Roberto Satolli

Roberto Satolli, nato a Milano nel 1948, è medico e giornalista. Ha svolto attività clinica come cardiologo per un decennio, poi si è dedicato all’informazione, nel campo della salute e della scienza, rivolta sia ai medici e ad altri operatori, sia al pubblico generale. Ha fondato con alcuni collaboratori l’agenzia Zadig, specializzata nell’editoria scientifica, soprattutto elettronica e web, e nella formazione a distanza. E’ direttore di alcune testate scientifiche e collabora stabilmente con l’Espresso, il Corriere della sera e Sapere, oltre a pubblicare saggi con diversi editori.

Il terrorismo è comunicazione, anzi spettacolo

Persone ferite all'esterno della Victoria Station a Manchester e sulle scale che conducono alla Manchester Arena subito dopo l'attacco suicida avvenuto al termine del concerto di Ariana Grande il 22 maggio scorso. Credit: Joel Goodman/LNP.

Oggi gli europei si sentono minacciati da due avvenimenti: il flusso crescente di migranti dall’Africa e dall’Asia e il ripetersi di episodi di uccisioni e ferimenti di massa attribuiti a vari gruppi, in particolare al cosiddetto Stato islamico. Gli individui, i popoli e le istituzioni reagiscono in vario modo (dalla Brexit alla costruzione di muri, dalle mete per le vacanze al successo di nuovi movimenti politici, dalla guerra agli interventi umanitari), ma sembra che quasi nessun comportamento o decisione sia immune dalla percezione di dover reagire a un pericolo concreto e imminente.