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Flavia Carle

Professore Ordinario del SSD MED01 - Statistica Medica, Università Politecnica delle Marche, Coordinatore del Centro Interdipartimentale di servizi di Epidemiologia, Biostatistica e Informatica medica (Centro EBI) dell'Università di Ancona (dal 1996 al 2011).

Vicedirettore del Centro interuniversitario di Healthcare Research and Pharmacoepidemiology (Centro HRP – consorzio di 25 Atenei) (dal 2018)

Direttore dell’Ufficio VI, Direzione Generale della Programmazione, Ministero della Salute (dal 2011 al 2016) e Delegato del Ministero della Salute per l’Experts Group on Health Information (EGHI) dell’ Health & Consumer Directorate- General  dell’ European Commission (dal 2011 AL 2016).

Coordinatore del gruppo di lavoro nazionale del Ministero della salute “Modelli di valutazione dei percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali” (dal 2016)

Coordinatore del Registro Italiano per il Diabete di tipo 1 (RIDI) (dal 1997)

Membro del Comitato Etico Regione Marche (dal 2015), del Comitato Etico misto Università - Azienda Ospedaliera Torrette-Umberto I di Ancona (dal 1999 al 2014), del Comitato Etico dell’Azienda Ospedaliera “S.Salvatore” di Pesaro (dal 1999 al 2005), del Comitato Etico dell’INRCA di Ancona (dal 2000 al 2005).

Executive Editor della rivista BioMedical Statistics and Clinical Epidemiology (BMSCEJ) (dal 2007 al 2012) e della rivista Epidemiology, Biostatistics and Public Health (EBPH) (dal 2013). Membro dell’Editorial Board dell’International Journal of Environmental Research and Public Health (dal 2020)

Consulente della Regione Marche per il Governo della Sanità (dal 2008 al 2011).

Membro della Giunta del Collegio Nazionale dei Professori e Ricercatori universitari di Statistica Medica (dal 2014 al 2019) e Presidente dello stesso Collegio (dal 2017 al 2019)

Membro del Direttivo della Società Italiana di Statistica Medica e Epidemiologia clinica (dal 2002 al 2005, Segretario dal 2007 al 2009, Presidente eletto dal 2009 al 2011, Presidente dal 2011 al 2013)

Presidente del VI Congresso Nazionale della Società Italiana di Statistica Medica ed Epidemiologia Clinica “Misurare per migliorare” (2011)

Membro del Direttivo della Società Italiana di Alcologia (dal 2000 al 2002)

L'attività di ricerca si sviluppa lungo alcune linee caratterizzate da un denominatore comune costituito dall'applicazione di modelli di analisi statistica e di indagine epidemiologica alla valutazione degli interventi sanitari, alla definizione e applicazione dei metodi per la registrazione dei casi e l'analisi della diffusione e dei determinanti di alcune malattie ad alto impatto nella popolazione, con particolare interesse all’uso delle fonti secondarie di dati sanitari e allo sviluppo di metodologie per la valutazione dell’assistenza sanitaria. Ha partecipato, e coordinato per l’Università Politecnica delle Marche, diversi progetti finanziati dal Ministero dell’Università e della ricerca scientifica e tecnologica, dal Ministero della salute, dalla Comunità europea, da Enti pubblici della Regione Marche e dall’Università Politecnica delle Marche.

L’attività didattica, iniziata nel 1985, si svolge nell’ambito della formazione universitaria dell’area medica, di base e post-laurea, e della formazione continua in medicina presso l’Università Politecnica delle Marche e diversi Atenei e strutture di ricerca e assistenza sanitaria italiani; dal 2013 partecipa come docente al programma di alta formazione del Ministero della salute; dal 2016 é componente del comitato promotore per l’istituzione dell’Alta Scuola di Sanità Pubblica “School of Public health, Epidemiology and bioStatistics”.

La statistica medica lancia una proposta per le prossime pandemie

“Conoscenze, decisioni e incertezza: la statistica medica lancia una palla di neve, perché quella in corso non è l’ultima pandemia” è il titolo del position paper scritto da Flavia Carle1, Giovanni Corrao2 e Cristina Montomoli3, approvato e sottoscritto dal Consiglio Direttivo della Società Italiana di Statistica Medica ed Epidemiologia Clinica (SISMEC). Vi offriamo una sintesi che potrebbe risultare utile.

Immagine: Pixabay License.

Il fatto che questa pandemia abbia riguardato dall’inizio e con veemenza Paesi come l’Italia, dove le malattie infettive sembravano non rappresentare da tempo un problema prioritario per la salute dei cittadini, ha evidenziato due importanti criticità.