Epidemiologia

Glifosato: dalla scienza al tribunale (e ritorno)

Macchina irroratrice della compagnia Chafer Machinery che spruzza glifosato su una coltivazione nel North Yorkshire in un soleggiato giorno di dicembre del 2014. Credits: Chafer Machinery / Flickr. Licenza:CC BY 2.0.

Il processo mediatico era stato celebrato a giugno del 2017 sui giornali di mezzo mondo, partendo dalle due inchieste pubblicate da Le Monde (qui e qui) sui cosiddetti Monsanto Papers

Ma quanto male fa lo smog?

'Inflation of lungs for still-born babies. Detail, two women, one holding a newborn baby and the other probably blowing air over the child through a pipe' . Credit: Wellcome CollectionCC BY

Se ancora ce ne fosse bisogno, studi recenti hanno confermato gli effetti dell’inquinamento dell’aria sulla salute, estendendosi progressivamente dai classici effetti respiratori e cardiaci a quelli cerebrali. Si dice spesso che negli ultimi decenni le concentrazioni di inquinanti siano scese. Dipende. Nel caso del particolato fine atmosferico (PM2.5) per esempio, questo non è vero. La concentrazione atmosferica globale di PM2.5 è infatti aumentata di 0.55 mg/m3/anno (2.1% all'anno) dal 1998 fino al 2012.

Cattive acque

Bombay, Dharavi Slum. Photo by Thomas Leuthard - Licenza: CC BY-SA 2.0.

 

Il 2 settembre del 1854 a Londra, precisamente al numero 40 di Broad Street, la figlia di Thomas e Sarah Lewis di 5 mesi muore di colera. È il primo caso di un'epidemia che colpi le aree limitrofe e una delle più virulente che l'Inghilterra ricordi. Proprio in Broad Street infatti era collocato un pozzo nero dove la signora Lewis era solita sciacquare i pannolini della figlia.

Nuovi dati su petrolio e salute in Val d’Agri

Mentre al teatro Argentina di Roma va in scena “Petrolio” di Ulderico Pesce, in cui l’attore e autore racconta la sua tragica “Lucania saudita”, nei paesi di Viggiano e Grumento Nova si svolge oggi un altro “spettacolo”, vale a dire la presentazione al pubblico dei risultati della VIS sul Centro Olio dell’alta Val d’Agri.

La salute disuguale in Italia

FOLLA 01. 2011, private collection, cm 40 x 90. Mosaico di Luca Barberini.

Dall'1 al 4 giugno si svolge a Trento il Festival dell'Economia, dedicato quest'anno alla "Salute disuguale". Per l'occasione Giuseppe Costa (epidemiologo dell'Università di Torino e del Servizio di Epidemiologia ASL TO3 del Piemonte) ha curato questo testo che è una vera e propria guida alle disuguaglianze di salute in Italia.

Ancora grandi le differenze di salute in Italia

L'ultimo rapporto Osservasalute, redatto dall'Osservatorio Nazionale sulla Salute delle Regioni italiane è un corposo documento di oltre 400 pagine, e dunque complesso da sintetizzare, ma un punto di vista sempre interessante emerge inforcando le lenti delle disuguaglianze, gli output di salute derivanti dai gradienti geo-socio-culturali e osservare come si comportano gli elementi più vulnerabili del sistema. Chi ha cioè meno risorse di partenza e dunque meno mezzi per contrastare queste disuguaglianze, che si traducono anzitutto in un maggiore impatto delle malattie croniche.

Epigenetica della disuguaglianza

Si può iniziare a parlare del libro di Michael Marmot (La salute disuguale, Il Pensiero Scientifico editore, Roma 2016) citando alcune delle tante agghiaccianti statistiche: un ragazzo di 15 anni che vive in Russia ha una probabilità di soli due terzi di arrivare a 60 anni, e la Russia si colloca a livelli simili a quelli di molti paesi africani dal punto di vista sanitario. Ma gli USA non vanno certo benissimo: usando la stessa statistica del ragazzo quindicenne, gli Stati Uniti si collocano solo al 50esimo posto mondiale.

Nuovo rapporto OMS: inquinamento oltre i limiti per 9 persone su 10

Qualche giorno fa l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha pubblicato gli ultimi dati sull'inquinamento dell'aria, aggiornati a dicembre 2015, e ancora una volta l'allarme è netto: meno di una persona su 10 nel mondo respira un'aria che rispetta le più recenti linee guida in materia di inquinamento da PM10 e PM2.5.

Crisi e salute: quello che sappiamo non basta

Il rapporto fra condizioni economiche e occupazionali e salute è ben documentato in letteratura. Sono numerosi i casi di studio presi in esami dai ricercatori, in particolare in riferimento alla recente crisi economica, ma a quanto pare fare una sintesi che tracci delle linee comuni a partire dai singoli casi di studio non è così semplice.

Prevenire la paranoia: terrorismo, disordini mentali e comunicazione

In questi giorni la notizia di una nuova strage è esperienza quasi quotidiana, una situazione che è il riflesso non solo della jihad ma anche di altri fenomeni come il dark web (che consente il facile acquisto di armi) e la diffusione di disordini mentali e di disturbi della personalità. Il fatto che la malattia mentale sia in gioco è talmente evidente da far sì che l’attribuzione alla jihad non sia necessariamente l’unica preoccupazione, ma che si richieda una seria riflessione su quanto sappiamo della distribuzione delle malattie mentali, dei disturbi

A cosa serve un'epidemiologia dell'uso delle armi

Ogni anno solo negli Stati Uniti muoiono per colpa di armi da fuoco 32 mila persone, e altre 67 mila vengono ferite, anche in modo grave. Si tratta del 7,1% delle cosiddette morti premature, e di queste il 2% è non intenzionale, frutto dell'errore insomma. E del fraintendimento, ampiamente falsificato dalle statistiche, che possedere un'arma si traduca in una maggiore e migliore probabilità di autodifendersi.

L’eredità di Seveso dopo quarant’anni: un ammonimento e una lezione

A quarant’anni di distanza, il disastro ambientale del 1976 a Seveso va ricordato sia come ammonimento - date le conseguenze che provocò sulla salute dei residenti e sulla vita e l’organizzazione della comunità e del territorio - sia come lezione in tema di rapporti tra sviluppo, ambiente e salute.

Come sorvegliare la salute delle popolazioni colpite da catastrofi?

In Italia vi è la necessità di favorire lo sviluppo di un'epidemiologia dei disastri naturali. Quindi pianificare, prima delle emergenze, procedure e linee guida per una sorveglianza a lungo termine della salute delle popolazioni a rischio. Questa in sintesi la riflessione che nasce dal congresso dell'Associazione italiana di epidemiologia (AIE) tenutosi a L'Aquila lo scorso 14 e il 15 aprile. Il convegno, dal titolo “Epidemiologia, sorveglianza e ricerca in occasione di eventi catastrofici.

TTIP: quali conseguenze per la salute?

«Il potenziale impatto del partenariato transatlantico sul commercio e gli investimenti (TTIP) sulla salute pubblica» è il titolo dall’articolo pubblicato da Epidemiologia & Prevenzione, rivista dell’Associazione italiana di epidemiologia, a firma di Roberto De Vogli (University of California Davis, US) e di Noemi Renzetti (University College di Londra, UK), in cui vengono passati in rassegna i diversi capitoli del TTIP che potrebbero interagire con la tutela della salute dei cittadini europei.

Ecco perché ci sono stati più morti nel 2015

2015: mai visti tanti decessi dalla II guerra mondiale. Questa la bomba partita l’11 dicembre scorso dalle pagine del quotidiano Avvenire, dove il demografo Gian Carlo Blangiardo commentava i dati di mortalità appena rilasciati dall’Istat. Una bomba che ha acceso il dibattito destinato a occupare i media nell’ultimo scorcio dell’anno passato. Perché nel 2015 tanti morti? Quali le ragioni? Colpa della crisi economica? Dei tagli alla sanità?

Quanta confusione sulla carne rossa

La valutazione della cancerogenicità della carne rossa da parte dell’Agenzia Internazionale per le Ricerche sul Cancro (e non da parte dell’OMS, come quasi tutti i giornali hanno detto) ha dato origine a numerose incomprensioni ed è stato un esempio di come sia difficile la comunicazione scientifica su temi che hanno un grande impatto sull’opinione pubblica.

Whitehall II: la rivoluzione delle disuguaglianze di salute

Trent’anni fa, 1985, prendeva il via in Gran Bretagna Whitehall study II, uno studio su diecimila colletti bianchi della pubblica amministrazione britannica inteso a capire perché l’aspettativa di vita dipenda dal ruolo lavorativo. Una domanda cruciale per la sanità pubblica e per tutta la politica del Welfare, che nasceva dai risultati storici cui era giunto il primo studio Whitehall, iniziato nel 1967. Perché Whitehall? Perché Whitehall è il nome di una via nel quartiere di Westminster dove si trovano i più rappresentativi uffici pubblici londinesi.

Salute nella polvere: ecco le ultime novità scientifiche sugli effetti del particolato

L’Organizzazione Mondiale della Sanità riporta che l’inquinamento atmosferico è responsabile di 7 milioni di morti premature nel mondo[1]. Oltre 4 milioni di queste morti sono attribuibili all’inquinamento indoor, quasi totalmente derivanti dall’uso di combustibili “poveri” per uso domestico nei paesi in via di sviluppo dell’Africa e del Sud-est asiatico.

Ambiente e industria in Italia

All’origine furono Seveso in Italia (1976) e Bhopal in India (1984). Furono quei due incidenti gravi (due esplosioni) a creare una percezione di massa del “rischio chimico”, ovvero dell’inquinamento, acuto o distribuito nel tempo, associato all’industria chimica. Nei giorni scorsi la paura è ritornata con la fortissima esplosione nella città portuale cinese di Tianjin.

Zona Rossa, l’Ebola vista da vicino

Ebola è oramai scomparsa dai nostri schermi, dai nostri giornali. Come altre grandi emergenze epidemiche è arrivata come un pugno nelle nostre case e ha invaso i media scatenando ansia nella popolazione, panico, incredibili timori.
Con la stessa velocità però è scomparsa, vaporizzata: Ebola? E chi è? Alla fine non è altro che un problema lontano, africano, che, grazie a Dio, non è capace di arrivare a casa nostra.

Parte Lifepath: invecchiare in salute un diritto anche dei meno abbienti

Ricercatori di dieci diversi paesi hanno dato inizio a un nuovo e ambizioso consorzio interdisciplinare per studiare l’impatto delle condizioni socioeconomiche delle persone sulla loro salute. Si tratta di Lifepath, un progetto che ha ottenuto un finanziamento di sei milioni di euro nell’ambito del programma dell’Unione Europea Horizon 2020 e che include quindici istituzioni in Europa, Stati Uniti e Australia. 

Malattie non trasmissibili: ecco gli obiettivi per il 2025

Nel 2012 le cosiddette malattie non trasmissibili (NCD), come cancro, diabete o malattie cardiocircolatorie, hanno mietuto 38 milioni di vittime, il 68% di tutte le morti registrate nel mondo nello stesso anno. Fra queste, 16 milioni le persone con meno di 70 anni e oltre l'80%, nei paesi poveri.

Trattamento dei rifiuti urbani: con HIA21 un nuovo approccio

Quando le indagini scientifiche vengono effettuate mentre il processo decisionale è ancora in corso, la tutela dei cittadini è maggiore. In questo modo infatti i dati raccolti possono essere utilizzati per indirizzare le politiche e orientarle affinché dal punto di vista sanitario e ambientale le garanzie per le popolazioni locali siano maggiori.
Questo approccio può riguardare molte situazioni di rischio, ad esempio la gestione dei rifiuti.

Amianto, mesoteliomi e Fibronit. I numeri della Lombardia

La sentenza Eternit ha fatto giustamente rumore. Una decisione che il 19 novembre scorso ha cancellato in un secondo le speranze di chi esigeva che qualcuno pagasse per le numerose morti per asbestosi nella zona dove sorgeva quella che è stata da più parti definita la “fabbrica della morte”.

Il ruolo dell’epidemiologia nella sanità pubblica

Sul tema ci sono alcuni argomenti scientifici particolari che sono stati costantemente alla ribalta negli ultimi anni nel nostro Paese. Argomenti particolari perché scientifici ma con forte impatto sui media e sulle scelte politiche. Argomenti caldi di quella interrelazione che a livello internazionale è definita come “science-policy interface”.

La globalizzazione fa bene alla salute?

È possibile istituire un parallelo tra i fenomeni economici e quelli sanitari? Certamente i paralleli sono molti, soprattutto se esaminiamo gli andamenti nel tempo in diverse aree del mondo.
Se per esempio consideriamo la crescita dell’aspettativa di vita in relazione al reddito pro capite, osserviamo una sequenza di fenomeni che coincidono approssimativamente con gli andamenti economici:

Memorie e nuovi Sentieri nelle terre dei fuochi

Esattamente 10 anni fa veniva pubblicato da Lancet Oncology il reportage sul c.d. triangolo della morte che osservando i dati di mortalità dei tre comuni di Acerra, Marigliano e Nola portava all’attenzione internazionale il tema rifiuti e salute.(1)
Pochi mesi dopo veniva pubblicata sulla stessa rivista una reazione-riflessione che ampliava la visione, asserendo che oltre il triangolo c’erano comuni in condizioni simili o anche peggiori dei tre considerati, e che sarebbero serviti studi ulteriori e di diverso tipo.(2)

Nei siti industriali inquinati maggior rischio di malattie

Ci si ammala più facilmente nei siti industriali contaminati: questo il succo della terza edizione dello studio «Sentieri» (Studio Epidemiologico Nazionale dei Territori e degli Insediamenti Esposti a Rischio da Inquinamento), finanziato dal Ministero della Salute e coordinato dall’Istituto superiore di sanità sullo stato di salute della popolazione che vive nei 44 siti di interesse nazionale per le bonifiche (SIN).

Viaggiatori pericolosi: le malattie infettive nel mondo

Immaginiamo di trovarci in una piccola biblioteca, dove non si trovano i best seller del momento, ma le opere sempiterne che verdeggiano nei programmi scolastici. Girandoci a destra incontreremmo prima di tutto il reparto dedicato agli Antichi, dove sono narrate tra le altre cose le vicende di Atene e dei suoi Pericle. Voltandosi a sinistra invece scorgeremmo gli antri misteriosi del cosiddetto Medioevo, dalle Sacre Scritture dove si racconta di colui che guariva i lebbrosi, alle vicende ludiche e amorose dei giovinetti decantati nel Decameron.

Rapporto EpiAir: è critica la salute dell'aria italiana

In Italia il traffico veicolare è ancora uno dei principali responsabili dell'inquinamento atmosferico delle città, portando l'ambiente in cima alle priorità a cui guardare. Ma se il nostro rimane in media uno dei Paesi europei a più alto tasso di criticità, negli ultimi anni si possono registrare alcuni miglioramenti, lenti, ma con un trend crescente.

Il ritorno dell'aviaria

L'influenza aviaria torna al centro dell'attenzione, dopo il recente caso dell'allevamento di galline colpite dall'influenza aviaria a Ferrara e il primo caso, riportato da uno studio pubblicato dal British Medical Journal, di probabile passaggio da uomo a uomo del virus H7N9 che ha colpito la Cina, causando finora 44 morti su 135 casi accertati. Si tratta di un sotto

Status syndrome: chi comanda vive più a lungo

Gerarchie di dominanza esistono in numerose specie sociali e la percezione della propria posizione in queste gerarchie, che per gli esseri umani è tipicamente determinata dallo status socio-economico, può influire notevolmente sulla qualità della vita e sul livello di salute, in particolare per quanto riguarda le malattie legate alle reazioni fisiologiche allo stress.

Puglia al check-up: inquinamento e 'paradosso di Lecce'

Lo scorso settembre, nel cuore dell'inchiesta sull'ILVA, le parole del ministro dell'ambiente Corrado Clini hanno suscitato molto clamore. Il ministro ha dichiarato che "a Lecce si muore più che a Taranto", riferendosi ai dati di mortalità per cancro pubblicati dall'Istituto Superiore di Sanità e dall'Osservatorio dei tumori della Puglia.

Manuale di sopravvivenza all'”aria da morire”

Di inquinamento atmosferico ci si può ammalare e morire. Ce lo ricordano con dovizia di particolari e di scienza Pier Mannuccio Mannucci e Margherita Fronte nel bel libro Aria da morire (Dalai editore, collana Zenit, 2013). Il primo direttore scientifico del Policlinico di Milano, medico e ricercatore di razza, componente del Gruppo 2003 nonché autore di decine di studi su inquinamento e malattie cardiovascolari. La seconda giornalista scientifica in forze a Focus e veterana di libri di scienza e ambiente. 

Arriva la rivoluzione dell'esposomica

Immaginatevi un migliaio di persone dotati di smartphone che oltre alle normali funzioni rilevano con speciali sensori alcuni inquinanti, e che grazie a un GPS correlano le esposizioni con gli spostamenti. Immaginatevi ora che le stesse persone vengano seguite all'interno di una sperimentazione che periodicamente preleva loro sangue e altri liquidi corporei, dosandone i principali metaboliti; che ne segua la storia medica e indaghi con questionari sulle principali abitudini di vita.

Quanto e come uccide l'amianto

I due supplementi di Epidemiologia & Prevenzione dedicati allo Studio epidemiologico nazionale dei territori e degli insediamenti esposti a rischio da inquinamento (S.E.N.T.I.E.R.I.) impressionano per la cautela con cui sono presentate le diverse analisi realizzate. L'atteggiamento generale è infatti quello di proporre delle indicazioni, piuttosto che evidenziare delle variazioni causali.

Muoviamoci: è tempo di sconfiggere l'obesità

L’obesità è considerata dall’Organizzazione Mondiale della Salute (OMS) una epidemia: il rapporto dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) 2011 stima che 1 persona su 2 sia attualmente da considerarsi obesa. Il costo medio di una persona obesa sul servizio sanitario nazionale è circa del 25% maggiore rispetto a una persona normopeso e complessivamente ciò equivale a una spesa pubblica pari al 1-3 % della spesa sanitaria nazionale. Non è solo un problema della collettività ma dell’individuo: le persone obese guadagnano fino al 18% in meno rispetto a un

Breve storia della guerra biologica

Il caso del virus mutato H5N1 ha riaperto il dibattito sul pericolo che un agente biologico possa essere adoperato come arma di distruzione di massa. Se qualcuno però ritiene che il bioterrorismo sia solo una conseguenza dello sviluppo che le scienze biologiche e mediche hanno avuto nell'ultimo secolo e in particolare negli ultimi decenni, compie un grave errore. L’utilizzo di patogeni in attività belliche è documentato sin dall’età classica.

H5N1, la pubblicazione dei dati molecolari è uno sbaglio?

Il World Health Organization ha preso la sua decisione, i lavori sul virus mutato H5N1 saranno pubblicati. Ma è veramente una decisione giusta? Non era meglio aspettare, capire, evitare che tali informazioni finiscano nelle mani sbagliate e generino una pandemia mortale e diffusissima? Uno dei problemi è rappresentato proprio dal tipo di ricerca, perché infatti giocare con la natura e se il virus “fuggisse” dal laboratorio?

H5N1, è giusto pubblicare le ricerche

L’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha deciso che i due controversi studi sul virus influenzale H5N1 saranno pubblicati integralmente. La decisione arriva dopo un incontro di due giorni, tenutosi a Ginevra al quale hanno preso parte 22 esperti di biosicurezza provenienti da tutto il mondo. "Secondo il gruppo di esperti, spiega Antony Fauci, rischi terroristici sono inferiori ai vantaggi che possono derivare dalle ricerche in termini di vaccini preventivi, test diagnostici e farmaci anti-virali".

Virus H5N1: ricerca, politica e società

H5N1 è la sigla che definisce il  virus dell'influenza aviaria, individuato per la prima volta a Hong Kong nel 1967. È difficile che questo virus si trasmetta agli esseri umani, diversamente di quanto accade con l'influenza di stagione, la trasmissione può avvenire infatti solo per contatto diretto con l'animale malato o con le sue secrezioni. Quando però avviene , il virus aviario H5N1 è letale in circa il 60% dei casi.

Se fossi una pecora verrei abbattuta?

«Se fossi una pecora, verrei abbattuta?», si chiede una signora in Campania dopo aver conosciuto i dati sulla contaminazione del sangue dei lanosi mammiferi che brucano nei dintorni di una fabbrica chimica dismessa. Dando espressione a una preoccupazione diffusa, gli uomini come le pecore sono vittima dell’inquinamento diffuso. Ma su cosa e quanto è fondata questa preoccupazione? Cosa sappiamo e cosa abbiamo diritto di sapere sulla qualità dell’ambiente nel quale viviamo e sui pericoli per la nostra salute?

La polemica sugli screening al seno

“Il miglior metodo che abbiamo per ridurre il rischio di cancro al seno è interrompere i programmi di screening. Così facendo il rischio di cancro al seno potrebbe diminuire di un terzo nelle fasce di età soggette a screening mentre il livello di sovradiagnosi di circa il 50 per cento nei Paesi in cui sono attivi programmi di screening”.

Quando l'inquinamento industriale accorcia la vita

Finalmente abbiamo una mappa dell'”Italia da rifare”. L'Italia ammalata per industrie insalubri e discariche abusive. L'Italia avvelenata dall'amianto e dalla diossina, e che da troppi anni aspetta di essere risanata. E' l'Istituto Superiore di Sanità a regalarci questa mappa con lo studio Sentieri, presentato oggi al Convegno dell'Associazione italiana di epidemiologia a Torino e appena pubblicato come supplemento sulla rivista Epidemiologia & Prevenzione (vedi sito).

Fino a prova contraria, il sale fa male

Fino a qualche mese fa le strategie volte a ridurre il consumo di sodio e a incrementare quello di potassio venivano considerate di grande importanza nei vari paesi, in quanto basate su una solida evidenza scientifica che supportava i benefici effetti rispetto al costo per la riduzione delle malattie cardio e cerebrovascolari, della malattia renale cronica, e di altre malattie cronico-degenerative compresi i tumori.

La coda lunga dell'11 settembre

Nella peggiore catastrofe della storia degli Stati Uniti dalla fine della seconda guerra mondiale sono morte quasi tremila persone ma altre stanno continuando a morire o moriranno di qui a qualche anno. Quanti alla fine i morti dell’11 settembre? Lancet di questa settimana ci dedica un intero numero. Fra i sopravvissuti si contano centinaia di disabili e migliaia di persone che dovranno curarsi per tutta la vita.

Investire nella bonifica di Priolo e Gela

Nel 1998 con legge nazionale n. 426 furono definiti i primi 15 siti di interesse nazionale per le bonifiche (SIN), tra i quali erano inclusi quello di Priolo-Gargallo e di Gela. Negli oltre dieci anni passati sono stati effettuati molti studi di caratterizzazione ambientale e alcuni interventi di risanamento parziale ma non si è ancora arrivati alla fase di bonifica vera e propria.

Vite fra i rifiuti

Avvelenati nell'anima e nel corpo. Così appaiono i campani delle province di Napoli e Caserta intervistati da una schiera di sociologi e antropologi sulla difficile convivenza con i veleni seppelliti nelle discariche abusive dalla camorra. Il libro che le raccoglie e commenta (a cura di Liliana Cori e Vincenza Pellegrino, Corpi in trappola, Editori riuniti, 2011) è il panorama di uno sfacelo ecologico e sociale senza paragoni in Italia, all'insegna della munnezza.

Virus "trasparenti" grazie a un'italiana

L’Organizzazione mondiale della sanità ha finalmente preso una posizione sulla trasparenza dei dati genetici dei virus influenzali. Cosa significa? Significa che oggi - di fronte alle minacce pandemiche - non c’è più spazio per tenere secretate le informazioni che vengono generate attraverso i programmi di sorveglianza virologica nell’interfaccia uomo-animale, e questa rappresenta un rivoluzione sotto molti aspetti.

Il costo dell'inquinamento

Il progetto europeo Aphekom, coordinato dall’Istituto francese per la sorveglianza della salute pubblica (InVS), ha presentato il 2 marzo a Parigi i risultati di uno studio triennale sull’inquinamento atmosferico e il suo impatto sulla salute, condotto da 60 ricercatori in 25 città in tutta Europa. Dispiace per gli increduli, ma i dati sono ancora una volta preoccupanti, con la rilevante novità che all'impatto sanitario viene associato quello economico.

Colpo di spugna sul benzo(a)pirene in atmosfera

Il recente decreto legislativo n.155 del 13 Agosto 2010 ha abrogato un’importante norma a tutela della salute. Con l’emanazione di questo provvedimento, infatti. il nostro paese fa un grande passo indietro circa l’impegno di rispettare l’obiettivo di qualità per il benzo(a)pirene di 1 ng/m3 nelle città con popolazione superiore ai 150.000 abitanti. Questa misura rappresenta un deciso passo indietro della prevenzone in campo ambientale e sanitario

Rifiuti a Napoli, ci risiamo

Camminare tra le strade di Napoli è veramente piacevole, ma non è stato mai molto agevole: macchine, tavolini dei bar, cassette dei negozi, deiezioni di cani, pavimentazioni sconnesse hanno sempre reso i marciapiedi napoletani difficili da percorrere, tranne le poche promenade turistiche. In questi giorni la passeggiata diventa un impresa: le strade sono, ancora una volta, ostruite da montagne di sacchetti di rifiuti urbani : una scena già vista, l’ennesima emergenza rifiuti della Campania (prevalentemente Napoli e Caserta).

Due errori logici contro l'Alzheimer

Vi sono proteine, come la beta amiloide o la tau, che si accumulano nel cervello dei malati di Alzheimer, e sono quindi oggetto di molti studi per comprendere meglio la demenza e trovare il modo di sconfiggerla. Sull'ultimo numero di Archives of Neurology, per esempio, due articoli e un editoriale sono dedicati al dosaggio di queste proteine per individuare i malati di Alzheimer o coloro che lo stanno diventando.

Quest'ultima possibilità, per le implicazioni che possiede, è dirompente, e merita una messa a fuoco.

Inquinamento dell'aria: quanto fa male?

In questo rigido inverno si parla molto di inquinamento dell’aria e dei danni che causa alla salute: soprattutto nei bambini e negli anziani. Si discute sulle polveri sottili e sui componenti gassosi dell’inquinamento, sul danno recato dal riscaldamento degli ambienti, e sulle soluzioni migliori per arginare queste minacce alla salute. Come spesso avviene, si dicono cose vere e giuste, ma anche false o inesatte.

L’inquinamento dell’aria è un fenomeno esclusivamente invernale?

Tutte le risposte (provvisorie) alle domande sul vaccino

L'influenza è sempre imprevedibile e questa influenza A/H1N1 2009 pandemica, lo è forse più di ogni altra. Si è diffusa molto rapidamente, e ciò significa che è molto contagiosa, ma le manifestazioni della malattia sono quasi sempre lievi, forse addirittura meno gravi di quelle dell' influenza stagionale. Colpisce più i giovani degli anziani.

Arsenico a Gela

Il 16 luglio a Gela l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha presentato il lavoro realizzato su incarico della Regione Sicilia: si tratta della seconda tappa del lavoro di ricerca in corso sulle tre aree ad elevato rischio di crisi ambientale della Regione, da cui emergono importanti contaminazioni ambientali.di LILIANA CORI