Cesare Bertagnini

Location

Montignoso
Italy
IT
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La fissazione l’ho davvero: è la chimica.

                                              Cesare Bertagnini

 

  Bertagnini è da considerare uno dei pionieri della sintesi organica: appartiene al periodo glorioso della chimica organica italiana, che ebbe i suoi principali esponenti nel Piria e nei suoi allievi, lo stesso Bertagnini e il Cannizzaro. Collaterale, ma significativa, è la sua attività nel campo della biochimica.

                                                         Aldo Gaudiano

 

Qual perdita per la scienza, per l’Italia, per gli amici!

                                                         Alessandro Manzoni

 

Cesare Bertagnini (Montignoso, 1827- Viareggio, 1857) è un chimico e patriota nato in un paese toscano nei pressi di Massa da un nobile lucchese, Pietro, e da Bartolomea Giorgini, che è la sua prima insegnante. 

Si iscrive nel 1844 all'università di Pisa come studente di matematica, ma nel 1846 è ammesso come praticante nel laboratorio di chimica dell'università diretto da Raffaele Piria, con cui strinse un sincero sodalizio. Le sue prime ricerche riguardano la salicina (un glucoside dell’alcol salicilico).
Insieme al maestro Piria nell'estate del 1848 partecipa assieme al battaglione universitario di Pisa all’assedio di Peschiera dalla parte dei patrioti. Laureatosi in chimica alla fine di quell'anno, dal 1849 diventa ufficialmente aiuto di Raffaele Piria. Durante le vacanze estive, in un piccolo laboratorio attrezzato a Montignoso mette  a punto un metodo per la preparazione dell'acido malico dalle ciliege.

Nel 1851 effettua, con Piria, un viaggio di studio attraverso l'Europa, nel corso del quale conosce Liebig, Gmelin, Graham, Dumas, cui ha modo di presentare i risultati delle sue ricerche sui composti bisolfitici delle aldeidi, di cui fornisce la formula chimica esatta. Alla fine di quell'anno pubblica il suo primo lavoro davvero importante per la chimica organica: riguarda la combinazioni di alcuni oli essenziali con i solfiti alcalini.
Nel 1853 rende pubblico un nuovo metodo di preparazione dell'amarina e della furfurina. Tornato in Italia riprese l'attività scientifica e didattica, arricchita dalla traduzione di testi tedeschi di notevole interesse per la produzione del vino artificiale.
Nel 1855 partecipò alla redazione del Nuovo Cimento, insieme a Carlo Matteucci e a Raffaele Piria. Quello stesso anno pubblica con Stanislao Cannizzaro uno studio sulla preparazione dell’acido cinnamico a partire dall’aldeide cinnamica. Quando Piria nel 1856 divenuta professore a Torino, Bertagnini ottiene la cattedra lasciata vuota dal maestro a Pisa. Quell’anno pubblica sul Nuovo Cimento un lavoro sulla produzione artificiale dell'acido cinnamico a partire da benzaldeide e da cloruro di acetile. Una ventina d'anni più tardi il suo metodo verrà perfezionato da Perkin.
Nel 1857 pubblicò un lavoro sull'ossamide che riuscì a trasformare in acido cianidrico per disidratazione con anidride fosforica, dimostrando il passaggio dalla serie ossalica alla serie cianica.
Morì giovanissimo quel medesimo anno a causa della tisi. Era reduce da un viaggio di studio a New York.

È stato un biochimico e soprattutto un chimico organico di notevole valore. Il suo risultata maggiore consiste nella dimostrazione in laboratorio che nell’organismo animale l’acido nitro benzoico viene trasformato in nitrobenzoilglicina.