Giovanni Boniolo

Giovanni Boniolo laureato in Fisica e in Filosofia, ha la Cattedra di Filosofia della Scienza presso il Dipartimento di Scienze della Salute dell’Università di Milano, dove insegna Medical Humanities. Collabora con lo IEO di Milano. Coordina il dottorato in “Foundations of the Life Sciences and their Ethical Consequences” presso la Scuola Europea di Medicina Molecolare (SEMM) di Milano. Presiede, e fa parte di, comitati etici italiani e europei. Si occupa, soprattutto, degli aspetti filosofici ed etici della biomedicina. Nel corso degli anni ha pubblicato, in italiano e/o inglese, 13 volumi e ne ha curati 12. Ha scritto più di 150 saggi apparsi nelle più importanti riviste internazionali. L’ultimo libro: Il Pulpito e la piazza. Democrazia, deliberazione e biomedicina (Raffaello Cortina, 2011); trad. ingl. The Art of Deliberating. Democracy, Deliberation and the Life Sciences between History and Theory, Springer, 2012.

 

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Conoscere per deliberare. Anche online

Che cosa c’entra l’attuale dibattito sulla sorte del Senato italiano con la democrazia partecipativa e le pratiche deliberative, di cui sempre più si sente parlare? C’entra, se è vero che qualcuno - guarda caso ricercatori e giornalisti delle pagine culturali di importanti quotidiani - hanno contrapposto al Senato delle regioni (o dei comuni) un “Senato della conoscenza”.

E’ veramente “malata” la ricerca biomedica?

Un recente numero dell’Economist ha dedicato alla ricerca scientifica la copertina, dove figurava la scritta “How science goes wrong”, e un lungo articolo: ‘Trouble at the lab. Scientists like to think of science as self-correcting. To an alarming degree, it is not’; . Leggendolo, ci si rende conto che in realtà non si parla di ricerca scientifica in generale ma di ricerca biomedica, a parte un fugace cenno a “lavori” di psicologia cognitiva che anche a dire di uno dei padri (D.

Scienza, democrazia e il caso Stamina

Democrazia. Si fa presto a invocare il diritto di tutti di parlare. In effetti, l’isegoria, il diritto di parlare, è una delle caratteristiche della democrazia fin dalla sua nascita nell’Atene del IV sec. A.C. Tuttavia, allora sapevano bene, cosa oggi apparentemente dimenticata, che isegoria non è parrhesia: il diritto di parlare a vanvera. Democrazia non è il diritto di tutti di parlare senza sapere e senza ragionare.

Leggi ideologiche e loro bocciatura: “viva" la Legge40!

E’ di questi giorni la “bocciatura”, così è stata definita, della Legge 40 da parte della Corte Europea per i Diritti dell’Uomo di Strasburgo. Penso non sia più il caso di ricordare che cosa essa dica e quali vicissitudini abbia avuto fino a quest’ultimo parere di incoerenza con la Legge 194.

L'omicidio della scienza e il suicidio degli scienziati

Nel corso degli ultimi mesi si sono verificati nella comunità scientifica internazionale alcuni eventi epistemologicamente preoccupanti. Il primo riguardava il divieto di pubblicare i metodi sperimentali relativi alla modificazione del virus N5H1, il secondo aveva a che fare con la pubblicazione di articoli scientifici in cui i dati erano totalmente o parzialmente non divulgati, mentre il terzo riguardava un passo indietro nelle politiche di libertà di accesso alle pubblicazioni scientifiche.

The murder of science and the suicide of the scientists

Over the last months some epistemologically worrying events have occurred in the scientific community. The first concerns the prohibition to publish the experimental methods concerning how the virus N5H1 has been modified; the second regards published scientific papers with totally or partially non-disclosed data; and the third a potential step back with open access policies for scientific publishing.

Neutrini e lezioni filosofiche dimenticate

C’era un tempo in cui filosofia e scienza dialogavano in modo fruttuoso e i fisici (scienziati) sapevano di filosofia, anzi co-costruivano la filosofia della scienza (ricordate che dissero Ernst Mach, Pierre Duhem, Henri Poincaré, Norman Campbell, Percy Bridgman, Heinrich Hertz, Hermann von Helmholtz, Albert Einstein, Niels Bohr ecc.?). Poi venne il tempo in cui le discipline si separarono e nulla fu più come prima.

A proposito di virus modificati e censura

In queste settimane ha suscitato molta discussione l’annuncio della creazione del virus dell’aviaria H5N1 modificato così da renderlo estremamente pericoloso per la specie umana. Data la posta in gioco, sicuramente un dibattito pertinente e importante. Forse però, come sempre, avrebbe senso distinguere i vari piani per evitare il rischio non solo di aver ormai fatto la frittata (come la realizzazione del virus modificato) ma anche di mangiarsela quando è andata a male. Lasciamo da parte i titoli catastrofici di giornali e di molti siti che parlano di un virus che può annientare l’umanità.

Anche gli "umanisti" vanno misurati!

Si parla molto di valutazione e di merito anche qui su Scienza in rete dove, da poco, è intervenuto il Presidente dell’ANVUR. Sappiamo che in ambito internazionale il metodo valutativo è basato sull’impact factor: forse non il migliore in assoluto ma quello che abbiamo a disposizione per capire e valutare la validità di un ricercatore e di un prodotto di ricerca. E’ un metodo molto pragmatico e un po’ rozzo che si basa sull’idea sintetizzabile nel motto: “Tu sei ciò che la comunità scientifica cui appartieni ti riconosce”.

Genetica e società, il caso islandese

Vi è un caso famoso nella storia delle interazioni fra genetica e società, di cui si discuterà mercoledì 27 maggio nell'ambito di "Etica & genetica a giudizio", la prima moot court (la simulazione di un processo) organizzata al palazzo di Giustizia di Milano dal Campus INFOM-IEO in collaborazione con l'Università Statale di Milano e la European School of Molecular Medicine: quello islandese della deCode Genetics. di GIOVANNI BONIOLO