dell'inclusione di soggetti con disabilità e dell'accesso per tutti alle tecnologie digitali, il miglioramento dei processi di formazione continua attraverso lo strumento delle comunità virtuali, l'individuazione di nuove competenze e abilità per la società della conoscenza, i nuovi modelli e metodi per la formazione degli insegnanti, l'utilizzo dei videogiochi per sviluppare abilità di ragionamento e di pensiero strategico, ecc.

Maggiori informazioni sulle attività dell'Istituto si possono trovare sul nostro sito.

La significatività delle ricerche in tecnologie didattiche si inserisce nella più ampia problematica delle sfide e dei problemi che l'educazione e la scuola, in particolare, deve oggi affrontare. Sfide e problemi che derivano sia dalle mutate esigenze della società attuale sia da insufficienze e bisogni a cui tradizionalmente è sempre stato difficile offrire soluzioni efficaci.

Il rapido cambiamento della società, oggi attraversata da dinamiche non immaginabili fino a pochi decenni orsono, pone alla scuola non solo la necessità di affrontare nuove necessità educative ma anche e, forse, soprattutto, la necessità di dare risposte di qualità senza perdere la sua vocazione di scuola per tutti, affrontando bisogni che, seppur tradizionalmente presenti nei nostri sistemi educativi, necessitano di nuove strategie di approccio. Si pensi, ad esempio, alle difficoltà messe in luce da studi internazionali quali quelli OCSE-PISA, in settori fondamentali per la preparazione di tutti gli individui quali la matematica, le scienze, la lingua.

I nostri sistemi formativi si basano su un modello di apprendimento tradizionalmente legato all'accumulo di contenuti e competenze, perseguito attraverso metodologie e percorsi che risultano oggi insufficienti. C'è, quindi, un crescente bisogno di dare a tutti gli studenti metodi, strumenti e abilità che li mettano in grado di rapportarsi efficacemente con una società sempre più accelerata e complessa a cui, per citarne solo alcune, le tecnologie digitali, la globalizzazione delle relazioni, lo sviluppo scientifico e tecnologico, il crescere dei flussi migratori, pongono nuove sfide e necessità.

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Epidemiology from obituaries

Image from da A deluge of death in northern Italy, Reuters graphics, 25 March 2020.

The number of deaths from Covid reported yesterday (26 March 2020) by the Civil Protection was 662 [1]. The whole of Italy, however, wants to know another fact: the all-causes mortality per day compared to the previous year. This number, indeed, seems to show us the effects of the epidemic much better than the deaths for and with Covid. 

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