Gianfranco Biondi

Gianfranco Biondi è nato nel 1944. Laureato in Scienze Biologiche presso l'Università di Roma "La Sapienza" (1973) ha conseguito un Diploma di Perfezionamento in Statistica Medica, presso l'Università di Roma "La Sapienza" (1979).

Gianfranco Biondi è nato nel 1944. Laureato in Scienze Biologiche presso l'Università di Roma "La Sapienza" (1973) ha conseguito un Diploma di Perfezionamento in Statistica Medica, presso l'Università di Roma "La Sapienza" (1979).
E 'stato Professore Associato di Biologia della popolazione umana presso l'Università di Torino, Italia (1992-2001). Dal 2001, è Professore Ordinario di Antropologia presso l'Università di L'Aquila, Italia.
Biondi è membro della commissione editoriale di Annals of Human Biology, del Journal of Biosocial Science e della Przegląd Antropologiczny-Antrhopological Review. E' a capo di vari programmi del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR, Italia).
E' stato Research Fellow presso il Dipartimento di Genetica e Biometria, University College London, UK (1983) e presso il Dipartimento di Antropologia Biologica, Università di Cambridge, UK (1989, 1991).
I suoi interessi di ricerca sono Biodemografia, Antropologia e Storia della evoluzione umana. E' autore di libri sulla evoluzione umana, diversi articoli su riviste scientifiche nazionali e, capitoli di libri scientifici, articoli di giornali popolari e di riviste scientifiche. Curatore di mostre nazionali sulla evoluzione umana. E' autore di un blog, notizie sulla evoluzione umana, di Nova100 Il Sole 24 Ore.

Quando lasciammo l’Africa

Frammento di sinistra di un mascellare superiore adulto completo della dentizione dal primo incisivo al terzo molare (Gerhard Weber, University of Vienna, Austria)

L’origine africana e recente, databile a circa 200.000 anni fa, della nostra specie Homo sapiens è ormai un evento sul quale concordano sia le evidenze fossili che molecolari. Il recente articolo di Israel Hershkovitz e del numeroso gruppo che ha partecipato alla ricerca, apparso su Science del 26 gennaio 2018, ha invece modificato la data, anticipandola di molto, di un altro evento fondamentale nella storia dell’evoluzione della nostra specie: il momento in cui alcuni gruppi di H.

Naledi, l'altro Homo

I resti dei piedi appartenenti all'Homo Naledi ritrovati nella Dinaledi chamber in Sud Africa. Immagine dall'articolo "The foot of Homo naledi". Nature Communications 6: 8432. DOI:10.1038/ncomms9432.

Il Sudafrica ha svelato un altro frammento della storia evolutiva dell’umanità. E un frammento di notevole interesse, perché ha aggiunto al nostro record fossile una nuova specie. Già prima il cespuglio evolutivo del genere Homo, che compare nella scena africana degli ominini attorno a 2,8 milioni di anni fa, era ricco di specie e ora ha una nuova gemma o un nuovo ramo, come è più corretto dire.

Homo naledi, ecco un nuovo progenitore dell’uomo

Il cespuglio della nostra linea evolutiva, quella ominina, ha acquisito un nuovo ramo e proprio all’interno del nostro genere Homo. La nuova specie però – Homo naledi, che nella lingua sesotho significa stella – si sta dimostrando per gli antropologi un vero e proprio rompicapo, perché complica il percorso evolutivo degli ominini che è stato tracciato a partire dai fossili finora conosciuti.