Covid-19/

COVID-19/Intervista

Le scuole all’esame del Coronavirus

Il Rapporto Covid reso disponibile il 21 agosto indica una serie di raccomandazioni per la gestione della pandemia nelle scuole; emerge anche l'idea che serva uno sforzo collettivo per combattere Covid-19 in modo efficace. Ne abbiamo parlato con Paolo D'Ancona, epidemiologo dell’ISS che ha coordinato la stesura del documento.

Crediti immagine: Designed by shangarey / Freepik

“La questione centrale delle decisioni di riapertura scolastica non è se le scuole debbano riaprire o meno, ma piuttosto come procedere con una riapertura scolastica più sicura attraverso la comprensione e la consapevolezza dei rischi per la salute pubblica”, è quanto si legge nelle prime righe del nuovo

  • 2888 reads
  • Ippolito: potenziare in fretta diagnosi e coordinamento delle sorveglianze

    Giuseppe Ippolito (nella foto), direttore scientifico dell’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di Roma e membro del Comitato tecnico-scientifico che in questi mesi ha fornito i pareri tecnici per le azioni di controllo dell’epidemia, ha letto per noi l’editoriale di Epidemiologia e Prevenzione, che elenca alcune raccomandazioni urgenti per preparare il sistema sanitario e di sorveglianza per l'autunno (qui l'articol

    Nicola Vanacore: alla scoperta del continente sommerso delle RSA

    L'Istituto Superiore di Sanità ha condotto il “Survey nazionale sul contagio Covid-19 nelle strutture residenziali e sociosanitarie”, pubblicato nei giorni scorsi. Cristiana Pulcinelli ne ha parlato con Nicola Vanacore, responsabile dell’Osservatorio demenze dell’ISS e uno dei curatori del rapporto finale, per capire i principali risultati, quali sono state le principali criticità osservate nelle RSA durante l'epidemia e quali possono essere le azioni future da intraprendere.

    Crediti immagine: congerdesign/Pixabay. Licenza: Pixabay License

    Nei mesi in cui la pandemia di Covid-19 ha colpito più duramente, le Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA) sono state luoghi critici. All’interno di quelle strutture che ospitano persone anziane e fragili si sono sviluppati focolai importanti con la conseguenza di un aumento significativo dei decessi. Un fenomeno che non ha riguardato solo l’Italia, ma che nel nostro Paese è sicuramente costato molte vite.

    Giorgio Metta: ripartiamo con più ricerca e tecnologia

    Giorgio Metta è il direttore dell’Istituto italiano di tecnologia (IIT) di Genova, ed è noto soprattutto per la sua “creatura”, il robot umanoide Icub. Lo abbiamo incontrato per capire il ruolo della ricerca e della tecnologia nella “ripartenza” post Covid. E per non farci cogliere impreparati al prossimo appuntamento (speriamo lontano) con un’emergenza di questo genere.

    Quale può essere il contributo della ricerca e della tecnologia in questa fase di ripartenza?

    Giovanni Apolone: il cancro nella bufera della pandemia

    Sento Giovanni Apolone, direttore scientifico dell’Istituto dei tumori di Milano, che domani dalle 14:30 parteciperà a un interessante webinar su Covid con Alberto Mantovani, Tito Boeri, Ilaria Capua, Giuseppe Ippolito e altri esperti (martedì 12 maggio, 14:30-18:30. Qui per seguire la diretta). Perché un'intervista su Covid a chi si occupa di tumori? Per due motivi: perché la pandemia ha colpito più duramente i malati cronici, in particolare i malati di cancro e di cuore.

    Gianni Rezza: ora la strada è cautela e monitoraggio precoce

    Ormai è certo: il lockdown dell’Italia ha prodotto importanti effetti sulla riduzione della trasmissione di COVID 19. Uno studio appena pubblicato su PNAS [1] quantifica questa riduzione intorno al 45% fino al 25 aprile, mentre i ricoveri evitati sarebbero circa 200.000. Ora però siamo nella “fase due”, le cose cambiano: qualcosa è più semplice, qualcosa più difficile. E’ il momento di fare qualche piccolo bilancio e qualche previsione. Ne abbiamo parlato con Gianni Rezza, direttore del dipartimento malattie infettive dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS). 

    Vittorio Demicheli: il nemico è Covid, non la Lombardia

    Chiamo Vittorio Demicheli alle 7:30 mentre sta venendo in auto a Milano per iniziare una nuova giornata d lavoro in ATS, di cui è direttore sanitario.

    Articoli di giornali ma ora anche di riviste scientifiche confrontano la risposta della Lombardia e del Veneto rispetto all’epidemia, i cui esiti sono sotto gli occhi di tutti. E attribuiscono soprattutto alle differenze fra le due sanità territoriali questa diversa risposta, più forte in Veneto che in Lombardia. Tu cosa ne pensi?

    Alessandro Manzoni: non sempre ciò che vien dopo è progresso

    Ritratto fotografico dello scrittore anziano, di mezzo busto, G. Rossi, Pittore Fotografo,1868.

    La situazione che stiamo vivendo nell'ultimo periodo sembra tanto strana, inusuale, mai vista prima: la pandemia di Covid-19 ci ha portati ad assistere a spettacoli di terrore popolare, agitazione estrema e soprattutto impreparazione da parte delle strutture sanitarie e governative: ma questa reazione è forse frutto dell'assoluta novità dell'evento? Per capirlo abbiamo oggi qui con noi una figura pronta a darci la sua testimonianza: lo scrittore Alessandro Manzoni, che salutiamo.

    Buongiorno a tutti.

    Anthony Fauci e l’ingrato mestiere della Cassandra

    Anthony Fauci insiene ai suoi collaboratori del Laboratory of Immuoregulation, dei Nationali Institutes of Allergy and Infectious Diseaeses.

    Ho incontrato Anthony Fauci vent’anni fa a Durban, Sudafrica, durante la tredicesima Conferenza mondiale sull’AIDS. Già allora il cinquantanovenne Fauci era uno dei protagonisti della lotta all’AIDS, sia dal punto di vista scientifico, sia da quello della sanità pubblica. 

    Maria Capobianchi: il test per gli anticorpi non è ancora affidabile

    A proposito di “exit strategy”, una delle questioni più calde è quella dei test per la ricerca sugli anticorpi. Il problema è che, seppure il calo delle infezioni proseguisse e le misure più restrittive -  il lockdown del Paese - dovessero terminare dopo Pasqua, questo non vorrebbe dire che il virus smetterà di circolare. Cosa fare dunque perché non si riaccendano focolai? C’è inoltre chi spinge perché l’economia riparta al più presto e anche in questo caso si pensa a come rimettere in moto la macchina senza rischiare di fare marcia indietro. 

    Pasquale Ferrante: cronache di Covid da un ospedale di Milano

    I farmaci impiegati per la terapia, le principali difficoltà gestionali, le prospettive sui tamponi... Luca Carra intervista Pasquale Ferrante, virologo dell'Istituto Clinico Città Studi.

    L’Istituto Clinico Città Studi, a Milano, è un ospedale privato accreditato dietro l’angolo rispetto alla redazione di Scienza in rete. Credo che se dovessi ammalarmi potrei andarci a piedi a farmi ricoverare. Nei giorni scorsi ci sono passato davanti e c’era un discreto via vai di ambulanze. Anche questo ospedale di zona è stato prontamente trasformato in presidio Covid-19. Anche nel suo pronto soccorso sono ridotti al minimo le persone con malanni che non siano riconducibli a febbre, tosse e polmoniti conclamate. Inevitabile quindi partire da qui nel nostro giro di ospedali.

    Vittorio Carreri: l’epidemia si combatte anche sul territorio

    Luca Carra parla di Covid-19 con Vittorio Carreri, che ha guidato la prevenzione pubblica della Regione Lombardia dal 1973 al 2003, affrontando l'emergenza diossina di Seveso nel 1976 (nell'immagine), e la messa in sicurezza della regione dopo Chernobyl. "Rispetto al Veneto e all'Emilia Romagna, in Lombardia l'assistenza domiciliare dei malati è stata molto inferiore e non ha saputo arginare il numero di ricoveri, dove il contagio si è diffuso ulteriormente. Senza una potente prevenzione e una adeguata sanità sul territorio la guerra al virus è più dura e fa più vittime".

    Ha guidato la prevenzione pubblica della Regione Lombardia dal 1973 al 2003. Nel ’73 è ancora consigliere al comune di Mantova in quota Partito comunista italiano. Ma è un assessore regionale democristiano, Vittorio Rivolta, a volerlo a Milano a dirigere i servizi di prevenzione della Regione. Stiamo parlando di Vittorio Carreri, igienista, 84 anni. Quello che ha messo in piedi i 15 Dipartimenti di prevenzione lombardi. Che ha affrontato l’incidente di Seveso nel 1976. Che è tornato in prima linea nel 1986 per mettere in sicurezza la regione dopo il disastro di Chernobyl.

    Intervista a Sara Platto, rimasta a Wuhan

    Sara Platto, laureata in Medicina veterinaria, professoressa associata di Comportamento e benessere animale alla Facoltà di Scienze Biologiche della Jianghan University (Wuhan).

    Sara Platto, laureata in Medicina veterinaria, è professoressa associata di Comportamento e benessere animale alla Facoltà di Scienze Biologiche della Jianghan University (Wuhan). Originaria di Brescia, vive in Cina da 13 anni, e a Wuhan da otto. È Secretary General della BASE (General Biology and Science Ethic) alla China Biodiversity Conservation and Green Development Foundation (CBCGDF). Il suo lavoro si divide tra l’Università e la Fondazione, che collabora con vari enti di ricerca.

    Ilaria Capua: ritratto di un virus scippatore

    Incontro Ilaria Capua inevitabilmente online, da dove mi accoglie sorridente e combattiva. Forse un po’ stanca di dover parlare solo di virus (“io mi occupo anche d’altro”), ma sarebbe strano il contrario. Anche perché le sue opinioni, che sembrano eruttare da un vulcano, generano una girandola di ipotesi apparentemente fertili, talvolta controcorrente. Come l'immagine del virus "opportunista e scippatore", che ha preso l'aereo per diffondersi nel mondo e attacca dove il sistema, e le persone, sono più fragili. Sentiamo cosa ha da dirci.

    Vittorio Demicheli: in Lombardia siamo in prima linea, ma ce la faremo

    Intervista a Vittorio Demicheli, direttore sanitario dell'ATS Milano.

    In Lombardia i numeri dei casi e dei morti cambiano troppo rapidamente perché valga la pena mandarli a mente, il sistema è sotto pressione e non potrà reggere molto più di una settimana, tempo in cui si prevede che l’epidemia possa cambiare segno e cominciare la sua discesa. Se non fosse così sarebbe una catastrofe da mettere nei libri di storia. Ma ce la faremo. C’è una generosità commovente dei medici e di tutti gli operatori sanitari, fra i più colpiti dal virus. La gente si fa coraggio e canta dai balconi.

    Rino Rappuoli: per il vaccino serve almeno un anno

    Parliamo di vaccini con Rino Rappuoli, appena tornato dagli Stati Uniti. Rappuoli, ora in Glaxo SmithKline, è fra i massimi esperti al mondo di vaccini. A lui si deve la messa a punto del vaccino contro il meningococco, e i primi vaccini a RNA. Ecco cosa ci dice sulle ricerche in corso. E sui tempi.

    Tutti si chiedono quanto ci vorrà per mettere a punto il vaccino contro il nuovo coronavirus. Qual è la sua previsione?

    Covid-19: i malati di fibrosi cistica sanno già cosa fare

    Immagine dal film "A un metro da te" (2019).

    La Fondazione Ricerca Fibrosi Cistica (FFC) da 18 anni finanzia progetti di ricerca mirati a trovare una cura per questa malattia genetica grave che compromette soprattutto i polmoni, con l’incidenza in Italia di un nuovo nato con fibrosi cistica ogni 2.500. Di fronte all’attuale pandemia del nuovo coronavirus SARS-Cov-2, chi ha la fibrosi cistica oggi dice “il mondo ci capisce di più”.

    Walter Ricciardi: ancora due settimane dure, possibile catastrofe negli USA

    n--

    L'intervista a Walter Ricciardi, consulente del Ministero della Salute, sulla gestione dell'emergenza Covid-19 in Italia: perché era necessaria la chiusura a livello nazionale? Perché vi sono differenze di mortalità così accentuate fra l’Italia e altri Paesi? E che previsioni possiamo fare a questo punto?

    Abbiamo raggiunto al telefono Walter Ricciardi, consulente del Ministro della Salute, di fatto la figura più di spicco nella complicatissima gestione dell’emergenza coronavirus in Italia.

    La prima inevitabile domanda è: era proprio necessaria la chiusura di tutta l’Italia disposta dal decreto di ieri?