Nucleare

Svuotare gli arsenali, costruire la pace

Bomba nucleare B61 - Credit: photo by Kelly Michals - Flick. Licenza: CC BY-SA 2.0.

 

Il 20 e 21 aprile 2018 si è tenuta a Ischia la terza edizione del convegno “Svuotare gli arsenali, costruire la pace”. Il convegno, che aveva come scopo principale quello di sensibilizzare l’opinione pubblica, soprattutto giovanile, sui temi del disarmo e della costruzione della pace, si è articolato in tre diverse tavole rotonde, ciascuna delle quali ha trattato un tema specifico: il Trattato di Proibizione delle Armi Nucleari (TPMW); le Armi Nucleari Tattiche in Europa; le Armi cibernetiche, armi autonome e infrastrutture critiche.

Carissimo Heisenberg! Carissimo Bohr!

Nella stagione 2017-2018 la Compagnia Umberto Orsini porta nuovamente in scena il testo teatrale Copenaghen di Michael Frayn. Quest’opera, che è stata già sulle scene italiane diversi anni fa, ha ottenuto un grande successo e ha stimolato convegni, dibattiti, approfondimenti. Si tratta di un’opera complessa, che porta in scena teorie scientifiche, passioni conoscitive, dilemmi morali.

Il neutrino parla italiano, ma sta imparando il cinese

Lucia Votano quando dirigeva i Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. Credit photo LNGS-INFN.

Il neutrino parla italiano, ma sta imparando il cinese. Volessimo riassumere in uno slogan il racconto che Lucia Votano fa del suo oggetto principale di studio, il neutrino appunto, nel nuovo libro, La via della seta. La fisica da Enrico Fermi alla Cina appena pubblicato con l’editore Di Renzo (novembre 2017; pp. 127; € 12,50), questo ci sembra il più calzante.

Dove sta andando il neutrino?

Bruno Pontecorvo: tra le sue pionieristiche idee gli studi sul decadimento del muone e la sua teoria delle oscillazioni del neutrino. Foto centropontecorvo.df.unipi.it

 

Il neutrino è una particella elementare che per certi versi parla italiano perché il suo nome, coniato nella nostra lingua da Enrico Fermi, è identico in tutta la comunità scientifica mondiale. Inoltre il contributo della scuola italiana di fisica in questo campo è stato, e continua a essere, molto rilevante.

Arsenali nucleari, il bando che mai arrivò

L'esplosione "Baker", parte dell'operazione Crossroads, il test di nucleare condotto dagli Stati Uniti sull'atollo di Bikini in Micronesia, il 25 luglio 1946. Credit: U.S. military Department of Defense.

Nell’anno 1986 l’arsenale nucleare mondiale tocca il suo apice, con 64.449 testate nucleari. Usa e URSS ne schierano, complessivamente 63.476, pari al 95,8% del totale.

Il 31 gennaio 1991 Usa e Urss firmano il Trattato START I (Strategic Arms Reduction Talks) e iniziano un processo di parziale disarmo che determina un notevole riduzione del loro arsenale e, di conseguenza di quello mondiale: nell’anno 2007 le testate schierate da USA e Russia (erede dell’URSS) sono 11.995, pari al 18,9% delle testate schierate 11 anni prima.

Non sottovalutiamo la ricerca militare della Corea del Nord

Il leader del Corea del Nord, Kim Jong-un, incontra scienziati e tecnici impegnati nelle ricerche sulle armi nucleari in questa fotografia senza data, diffusa dall'agenzia ufficiale nordcoreana (KCNA) a Pyongyang il 9 marzo 2016. Credits: REUTERS / KCNA.

Mentre non accenna a diminuire la tensione fra Corea del Nord e Stati Uniti, ci si chiede come sia possibile che il dittatore trentatreenne della Corea del Nord possa tenere sotto scacco il mondo intero.

La fisica delle particelle spiegata ai non esperti

Immagine computerizzata di un evento in cui è stato prodotto un microscopico buco nero nella collisione di due protoni. Photo credit: ATLAS Experiment © 2008 CERN.

In principio era Democrito. Il suo atomo (dal greco ἄτομος, ossia non divisibile) è in fondo la prima particella elementare, se per “elementare” intendiamo “privo di struttura interna” o “non ulteriormente scomponibile o divisibile”. Democrito, insieme a Leucippo, circa 400 anni prima di Cristo sosteneva infatti che fosse questo l’elemento originario della materia, quello che costituisce il limite invalicabile al tentativo di dividerla all’infinito.

Safecast: una rete di volontari misura le radiazioni di Fukushima

Il gruppo di lavoro di Safecast. Credit: Safecast.

Una nube radioattiva non ha un odore, come il gas dei fornelli. Una nube radioattiva non ha colore. D’altra parte non è una nuvola per come la intendiamo. Sulle mappe, però, una nube radioattiva ha un colore: è rossa, arancio o gialla, a seconda dell’intensità della radiazione.

Lettera aperta al Governo Italiano

Cittadini di Hiroshima partecipano a una fiaccolata di fronte all'Hiroshima Peace Memorial il 15 giugno scorso per chiedere l'eliminazione delle armi nucleari. Credits: KYODO

Lettera aperta al Governo Italiano

Conferenza ONU per negoziare una proibizione delle armi nucleari indetta con Risoluzione 71/58 dell'Assemblea Generale dell'ONU del 23/12/2016

 

Due minuti e mezzo a mezzanotte

Le preoccupazioni quotidiane, i problemi immediati e più vicini ci fanno dimenticare o rimuovere i pericoli che tutta l’umanità sta correndo a causa della minaccia legata alla stessa presenza delle armi nucleari e ai cambiamenti climatici che stanno modificando le condizioni di vita sul nostro pianeta.

Nuclear Security Summit 2016: nulla di nuovo contro l'"inverno nucleare"

Venerdì 1 Aprile si è concluso a Washington il quarto Nuclear Security Summit, certamente ultimo con questo formato e ultimo della Presidenza Obama, che aveva proposto questa serie di incontri ad alto livello nel suo discorso a Praga nel 2009. I precedenti si erano tenuti nel 2010 a Washington, nel 2012 a Seoul e nel 2014 a L’Aia.

Cop21 e Laudato si’. Il vento è cambiato: una punto di svolta nell’Antropocene

L’accordo di Parigi alla Cop21 è stato accolto nei modi più svariati. Si va da stroncature preventive (un inutile rituale [1]),  a un nugolo di commenti negativi sul web (inutile e assurdo [2]), alla sottolineatura delle tante ombre [3], alle sue due facce [4], fino a giudizi sostanzialmente positivi: un segno di speranza [5], motivo di soddisfazione [6], un inizio importante [7].

Il nucleare non è la soluzione

Nel dibattito sul cambiamento climatico, oggetto della appena conclusa COP21 di Parigi, ogni tanto rispunta il nucleare.
Su Scienzainrete, il 9 dicembre è stato pubblicato un articolo dal titolo ”Cosa può fare il nucleare contro il cambiamento climatico?” nel quale gli autori sostengono che “secondo molti il nucleare è un ingrediente essenziale per rispettare l’obiettivo di non più di 2°C di aumento di temperatura nel 2050.”

Pisa non dimentica Hiroshima e Nagasaki


Riposate in pace, perché questo errore non verrà ripetuto

(Parco della Pace di Hiroshima)

 

Il 6 e il 9 agosto 2015 è stato commemorato in tutto il mondo il 70° anniversario dei bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki. Le armi nucleari – più di 16000 testate possedute da Stati Uniti, Russia, Cina, Pakistan, India, Gran Bretagna, Francia, Israele e Corea del Nord – continuano a rappresentare una minaccia per tutto il genere umano, mentre cresce anche il rischio del c.d. terrorismo nucleare.

Da Pugwash a Nagasaki: Dialogo oltre le divisioni

Si è chiusa il 5 novembre la 61esima Conferenza Pugwash su Scienza e Affari Internazionali, dopo cinque giorni di incontri a Nagasaki, l’ultima città ad aver subito un attacco nucleare. Il titolo della conferenza “Nagasaki’s Voice: Remember Your Humanity,” che si traduce come “La Voce di Nagasaki: Ricordate la Vostra Umanità”, è un doppio rimando: da una parte alle memorie dei sopravvissuti della bomba atomica, e dall’altra alla storia di Pugwash e di quel Manifesto Russell-Einstein su cui si fonda.

“Let Nagasaki be the Last”, un nuovo appello per il disarmo nucleare

Circa 200 persone (scienziati ed esperti nucleari) di una quarantina di Paesi hanno partecipato alla Pugwash Conference on Science and World Affairs che trae il nome dal villaggio in cui si tenne la prima riunione nel 1957, in seguito all'appello-manifesto di due anni prima lanciato da personalità eminenti come Albert Einstein e Bertrand Russell. Pubblichiamo il testo integrale del documento approvato.

 

Dall'atomica alla slow science

Il 6 e il 9 agosto del 1945 gli USA sganciarono su due popolose città giapponesi le prime due bombe atomiche della storia. Una distrusse Hiroshima, l’altra Nagasaki: centinaia di migliaia i morti e altrettanti se non di più i feriti e i traumatizzati, molti non ancora nati. Il Giappone s’arrese e finì così la seconda guerra mondiale. Ma quelle due bombe segnalarono all’umanità l’inizio di un’era da cui potrebbe anche non uscire e che comunque vive e vivrà con l’angoscia che la sopravvivenza sua e della vita quale la conosciamo è a rischio.

Atollo di Bikini, la cicatrice della bomba atomica

Marzo 1954, Isole Marshall, Oceano Pacifico, Yoshio Misaki su una tonnara giapponese assiste a uno strano spettacolo: un sole che sorge a ovest. Ma non si tratta di un sole ma della luce prodotta dall’esplosione nucleare di un test americano effettuato in prossimità dell’atollo Bikini a 85 miglia a ovest della tonnara. La nube radioattiva raggiunge la tonnara e il vicino atollo di Rongelap. E nessun civile è stato avvertito. Che conseguenze avrà questo drammatico episodio sul rapporto tra scienza e società?

Nucleare, la difficile strada verso il disarmo

Venerdì 22 maggio si è conclusa a New York la quinquennale Conferenza di Rassegna del Trattato di Non Proliferazione (TNP), iniziata il 27 aprile. Dopo quattro settimane di discussioni, dichiarazioni e negoziati, i diplomatici degli Stati firmatari del TNP (circa 190) non sono riusciti a raggiungere il consenso generale sul documento conclusivo.

Giancarlo Pinchera, energetico pioniere

In una sorta di damnatio memoriae siamo costretti a riaffrontare vecchi problemi ambientali come se fossero nuovi. E’ il caso dell’energia, dove ogni anno riscopriamo il risparmio e l’efficienza energetica, il Negawatt al posto del Megawatt, magari riprendendo parole d’ordine di nuovi guru, dimenticandoci che di risparmio ed efficienza in Italia si era cominciato a parlare in forme nuove subito dopo la crisi energetica del 1973.

2035: verso quale energia? Meno petrolio più rinnovabili

La storia ci ha dimostrato a più riprese quanto si riveli spesso erroneo basare le proprie scelte su previsioni numeriche, per quanto complesse, soprattutto se i protagonisti coinvolti giocano su scala mondiale e se la questione di cui si parla poggia le fondamenta su dinamiche dalla portata incommensurabile, come gli interessi economici, la finanza, la geopolitica.

Clima: come ridurre le emissioni? Le conclusioni dell’IPCC

Con la pubblicazione del terzo capitolo del Quinto Rapporto di Valutazione (AR5) dell’IPCC si conclude la trilogia che fa il punto sui progressi della ricerca scientifica internazionale in materia di cambiamenti climatici dal 2007 (data del Quarto Rapporto, AR4) ad oggi. Il contributo del Working Group III, che si occupa delle misure di mitigazione, è stato approvato sabato 12 aprile a Berlino.

Armi nucleari in Europa

Alle tante questioni prese in considerazione nelle analisi della situazione che si è creata in Ucraina e dei conseguenti pericoli per la sicurezza internazionale bisogna aggiungerne una, non sempre presente, ma fondamentale: quali sarebbero oggi i termini del problema se sul territorio dell'Ucraina fossero ancora installate le circa 2000 testate nucleari strategiche che furono invece rimosse dopo la dissoluzione dell'Unione Sovietica.

XV Convegno Internazionale di Castiglioncello

Continuando una tradizione che risale al 1985, anche quest’anno, dal 26 al 29 Settembre, si è svolto presso il Castello Pasquini, il biennale Convegno Internazionale di Castiglioncello dell’USPID (http://www.uspid.org/). Questa 15ma edizione è stata organizzata come Pugwash-USPID joint meeting e dedicata a discutere su “Questioni critiche nel cammino per il disarmo nucleare”.

Non dimentichiamo Hiroshima e Nagasaki

6 Agosto 1945, ore 8.15 del mattino: gli Stati Uniti sganciano su Hiroshima “Little Boy”, la bomba ad uranio della potenza esplosiva pari a 15.000 tonnellate di tritolo che all’istante uccide circa 68.000 esseri umani e ne ferisce circa 76.000.

9 Agosto 1945, ore 11.02 del mattino: gli Stati Uniti sganciano su Nagasaki “Fat Man”, la bomba al Plutonio della potenza esplosiva di circa 22.000 tonnellate di tritolo che all’istante uccide circa 38.000 esseri umani e ne ferisce circa 21.000.

L'imbarazzante vicenda del piezonucleare

L’INRiM (Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica) è un ente pubblico di ricerca vigilato dal MIUR (il Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca) le cui strategie sono descritte, come la legge prevede, in un documento cosiddetto di “visione strategica” che traccia le linee guida dell’attività dell’ente per il decennio a seguire. Questo documento viene stilato periodicamente e nella versione del 2010 si può leggere la seguente frase:

Non sono le radiazioni a minacciare Fukushima

Sembra proprio che non sarà la radioattività a minacciare la salute degli abitanti della prefettura di Fukushima. Due diversi rapporti indipendenti, redatti rispettivamente dall'Organizzazione Mondiale della Sanità e dal Comitato Scientifico delle Nazioni Unite sugli Effetti delle Radiazioni Atomiche (UNSCEAR), gettano acqua sul fuoco delle previsioni diffuse dopo che lo tsunami scatenato dal terremoto dell'11 marzo scorso aveva travolto la centrale nucleare dellaTokyo Electric Power Company.

Il nucleare oggi, dal Giappone all'Europa

Germania, Giappone, ora la Francia: un filo comune unisce queste nazioni. È una storia cominciata con il terremoto e lo tsunami che nel 2011 hanno messo fuori uso la centrale nucleare di Fukushima, poche centinaia di chilometri a nord di Tokyo, e che continua ad avere ripercussioni in uno dei settori più critici per lo sviluppo umano: l'energia.

Fukushima, verso l’anniversario

L’11 marzo 2011 un sisma di magnitudo 9 e il conseguente tsunami hanno devastato una vasta area nella parte orientale dell’isola giapponese di Honshu, causando circa 20.000 morti. Il sisma e l’onda hanno colpito anche la centrale nucleare di Fukushima Daiichi, gestita dalla Tokyo Electric Power Company, determinando il disastro nucleare più grave della storia del Giappone.

Cadono i muri, ma le armi nucleari restano al loro posto

Mentre dopo il 6 ed il 9 Agosto del 1945 le armi nucleari non sono più state usate, nemmeno da parte di Paesi che le possedevano e che stavano perdendo una guerra (Stati Uniti in Vietnam e Unione Sovietica in Afganistan, per esempio), il numero delle vittime di guerre convenzionali è semplicemente terrificante: circa tre milioni nella guerra in Corea (1950-1953), più di 4 milioni nella guerra in Viet Nam (1960-1975), circa 1.2 milioni nella guerra in Afganistan (1979-1989), circa 1.5 milioni nella guerra Iran-Iraq (1980-1989), 1 milione in Ruanda (1990-1993), 250.000 nella guerra in Bosnia

Il prezzo dell'atomo

Sono stati i problemi di carattere economico, oltre che politico, che hanno indotto negli anni Ottanta all’abbandono del nucleare, sia pure in uno scenario politico, economico e ambientale assai diverso, ma anche in assenza di prospettive di sviluppo delle energie rinnovabili [1].

Sono di nuovo questi problemi che hanno rallentato la rinascita del nucleare, raffreddando molti entusiasmi iniziali e determinando la sospensione di molti progetti, ritardando quelli già avviati.

La primavera più difficile a Fukushima

Disastro tecnologico all’interno dello spaventoso cataclisma sismico giapponese, la centrale elettronucleare di Fukushima Dai-ichi è stata coinvolta dallo tsunami dell’11 marzo riportando danni strutturali con esplosioni e liberazione di acqua e vapori radioattivi, che hanno imposto l’evacuazione di circa 170.000 persone dalla zona circostante. A tutt’oggi la situazione dell’impianto di Fukushima non è ancora stabilizzata, mentre continuano intense le scosse sismiche (894 Sopra magnitudo 4,5), manca una precisa analisi dello stato di tutti i reattori nucleari coinvolti e u

Nucleare: non cambio idea

La politica per sua natura può avere ripensamenti, la scienza deve invece pensare più a fondo. Così ho molto apprezzato l'articolo di Francesco Merlo di ieri, perché mi invita aprecisare la mia posizione sul nucleare. E lo faccio pur rendendomi conto che il sovrapporsi delle dichiarazioni, l'inevitabile intreccio fra politica, cronaca e scienza di fronte a un disastro come quello giapponese, e lo sgomento generale che ci attanaglia, rendono molto difficile esprimere posizioni chiare.

L’energia nucleare non è indispensabile

 La tragedia del terremoto e dello tsunami che ha colpito il nord del Giappone, e i conseguenti danni alla centrale nucleare di Fukushima-I hanno ravvivato il dibattito sull’uso dell’energia da fissione nucleare. Le conseguenze sono ancora da accertare ma l’incidente sembra destinato a frenare le prospettive di sviluppo di queste opzione tecnologica.

Anatomia di un incidente nucleare

L’attenzione dei mezzi d’informazione e del pubblico è in questi giorni concentrata sulla situazione critica che si è determinata nella centrale nucleare di Fukushima a seguito del sisma avvenuto l’11 marzo (magnitudo 9, il quinto più forte di cui si abbiano notizie) a cui ha fatto seguito uno tsunami.

Conviene all'Italia?

Il problema nel voler formarsi un’opinione sensata e obiettiva sul nucleare è costituito in gran parte dalle fonti di informazione, che risultano il più delle volte contraddittorie non solo nelle analisi proposte, ma a volte persino nei dati riportati. La motivazione di questo stato di cose è che la maggior parte delle fonti di informazione di più facile accesso (soprattutto mass media, ma anche pubblicazioni divulgative) abbraccia o rifiuta l’ipotesi nucleare sulla base della propria appartenenza a una ideologia politica o a una qualche comunità o corporazione.

Nucleare: tra l’imprevisto e l’imprevedibile

I due colpi, il sisma e le onde di tsunami, che in rapida successione si sono abbattuti venerdì scorso sul Giappone sono stati senza dubbio alcuno fuori dall’ordinario. Il terremoto di magnitudo 9,0 è il più forte mai registrato nell’arcipelago nipponico e il quinto per potenza mai registrato al mondo. Lo tsunami, con onde alte fino a 10 metri, è avvenuto sottocosta e in pochi attimi ha raggiunto e devastato un territorio pianeggiante.

I bambini di Chernobyl. E quelli di Tokyo

Ci assicurano che non sarà come Chernobyl, ma è già peggio di Three Miles Island. L'incidente ai quattro reattori di Fukushima impensierisce tutti tranne i fanatici. E se è vero che stiamo parlando di centrali vecchie, sono pur sempre centrali in uso. E' questo il nuclerae con cui abbiamo a che fare, questa la sua "realtà effettuale". Non vorremmo che ai bambini di Chernobyl si aggiungessero le malinconiche vacanze italiane dei "bambini di Tokyo".

Il nucleare è sicuro?

Se l'Italia imboccherà la strada del nucleare, gli impianti che probabilmente verranno realizzati sono le centrali francesi EPR della società Areva e quelle nippo-statunitensi AP1000 della Westinghouse, anche se all’orizzonte fanno capolino centrali simili di fabbricazione russa e coreana. Nessuna di queste centrali cosiddette di terza generazione è ancora in funzione. Il mondo, ad oggi, è ancora popolato dalle centrali di seconda generazione, di cui le nuove rappresentano un’evoluzione soprattutto sotto il profilo della sicurezza.

Veronesi, la sicurezza e il nucleare

Umberto Veronesi sembra dunque intenzionato ad accettare la proposta di dirigere l’Agenzia per la sicurezza nucleare. Lo ha ribadito nelle scorse ore con una serie di interviste e di articoli scritti di proprio pugno pubblicati sui più importanti quotidiani nazionali. Veronesi ha sottolineato che si tratta di un incarico tecnico e non politico. L’Agenzia – ha detto l’oncologo milanese – non fa la politica nucleare del paese, ma ha il compito di assicurare che tutto ciò che avviene e avverrà nel settore nucleare avvenga, appunto, in condizioni di massima sicurezza.