Claudio Elidoro

Claudio Elidoro (1956), laureato in Astronomia all'Università di Bologna, divulgatore scientifico. Ha scritto numerosi articoli, pubblicati su riviste astronomiche italiane, circa i corpi minori del sistema solare.

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Un nuovo cacciatore di mondi

Veduta notturna delle tre cupole di ExTrA sotto un cielo spettacolare in cui spiccano gli asterismi di Orione, appena alla destra del centro, e dell'ammasso stellare delle Pleiadi, verso sinistra. Crediti: ESO/Petr Horálek.

All’Osservatorio di La Silla, sulle Ande cilene, ha iniziato la sua attività un innovativo sistema composto da tre telescopi per l’osservazione infrarossa dedicati alla ricerca e allo studio di pianeti extrasolari. Gli strumenti a disposizione dei cacciatori di pianeti, dunque, si arricchiscono di un nuovo importante elemento, ghiotta occasione per fare il punto di questa ricerca.

‘Oumuamua, l’intruso d’altri mondi

Raffigurazione pittorica di ‘Oumuamua, il primo e unico asteroide interstellare scoperto finora. Le osservazioni, prontamente compiute da numerosi osservatori, indicano che si tratta di un oggetto scuro, rossastro, con composizione rocciosa o metallica e dalla struttura estremamente elongata. Da quanto ci è dato di sapere, insomma, ‘Oumuamua sarebbe completamente differente da tutti gli oggetti del Sistema solare a noi noti. Crediti: ESO/Martin Kornmesser.

In fondo ce lo aspettavamo. Con l’abbondanza di sistemi planetari esistenti nella nostra Galassia, è pressoché inevitabile che un oggetto sfuggito da uno di essi possa passare dalle parti del Sole. Considerando le situazioni confermate, a tutt’oggi siamo a quota 2.780 sistemi per un totale di 3.710 pianeti, ma se mettiamo in conto anche le situazioni in attesa di conferma i numeri lievitano a 6.339 pianeti in 5.152 sistemi planetari.

Filamenti cosmici e materia mancante

Istantanea di una tipica simulazione computerizzata dell’evoluzione dell’Universo in cui appare la misteriosa struttura spugnosa del Cosmo. Di questa immensa ragnatela tridimensionale è artefice la materia oscura (in viola nell’immagine) che, con la sua azione gravitazionale, plasma i lunghi filamenti, li collega tra loro con nodi e obbliga la materia ordinaria a concentrarsi nelle regioni con densità più elevata. Le galassie (in bianco) si trovano dunque nei punti più densi della struttura e sono maggiormente concentrate nei nodi, dove si raggruppano in ammassi e superammassi. Interessante osservare come gran parte del “volume” dell’Universo sia occupato dalle immense regioni desolatamente vuote che si estendono tra i filamenti. - Visualizzazione: Frank Summers, Space Telescope Science Institute.

Tra i molti problemi che astronomi e cosmologi si trovano a dover districare vi è anche quello della materia mancante. Le attuali teorie e i dati provenienti dallo studio della radiazione cosmica di fondo, il cosiddetto eco fossile del Big Bang, hanno suggerito quale potrebbe essere la composizione del Cosmo.